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Cronaca

In un libro del Gruppo Cap come Milano guida la transizione energetica

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MILANO (ITALPRESS) – Trasformare i rifiuti in energia. Recuperare preziose materie prime e minerali da tutto quello che fino a ieri veniva buttato in discarica e che oggi deve essere valorizzato. Investire in tecnologia e innovazione per contenere e magari eliminare le emissioni in atmosfera. Lavorare oggi per costruire il mondo di domani su basi più sostenibili ed ecocompatibili.
Sono i temi del libro “Pensare e Fare Economia Circolare”, edito da Guerini e Associati e curato da Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, azienda pubblica recentemente premiata con il riconoscimento Top Utility Ten Years, come migliore utility degli ultimi 10 anni, da sempre impegnata su questo fronte attraverso investimenti in iniziative, attività di ricerca e sviluppo e progetti fortemente innovativi non soltanto nel settore dell’idrico o dei rifiuti, ma in quello industriale in generale.
“Le utility pubbliche possono essere protagoniste della transizione ecologica ed energetica, in quanto player strategici in grado di abilitare filiere e distretti tradizionali nella trasformazione circolare, spiega nella sua introduzione Alessandro Russo. Il nostro impegno deve andare verso la realizzazione di infrastrutture resilienti e verso un’industrializzazione equa, fatta di nuovi impianti, ma anche e soprattutto di un ripensamento radicale di quelli esistenti”.
Dal recupero di risorse al recupero di energia, dalle bioraffinerie all’end of waste fino all’idrico, i vantaggi dell’approccio circolare non sono solo ambientali: secondo studi recenti, tra il 2012 e il 2018 il numero di posti di lavoro collegati all’economia circolare nell’UE è cresciuto del 5% (oltre 4 milioni di nuovi occupati), con la possibilità il 2030 di incrementare il PIL di un ulteriore 0,5% e creando oltre 700.000 nuovi posti di lavoro. Sempre entro il 2030, l’insieme dei processi di rigenerazione nell’UE potrà raggiungere un valore compreso tra circa 70 e 100 miliardi di euro, cui è associata un’occupazione compresa tra circa 450.000 e quasi 600.000 unità.
Insomma, oggi più che mai è necessario superare il concetto di “rifiuto” trasformandolo in “risorsa”, ovvero materia prima secondaria che offre grandi opportunità di sviluppo sostenibile. Basti pensare alle bioraffinerie, un sistema in grado di utilizzare diversi tipi di biomasse per produrre combustibili e sostanze chimiche. Le bioraffinerie di seconda generazione gestiscono una gran quantità di rifiuti producendo e recuperando biometano, fosforo, biopolimeri o cellulosa.
Quel che emerge dal volume “Pensare e Fare Economia Circolare” è come l’Italia sia tra i Paesi dell’UE che hanno registrato in questo ambito i migliori risultati: è al primo posto nella circolarità della produzione rispetto alle prime cinque economie europee e sulla produttività delle risorse (nel 2017), prima per percentuale di riciclo di tutti i rifiuti, pari al 67%, nettamente superiore alla media europea (55%), nel mercato delle materie prime seconde l’Italia è al terzo posto, e sul fronte degli investimenti e occupazione, è al secondo posto, dopo la Germania. Il libro illustra anche alcuni esempi concreti di cosa significhi fare economia circolare in modo efficace e produttivo. Il progetto Food Policy del Comune di Milano si pone l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare pro capite e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e fornitura, comprese le perdite del post-raccolto. Già nel 2019 sono state raccolte 154 mila tonnellate di rifiuto umido dal quale sono state ricavate 22 mila tonnellate di compost agricolo e 8 milioni di metri cubi di biometano, e sono state distribuite a realtà bisognose circa 1.700 tonnellate di cibo, con un risparmio di 900 tonnellate di CO2 equivalente.
Altro esempio di innovazione è la BioPiattaforma di Gruppo CAP, il primo polo di simbiosi industriale a emissioni zero realizzato in Italia, capace di integrare termovalorizzatore e depuratore per recuperare materie prime e produrre bioenergia. Un progetto fortemente radicato nel presente ma che guarda al futuro del Paese, tanto da essere stato il primo impianto del genere a essere avviato in decenni.
Il libro è diviso in due sezioni distinte: una più teorica, che offre al lettore anche meno esperto del tema, tutte le informazioni su cosa significa economia circolare, dall’inquadramento istituzionale agli ambiti in cui si può declinare il concetto dal punto di vista pratico, industriale e delle risorse, e una seconda costituita da una serie di esempi virtuosi, totalmente nati e sviluppati in Italia, e realizzati da alcuni attori, sia pubblici, sia privati, sia istituzionali, che con i loro progetti meglio rappresentano le opportunità che l’approccio oggi offre sia dal punto di vista ecologico, sia ambientale e sociale. Oltre al progetto Milano Food Policy, e alla Biopiattaforma di Gruppo CAP, vengono illustrati anche un progetto di reimpiego delle plastiche nell’ambito del design a opera di Rossana Orlandi, le best practice di Carlsberg in ambito food e distribuzione, la strategia di Assolombarda e le strategie per trasformare i rifiuti in biogas.
“Pensare e Fare Economia Circolare” è stato presentato ieri a Milano presso la Libreria della Natura da Alessandro Russo, dalla vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, Francesco Fatone, docente di ingegneria chimica all’Università Politecnica delle Marche, e Riccardo Bellato, Coordinatore gruppo tecnico ambientale di Assolombarda.
(ITALPRESS).

Cronaca

La Juve si sblocca nel 2° tempo, 4-0 al Pisa e ritorno alla vittoria

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TORINO (ITALPRESS) – Un 4-0 contro il Pisa per portarsi a -1 da Como e Roma (impegnata domani sul campo del Genoa). E’ il regalo che la Juventus fa a Luciano Spalletti nel giorno del 67esimo compleanno del tecnico di Certaldo. La squadra bianconera si sblocca dopo quattro gare a secco in campionato e con lei si sblocca anche Kenan Yildiz, che non segnava in campionato dal 25 gennaio scorso. Il turco ispira il vantaggio di Cambiaso e realizza il 3-0. A completare il poker le reti di Thuram e Boga. Una punizione durissima per un Pisa ultimo a 15 punti e con speranze di salvezza sempre più remote. Eppure è proprio dei toscani la prima palla gol della partita con la specialità della casa: il colpo di testa. Nessuna squadra infatti vince più duelli aerei dei toscani in Serie A. Al 4′ sul cross di Angori dalla sinistra, Moreo sbuca sul primo palo e incorna, ma Perin d’istinto riesce ad arrivare sul pallone. La Juve si affida alla velocità e alla qualità dei suoi attaccanti. Il primo a provarci è Conceicao che al 17′ impegna Nicolas con un sinistro insidioso.
Non è una serata facile invece per David che al 26′ sbaglia la misura di un pallone invitante per Yildiz, per poi sprecare cinque minuti più tardi una nitida palla gol di testa. Spalletti capisce che all’intervallo c’è bisogno di cambiare. Fuori Gatti, dentro Kelly. Ma soprattutto fuori David e dentro Boga. Al 54′ la Juve sblocca il risultato. Conceicao premia un taglio centrale di Yildiz, che sfrutta l’uscita sbagliata di Nicolas per crossare al centro dove Cambiaso di testa deve solo appoggiare in rete. Il Pisa è alle corde e il colpo del ko non tarda ad arrivare. Al 65′ Loyola gestisce male una palla velenosa di Coppola: Locatelli ruba la sfera e calcia sul palo, ma sulla ribattuta c’è il tap in a porta vuota di Thuram che guida l’abbraccio collettivo verso Spalletti. Al 75′ c’è spazio anche per la gioia di Yildiz: dribbling su Coppola e destro violento in rete su assist di un Conceicao uomo ovunque. E’ di Boga l’ultima rete: l’ex Sassuolo slalomeggia in area, salta Nicolas, rientra sul destro e gonfia la rete. Ecco il segnale Champions della Juve: Roma avvisata.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Iran, Schlein “L’Italia deve insistere per un cessate il fuoco immediato”

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia deve insistere per cessate un fuoco immediato e per fermare questa guerra illegale di Trump e Netanyahu, siamo tutti d’accordo che si debbano fermare anche le ritorsioni del regime iraniano però bisogna chiedere anche a Trump e Netanyahu di fermarsi e di tornare alla via negoziale e anche insistere per far liberare tutti i prigionieri politici del regime”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein in una intervista al Tg2.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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Iran, Meloni “L’Italia non intende far parte del conflitto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell’Italia. In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra quattro grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica. Con il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile un’ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale. Per garantire la sicurezza dei confini dell’Unione Europea abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, Un atto che è di solidarietà europea, ma soprattutto di prevenzione. Ma la nostra linea è molto chiara”. Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato su Youtube. “L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto. Noi lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area” ha aggiunto la premier che poi, parlando dell’aumento dei prezzi dei carburanti a causa della crisi mediorentale, ha detto: “Siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione, con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo la cui attivazione viene anche chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione consente di utilizzare la parte di maggiore IVA che arriva dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise. E’ lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo del centrodestra e la sua attivazione è già allo studio da qualche giorno da parte del Ministero dell’Economia. Insomma è certamente una fase difficile, però il governo è impegnato, impegnato a proteggere la sicurezza dell’Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei suoi cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace”.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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