Cronaca
UCRAINA, LA COMMISSIONE UE PROPONE LA “PROTEZIONE TEMPORANEA” PER LE PERSONE IN FUGA DALLA GUERRA
Pubblicato
5 anni fa-
Oggi la Commissione propone di attivare la direttiva sulla protezione temporanea per offrire un’assistenza rapida ed efficace alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina. In base a questa proposta, a coloro che fuggono dalla guerra sarà concessa protezione temporanea nell’UE, il che significa che sarà loro concesso un permesso di soggiorno, e avranno accesso all’istruzione e al mercato del lavoro.
Allo stesso tempo, la Commissione sta anche proponendo orientamenti operativi intesi ad aiutare le guardie di frontiera degli Stati membri a gestire in modo efficiente gli arrivi alle frontiere con l’Ucraina, pur mantenendo un elevato livello di sicurezza. Gli orientamenti raccomandano inoltre che gli Stati membri istituiscano corsie speciali di sostegno di emergenza per incanalare gli aiuti umanitari e ricordino la possibilità di concedere l’accesso all’UE per motivi umanitari.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen , ha dichiarato: “L’Europa è al fianco di coloro che hanno bisogno di protezione. Tutti coloro che fuggono dalle bombe di Putin sono i benvenuti in Europa. Forniremo protezione a coloro che cercano riparo e aiuteremo coloro che cercano un modo sicuro per tornare a casa”.
La vicepresidente per la promozione del nostro stile di vita europeo, Margaritis Schinas , ha dichiarato: “Con una mossa storicamente senza precedenti, la Commissione propone oggi di garantire protezione immediata nell’UE a coloro che fuggono dall’Ucraina. A tutti coloro che fuggono dalla guerra sarà garantito uno status sicuro e l’accesso a scuole, cure mediche e lavoro. Allo stesso tempo, stiamo lavorando per facilitare l’effettivo attraversamento delle frontiere per le persone e i loro animali domestici, con i necessari controlli di sicurezza. I tempi si stanno abbattendo pesantemente su di noi, ma l’Unione europea e tutti i suoi Stati membri stanno dimostrando senza ombra di dubbio che siamo pronti a salire sul piatto e essere solidali con l’Ucraina”.
La Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, ha dichiarato: “Sono orgogliosa di come l’UE e gli Stati membri stiano dando sostegno immediato a coloro che provengono dalle orribili minacce di guerra. Con le nostre proposte di oggi, daremo agli Stati membri ulteriore capacità di gestire questa crisi in modo ordinato ed efficace. Garantiremo i diritti di soggiorno, l’accesso al mercato del lavoro e l’alloggio alle persone bisognose e infine con le linee guida faremo in modo che coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina possano raggiungere l’UE rapidamente, senza lunghe formalità alle frontiere”.
Direttiva sulla protezione temporanea
Dall’invasione militare russa dell’Ucraina, oltre 650.000 persone sono fuggite nei vicini Stati membri dell’UE. La direttiva sulla protezione temporanea è stata concepita specificamente per fornire protezione immediata alle persone che ne hanno bisogno ed evitare di sovraccaricare i sistemi di asilo degli Stati membri.
In base a questa proposta, i cittadini ucraini e le persone che hanno fatto dell’Ucraina la loro casa, così come i loro familiari sfollati a causa del conflitto, avranno diritto alla protezione in tutta l’Unione Europea. Anche i cittadini non ucraini e gli apolidi che risiedono legalmente in Ucraina e che non possono tornare nel loro paese o regione di origine, come i richiedenti asilo oi beneficiari di protezione internazionale e i loro familiari, riceveranno protezione nell’UE. Altri che sono legalmente presenti in Ucraina per un breve periodo e sono in grado di tornare in sicurezza nel loro paese di origine non rientrano nell’ambito di questa protezione. Tuttavia, dovrebbe essere consentito l’accesso all’UE per il transito prima del ritorno nei paesi di origine.
Data la natura straordinaria ed eccezionale di questo attacco e l’entità dei nuovi arrivi nell’UE, la direttiva sulla protezione temporanea offre la risposta adeguata alla situazione attuale:
- Fornire protezione e diritti immediati: ciò include i diritti di soggiorno, l’accesso al mercato del lavoro, l’accesso all’alloggio, l’assistenza sociale, l’assistenza medica o di altro tipo e i mezzi di sussistenza. Per i minori e gli adolescenti non accompagnati, la protezione temporanea conferisce il diritto alla tutela legale e all’accesso all’istruzione.
- Ridurre la pressione sui sistemi nazionali di asilo creando uno status di protezione con formalità ridotte. Ciò eviterà di sovraccaricare i sistemi nazionali di asilo e consentirà agli Stati membri di gestire gli arrivi in modo ordinato ed efficace, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e degli obblighi internazionali.
- Solidarietà rafforzata e condivisione delle responsabilità: le norme della direttiva sulla protezione temporanea promuovono un equilibrio di sforzi tra gli Stati membri nell’accoglienza degli sfollati dall’Ucraina. La Commissione coordinerà una “piattaforma di solidarietà”, in cui gli Stati membri possono scambiarsi informazioni sulla capacità di accoglienza.
- Ulteriore sostegno da parte delle agenzie dell’UE: Frontex, l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo e Europol possono fornire ulteriore supporto operativo su richiesta degli Stati membri per garantire la regolare attuazione di questa decisione.
Linee guida sulla gestione delle frontiere
Gli orientamenti sulla gestione delle frontiere esterne chiariscono le agevolazioni a disposizione delle guardie di frontiera degli Stati membri ai sensi delle norme Schengen nello svolgimento dei controlli alle frontiere. Ciò contribuirà a garantire una gestione efficiente delle frontiere per aiutare coloro che fuggono dalla guerra a trovare riparo senza indugio, pur mantenendo un elevato livello di controlli di sicurezza.
Le agevolazioni disponibili includono:
- Semplificazione dei controlli di frontiera alle frontiere dell’UE con l’Ucraina: in base alle norme Schengen, le guardie di frontiera possono allentare temporaneamente i controlli di frontiera in circostanze eccezionali per determinate categorie di persone. Le linee guida stabiliscono criteri per aiutare gli Stati membri a decidere a chi rivolgersi, affrontando le esigenze dei viaggiatori vulnerabili come i bambini. Qualora non sia possibile accertare l’identità della persona in arrivo, dovrebbe essere effettuato il regolare controllo di frontiera. Inoltre, gli Stati membri possono anche decidere di effettuare controlli di frontiera durante o dopo il trasporto dei viaggiatori in un luogo sicuro e non al valico di frontiera. Queste due misure aiuteranno a ridurre i tempi di attesa alla frontiera in modo che le persone possano raggiungere un luogo sicuro senza indugio.
- Flessibilità per quanto riguarda le condizioni di ingresso: in base alle norme Schengen, le guardie di frontiera possono autorizzare cittadini di paesi terzi a entrare nel territorio di uno Stato membro per motivi umanitari anche se non soddisfano tutte le condizioni di ingresso (ad esempio, anche se non dispongono di un passaporto valido o visto con loro). Gli Stati membri potrebbero applicare questa deroga per consentire l’ingresso a tutti coloro che fuggono dal conflitto in Ucraina.
- Consentire l’attraversamento ai valichi di frontiera temporanei , al di fuori dei valichi di frontiera ufficiali: ciò potrebbe aiutare a ridurre i ritardi alla frontiera nella situazione attuale, ad esempio nel caso in cui le strade verso i valichi di frontiera ufficiali siano bloccate da auto abbandonate.
- Facile accesso ai servizi di soccorso e all’assistenza umanitaria : gli Stati membri dovrebbero adottare disposizioni speciali per facilitare l’ingresso e l’uscita dei servizi di soccorso, della polizia e dei vigili del fuoco, anche per fornire assistenza medica, cibo e acqua alle persone in attesa di attraversare il confine. Gli Stati membri dovrebbero inoltre istituire corsie speciali ai valichi di frontiera per garantire l’accesso e il rimpatrio delle organizzazioni che forniscono assistenza umanitaria alle persone in Ucraina.
- Effetti personali e animali domestici: gli sfollati dall’Ucraina possono portare effetti personali senza dazi doganali. Le linee guida chiariscono anche le agevolazioni disponibili per chi viene con i propri animali domestici.
Gli orientamenti raccomandano vivamente agli Stati membri di avvalersi del sostegno che le agenzie dell’UE possono fornire, con Frontex in grado di assistere nell’identificazione e nella registrazione delle persone in arrivo ed Europol disponibile a inviare agenti che supportano gli Stati membri con controlli secondari.
Prossimi passi
Spetta al Consiglio adottare la proposta di protezione temporanea. Il Consiglio ha già espresso ampio sostegno per entrambe le misure nella riunione straordinaria di domenica 27 febbraio e si è impegnato a discutere i due documenti in occasione del Consiglio Giustizia e Affari interni di giovedì 3 marzo. Una volta adottata, la protezione temporanea inizierà ad applicarsi immediatamente e durerà 1 anno. Questo periodo è automaticamente prorogato di sei periodi mensili per un ulteriore anno.
La Commissione può proporre in qualsiasi momento al Consiglio di porre fine alla protezione temporanea, sulla base del fatto che la situazione in Ucraina consente il rimpatrio sicuro e duraturo di coloro che hanno beneficiato della protezione temporanea, o di prorogarla di un ulteriore anno.*
Gli orientamenti sulla gestione delle frontiere esterne sono un documento non vincolante inteso a supportare le guardie di frontiera nel loro lavoro. Le guardie di frontiera degli Stati membri possono iniziare immediatamente ad avvalersi dei chiarimenti forniti.
Sfondo
Dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’UE sostiene il popolo ucraino. Sanzionando la Russia di Putin e il regime di Lukashenko in Bielorussia e rafforzando il suo sostegno umanitario e finanziario e operativo agli Stati membri, l’UE e i suoi Stati membri forniscono un rifugio sicuro alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina.
La protezione temporanea è una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati al di fuori dell’UE e impossibilitati a tornare nel loro paese di origine.
Il codice frontiere Schengen – che stabilisce le regole che disciplinano l’attraversamento delle frontiere esterne dell’UE e le condizioni di ingresso all’interno dell’UE per i cittadini non comunitari – prevede flessibilità in casi specifici, per ridurre al minimo le formalità in situazioni di crisi urgenti. Gli orientamenti odierni chiariscono le possibilità e le agevolazioni a disposizione delle guardie di frontiera degli Stati membri nella gestione della situazione alle frontiere esterne dell’UE con l’Ucraina.
Per maggiori informazioni
Proposta di protezione temporanea
Linee guida operative per la gestione delle frontiere esterne per facilitare i valichi di frontiera alle frontiere UE-Ucraina
Direttiva sulla protezione temporanea (2001/55/CE)
Proposta di regolamento che affronta le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell’asilo
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Cronaca
Cina, gli sbandieratori di Gubbio portano lo spettacolo medievale a Xìan
Pubblicato
25 minuti fa-
3 Novembre 2026di
Redazione
XI’AN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Bandiere dipinte con antichi motivi tratti dalle Tavole eugubine e simboli di Gubbio, nota come la “Città di pietra”, volteggiano nell’aria mentre gli sbandieratori le agitano e le lanciano in alto, con un’esibizione di forza, abilità e bellezza che suscita grida di entusiasmo e applausi del pubblico.
Nel pomeriggio del 25 ottobre, il Gruppo Sbandieratori di Gubbio, dall’Italia, si sono esibiti in un’esibizione di sbandieramento davanti al Centro culturale provinciale dello Shaanxi a Xìan, nella provincia nord-occidentale cinese dello Shaanxi.
Fondato nel 1969 in seno alla Società Balestrieri di Gubbio, il Gruppo Sbandieratori di Gubbio mira a preservare e rivitalizzare la secolare tradizione dello sbandieramento. Gli sbandieratori si esibiscono al suono dei tamburi, indossando costumi tradizionali in stile medievale e agitando bandiere su cui sono raffigurati elementi della storia e della cultura di questa cittadina.
Nel corso della sua attività, il gruppo si è esibito in oltre 2.500 eventi, sventolando le proprie bandiere nei cinque continenti. Partecipando alla 12esima edizione del Festival internazionale delle arti della Via della seta, gli sbandieratori di Gubbio visitano la Cina per la prima volta.
Matteo Menichetti, responsabile del gruppo, ha spiegato che i motivi sulle bandiere rappresentano elementi stilistici delle Tavole Eugubine, sette tavole bronzee rinvenute nel XV secolo nel territorio dell’antica Ikuvium (Gubbio), sulle quali è iscritto un testo in umbro, un’antica lingua d’Italia. Ha espresso la speranza che, attraverso le esibizioni di sbandieramento, il pubblico di diversi Paesi possa conoscere la cultura italiana.
Ai piedi delle mura cittadine di Xìan, che hanno una storia di oltre 600 anni, gli sbandieratori si sono esibiti insieme agli attori in costume provenienti dall’area panoramica, in uno spettacolo in cui la danza classica cinese e lo sbandieramento italiano si completavano a vicenda.
“Xìan custodisce la lunga storia della Cina ed è al tempo stesso antica e moderna, proprio come Gubbio. Mi sento proprio a casa quando mi esibisco qui. Anche la risposta entusiasta del pubblico mi ha fatto percepire la cordialità e l’apertura di questa città”, ha dichiarato Menichetti.
La 12esima edizione del Festival internazionale delle arti della Via della seta rappresenta un’importante piattaforma per promuovere i legami tra i popoli e rafforzare gli scambi culturali. Il festival si articola in quattro sezioni: le cerimonie di apertura e chiusura, gli spettacoli di arti sceniche, le mostre d’arte e gli scambi culturali internazionali. Vi partecipano artisti provenienti da Paesi e regioni quali Russia, Italia, Argentina, Germania e Singapore, che si esibiscono nel corso dell’evento.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –
Cronaca
EICMA 2026 da record con 10 padiglioni
Pubblicato
25 minuti fa-
3 Novembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Si è ufficialmente aperta oggi, alla presenza del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’83^ Edizione di EICMA – Esposizione internazionale delle due ruote, in programma fino a domenica 8 novembre a Fiera Milano Rho.
Con 765 espositori, 2.142 brand provenienti da 52 Paesi e 300mila metri quadrati complessivi tra superficie espositiva e aree esterne, EICMA raggiunge un nuovo traguardo nella sua storia, iniziata nel 1914. Per la prima volta da quando si svolge nel quartiere fieristico di Rho, la manifestazione occupa dieci padiglioni, uno in più rispetto al 2025, raggiungendo la sua massima estensione nella sede espositiva milanese.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, insieme al ministro Salvini, Paolo Magri, amministratore delegato di EICMA S.p.A.; Pietro Meda, presidente di EICMA S.p.A.; Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA; Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano; Matteo Zoppas, presidente di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; Giuseppe Sala, sindaco di Milano; e Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia.
Al centro dell’avvio ci sono le due giornate B2B di oggi e domani, mercoledì 4 novembre, dedicate alla stampa e agli operatori del settore. Migliaia di giornalisti e decine di migliaia di professionisti provenienti da tutto il mondo sono attesi nei padiglioni per un appuntamento che concentra presentazioni, anteprime internazionali, incontri commerciali, convegni e occasioni di confronto. Costruttori, fornitori, importatori e distributori si ritrovano a Milano per conoscere le novità, sviluppare accordi e ampliare le proprie reti, mentre i media portano prodotti e tendenze all’attenzione del pubblico globale.
«Dal 2021 a oggi abbiamo raddoppiato i padiglioni, da cinque a dieci. Questa crescita racconta la scelta delle imprese di continuare a investire in EICMA e nel valore dell’incontro diretto – dichiara Paolo Magri, amministratore delegato di EICMA -. Le due giornate B2B sono il cuore di questa funzione: qui il lavoro delle aziende incontra una platea mondiale e si traduce in contatti commerciali, opportunità di comunicazione e accesso a nuovi mercati».
A confermare la capacità di attrazione dell’Esposizione sono la quota estera del 74% dei brand e la presenza, tra gli espositori diretti, di un 30% di aziende al debutto o di ritorno. Dati che affiancano alla crescita dimensionale il rinnovamento dell’offerta e una partecipazione rappresentativa dell’industria delle due ruote e della filiera collegata.
«Attorno a EICMA si organizza un intero settore: le imprese preparano le novità, gli operatori attraversano il mondo per incontrarsi e gli appassionati programmano la loro visita – afferma Pietro Meda, presidente di EICMA -. E’ un effetto che genera opportunità e lavoro anche fuori dai padiglioni, coinvolgendo Milano e la Lombardia. La nostra responsabilità è trasformare questa attenzione in valore per tutta la filiera, dai grandi costruttori alle startup».
Da giovedì 5 a domenica 8 novembre EICMA aprirà le porte al grande pubblico, che potrà scoprire le novità delle Case, le tecnologie e gli accessori, insieme a un programma di gare, spettacoli, prove e contenuti speciali. Dall’arena esterna MotoLive alle esperienze dedicate alla mobilità urbana, fino alla storia delle competizioni con la mostra dedicata alla MotoGP, l’offerta accompagnerà la visita mantenendo al centro il prodotto e l’incontro tra imprese e appassionati.
“Always the first time. Ogni anno, una scoperta” è il messaggio che accompagna questa edizione e racconta la capacità di EICMA di segnare un prima e un dopo per l’industria motociclistica e l’intera filiera: le attese diventano novità concrete, le tecnologie si mostrano al pubblico e prendono forma le tendenze della prossima stagione. Un appuntamento che scandisce il calendario del settore e rinnova, ogni anno, l’emozione della scoperta.
-foto ufficio stampa EICMA-
(ITALPRESS).
Cronaca
“Responsible Care”, chimica settore sicuro e cruciale per la transizione ecologica
Pubblicato
25 minuti fa-
3 Novembre 2026di
Redazione
RIMINI (ITALPRESS) – La chimica è un settore sicuro e attento alla salute dei lavoratori, leader nell’economia circolare, in linea con gli obiettivi UE sull’efficienza energetica e sulla riduzione di emissioni di gas serra. E’ quanto emerge dal 32° Rapporto annuale Responsible Care, presentato oggi a Rimini.
Il documento risponde alle dinamiche globali del Programma Responsible Care, nato in Canada nel 1985 come iniziativa volontaria per lo sviluppo sostenibile del comparto chimico e attivo in Italia dal 1992 con l’obiettivo di offrire una fotografia della capacità del settore nel perseguire in maniera equilibrata lo sviluppo sociale, ambientale ed economico.
I dati mettono in luce l’impegno dell’industria chimica nel generare competenze, progettualità e risultati misurabili nell’ambito della sostenibilità, affrontando tre specifici ambiti. Prosperità: creazione di valore condiviso (valore economico generato, investimenti in ricerca e sviluppo e spese per sicurezza, salute e ambiente); Pianeta: soluzioni per la transizione ecologica (cambiamento climatico, efficienza energetica, abbattimento emissioni in aria, acqua e suolo, gestione circolare dei rifiuti); Persone: generazione di benessere per i lavoratori e i consumatori (welfare e occupazione, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro).
Nel 2025 l’industria chimica ha generato un valore della produzione pari a 60 miliardi di euro. Di questi, il 90,8% (54,4 miliardi di euro) viene distribuito agli stakeholder sotto forma di acquisti di beni e servizi, spese per il personale e imposte versate alla pubblica amministrazione.
Contribuisce al bilancio pubblico e all’offerta di servizi ai cittadini, versando tributi per 1,1 miliardi di euro, ai quali si aggiungono quasi 2,3 miliardi di euro in imposte e oneri sociali, connessi alle spese per il personale.
Gli investimenti e i costi operativi destinati alla sostenibilità sociale ed ambientale delle imprese aderenti a Responsible Care rappresentano annualmente in media il 2,3% del valore economico generato, per un ammontare complessivo di 807 milioni di euro, di cui quasi 300 milioni in investimenti.
Il settore chimico vanta da anni una posizione di leadership nell’ambito della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: l’incidenza degli infortuni è inferiore del 36% rispetto alla media manifatturiera. Il numero degli infortuni, a parità di ore lavorate, è diminuito del 44% dal 2010 e dell’80% rispetto al 1990.
“Dal Rapporto emerge chiaramente come sicurezza, salute e un elevato livello di benessere sui luoghi di lavoro siano elementi distintivi del settore chimico – afferma Francesco Buzzella, Presidente di Federchimica -. Un risultato che si deve anche all’impegno delle Parti sociali settoriali: Responsible Care prevede, infatti, un particolare coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti sui temi di sicurezza, salute e ambiente, attraverso il modello partecipativo del CCNL”.
Sul fronte ambientale, si conferma il trend di diminuzione delle emissioni: dal 1990 l’industria chimica ha ridotto le proprie emissioni di gas serra del 73% ed è impegnata a sviluppare modelli economici circolari.
Questo valore pone l’industria chimica già in linea con l’ambizioso obiettivo europeo al 2030 (-55%). Nel 2024, le emissioni dirette in Italia erano 8,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, il 2,5% del totale nazionale (erano il 6% nel 1990).
Considerando le emissioni dirette e indirette, l’industria chimica ha ridotto i propri impatti sui cambiamenti climatici del 74%.
In termini di economia circolare, il riciclo è la prima modalità di destinazione dei rifiuti (49%), in significativo aumento rispetto al 2015 (23%).
Un settore virtuoso, che ha perseguito con costanza risultati migliori di quelli stabiliti dalle normative e che tuttavia oggi risente degli effetti della crisi geopolitica internazionale, di fronte alla quale l’attuale impianto di politica industriale europea mostra evidenti limiti nel tutelare in modo efficace il tessuto industriale.
“In questo contesto – chiarisce Buzzella – in Europa l’industria chimica deve fare i conti con iper-regolamentazione, obiettivi irrealistici e regole difficili da interpretare, oltre che poco omogenee, talvolta inapplicabili o con costi elevatissimi. Condizioni che non permettono di competere ad armi pari nello scenario globale”.
Per salvaguardare i traguardi raggiunti e difendere la competitività delle imprese, appare ormai indispensabile definire un quadro politico e legislativo idoneo a sostenere lo sviluppo del comparto anzichè penalizzarlo.
Sebbene la sostenibilità – nelle sue tre dimensioni sociale, ambientale ed economica – debba rimanere la guida imprescindibile delle strategie industriali, la transizione ecologica non può prescindere dal contributo fondamentale della chimica.
La chimica non solo è presente nel 95% dei manufatti, ma rappresenta la soluzione tecnologica abilitante senza la quale gli stessi prodotti non esisterebbero. Pensiamo ai materiali avanzati, alla salute e al benessere, all’agricoltura, all’energia e alle batterie, fino alla chimica da biomassa e alle tecnologie ambientali: tutto questo o è chimica o necessita della chimica per svilupparsi.
La domanda mondiale di chimica è destinata a crescere ulteriormente, spinta proprio dalla necessità di raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica.
“Per l’Europa e l’Italia si pone dunque una scelta strategica: confermare la propria leadership nel settore e rafforzare l’autonomia strategica continentale, oppure arrendersi alla perdita di competitività. Per centrare questo obiettivo, le istituzioni e la politica sono chiamate a un cambio di passo immediato in termini di tempestività ed efficacia delle risposte. La condizione essenziale e imprescindibile rimane, oggi, la necessità di disporre di energia sicura, sempre disponibile e a costi realmente competitivi”, conclude Buzzella.
Come consuetudine, la presentazione del Rapporto viene accompagnata dal Premio Responsible Care, un riconoscimento assegnato alle imprese aderenti all’omonimo programma per aver perseguito efficacemente la sostenibilità con progetti specifici.
Quest’anno si è voluto porre particolare attenzione ai temi di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Le aziende vincitrici sono Bracco Imaging per il progetto “Innovazione ed efficientamento di processo dell’impianto di recupero dello iodio”; Flamma per il progetto “Cultura sicurezza”; Nippon Sanso Italia per il progetto “Applicazioni dell’Intelligenza Artificiale a sicurezza, salute e ambiente”; Nuova Solmine per il progetto “Formazione innovativa su HSE nei percorsi di alternanza scuola-lavoro”.
– foto f09/Italpress –
(ITALPRESS).


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