Cronaca
Ucraina, Renzi: “Serve un commissario per l’immigrazione”
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4 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “E’ tempo di pensare alla nomina di un altro commissario speciale. E non per il COVID, ma per l’emergenza immigrazione. I numeri dei profughi in arrivo sono destinati a crescere. Le persone che arrivano in Italia hanno spesso molta voglia di lavorare e buona formazione personale: questo consente di procedere all’integrazione con minore difficoltà”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella sua e-News.
“Ma ci sono tantissimi bambini, tante situazioni complicate, la difficoltà della lingua e i comuni sono sotto botta. Io penso che – come c’è stato Figliuolo per il Covid, come c’è stato Sala per l’Expo o Cantone per l’anticorruzione – occorrerebbe nominare un commissario straordinario per l’immigrazione per un anno. Questa figura di specchiata moralità e alta professionalità dovrebbe interloquire con il Viminale, con i ministeri interessati, con gli enti territoriali – prosegue Renzi -. La questione migratoria, infatti, è solo all’inizio. Si prevede un flusso almeno triplo rispetto a quello degli anni 2015-2016 dal Mediterraneo. Ci vogliamo mettere la testa subito prima che sia troppo tardi?”.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Dop-Igp, Beduschi “Il nuovo decreto rafforza i consorzi di tutela in Lombardia”
Pubblicato
4 minuti fa-
5 Giugno 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Un passo avanti per la promozione e la competitività delle produzioni a Indicazione Geografica. È questo il significato del nuovo decreto firmato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela delle Dop e Igp, introducendo nuovi strumenti per sostenere la crescita del settore, valorizzare i territori e affrontare le sfide dei mercati globali.
“Accolgo con grande favore – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, che è anche presidente di Arepo, l’Associazione delle Regioni europee per i Prodotti d’Origine – questo provvedimento, che riconosce ai Consorzi un ruolo sempre più centrale nella difesa e nella valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari”.
“Con questo decreto – sottolinea – le Indicazioni Geografiche vengono finalmente riconosciute per ciò che sono: non semplici marchi di qualità, ma autentici strumenti di sviluppo economico territoriale. I Consorzi non saranno più soltanto organismi di controllo e promozione, ma soggetti sempre più protagonisti nella governance delle filiere, nella programmazione strategica e nella valorizzazione del legame tra prodotto, territorio e comunità”.
Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche continua a confermarsi un’eccellenza a livello internazionale. La cosiddetta Dop economy vale oggi 20,7 miliardi di euro alla produzione, mentre l’export delle produzioni certificate ha superato nel 2024 i 12 miliardi di euro. L’Italia mantiene inoltre il primato europeo per numero di prodotti Dop e Igp riconosciuti.
In questo contesto la Lombardia si conferma una delle realtà leader del settore. La Dop economy regionale ha raggiunto nel 2024 un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente, grazie al lavoro di oltre 8.200 operatori e a un patrimonio di 75 prodotti certificati tra Dop, Igp e Stg. A trainare il sistema è il comparto lattiero-caseario, che da solo supera i 2 miliardi di euro di valore e rappresenta circa il 70% dell’intera Dop economy lombarda, facendo della Lombardia la prima regione italiana per valore delle produzioni casearie certificate.
Il nuovo decreto ministeriale, attuativo del Regolamento europeo 2024/1143, amplia in modo significativo le competenze dei Consorzi di tutela. Accanto alle tradizionali attività di vigilanza, promozione e valorizzazione delle denominazioni, vengono attribuite nuove funzioni in materia di raccolta e gestione dei dati, programmazione e strategia di filiera, regolazione dell’offerta, promozione del turismo legato alle produzioni certificate e adozione di pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il provvedimento rafforza inoltre gli strumenti di contrasto alle contraffazioni e agli usi impropri delle denominazioni, anche negli ambienti digitali, introducendo nuove misure per garantire trasparenza, rappresentatività e solidità nella governance consortile.
“Da presidente di Arepo – afferma Beduschi – considero particolarmente significativo che questo provvedimento si inserisca nel quadro del nuovo Regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche e rafforzi un modello che l’Europa guarda con interesse e rispetto”.
“La Lombardia – aggiunge – continuerà a svolgere un ruolo da protagonista in questa sfida. Non a caso il 15 e 16 ottobre Mantova ospiterà l’Assemblea generale di Arepo, portando nella nostra regione rappresentanti istituzionali, consorzi e produttori provenienti da tutta Europa”.
“Sarà un’occasione importante – conclude l’assessore – per confrontarsi sul futuro delle Indicazioni Geografiche e per mostrare come qualità, identità territoriale, innovazione e competitività possano continuare a generare valore, occupazione e sviluppo sostenibile per le nostre comunità”.
– Foto di repertorio Regione Lombardia –
(ITALPRESS).
Cronaca
Il tennis domina su radio e tv negli ultimi 7 giorni
Pubblicato
2 ore fa-
5 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Con tre azzurri a disputare i quarti di finale agli Open di Francia è quasi scontato che sia il tennis a farla da padrone sulle radio e tv italiane. Negli ultimi 7 giorni, infatti, è stato il Roland Garros a ottenere più citazioni sulle nostre emittenti, surclassando (1.475 vs 1.189) persino la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Il dato emerge dal monitoraggio sulle principali emittenti televisive e radiofoniche italiane svolto da Mediamonitor.it, piattaforma che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 40 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha raccolto le citazioni relative ai personaggi più nominati dalle principali radio e tv, nel periodo compreso fra mercoledì 27 maggio e martedì 2 giugno.
A conferma del successo del tennis sui media contribuiscono anche le posizioni di vertice occupate dai singoli atleti: Flavio Cobolli (1.058), Matteo Berrettini (1.034) e Matteo Arnaldi (1.032) sono infatti subito dietro Meloni, mentre Jannik Sinner, sia pure penultimo in classifica con 667 menzioni, ribadisce quanto il tennis sia stato il filo conduttore della settimana.
Al sesto posto troviamo Donald Trump (1.108), che precede Sergio Mattarella: il nostro Presidente ha ottenuto 993 citazioni, circa la metà delle quali (484) si sono concentrate inevitabilmente nella giornata del 2 giugno, nella quale si sono celebrati gli 80 anni della nostra Repubblica. Ottavo posto per papa Leone (826), in procinto di partire per il viaggio apostolico in Spagna, mentre in ultima posizione l’analisi di Mediamonitor.it colloca Andrea Sempio (474 menzioni) che, indagato per il delitto di Garlasco, nei giorni scorsi ha comunicato tramite i suoi legali che non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Welfare, Cassaniti “L’Epap cresce e accelera sulle riforme”
Pubblicato
2 ore fa-
5 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Crescita del 10% nel 2025, patrimonio che raggiunge quota 1,7 miliardi di euro e un rendimento finanziario del 4,66% in un anno segnato da forti turbolenze geopolitiche. Epap, l’Ente pluricategoriale di previdenza e assistenza, chiude un esercizio solido e guarda avanti con un’agenda di riforme ambiziose, dal welfare professionale fino alla battaglia contro la doppia tassazione sui rendimenti. A tracciare il quadro è Carlo Cassaniti, presidente dell’ente, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
Epap riunisce sotto lo stesso tetto le professioni degli Attuari, Chimici e Fisici, Dottori Agronomi e Dottori Forestali, e Geologi. Una platea complessiva di circa 34.000 iscritti, tutti liberi professionisti, accomunati da una struttura previdenziale nata con il decreto legislativo 103, trent’anni fa.
“Come tutti gli enti di previdenza privati – spiega Cassaniti – la nostra mission è duplice: da un lato raccogliere i contributi degli iscritti, investirli e rivalutare i montanti che diventeranno le pensioni future; dall’altro accompagnare i professionisti durante la fase lavorativa con misure di welfare”. Un equilibrio tra previdenza e assistenza che l’ente cerca di declinare in modo sempre più integrato e moderno.
“I nostri sono investimenti pazienti, a lungo termine. Guardiamo al rendimento, ma dobbiamo garantire le pensioni, quindi manteniamo sempre un rischio calcolato”, sottolinea il presidente dell’Epap.
Una filosofia condivisa dall’intero sistema degli enti previdenziali privati italiani, che oggi conta circa 20 enti, gestisce un patrimonio complessivo di circa 130 miliardi di euro e rappresenta un interlocutore di primo piano per lo Stato.
“Lo siamo stati anche nei momenti più delicati – ricorda Cassaniti -. Durante il Covid abbiamo aiutato i nostri iscritti, garantito sussidi e in alcuni casi li abbiamo anche anticipati per conto dello Stato”. Un ruolo che va ben oltre la gestione previdenziale in senso stretto e che include investimenti in economia reale, con ricadute positive sul tessuto produttivo nazionale.
Se i conti sono solidi, Cassaniti non nasconde che il sistema necessita di profondi aggiornamenti. Il nodo centrale è quello dell’adeguatezza delle prestazioni. EPAP opera con il sistema contributivo puro a capitalizzazione individuale – il meccanismo introdotto dalla legge Dini – che garantisce la sostenibilità finanziaria ma pone sfide importanti sul fronte dell’entità delle pensioni future, specialmente per chi ha carriere discontinue o redditi non elevati.
“Con il contributivo puro, bisogna avere redditi elevati e una contribuzione mediamente alta per avere buone pensioni – sottolinea il presidente -. Per questo è necessario intervenire sia sul versante dei contributi che su quello dei contributi integrativi, che finanziano il nostro welfare”. Il nuovo mandato presidenziale, avviato l’anno scorso, ha messo al centro proprio una stagione di riforme: nuove regole per la costruzione delle pensioni e un regolamento più organico per le misure di assistenza.
Il passaggio più significativo è quello da un welfare puramente assistenziale a un sistema integrato. “Vogliamo fornire ai nostri iscritti tutti gli strumenti per arricchire la propria conoscenza professionale – spiega Cassaniti -: formazione specialistica, strumentazione per gli studi, cultura previdenziale. La pensione degli iscritti inizia dal primo giorno di attività lavorativa”.
Accanto al sostegno alla genitorialità – con contributi aggiuntivi su maternità e asili nido rispetto a quelli di legge – l’ente punta a sviluppare misure che guardino all’evoluzione delle professioni, incluso il tema dell’intelligenza artificiale, su cui il sistema degli enti previdenziali partecipa già al tavolo istituito dal Ministero del Lavoro.
Tra le variabili strutturali che preoccupano il sistema, il calo demografico occupa un posto di primo piano. A complicare il quadro, l’innalzamento dell’età media della popolazione sposta l’orizzonte temporale delle erogazioni. “Questi due aspetti insieme – avverte Cassaniti – modificano profondamente i nostri scenari attuariali. Bisogna trovare un equilibrio, e ci sono tanti tavoli aperti su questo tema”.
Un fronte sempre caldo è quello della tassazione. Gli enti di previdenza obbligatoria di primo pilastro, come EPAP, pagano il 26% sui rendimenti, contro il 20% applicato ai fondi pensione di secondo pilastro, che sono invece facoltativi. Una disparità che Cassaniti definisce “un paradosso” e che frena la capacità degli enti di reinvestire risorse in welfare.
L’argomento è supportato da studi internazionali: “Ogni euro investito in sanità preventiva genera un ritorno stimato di 14 euro – sottolinea Cassaniti -. Abbassare il prelievo fiscale sui rendimenti degli enti di primo pilastro libererebbe risorse che, investite in welfare, produrrebbero un effetto moltiplicatore enormemente positivo per la spesa pubblica futura”.
“E’ un tema che la politica conosce bene – afferma il presidente di Epap -. A giugno siamo stati convocati dal ministro del Lavoro Marina Calderone proprio per discutere, tra le varie proposte avanzate nel trentennale dell’ente, anche il tema della doppia tassazione, che riteniamo non più prorogabile”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).


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Tg Lombardia – 04/06/2026
Tg News 04/06/2026
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