Economia
Pirelli celebra 150 anni, una storia di industria, cultura e tecnologia
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Che tratto originale, ti pare? Guarda quella P…sembra elastica, di gomma”. Sono le parole che hanno dato il via alle celebrazioni dei 150 anni di Pirelli, con la regia del Piccolo Teatro di Milano, dove un racconto teatrale ha riunito testimonianze, voci e immagini per rappresentare una storia di industria, cultura, costume, tecnologia e passione, iniziata il 28 gennaio 1872.
A ripercorrere i momenti più significativi sono stati Ferruccio De Bortoli, Stefano Domenicali, Paolo Mieli, Renzo Piano, Ferruccio Resta e Annamaria Testa, a fianco del vicepresidente Esecutivo e Ceo, Marco Tronchetti Provera, e di Alberto Pirelli, testimone del legame fra la famiglia e l’azienda. L’evento, condotto da Ilaria D’Amico, ha raccontato un percorso che attraversa tre secoli vissuti da Pirelli nel segno di ciò che la distingue maggiormente: la dimensione internazionale, le fabbriche, il rapporto con la cultura e con gli artisti, la creatività nella comunicazione, la presenza nello sport e nel motorsport, la costante ricerca di innovazione e l’avanguardia tecnologica.
“Oggi abbiamo voluto percorrere insieme un viaggio nella storia guardando al futuro – ha detto Tronchetti Provera -. Anticipare il cambiamento è quello che Pirelli fa da 150 anni grazie alla solidità della sua cultura di impresa e al suo saper essere sempre protagonista del presente. Elementi che oggi ci consentono di arrivare a questo traguardo con un brand affermato in tutto il mondo. Ci è sembrato importante condividere questo racconto con la nostra città, il nostro Paese e con tutte le realtà e le comunità internazionali con le quali quotidianamente ci confrontiamo. Un grazie a tutte le 30mila persone che ogni giorno in Pirelli costruiscono la nostra storia”.
Il logo creato per i 150 anni, svelato lo scorso novembre in occasione del lancio del Calendario Pirelli 2022 di Bryan Adams, è stato protagonista nei giorni scorsi al Rally di Montecarlo, dove ha decorato la livrea della vettura che ha compiuto il giro inaugurale del circuito, sulle piste e sui pettorali della Coppa del mondo di sci a Cortina e a San Siro nella partita Inter-Venezia. E nell’arco dell’anno continuerà a essere celebrato nelle sponsorizzazioni Pirelli.
L’evento del Piccolo è stato anticipato anche da un countdown internazionale che ha preso il via il 24 gennaio da Rio De Janeiro ed è proseguito nei giorni successivi con la proiezione del logo e degli auguri sui 180 metri della CITI Tower a Shanghai e con un’animazione tridimensionale sulla Nasdaq Tower di Times Square a New York, e su palazzo Venezia che si affaccia tra Via dei Mercanti e Piazza Cordusio a Milano. Il video mostra un pneumatico tridimensionale che corre lungo una discesa e si ferma prima di fuoriuscire dallo schermo, rappresentando perfettamente il payoff di Pirelli “Power is nothing without control”. il video si chiude con il logo e gli auguri per i 150 anni.
Sul palco del Piccolo Teatro, immersi in una scenografia composta da cinque grandi schermi, quattro attori hanno raccontato Pirelli partendo dalla sua storia. Immagini, video, foto del passato e del presente si sono alternati alle voci degli attori, che hanno ripercorso le tappe dell’azienda insieme a Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli, Alberto Pirelli e Marco Tronchetti Provera. Un dialogo incentrato sulle figure di Leopoldo Pirelli e di suo padre Alberto, anche attraverso il ricordo del nipote, e sul ruolo dell’azienda nella modernizzazione e industrializzazione del Paese. Sui suoi successi, ma anche sulle inevitabili difficoltà incontrate sulla sua strada.
Un percorso, quello di Pirelli, che prende il via il 28 gennaio 1872 da Giovanni Battista Pirelli, che a soli 23 anni scommette su qualcosa di assolutamente nuovo: la gomma. All’inizio l’azienda produce isolanti per telegrafi e cavi che connettono i punti più lontani di un’Italia appena nata. Cresce rapidamente in tutto il mondo e realizza oggetti d’uso quotidiano (dalle cuffie ai giocattoli fino agli impermeabili) e coperture per carri e bici in risposta alle prime forme della nuova mobilità. Fin dalla nascita concentrata sull’innovazione, la società punta su prodotti che diventano simboli anche dello sviluppo del Paese. Così come uno dei simboli di Milano diventa il Pirellone, il moderno grattacielo che negli anni ’60 ospita l’azienda prima del trasferimento del suo Headquarters in Bicocca, oggi un vero e proprio campus aziendale. Anche per Pirelli, però, non mancano gli ostacoli: le mancate fusioni, negli anni ’90, con Dunlop e Continental e il progetto di integrare reti e contenuti nelle telecomunicazioni, perseguito all’inizio degli anni Duemila con Telecom Italia e naufragato per ingerenze esterne. Crisi sempre superate ripartendo dal core business che porta l’azienda a focalizzarsi sui pneumatici.
Internazionale, Pirelli, lo è da sempre. Ed è proprio su questo aspetto che è proseguito il racconto.
Nata a Milano, si è trasformata rapidamente in una multinazionale, al punto da essere considerata inglese nel Regno Unito, brasiliana in Brasile, americana negli Stati Uniti… Una vocazione che si trova già nei viaggi del suo fondatore prima e dei suoi figli, Alberto e Piero, poi. L’identità è quella di una multinazionale con solide radici in Italia, relazioni industriali d’avanguardia, cura per il welfare e per la formazione. Sono proprio questi alcuni dei temi affrontati con Ferruccio De Bortoli, Marco Tronchetti Provera e Paolo Mieli.
Il viaggio sul palco del Piccolo Teatro è proseguito esplorando la grande tradizione industriale dell’azienda. Attraverso le sue fabbriche, Pirelli ha messo le radici in tanti Paesi, oggi 12 nel mondo, costruendo stabilimenti luminosi, sicuri e sostenibili. Luoghi più accoglienti con persone che lavorano con passione e un’industria 4.0 fatta di simulatori, intelligenza artificiale e robot come il MIRS inventato dalla stessa Pirelli. Insomma, oggi 18 fabbriche belle ed efficienti che trovano il loro paradigma in quella di Settimo Torinese, progettata e realizzata dall’architetto Renzo Piano che sul palco del Piccolo ha spiegato come coniugare funzionalità e bellezza, competitività e sostenibilità.
In questo percorso Pirelli non ha mai smesso di dialogare con artisti e intellettuali per mantenere uno sguardo sulla società, sulle sue evoluzioni e sulla trasformazione dei costumi. Lo ha fatto e lo fa attraverso linguaggi e strumenti innovativi: la Rivista Pirelli, il Calendario, Pirelli HangarBicocca, le pubblicazioni e le mostre della Fondazione Pirelli, i prodotti di Pirelli Design, il magazine World, i volumi dei suoi bilanci integrati con i contributi di artisti e scrittori. L’elenco che proviene dal palco del Piccolo Teatro è ricco e vede il suo inizio proprio con l’iconico logo Pirelli, nato a New York ai primi dei ‘900, con quella P che si allunga come se fosse di gomma. Un’azienda che sperimenta nuovi linguaggi, fa gomme e intervista Umberto Eco. Parla con scrittori, filosofi, poeti: oggi da Carrère a Kureishi, ieri da Elio Vittorini a Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo. Ospita Luchino Visconti e John Cage e mette i tacchi a spillo a Carl Lewis, accompagnato dall’indimenticabile payoff “Power is nothing without control”. Innovazione nel comunicare l’impresa, capacità di rinnovarsi conservando la memoria e dialogo fra industria e arte contemporanea, sport, fotografia e musica.
Su questi temi si sono soffermati Annamaria Testa, Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli e Marco Tronchetti Provera per raccontare mondi diversi con l’idea di fondo che fare impresa con passione significa anche fare cultura.
E la passione per eccellenza, quella che fa battere il cuore dei Pirelliani, sono i motori. Un’area dove la tecnologia è fondamentale, come spiega Alberto Pirelli, appassionato di rally, sport in cui l’azienda è protagonista fin dagli anni ’70. Oggi Pirelli è presente in oltre 350 competizioni motorsport.
Memorabile resta la Pechino-Parigi del 1907, quando il principe Scipione Borghese, a bordo di una Itala gommata Pirelli, affronta 17mila chilometri vincendo con 20 giorni di anticipo sul secondo equipaggio. Un grande successo che trasforma la mobilità in innovazione e spettacolo. E le competizioni in un laboratorio a cielo aperto. Nel GT, nel rally, nella superbike e in Formula 1. Del rapporto con il massimo campionato motoristico si parla sul palco con Stefano Domenicali, che oggi guida la Formula 1 alla vigilia di un cambiamento importante: l’introduzione dei pneumatici da 18 pollici in una competizione dove, tra le bandiere italiane, svetta anche quella di Pirelli. Sport per Pirelli però non è solo motori, ma anche calcio, ciclismo, sport invernali e vela, con Luna Rossa.
Dal racconto emerge come l’azienda si muova sempre con uno sguardo al futuro. “Guardare dentro per capire”, per trovare nuove soluzioni, come diceva l’ingegner Emanueli, che in Pirelli ha firmato tanti dei 6.700 brevetti depositati in 150 anni. Una lezione, quella di Emanueli, che oggi viene interpretata dalle oltre 2mila persone che lavorano nella Ricerca & Sviluppo, settore fondamentale per l’azienda.
Fondamentali sono anche le sue collaborazioni (oltre 50) con le principali università nel mondo, come testimonia Ferruccio Resta, che dialoga con Ilaria d’Amico anche sul rapporto di reciproco stimolo che lega Pirelli e il Politecnico di Milano. Oggi gli “eredi di Emanueli” sono impegnati a gestire l’accelerazione dell’innovazione, come la transizione all’auto elettrica, dove Pirelli è già presente con Elect, un pacchetto di soluzioni tecnologiche ad hoc per sostenere pesi, accelerazioni e consumi diversi rispetto alle auto tradizionali. Ma anche nuovi prodotti connessi come il Cyber Tyre, i cui sensori forniscono informazioni immediate al guidatore. Una continua innovazione, su strada ma non solo. Perché le tecnologie si evolvono e la virtualizzazione accelera i tempi della ricerca e della produzione. I pneumatici nascono e si sviluppano nel mondo digitale con la creazione di alter ego virtuali necessari per progettare e realizzare prodotti sicuri, performanti e più sostenibili grazie a materiali sempre più rinnovabili.
Al centro, da sempre, resta la gomma naturale con cui Pirelli ha prodotto anche il primo pneumatico al mondo certificato FSC (Forest Stewardship Council), a testimonianza di una catena di fornitura 100% sostenibile. Una tutela forte per l’ambiente come accade, ad esempio, con la partecipazione al progetto Birdlife per conservare le biodiversità in Indonesia. Grazie al suo impegno tra dimensione sociale, ambientale ed economica, Pirelli è ai vertici dei più importanti indici di sostenibilità.
Una nuova campagna pubblicitaria da oggi trasmessa in prima serata sulle principali emittenti televisive e lanciata su stampa, digital e social media celebra i 150 anni di Pirelli e reinterpreta in chiave attuale lo storico payoff “Power is nothing without control” invitando a riflettere, con un racconto visionario e metaforico, su due concetti complementari e contrapposti. Grazie alla tecnologia e ai social le persone hanno tantissimo potere, ma in un attimo questo può sfuggire di mano trasformandosi in caos. Più che mai occorre essere consapevoli che la potenza ha bisogno di controllo, nella vita e non solo in strada. Girato a Barcellona, con la regia dei Manson – team di registi messicani formato da Gerardo del Hierro, Pau López e Tomás Peña – la produzione di Utopia e la direzione creativa di M&C Saatchi, lo spot è pianificato attraverso i canali digitali anche a livello internazionale.
Per un racconto digitale dei 150 anni è stato realizzato un innovativo sito web – www.pirelli.com/150anni – che permette di “viaggiare” all’interno del mondo Pirelli. Attraverso quattro stanze virtuali dedicate a “Prodotto e Ricerca & Sviluppo”, “Sostenibilità”, “Sport”, “Arte & Cultura” ci si può immergere in un ambiente tridimensionale che presenta i prodotti di ieri e di oggi, l’impegno nella sostenibilità, le attività nelle competizioni sportive e le iniziative artistiche e culturali a partire dal Calendario Pirelli.
Al 150° compleanno è dedicata, inoltre, un’edizione speciale di “World”, il magazine aziendale che dal 1994 raccoglie l’eredità della Rivista Pirelli pubblicata dal 1948 al 1972. Il numero propone 26 parole, una per ogni lettera dell’alfabeto, scelte per il loro significato, la loro forza e la loro capacità di raccontare Pirelli. Ogni parola, grazie al contributo di illustratori, autori, saggisti e romanzieri, è esplorata con un’originale chiave di lettura.
Per ripercorrere la sua storia Pirelli ha, inoltre, aggiornato la sua graphic novel, una sorta di company profile 4.0 creato con stili e tecniche diverse che vanno dalle illustrazioni al motion graphic design. Il video, in una versione ridotta a circa nove minuti, ripercorre la storia di Pirelli dal 1872, anno della fondazione, a oggi, toccandone le tappe più significative.
Il progetto è stato realizzato attingendo al materiale custodito nell’archivio della Fondazione Pirelli e all’attenta ricostruzione storica fatta dal professor Carlo Bellavite Pellegrini nel suo libro “Pirelli. Innovazione e passione”, edito da Il Mulino, che sarà anch’esso aggiornato con la storia più recente.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze e il Poligrafico e Zecca dello Stato hanno presentato la nuova Collezione Numismatica, che vedrà nella Serie “Eccellenze Italiane” del suo catalogo anche un trittico di monete celebrative in oro e argento dedicate al Gruppo Pirelli. Con data 28 gennaio 2022 è stato inoltre emesso un francobollo sempre dedicato a Pirelli appartenente alla serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”.
Parte da oggi una serie di iniziative dedicate ai 150 anni che vedranno come primi protagonisti i 12 Paesi in cui Pirelli ha una presenza industriale. Progetti ed eventi che alimenteranno il racconto per l’intero 2022 attraverso le sponsorizzazioni sportive, a cominciare dal mondo della Formula 1, appuntamenti istituzionali, eventi culturali e lanci di nuovi prodotti.
Tra i principali progetti è attesa in primavera la pubblicazione, a cura della Fondazione Pirelli, del libro “Una storia al futuro. Pirelli, 150 anni di industria, innovazione, cultura”. Edito da Marsilio in italiano e inglese, il libro raccoglie i contributi di rappresentanti delle istituzioni, fra cui la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, dei rettori dei Politecnici di Milano e Torino, Ferruccio Resta e Guido Saracco, di grandi autori italiani e internazionali, come Ian McEwan, e di protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, come Renzo Piano e Salvatore Accardo. Il progetto editoriale avrà un focus all’interno della piattaforma web www.pirellibuildsthefuture.org collegata al sito dedicato ai 150 anni e sarà costituito anche da una cronologia che ricostruisce, dal 1872 a oggi, gli avvenimenti più importanti dell’azienda, da inediti tour virtuali e da una sezione dedicata al nuovo allestimento della Fondazione Pirelli “When History Builds the Future”. Una mostra che consentirà ai visitatori di ripercorrere i 150 anni di Pirelli attraverso documenti, disegni tecnici dei primi pneumatici fino alla loro virtualizzazione, per raccontare i risultati ingegneristici della Ricerca & Sviluppo e le grandi innovazioni.
Immagini, oggetti, installazioni multimediali come “Inner Future”, video come “Shapes, Patterns, Movements and Colors” e un reportage fotografico che interpretano il mondo della gomma, dalle materie prime al prodotto finito. Tra storia, innovazione e cultura, con lo sguardo sempre rivolto verso il futuro.
(ITALPRESS).
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Economia
Da Intesa Sanpaolo e Confindustria con Sace, Simest, Ice misure per Pmi all’estero
Pubblicato
9 ore fa-
4 Novembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo inaugura un nuovo percorso sinergico e integrato insieme a Confindustria, SACE, SIMEST (Gruppo CDP) e ICE consolidando il modello di accompagnamento all’estero delle PMI italiane. E’ stata siglata oggi a Roma la nuova proposta per l’internazionalizzazione e per il sostegno all’export delle imprese italiane, un impegno concreto che vede affiancati operatori pubblici e settore privato per attivare sinergie di lungo periodo.
Promosso dalla Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, l’intervento è finalizzato a individuare nuovi fattori di crescita e traiettorie per la competitività italiana alla luce del contesto geopolitico e del relativo impatto sul commercio con l’estero, rafforzato dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla Banca nel prossimo triennio e dalla sottoscrizione di nuovi accordi con primari istituti bancari in Francia, India e Brasile destinati a garantire alle imprese italiane assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo.
Un modello integrato di partnership attivate da Intesa Sanpaolo per rafforzare ulteriormente la propria strategia di supporto alle imprese attraverso risorse a sostegno degli investimenti, ampliamento delle collaborazioni bancarie internazionali e potenziamento delle soluzioni finanziarie e dei servizi dedicati all’export.
La nuova iniziativa risponde ai bisogni delle PMI di semplificare e incentivare soluzioni alle crescenti complessità dei mercati globali, puntando alla ridefinizione degli equilibri commerciali attraverso investimenti e nuovi finanziamenti, riduzione di tempi e costi, competenze specialistiche inserite in un sistema integrato di soluzioni finanziarie, assicurative, consulenziali e promozionali al servizio delle imprese, in coerente allineamento con i programmi dell’agenda economica e diplomatica del Paese.
L’obiettivo del Gruppo guidato dal CEO Carlo Messina e condiviso da Confindustria, SACE, Simest e ICE, è quindi sostenere le aziende nella diversificazione dei mercati, nella gestione dei rischi e nella costruzione di una presenza sempre più solida e competitiva nelle catene globali del valore.
Il patto si articola lungo cinque direttrici, valorizzando le sinergie con Confindustria, SACE, Simest e ICE, per offrire alle PMI un sostegno dinamico e integrato sui mercati internazionali: Nuovo credito per 30 miliardi di euro per il prossimo triennio messo a disposizione da Intesa Sanpaolo per finanziamenti destinati ad incentivare le esportazioni, gli investimenti diretti all’estero e i progetti produttivi realizzati in Italia funzionali alla crescita internazionale.
Partnership con primari istituti bancari locali, già avviate da Intesa Sanpaolo in Francia, India e Brasile – e in estensione ad altre geografie emergenti entro il primo semestre 2027 – per fornire assistenza operativa nei Paesi di destinazione, dalla gestione di pagamenti e incassi al cash management e ai rapporti bancari delle imprese italiane presenti con controllate, unità produttive, filiali commerciali nelle geografie internazionali.
Ricerca di nuovi clienti e partner internazionali grazie alla collaborazione con ICE e l’utilizzo della nuova piattaforma Connecting Markets sviluppata dalla Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che consente alle PMI di individuare nuovi clienti, fornitori e partner industriali in oltre 170 Paesi.
Supporto agli Investimenti Diretti all’Estero (IDE) attraverso l’integrazione delle soluzioni finanziarie della Banca con i prestiti partecipativi e i finanziamenti subordinati di Simest per la creazione e il potenziamento di impianti produttivi, filiali commerciali e hub logistici all’estero.
Sostegno all’export di macchinari e beni strumentali, comparto che rappresenta il 18% dell’export totale italiano. Nuova soluzione di Intesa Sanpaolo che consente alle aziende esportatrici di anticipare la liquidità relativa a forniture con pagamento dilazionato grazie alle sinergie con SACE – attraverso la Polizza Credito Fornitore a copertura dei rischi commerciali e politici – e con Simest, attraverso il contributo in conto interessi per permettere alle imprese italiane di offrire condizioni di pagamento più competitive agli acquirenti esteri. L’offerta è completata dai servizi di Trading Company, che seguono l’intero processo di fornitura internazionale, dall’acquisto dei beni dell’esportatore italiano alla successiva rivendita al cliente estero, inclusi gli aspetti logistici, finanziari e doganali. Grazie alla partnership con Grenke, sono disponibili, inoltre, soluzioni di noleggio operativo dei beni destinate ai buyer internazionali.
L’evento di presentazione del nuovo accordo, che si è svolto stamattina a Roma, è stato aperto da Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che ha presentato i capisaldi dell’accordo per il sostegno alle PMI sui mercati globali, a cui è seguito l’intervento di Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, che ha illustrato le prospettive dell’economia italiana e il ruolo delle PMI nella crescita del Paese. Sono quindi intervenuti: Barbara Cimmino, Vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SIMEST, Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE, e Matteo Zoppas, Presidente di ICE, che hanno approfondito le opportunità, gli strumenti e le strategie per rafforzare la presenza delle PMI italiane sui mercati internazionali. L’evento si è concluso con il dialogo tra Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, e Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, che hanno ribadito l’importanza della sempre più stretta collaborazione tra istituzioni finanziarie, sistema industriale e attori pubblici per sostenere la competitività e la crescita internazionale del Made in Italy.
“Le nostre imprese sono straordinarie, ma oggi devono affrontare una nuova crescente complessità che rischia di minare la loro competitività e in generale la crescita del nostro Paese. Lo sviluppo internazionale è una chiave del successo del Made in Italy, per questo serve che operatori pubblici e privati insieme si adoperino per mantenere l’eccellenza della nostra industria nel mondo”, spiega Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.”Nell’ultimo triennio abbiamo messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro a supporto delle attività internazionali e gestito più di 1.000 progetti di accompagnamento all’estero. Con una nuova disponibilità di credito di 30 miliardi di euro e con l’estensione della nostra rete commerciale anche dove non siamo presenti, uniamo alla potente capacità finanziaria una indiscussa prossimità territoriale e una rafforzata presenza internazionale. Le sinergie con Confindustria, SACE, Simest e ICE sono l’asse portante di una nuova strategia economica volta a sostenere le imprese e a trasformare l’internazionalizzazione in un percorso strutturale di crescita e competitività”.
“La geopolitica è cambiata profondamente e con essa gli equilibri del commercio internazionale. La sfida per l’industria italiana non è soltanto esportare di più, ma contare di più nei mercati globali.
Dobbiamo rafforzare la presenza delle nostre imprese nelle filiere internazionali, costruire partnership industriali strategiche, soprattutto con i Paesi emergenti, e cogliere le opportunità offerte dai loro grandi piani di sviluppo e investimento. Gli accordi commerciali sono fondamentali, ma da soli non bastano: servono strumenti concreti per trasformare le opportunità in crescita, soprattutto per le PMI.
Il Patto che sigliamo oggi con Intesa Sanpaolo, SACE, SIMEST e ICE va in questa direzione, rafforzando la capacità del Sistema Paese di accompagnare le imprese sui mercati esteri. Perchè essere più forti nel mondo significa avere un’industria più forte in Italia, capace di generare investimenti, sviluppo e occupazione”, ha dichiarato Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria.
Regina Corradini D’Arienzo, amministratore delegato di SIMEST, dichiara: “L’iniziativa avviata con Intesa Sanpaolo rappresenta un passo strategico per rafforzare il sostegno alle imprese italiane, con particolare attenzione alle PMI, attraverso servizi sempre più mirati e innovativi, in grado di accompagnarle nell’affrontare le sfide dei mercati internazionali. La collaborazione con uno dei principali attori finanziari del Paese consente di mettere a sistema competenze, risorse e strumenti, sviluppando soluzioni personalizzate a supporto dei progetti di crescita internazionale delle imprese, da individuare e valutare insieme fin dalle fasi iniziali, anche a partire da una semplice idea progettuale. In questo quadro, la presenza di SIMEST nelle principali geografie internazionali rafforza ulteriormente la partnership, contribuendo a facilitare l’accesso ai mercati esteri e a orientare le imprese nel superamento delle complessità burocratiche e delle barriere commerciali. L’iniziativa si inserisce pienamente nell’azione coordinata del Sistema Italia che, sotto la guida della Farnesina, vede operare in sinergia CDP, SIMEST, SACE, ICE e le associazioni degli industriali, insieme agli altri attori del sistema finanziario e produttivo nazionale. E’ attraverso questa capacità di fare sistema, con una visione condivisa e un approccio integrato, che possiamo rafforzare le imprese lungo tutte le filiere, comprese quelle di dimensioni più piccole e non ancora presenti sui mercati esteri, accompagnandole con una vicinanza sempre maggiore verso le concrete opportunità offerte dai mercati internazionali”.
“Un Sistema Paese forte rende più forti le imprese all’estero” – ha dichiarato l’Amministratore delegato di SACE Michele Pignotti -. “Quando istituzioni, banca, assicurazione e rappresentanza imprenditoriale lavorano in modo coordinato, le aziende possono contare su più competenze, più relazioni e più strumenti per affrontare le proprie scelte di crescita. Con questa consapevolezza, centrale nel nostro piano strategico SACE50, rinnoviamo il nostro impegno oggi al fianco di Intesa, Confindustria, Simest e ICE: insieme, rendiamo la forza del sistema una risorsa concreta per le imprese, soprattutto per le PMI, e contribuiamo al raggiungimento degli obiettivi di crescita internazionale dell’Italia”.
Matteo Zoppas, Presidente ICE ha dichiarato: “L’accordo con Intesa Sanpaolo e Confindustria rafforza l’operatività del Sistema Paese che ci vede in prima fila nel promuovere l’export delle imprese nazionali con Sace e Simest nell’ambito della Diplomazia della crescita inaugurata dal ministero degli Esteri. Nel 2025 Ice ha sostenuto nel processo di internazionalizzazione quasi 14.000 piccole e medie imprese con un andamento in crescita nell’anno in corso. Il raccordo con il sistema bancario e in particolare con un istituto fortemente radicato nel territorio come Intesa Sanpaolo fornisce ulteriori strumenti e risorse per mirare all’obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni entro il prossimo anno indicato dal Governo”.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).
Economia
A Ecomondo piano industriale di Iren Ambiente al 2035, investimenti da 2,2 mld
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11 ore fa-
4 Novembre 2026di
Redazione
RIMINI (ITALPRESS) – E’ stato presentato oggi, nell’ambito della partecipazione del Gruppo Iren a Ecomondo, il piano industriale di Iren Ambiente al 2035, che traccia il percorso di sviluppo dell’azienda nella gestione dei rifiuti, nel recupero di materia e nei servizi ambientali per i territori: a delineare obiettivi e sfide della business unit sono stati il Presidente esecutivo e l’Amministratore delegato del Gruppo, Luca Dal Fabbro e Gianluca Bufo, e l’Amministratore delegato di Iren Ambiente, Massimo Ferrari.
Il Piano prevede 2,2 miliardi di euro di investimenti tra il 2026 e il 2035, pari a circa il 21 per cento dei 10,4 miliardi complessivi del Business Plan del Gruppo, e risponde ad alcune delle principali sfide che interessano oggi il settore ambientale: l’evoluzione dei modelli di raccolta, la necessità di trasformare una quota crescente di rifiuti in nuove materie prime, il rafforzamento della dotazione impiantistica e il miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi.
L’obiettivo non è quindi soltanto raccogliere più rifiuti, ma valorizzare meglio quelli raccolti, completando le filiere del recupero di materia e di energia e facendo leva sull’innovazione e sulla digitalizzazione dei processi.
In questo quadro, una priorità è rappresentata dalla chiusura del ciclo dei rifiuti: senza un’adeguata dotazione di impianti, anche di termovalorizzazione, il percorso che parte dalla raccolta e dal recupero di materia rimane incompleto.
Sul fronte della raccolta, il piano conferma il perimetro delle concessioni e punta a completare la trasformazione dei modelli di servizio, con processi ottimizzati e digitalizzati per migliorarne la qualità per i cittadini. L’obiettivo è portare l’indice medio di raccolta differenziata nei territori serviti al 75 per cento nel 2035.
Cresce anche la dotazione impiantistica per il trattamento:i rifiuti gestiti negli impianti del Gruppo arriveranno a 4,8 milioni di tonnellate nel 2035, mentre la produzione di biometano dalla frazione organica salirà da 13 a 30 milioni di metri cubi.
Il Piano di Iren Ambiente si inserisce nella strategia di sostenibilità del Gruppo, che destina il 73 per cento degli investimenti complessivi del decennio a progetti di sostenibilità e transizione e individua l’economia circolare tra le cinque principali aree di intervento. In questo quadro, lo sviluppo della Business Unit punta a consolidare un modello capace di integrare raccolta, recupero di materia, trattamento e valorizzazione energetica, contribuendo alla progressiva chiusura del ciclo dei rifiuti e alla creazione di valore.
E’ questo modello industriale che Iren porta a Ecomondo con il proprio stand “Costruiamo ambiente”, dedicato all’intera filiera ambientale del Gruppo: dai servizi di raccolta rivolti ai cittadini agli impianti che trasformano gli scarti in nuova materia ed energia, lo spazio racconta attraverso progetti, tecnologie e competenze delle persone il percorso con cui Iren punta a rendere più efficiente e circolare la gestione dei rifiuti e a rafforzare il proprio contributo ai territori.
-foto f45/Italpress-
(ITALPRESS).
Economia
JAKALA Insurance Radar, il 62% degli italiani non gestisce la propria protezione
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11 ore fa-
4 Novembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – JAKALA ha ospitato oggi nella sua sede milanese un nuovo Digital Coffee dedicato alle trasformazioni in atto nel settore assicurativo. Al centro dell’incontro, la presentazione di Insurance Radar 2026, la ricerca di JAKALA che incrocia le prospettive di 521 consumatori italiani, 100 agenti assicurativi e cinque esperti del settore, evidenziando le distanze tra bisogni di protezione, comportamenti di acquisto e strategie delle compagnie. Dallo studio emerge che gli italiani riconoscono i rischi, ma non sempre si assicurano per affrontarli. Il portafoglio medio conta tre polizze per nucleo familiare, mentre il divario tra rischi percepiti e coperture sottoscritte equivale a circa due polizze, soprattutto negli ambiti della salute, degli eventi meteorologici e dei viaggi.
La tavola rotonda, moderata da Andrea Cabrini, Direttore di Class CNBC, ha approfondito le principali direttrici di evoluzione del mercato, grazie ai contributi di Tiziana Lamberti (Intesa Sanpaolo), Paolo Crivello (Reale Mutua Assicurazioni), Alberto Federici (Unipol), Federico Mancin (SBAM), Pasquale Imbimbo, Dafne Birtig e Francesca Antiga (JAKALA).
La ricerca individua tre atteggiamenti verso la protezione: il 38% degli intervistati è Proattivo, si informa e aggiorna periodicamente le coperture; il 36% è Abitudinario, possiede polizze ma tende a non rivederle; il restante 26% è Costretto e si assicura principalmente in risposta a necessità o scadenze.
Complessivamente, il 62% degli intervistati non gestisce attivamente la propria protezione: un dato che evidenzia un significativo potenziale di sviluppo per il mercato assicurativo. Da un lato, la possibilità di accompagnare i clienti già assicurati nella revisione e nell’adeguamento delle coperture; dall’altro, l’opportunità di intercettare e attivare bisogni di protezione ancora inespressi, superando una logica di acquisto prevalentemente reattiva.
Anche le coperture riflettono questa tendenza: il 72% degli intervistati è assicurato per incidenti stradali, il 58% per furto o danni al veicolo, mentre soltanto il 38% dispone di una copertura per la casa. A frenare le scelte sono soprattutto il prezzo (64%) e la complessità dei prodotti: il 54% considera la chiarezza delle condizioni un criterio determinante.
“Il 62% degli intervistati non gestisce la propria protezione in modo proattivo. E’ un segnale che dovrebbe cambiare l’agenda delle compagnie: la prossima grande opportunità di crescita sarà far emergere bisogni che oggi restano inespressi e trasformarli in protezione concreta. Chi saprà leggere meglio i cambiamenti nella vita delle persone, anticiparne i rischi e attivare la risposta giusta guiderà il mercato. Perchè per essere più esperti di rischio, le assicurazioni dovranno diventare molto più esperte dei propri clienti”, commenta Pasquale Imbimbo, Partner & Insurance Market Leader di JAKALA.
Nonostante la crescente autonomia digitale, il 97% degli intervistati desidera interagire con un consulente almeno in una fase del percorso assicurativo. Il 33% si affida completamente a un’agenzia, mentre il 29% segue un percorso ibrido, informandosi online prima di rivolgersi a un intermediario.
Il digitale si afferma quindi come strumento di ricerca e confronto, senza sostituire il valore della consulenza nelle decisioni più complesse. Un orientamento condiviso anche dagli agenti: soltanto il 5% immagina un futuro della distribuzione prevalentemente digitale.
Per le compagnie, la sfida non è soltanto digitalizzare la relazione, ma utilizzare il digitale per rafforzare la capacità commerciale della rete: intercettare nuovi bisogni, qualificare le opportunità e rendere la consulenza più efficace. In questa prospettiva, l’innovazione digitale può diventare una leva di crescita e produttività distributiva, oltre che di efficienza operativa.
“Dal punto di vista psicologico, proteggersi significa immaginare oggi scenari incerti e poco piacevoli, e per questo la mente può tendere a rimandare o ad affidarsi a ciò che è più tangibile e immediato. E’ qui che si spiega il 97% che avvalora l’interazione con un consulente: per alleggerire, probabilmente, una decisione difficile. Comprendere questi comportamenti richiede un doppio ascolto: quello dei clienti, per cogliere ciò che davvero li muove, e quello del mercato, per leggere i segnali, le dinamiche e i contesti in cui le scelte prendono forma. E’ dall’incontro di queste due voci che i dati diventano comprensione”, osserva Dafne Birtig, Insight Research Expert di JAKALA.
“Il settore assicurativo ha davanti a sè una sfida fondamentale: passare dalla vendita di protezione alla costruzione di consapevolezza. In un mercato in cui bisogni e comportamenti sono sempre più diversificati, la capacità di comunicare in modo chiaro, personalizzato e rilevante diventa una leva strategica per costruire fiducia. E’ qui che si gioca il futuro della relazione tra compagnie e consumatori, ben oltre il momento della sottoscrizione”, aggiunge Federico Mancin, Head of Strategy di SBAM.
L’Intelligenza Artificiale è già una realtà per le reti distributive: il 65% degli agenti intervistati dichiara di utilizzare strumenti di AI, soprattutto per la comunicazione con i clienti, l’analisi dei bisogni e la gestione documentale.
La nuova frontiera per le compagnie sarà trasformare questa adozione in valore commerciale, superando gli utilizzi prevalentemente operativi per integrare dati e AI nei processi di consulenza e distribuzione. Individuare clienti con bisogni di protezione ancora inespressi, riconoscere i momenti più rilevanti per attivarli e supportare gli intermediari nella formulazione di proposte personalizzate rappresentano alcune delle principali opportunità. La tecnologia non sostituisce la relazione umana, ma può rafforzarla, contribuendo ad aumentare la qualità della consulenza, le opportunità di conversione e il valore della relazione nel tempo.
“La ricerca fa emergere che non esiste un unico profilo di cliente assicurativo. Bisogni, aspettative, comportamenti e approcci, anche nei confronti dell’AI, cambiano sensibilmente tra i diversi segmenti. Per questo anche le tecnologie più avanzate hanno bisogno di partire dall’ascolto delle persone: la ricerca è ciò che permette di usarle al meglio, e di rendere la consulenza davvero efficace”, conclude Francesca Antiga, Digital Insights Director di JAKALA.
– foto ufficio stampa JAKALA –
(ITALPRESS).


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