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CIAO ENNIO

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Oggi siamo tutti un po’ più tristi. E anche più poveri. Perdiamo un uomo e un grande artista che ha dato tanto alla musica, ne ha fatto la sua ragione di vita. Il Maestro Ennio Poggi se ne è andato nel sonno a 79 anni, ma ha lasciato in noi un grande patrimonio, che ora non dobbiamo disperdere. Ad iniziare dalla sua creatura più bella, quel “Festival Borghi&Valli” che partito 28 anni fa da un lembo di Oltrepò Pavese ha fatto la storia di una terra e di una provincia. Con Laura Beltrametti ha formato un sodalizio artistico impareggiabile, il Duo Bechstein. Noi di Agenzia CreativaMente lo abbiamo seguito in tante avventure musicali, si è stretta una solida amicizia, che andava ben oltre il classico ufficio stampa. Con tutti i collaboratori del Festival si era creato un bel gruppo, sempre capitanato da Ennio, che rappresentava il nostro faro, il nostro Maestro: quando posava le mani sul pianoforte lasciava ogni volta basiti per la sua bravura, per il suo talento. Purtroppo è subentrata la pandemia e questo non ha permesso più lo svolgersi di tanti eventi, compreso il Borghi&Valli. Ma Ennio e Laura, nei limiti consentiti dalle vigenti disposizioni anticovid, qualche serata in giro per l’Italia l’hanno fatta, spesso eventi benefici. Cercheremo di ricordare tutto quel che ci ha lasciato Ennio in vari modi, a partire dalle sue composizioni, incise anche su cd, da “Iride” a “Teorema” (a due pianoforti con Laura Beltrametti), da “Little Fantasy” a “Oltrevalzer”, fino a “Strada della mia vita”, proprio quella strada che era fatta di musica, di suoni ed emozioni che lui ha percorso sempre con passione, generosità ed intensità. Pianista, direttore d’orchestra e compositore, con cinque diplomi di conservatorio al suo attivo, docente presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Ennio Poggi ha portato la sua esperienza internazionale in Oltrepò Pavese, contribuendo in modo determinante alla divulgazione della grande musica. Non a caso nel 2009 ha ricevuto dalla Provincia di Pavia la prestigiosa benemerenza Don Robecchi nel settore della cultura, nel 2010 è stato nominato Cavaliere della Repubblica. La lunghissima carriera artistica lo ha portato anche ad esibirsi per importanti società concertistiche in Italia e all’estero, insieme a Laura Beltrametti, il Duo Bechstein formato nel 2011 ha conquistato tanti palcoscenici in Europa.

Chi volesse porgere ad Ennio un ultimo saluto, potrà farlo Domenica 28 Novembre alle ore 19 presso la Chiesa del Sacro Cuore a Casteggio, dove poi si svolgeranno i funerali Lunedì 29 Novembre alle ore 11, celebrati da Don Luca Ghiacci, parroco di Casteggio, nel rispetto delle vigenti normative anticovid. In quella Chiesa lui ha suonato per tanti anni l’organo a canne e accompagnato il coro durante le principali funzioni, lì chi vorrà potrà fare eventuali offerte in sua memoria. La famiglia ringrazia per tutti i messaggi di affetto e vicinanza che stanno giungendo in queste ore. Non possiamo che unirci al dolore della moglie Fabrizia, ai figli Francesco ed Elena, al fratello Luigi, a Laura e a tutti coloro che porteranno sempre nel cuore Ennio.

Diego Bianchi e tutto lo staff di Agenzia CreativaMente e del Festival Borghi&Valli

L’articolo CIAO ENNIO proviene da PAVIA UNO TV.

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Crescere Insieme – 26 Luglio 2026

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L’incontro con Don Franco Tassone, parroco del SS.mo Salvatore e della Chiesa del Sacro Cuore a Pavia. Sacerdote da sempre a fianco degli ultimi, è responsabile della Caritas Pavese e per anni ha guidato la Casa del Giovane, allievo del venerabile Don Enzo Boschetti.

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Quando il territorio diventa solo una passerella

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026

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VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 26 LUGLIO 2026
Gian Marco Centinaio, già caporgruppo della Lega al Senato, poi Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo del governo Conte 1, Sottosegretario Mipaaf del governo guidato da Mario Draghi, oggi è impegnato a Roma come Vice Presidente vicario del Senato: un ruolo di assoluto primo piano sullo scenario politico italiano. Ogni domenica su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 Centinaio farà il punto sull’attualità politica e sull’attività di governo per spiegare in modo semplice ai cittadini lombardi e ai pavesi cosa succede nella stanza dei bottoni. A intervistarlo in merito il conduttore e giornalista Emanuele Bottiroli.

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