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Cronaca

Milano scende in piazza a fianco del popolo dell’Iran

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MILANO (ITALPRESS) – Milano è scesa in piazza per far sentire a gran voce il suo sostegno al fianco del popolo dell’Iran, dopo oltre 12 giorni dall’inizio delle proteste iniziate lo scorso 28 dicembre. Due le manifestazioni: una in Piazza della Scala e l’altra in Viale Monte Rosa, dove ha sede il consolato generale della Repubblica Islamica dell’Iran.

Le proteste in corso nel paese mediorientale si sono diffuse in quasi tutte le province dopo il crollo del rial (la valuta locale, ndr) e l’iper inflazione che ha raggiunto il 40-50%. Rispetto alle proteste del 2022 dopo l’uccisione di Mahsa Amini, questa volta alle proteste si sono uniti fin dall’inizio i bazari (gestori dei negozi dei grandi bazar, ndr). È quindi un movimento di popolo che unisce generazioni diverse, città e province e gran voce chiede la fine del regime.

La situazione però è di ora in ora più preoccupante dal momento che da più di 40 ore il governo degli Ayatollah ha imposto il blackout a Internet in tutto il paese, con lo scopo di paralizzare il coordinamento delle proteste e nascondere la repressione. Secondo alcune stime da parte delle ONG, al momento si contano 50-60 morti e oltre 2300 arresti in tutto il paese, ma informazioni non verificate parlano di bilanci ben più gravi.

Tra i cartelli esposti: “Donna, vita e libertà”, “Libertà per i prigionieri politici”, “Stop Islamic terrorist regime in Iran” I numerosi ritratti con il volto della guida suprema Khamenei e la scritta “morte al dittatore”. In Piazza della Scala è una comunità cosmopolita quella che si è radunata: oltre agli iraniani e ai cittadini milanesi, ci sono anche ucraini, georgiani, venezuelani e rappresentanti della comunità ebraica e dei Russi Liberi. Come loro vessillo di resistenza gli iraniani sventolano i loro colori nazionali (verde, bianco e rosso in bande orizzontali), ma al centro della banda bianca si trova il leone con la spada sguainata e il sole alle spalle Al posto del simbolo della repubblica teocratica. Pur essendo stato a lungo associato alla monarchia iraniana.

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Questo simbolo ha radici storiche molto antiche nella terra dell’Iran ed è quindi assunto a simbolo dell’opposizione al regime teocratico senzo che questo implichi automaticamente un riferimento alla monarchia deposta nel 1979. In queste settimane si sono comunque fatti sempre più intensi gli appelli alla mobilitazione di piazza da parte di Reza Pahlavi, figlio del deposto Shah dell’Iran in esilio dalla rivoluzione del 1979. Appelli che sembrano avere effetto vista l’ingente mobilitazione di questi giorni.

“Questa è una lotta che va avanti da oltre quarant’anni. Ma è una lotta che riguarda tutto il mondo: Il regime della Repubblica islamica vuole portare la repressione e l’idea dell’Islam politico ovunque. Lo abbiamo visto in Yemen, in Siria collaborando con Assad e in Ucraina appoggiando Putin. Però mi chiedo: perché la vita di un iraniano sembra valere meno di quella di altre nazioni?”, dichiara rivolgendosi alla folla l’attivista iraniana Rayhane Tabrizi ammonendo la folla di stare attenti a non utilizzare nei post social di sostegno la bandiera del regime, ma a privilegiare quella con il leone. Rivolgendosi poi ad alcuni esponenti politici locali di maggioranza e opposizione, ha rivolto un appello affinché “il governo italiano faccia qualcosa. Deve rescindere i rapporti politici ed economici con la Repubblica islamica dell’Iran. Deve convocare l’ambasciatore iraniano e chiedere conto dell’esecuzioni.  Lo chiediamo agli esponenti politici: non basta solo la loro presenza in piazza, ma vogliamo azioni e aiuti concreti”.

Un altro attivista iraniano, Ashkan Rostami, ha dichiarato: “sono monarchico, ma in questo momento è indifferente esserlo o meno. In questo momento l’importante è restare uniti. Quelli che scendono in piazza in questo momento non chiedono se sei repubblicano o monarchico, ma chiedono di lottare per la libertà. Chiedo quindi al governo italiano e alla presidente Meloni di prendere una posizione chiara e dalla parte giusta della storia. Gli iraniani vincono anche senza di voi, ma se ci aiutate è meglio”.

Ancora più partecipata la manifestazione dietro il consolato iraniano vicino a Piazza Lotto con enormi bandiere nazionali con lo stemma del leone esposte in strada. Molte più persone, soprattutto giovani, hanno lanciato slogan di sostegno al figlio dello Shah Reza Pahlavi, tra questi “lunga vita allo Shah. Pahlavi tornerà”. Numerosissime anche le sue foto esposte dai manifestanti.

-Foto xh7/Italpress-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 12 luglio 2026

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La crisi iraniana domina le prime pagine dei quotidiani di domenica 12 luglio. La nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei promette vendetta per la morte del padre e un giornale di Teheran pubblica una lista di leader occidentali indicati come possibili obiettivi: tra loro compare anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In primo piano anche il caso Report, la riforma degli autovelox, la morte di Peppino di Capri e, nello sport, la finale di Wimbledon di Jannik Sinner e il nuovo incarico affidato a Paolo Maldini per il rilancio della Nazionale.

Cronaca e politica: Meloni nella lista nera iraniana, tensione sul caso Report

Il Corriere della Sera apre con il titolo “Iran, Khamenei minaccia vendetta”. La nuova Guida suprema afferma che gli autori dell’uccisione del padre dovranno rispondere dei propri crimini, mentre la pubblicazione di una lista di esponenti occidentali, nella quale figura anche Giorgia Meloni, alza ulteriormente il livello della tensione. Sullo sfondo proseguono in Oman i colloqui sullo Stretto di Hormuz.

Il quotidiano dedica spazio anche all’inchiesta americana sugli articoli del New York Times relativi all’Air Force One e all’intervista al ministro degli Esteri Antonio Tajani, che assicura: “Non ci faremo intimidire”. In evidenza, inoltre, il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e la Rai dopo la sospensione di Report.

La stessa emergenza internazionale è al centro delle aperture di Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Libero e La Verità. Repubblica titola “L’Iran: Meloni nel mirino”, mentre La Stampa parla di “Minacce di Khamenei” e dell’ultimatum sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

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Il Giornale evidenzia la presenza di Donald Trump e Giorgia Meloni nella lista diffusa dalla stampa iraniana. Il Fatto Quotidiano affianca alla crisi mediorientale la polemica su Report, con il titolo “Denuncia-patacca di FdI per far indagare Ranucci”. La Verità e Libero propongono una lettura opposta della vicenda, concentrandosi sulle reazioni del conduttore, sugli accertamenti della Procura e sui rapporti tra alcuni protagonisti dell’inchiesta.

Il caso Report diventa quindi il secondo grande tema politico della giornata. Il Corriere parla del sondaggio commissionato dal programma e delle polemiche successive alla sospensione. Il Fatto descrive una “caccia a Report”, mentre Libero titola “Ranucci perde la testa”. Le diverse impostazioni editoriali mostrano una frattura netta tra chi considera l’indagine un attacco alla libertà d’informazione e chi mette sotto accusa il metodo seguito dalla trasmissione.

Ampio spazio anche alla morte di Peppino di Capri, scomparso a 86 anni. Il Corriere lo ricorda come “la voce gentile di Napoli”, La Stampa sceglie il titolo “L’ultimo Champagne”, Repubblica lo definisce “l’ultimo dei sognatori”, mentre Il Giornale celebra l’artista di “Twist & Champagne”. La sua carriera viene raccontata come una lunga storia musicale capace di unire tradizione napoletana, melodia italiana e influenze internazionali.

Tra gli altri temi, La Stampa propone un approfondimento sugli incendi in Piemonte e sulla necessità di nuovi strumenti di prevenzione. Repubblica racconta l’ondata di caldo e gli incendi in Sardegna, mentre Il Fatto richiama l’allarme per la crisi idrica e l’acqua razionata in diverse aree del Nord.

Economia: banche europee, incentivi all’industria e nuove regole per gli autovelox

Sul fronte economico, Il Sole 24 Ore apre con “Banche, la rivincita di Italia e Spagna”. Gli istituti dei due Paesi hanno rafforzato il proprio peso nel sistema europeo, recuperando posizioni dopo gli anni della crisi finanziaria. Il quotidiano sottolinea il miglioramento della redditività, della capitalizzazione e del contenimento dei costi.

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Il Sole dedica spazio anche alle piccole e medie imprese, con l’intervista al presidente di Piccola Industria Confindustria Fausto Bianchi. La richiesta è quella di sostenere credito, innovazione e crescita, con l’obiettivo di riportare il Pil italiano verso un incremento del 2%.

La Stampa concentra l’attenzione sul piano per il rilancio dell’economia e titola “Nord, incentivi all’industria”. Le Regioni chiedono al Governo strumenti rapidi per favorire gli investimenti e recuperare competitività, prendendo come riferimento i meccanismi già utilizzati nelle Zone economiche speciali.

Uno dei temi condivisi da quasi tutte le testate è la riforma degli autovelox. Il Corriere annuncia che un apparecchio su cinque verrà spento. Il Giornale parla di “truffa finita”, mentre Libero sottolinea che 850 dispositivi non sono risultati conformi. Il Sole 24 Ore ricorda che le nuove regole arrivano dopo 34 anni e che il ministero ha validato poco più di tremila apparecchiature.

Il provvedimento punta a distinguere gli strumenti omologati da quelli che non rispettano i requisiti tecnici. La conseguenza immediata sarà lo spegnimento di centinaia di dispositivi, con effetti sia sulle sanzioni sia sui bilanci degli enti locali.

La Verità richiama invece l’andamento dei mercati finanziari: la Borsa italiana avrebbe registrato una crescita molto superiore a quella del Pil, mentre la ricchezza finanziaria delle famiglie ha raggiunto livelli record. Sullo sfondo restano però le incognite legate alla geopolitica, all’inflazione e all’andamento dei tassi.

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Sport: Sinner per il bis a Wimbledon, Maldini alla guida del rilancio azzurro

La finale di Wimbledon è il grande appuntamento sportivo della giornata. Jannik Sinner affronta Alexander Zverev con l’obiettivo di confermare il titolo conquistato nel 2025 e di diventare uno dei pochi tennisti capaci di vincere due edizioni consecutive sull’erba londinese.

La Gazzetta dello Sport titola “Sinner fa la storia”, sottolineando come il numero uno al mondo possa entrare definitivamente nel ristretto club dei grandi campioni di Wimbledon. Il Corriere dello Sport sceglie “Accendi, c’è Sinner”, mentre Tuttosport lo definisce “Il nostro Mondiale”, trasformando la finale in una simbolica occasione di riscatto per lo sport italiano.

L’altro tema dominante è la rivoluzione ai vertici della Nazionale italiana di calcio. Paolo Maldini viene indicato come nuovo direttore tecnico, affiancato da Leonardo nel ruolo di consigliere. La Gazzetta titola “Maldini sì”, il Corriere dello Sport “Milan, Italia”, mentre Tuttosport parla di “Maldini dt azzurro con Leonardo”.

Il progetto prevede un incarico pluriennale e una riorganizzazione complessiva dell’area tecnica. Resta aperta la scelta del nuovo commissario tecnico, con Roberto Mancini indicato tra i favoriti. L’obiettivo è ricostruire credibilità, programmazione e identità dopo le ultime delusioni internazionali.

Sul mercato, il Corriere dello Sport segnala il rischio che salti il trasferimento di Khalaili all’Inter, mentre Tuttosport guarda alle mosse della Juventus per la porta, con Suzuki tra gli obiettivi e il possibile ritorno di interesse per Ederson.

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La Provincia Pavese: maltempo, protesta contro i data center e cronaca dall’Oltrepò

La prima pagina de La Provincia Pavese apre con “Nubifragi, vento e grandine. Ma per le risaie non basta”. I temporali hanno colpito diverse aree del territorio, ma le precipitazioni non sarebbero sufficienti a risolvere la crisi idrica che continua a preoccupare gli agricoltori.

A Gambolò un fulmine ha colpito un campanile nella frazione Garbana, rendendo necessaria l’evacuazione di tredici famiglie. Confagricoltura lancia l’allarme: le piogge arrivate finora non compensano il deficit accumulato nei mesi precedenti.

In evidenza anche la protesta di Lacchiarella contro il progetto dei data center. I comitati sono scesi in piazza con lo slogan “Non vogliamo i data center”, chiedendo maggiori garanzie sul consumo di suolo, sull’impatto ambientale e sulle conseguenze per il territorio.

A Varzi quattro giovani sono rimasti feriti dopo essere caduti da una finestra durante una festa di diciottesimo compleanno. A Cergnago un uomo di 83 anni è stato denunciato dopo avere travolto alcune biciclette Ape Car e avere tentato la fuga.

Per Voghera, il quotidiano segnala un episodio avvenuto in bicicletta, con due collane strappate a una donna. Tra gli altri titoli, la protesta ironica dell’opposizione per la mancata inaugurazione del ponte Ludovico il Moro a Pavia, la situazione delle Terme di Salice e il progetto di riapertura dell’ambulatorio pediatrico di Varzi almeno una volta alla settimana.

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Cronaca

Doppietta Bellingham, l’Inghilterra batte la Norvegia e vola in semifinale

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MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – In quella che doveva essere la sfida tra i bomber Haaland e Kane, a brillare è ancora una volta Bellingham: un’altra doppietta, come contro il Messico, e l’Inghilterra vola in semifinale. 2-1 il risultato finale contro la Norvegia, battuta ai supplementari. Solbakken sorprende lasciando in panchina Nusa per proporre dal primo minuto Schjelderup, mentre Tuchel conferma Gordon dopo l’ottima prestazione contro il Messico. Prima del fischio d’inizio, minuto di silenzio per Jayden Adams, il calciatore del Sudafrica scomparso nelle scorse ore. La partita inizia con l’Inghilterra che da subito domina il possesso palla, pur creando poche situazioni pericolose (un cross di Anderson su cui non arriva Bellingham e una punizione fuori misura calciata da Kane), mentre la Norvegia si difende ma non riesce a ripartire. Gli uomini di Solbakken cambiano volto dopo l’hydration break e, dopo due occasioni per Haaland, al 36′ trovano il vantaggio con il tiro-cross di Schjelderup; Kane lamenta un fallo di Berg a inizio azione, ma Turpin fa giocare e il Var conferma. Nel momento migliore della Norvegia, al 47′ arriva il pareggio di Bellingham, che riceve centralmente da Gordon, controlla con due tocchi e batte Nyland in diagonale. C’è ancora tempo per il gol di Kane su assist proprio di Bellingham, ma il centravanti del Bayern era in fuorigioco.

Si riparte con il doppio cambio deciso da Tuchel (Eze e Saka per Rice e Madueke). Al 55′ viene annullato un gol anche alla Norvegia, che aveva trovato la rete con Heggem dopo un’azione confusa su calcio d’angolo: chiamato all’on-field review, Turpin giudica fallosa una spinta di Haaland e fa ripetere il corner, che si risolve in un nulla di fatto. Con il passare dei minuti, la Norvegia prende il sopravvento grazie ai buoni ingressi di Bobb e Nusa e sfiora la rete alla mezz’ora con Ajer, che di testa colpisce la traversa. L’occasione più grande nel finale è per l’Inghilterra, ma Aursnes è provvidenziale nell’anticipo su Eze e Kane dopo l’ottimo spunto individuale di Saka. Il risultato non cambia e, quindi, si va ai supplementari. L’episodio che cambia la partita arriva al 93′: Nyland (che poco prima aveva ben figurato su un colpo di testa di Kane) è a dir poco impreciso sul tiro dal limite di Rogers e Bellingham è lesto ad approfittarne segnando con il tap-in. Al 99′ Turpin prima assegna e poi, dopo on-field review, revoca un rigore all’Inghilterra per il contatto tra Spence e Bobb, in cui è stato l’inglese ad allargare la gamba per cercare il fallo. La Norvegia – che sostituisce Haaland – non riesce a trovare spunti e anzi rischia di capitolare sui tentativi di Spence e Saka. Ad andare in semifinale è quindi l’Inghilterra, che ora aspetta la vincente della partita tra Argentina e Svizzera.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Maldini dt azzurro e presidente Club Italia, con lui anche Leonardo advisor

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ROMA (ITALPRESS) – La nuova era azzurra inizia a prendere forma. Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia e con lui ci sarà anche Leonardo nella veste di advisor. E’ la scelta del presidente federale Giovanni Malagò che ricompone in Federcalcio la coppia che aveva già lavorato al Milan. “La verità è che Maldini era da subito il mio obiettivo, ho sempre pensato che potesse essere la persona giusta per sovrintendere al settore tecnico della Figc, che non implica solo la nazionale maggiore ma tutta la filiera delle nazionali giovanili – ha detto al Tg2 Post Malagò poco dopo l’ufficialità della doppia nomina -. Abbiamo portato avanti in due settimane i progetti che sono entrati nello specifico e Paolo da subito mi aveva detto che sarebbe stato felice di coinvolgere Leonardo come consulente, perchè il lavoro è tanto, impegnativo e sfidante. Sono contento, perchè ho una stima profonda di Leonardo. Sono due facce della stessa medaglia. C’è un impegno di quattro anni che deve portarci al Mondiale del 2030, passando per un Europeo”. Ora è attesa la decisione sul nuovo Ct: “Non ho voluto sentire nessuno perchè è giusto condividere la scelta”, ha concluso Malagò.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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