Cronaca
È morto Don Antonio Mazzi, il fondatore di Exodus aveva 96 anni
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3 settimane fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 96 anni, Don Antonio Mazzi. Nato a Verona, è stato educatore e attivista, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti. Ha fondato la comunità Exodus. Frequentemente invitato da varie reti televisive e radiofoniche in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità, soprattutto tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione, negli anni Novanta ha partecipato regolarmente a molti programmi televisivi italiani, dei quali il più popolare è stato Domenica In.
E’ stata la Fondazione Exodus ad annunciare “con profondo dolore” la scomparsa del suo fondatore e Presidente, don Antonio Mazzi, “avvenuta in data odierna alle ore 17.00 a Milano all’età di 96 anni”. La camera ardente sarà allestita e aperta a tutti presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano, sabato 1 agosto, dalle ore 17:00 alle ore 20:00; domenica 2 agosto dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 20:00. I funerali saranno celebrati il 3 agosto alle 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
“Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario… – dichiara Franco Taverna, Vicepresidente Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets. – Un “prete matto, borderline” come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili’ a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all’ultimo giorno”.
“Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d’insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell’intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna – La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale”.
Don Antonio Mazzi lascia un vuoto incolmabile non solo nella grande famiglia di Exodus, ma nell’intero panorama del sociale italiano. È una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, Don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un’avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la “Carovana Exodus”, diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un’opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall’emarginazione.
Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, Don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. “Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme” dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. “Ci diceva sempre che ‘i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere’. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all’apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi”.
Frequentemente invitato da varie reti televisive e radiofoniche in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità, soprattutto tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione, negli anni Novanta ha partecipato regolarmente a molti programmi televisivi italiani, dei quali il più popolare è stato Domenica In. Fondazione Exodus, si legge in una nota, “vuole esprimere profonda gratitudine e ringraziare tutta l’Equipe medica, infermieri e personale specializzato del Centro Cardiologico Monzino di Milano e dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, che nel corso degli anni lo hanno accompagnato, per la straordinaria competenza e professionalità con cui hanno seguito don Antonio in questi anni e per la pazienza e l’umanità dimostrate ogni giorno”.
MILANO, PROCLAMATO LUTTO CITTADINO PER LUNEDÌ 3 AGOSTO
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione delle esequie del fondatore della comunità Exodus, Don Antonio Mazzi, che si svolgeranno alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Lo rende noto il Comune di Milano, aggiungendo che nella stessa giornata, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali.
LE REAZIONI
“Don Mazzi veniva da Verona, la mia stessa città e l’ho conosciuto quando ero poco più che bambino. Ha sempre avuto uno spirito ribelle ma sincero. Conservo nel cuore il ricordo del nostro ultimo incontro, a Peschiera del Garda in occasione del quarantesimo di Exodus e del suo compleanno per i 95 anni, dove a sorpresa venni travolto dall’abbraccio e dal canto commovente di centinaia dei suoi ragazzi. Buon riposo Antonio, grazie di tutto”. Lo ha dichiarato in una nota Gianmarco Mazzi, Ministro del turismo.
“Con la scomparsa di Don Antonio Mazzi l’Italia perde un gigante dell’impegno sociale. Ha dedicato la sua vita agli altri, cercando di far intraprendere una strada alternativa a migliaia di giovani vittime della tossicodipendenza. Li accompagnava verso il futuro e la dignità. La sua forza e la sua dedizione restano un esempio straordinario per tutta la Nazione. Le mie più sentite condoglianze alla sua comunità e ai suoi cari”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico. Nel corso degli anni il nostro rapporto è cresciuto attraverso tanti incontri, confronti ed esperienze condivise. Ho sempre ammirato la sua capacità di guardare oltre le difficoltà, di non arrendersi mai e di restituire speranza a chi la vita aveva messo più duramente alla prova”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la scomparsa di don Antonio Mazzi, a 96 anni. “Con lui – prosegue – abbiamo portato avanti iniziative importanti, unite da un’idea semplice ma potente: nessuno deve essere lasciato solo. Don Antonio ha dedicato l’intera esistenza agli ultimi, ai giovani, alle persone più fragili, senza mai giudicare nessuno e tendendo sempre una mano. Il suo esempio, la sua forza e la sua umanità resteranno un patrimonio prezioso per tutti noi”. “Ciao, don Antonio. Grazie per la tua amicizia, per i tuoi consigli e per tutto il bene che hai seminato. Alla Comunità Exodus e a tutti coloro che gli hanno voluto bene – conclude Fontana – rivolgo, a nome della Regione Lombardia e mio personale, il più sincero e affettuoso abbraccio”.
“Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà. Al nostro Paese mancheranno la grinta e la determinazione con cui ha portato avanti importanti battaglie sociali. E a me mancherà un vero amico”. Lo scrive sui suoi social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Se ne va un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, di abbracciare le fragilità senza giudicarle e di riconoscere una speranza anche nelle esistenze più ferite. È stato uno dei primi sacerdoti a entrare nelle case degli italiani attraverso la televisione, utilizzando un linguaggio diretto, umano, a volte provocatorio, ma sempre autentico. Non cercava la visibilità: cercava le persone, soprattutto quelle che si sentivano sole, perdute o dimenticate. Con Exodus ha restituito una strada, una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani. Ci ha insegnato che ogni vita vale, anche quando sembra spezzata, e che il dolore e la sofferenza non sono una condanna senza fine. “Non permettiamo che vinca il pessimismo”, diceva. Oggi queste parole diventano la sua eredità più preziosa e il modo migliore per salutarlo: continuare a credere nelle persone, non arrendersi dinanzi alle loro cadute e non considerare mai nessuno irrecuperabile. Alla famiglia, alla comunità religiosa, alla Fondazione Exodus, ai suoi ragazzi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo il cordoglio e l’abbraccio più sincero della Regione Lazio. Grazie, don Antonio, per avere trasformato la fede in una carezza concreta e la speranza in una possibilità di rinascita”. Così, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Radio Pavia Breakfast News – 21 agosto 2026
Pubblicato
1 ora fa-
21 Agosto 2026di
Redazione
I rimpatri verso l’Italia decisi da diversi Paesi europei, i nuovi raid russi sull’Ucraina, le inchieste che scuotono Kiev e il caso Ranucci dominano le prime pagine di venerdì 21 agosto. In economia riflettori su Mps e sulla doppia operazione Banco Bpm-Banca Generali. Nello sport il mercato entra nella fase decisiva mentre la Serie A si prepara a ripartire.
Cronaca e politica: l’Europa si divide sui migranti, Kiev ancora sotto pressione
È il dossier migranti uno dei temi più presenti sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. La Stampa apre con “Migranti in Italia, Ue divisa”, raccontando l’allargamento del fronte dei Paesi europei intenzionati a rimandare in Italia alcuni richiedenti asilo entrati inizialmente nel nostro Paese. Germania, Svizzera e Austria sono affiancate ora anche da Finlandia e Svezia.
Tema analogo per la Repubblica, che parla di “altra remigrazione” dall’Europa verso l’Italia, mentre il Corriere della Sera sottolinea un’Europa “sempre più spaccata sui migranti” e i rimpatri anche dai Paesi nordici.
Più polemico il taglio de Il Giornale, con “Lo scarica-migranti dell’Europa”, e quello di Libero, che mette la questione al centro dello scontro politico tra maggioranza e opposizioni.
Resta alta anche la tensione in Ucraina. Il Corriere della Sera riferisce di nuove bombe russe su un ospedale e di una strage di civili provocata dai raid. Il Giornale parla di un nuovo pesante attacco russo, mentre La Stampa insiste anche sulla crescente crisi politica interna a Kiev.
Le indagini anticorruzione continuano infatti ad avvicinarsi all’entourage di Volodymyr Zelensky. Il Fatto Quotidiano apre con l’accusa secondo cui la vice dello staff presidenziale avrebbe riciclato tre milioni di dollari attraverso una banca di Stato. La Stampa parla invece di una “tempesta su Zelensky”, mettendo insieme scandali, tensioni politiche e difficoltà sul campo.
Il caso Sigfrido Ranucci continua intanto ad alimentare titoli e polemiche. Il Tempo apre con “La giravolta di Report” e dedica ampio spazio alle accuse e alle testimonianze contro il conduttore. Il Giornale concentra l’attenzione sui messaggi tra Ranucci e Valter Lavitola, mentre Libero titola su una nuova versione fornita da quest’ultimo. Il Fatto Quotidiano segue invece le ricostruzioni giudiziarie e politiche da una prospettiva differente.
Sul fronte internazionale rimane aperta anche la crisi con l’Iran. Il Sole 24 Ore segnala le nuove minacce economiche di Donald Trump contro Teheran, mentre La Stampa si interroga sulle conseguenze che una guerra commerciale ed energetica potrebbe avere sull’economia mondiale.
Tra le notizie di cronaca trova spazio anche la morte a Palermo di una bambina di quattro anni per difterite: Repubblica e Corriere sottolineano che la piccola non era vaccinata.
Economia: Mps sfida Intesa, via libera alla doppia operazione
Il protagonista assoluto delle pagine economiche è ancora Monte dei Paschi di Siena.
Il Sole 24 Ore apre con “Mps, ok doppia Ops ma cda spaccato”. Il consiglio di amministrazione ha dato il via libera alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali, ma il voto ha mostrato divisioni interne.
Il Corriere della Sera parla di “piano anti scalata”, con Luigi Lovaglio che ottiene il via libera del cda mentre Intesa Sanpaolo prepara le proprie contromosse.
Anche La Stampa apre la sezione economica con “Mps prova a sfidare Intesa”, mentre la Repubblica sottolinea il via libera al piano Lovaglio e i timori per le ripercussioni sul Banco Bpm.
Il risiko bancario italiano entra così in una fase particolarmente delicata: sul tavolo c’è la possibilità di ridisegnare una parte importante degli equilibri del credito nazionale.
Il Sole dedica inoltre grande spazio agli Stati Uniti, dove Walmart lancia l’allarme sui consumi e tornano gli acquisti sui Treasury. Sul fronte tecnologico, il quotidiano economico descrive invece una Cina sempre più dominante nel settore dei robot umanoidi, con una quota molto rilevante della produzione mondiale.
Tra gli altri temi economici emergono le difficoltà dell’industria chimica italiana, i progetti per energia e acqua ancora bloccati e le conseguenze che le tensioni internazionali possono produrre sui prezzi delle materie prime.
Sport: parte la Serie A, Juve e Milan ancora protagoniste del mercato
La vigilia della nuova Serie A e le ultime grandi trattative di mercato dominano i quotidiani sportivi.
La Gazzetta dello Sport apre con “Juve largo ai nuovi”: i bianconeri continuano a lavorare su Franck Kessie e Joshua Zirkzee, mentre cresce il pressing per alcune uscite che potrebbero liberare spazio e risorse.
Tuttosport sceglie invece il nuovo volto della difesa juventina e titola “Vedrete, Lucumi”, raccogliendo giudizi molto positivi di diversi ex bianconeri sul colombiano. Per l’attacco resta aperto anche il dossier Kolo Muani.
In casa Milan il Corriere dello Sport parla di una vera rivoluzione: “Diavolo d’un Cardinale”. Il patron è tornato al centro delle strategie rossonere, mentre Jorge Mendes lavora per trovare una soluzione sul futuro di Rafael Leao. Tra i giocatori che potrebbero lasciare figurano anche Fofana, Tomori e Nkunku.
Il Napoli continua invece a lavorare per Gabriel Jesus. Il Corriere dello Sport titola “Jesus, passo avanti”, spiegando che prima di chiudere l’operazione potrebbero essere necessarie alcune cessioni.
L’Inter continua a muoversi sul mercato dopo l’arrivo di Curtis Jones e viene indicata ancora come la principale favorita per lo scudetto. Il Corriere della Sera dedica alla ripartenza del campionato il titolo “Domani si gioca: tutti a caccia dell’Inter”.
Delusione invece per l’Atalanta, fermata sullo 0-0 dall’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League.
Nel tennis, Carlos Alcaraz annuncia di essere guarito e pronto per gli Us Open, mentre Flavio Cobolli supera Tommy Paul e raggiunge la semifinale a Cincinnati. Spazio anche alla Nazionale femminile di volley, pronta all’esordio europeo contro la Croazia.
La Provincia Pavese: addio allo storico dj dell’Oltrepò, rebus parcheggi all’ex Neca
L’apertura de La Provincia Pavese è dedicata alla scomparsa di Fabio Mascarati, conosciuto come “Cicco”, storico dj dell’Oltrepò morto a 58 anni. Originario di Broni, aveva legato la propria vita alla radio, alla musica e al mondo dell’intrattenimento locale.
Il titolo principale riguarda però il futuro dell’area ex Neca: “Niente posteggio. Ora è rebus per i pendolari”. Il progetto di trasformare l’area in parcheggio temporaneo per la stazione ferroviaria non trova ancora una soluzione definitiva e resta aperto il problema dei circa seicento posti auto che servirebbero ai pendolari.
A Pavia, il giornale denuncia una situazione particolarmente pesante al San Matteo, dove durante l’estate gli infermieri sarebbero stati costretti a coprire complessivamente circa mille ore di straordinario.
Torna anche il tema del nuovo ponte della Becca. Dopo le iniziative politiche dei giorni scorsi, intervengono i deputati pavesi sottolineando che l’iter sarà lungo e complesso ma che l’opera resta strategica per il territorio.
A Voghera viene segnalato l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico urbano: il prezzo di alcuni biglietti degli autobus sale di dieci centesimi.
A Vigevano, invece, resta ancora chiusa la storica lanterna, nonostante i lavori siano ormai pronti: manca l’apertura definitiva al pubblico.
Tra le altre notizie, il caso giudiziario che coinvolge il sindaco di Garlasco, che ha querelato per diffamazione il blogger Davide Palumbo, e l’operazione della Polizia che ha portato all’arresto di due persone dopo lo sfondamento dei vetri di un’auto durante un furto.
Infine, il quotidiano dedica un approfondimento alla crisi delle sale cinematografiche tra Pavia, Voghera e Vigevano: molti cinema hanno chiuso nel corso degli anni, ma alcune realtà stanno provando a rilanciare l’offerta e a riportare il pubblico davanti al grande schermo.
L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 21 agosto 2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Cina, realizzata una superpetroliera da 300.000 tonnellate
Pubblicato
10 ore fa-
20 Agosto 2026di
Redazione
DALIAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Martedì è stata consegnata a Dalian, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, una superpetroliera (VLCC) costruita in Cina. La nave è dotata di avanzate tecnologie per il risparmio energetico e la tutela ambientale sviluppate dall’industria cantieristica cinese.
La VLCC è stata costruita congiuntamente dalla Dalian Shipbuilding Industry Co. Ltd. (DSIC), controllata della China State Shipbuilding Corporation Limited (CSSC), e dalla China Shipbuilding Trading Co. Ltd. per conto di un armatore norvegese.
Progettata e sviluppata autonomamente dalla DSIC, la gigantesca nave misura circa 333 metri di lunghezza, 60 metri di larghezza e 30 di altezza, con una superficie del ponte superiore a 18.000 metri quadrati e una superficie complessiva rivestita di oltre 540.000 metri quadrati.
La nave ha migliorato significativamente l’efficienza energetica complessiva e le prestazioni ambientali grazie all’ottimizzazione delle linee dello scafo e a un sistema di desolforazione dei gas di scarico, che dovrebbe consentire un risparmio annuo di circa 35 milioni di yuan (circa 5,15 milioni di dollari) sui costi del carburante.
Secondo il costruttore, la VLCC è inoltre particolarmente adatta a diversi porti e corsi d’acqua. Con un pescaggio di progetto di 20,5 metri, può trasportare oltre 2 milioni di barili di greggio navigando liberamente attraverso lo Stretto di Malacca.
La consegna della nave avviene in un momento in cui la Cina continua a potenziare la propria industria cantieristica per sostenere una crescita economica duratura.
Secondo i dati del ministero delle Risorse Naturali, l’industria cantieristica cinese ha mantenuto una forte crescita nel primo semestre dell’anno, registrando un aumento delle nuove commesse, delle consegne completate e del portafoglio ordini rispettivamente del 105,2%, del 34,8% e del 37,1% su base annua. Le quote del mercato globale relative a questi tre indicatori hanno raggiunto rispettivamente il 73,9%, il 55,4% e il 63,3%, mantenendo una posizione di leadership a livello mondiale.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open “Sono tornato”
Pubblicato
12 ore fa-
20 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open. Lo ha annunciato lo stesso fuoriclasse spagnolo su Instagram. Fermo da aprile per l’infortunio al polso subìto al torneo di Barcellona, Alcaraz è pronto a tornare nello Slam statunitense. “Sono tornato”, ha detto in un breve video sui social. Il 23enne di Murcia è sceso recentemente nella classifica mondiale al terzo posto, alle spalle dell’azzurro Jannik Sinner e del tedesco Alexander Zverev. Per i noti problemi al polso (una tenosinovite con interessamento della fibrocartilagine triangolare) ha saltato i Major del Roland Garros e di Wimbledon e i Masters 1000 di Madrid, Roma, Montreal e Cincinnati (attualmente in corso). Nella quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam, al via sul cemento del Flushing Meadows Park di New York da domenica 30 agosto, Alcaraz si presenterà da campione in carica. Da capire però lo stato di forma del tennista iberico, assente dal circuito internazionale da oltre quattro mesi.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


Radio Pavia Breakfast News – 21 agosto 2026
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