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LA VOCE PAVESE – CASO BIOMETANO A VOGHERA-CAMPOFERRO, I NONSENSI DELLA POLITICA LOCALE

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 La Voce Pavese di Emanuele Bottiroli: il commento in diretta alle ore 20 al fatto del giorno in provincia di Pavia. 

Il Comune di Voghera e l’Amministrazione Provinciale di Pavia sono dello stesso colore politico eppure riesplode il caso biometano a Voghera-Campoferro con un pessimo teatrino politico. Dopo la convocazione della Conferenza dei servizi da parte della Provincia prevista per il 22 giugno, il Sindaco di Voghera Paola Garlaschelli, unitamente ai legali che assistono in Comune, ha inviato una diffida alla Provincia. “Dopo un approfondito confronto con i nostri legali – spiega il Sindaco Paola Garlaschelli – abbiamo inviato una diffida volta all’immediato annullamento, in autotutela, della comunicazione per l’avvio del procedimento di riesercizio del potere autorizzatorio e la contestuale indizione di Conferenza di servizi in erronea pretesa di esecuzione della sentenza del TAR Lombardia n. 881 del 22 aprile 2022, che ha annullato l’autorizzazione unica n. 16/2021 a suo tempo rilasciata in favore di Voghera Green Energy Società Agricola S.r.l.. Non risulta che la società Green Energy abbia presentato una nuova istanza, né alcuna documentazione integrativa e modificativa del progetto, nè valutazioni tecniche inerenti le parti interessate dalla sentenza di annullamento del TAR. Il ri-esercizio del potere istruttorio, così come l’indizione di una conferenza dei servizi, appaiono assunti in violazione e sostanziale elusione della sentenza del TAR. Abbiamo quindi invitato la Provincia ad annullare la convocazione della conferenza del 22 giugno – continua Paola Garlaschelli -, dandone tempestiva e formale informazione a tutti gli Enti e soggetti che ne erano destinatari, avvertendo che in assenza di attivazione ci troveremo costretti a richiedere idoneo intervento dell’Autorità giudiziaria al fine del rispetto della sentenza emessa”.

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Cittadinanze facili, inchiesta a Pavia

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La Voce Pavese – Certificati di residenza falsi, inchiesta a Pavia

Sarebbero alcune centinaia i certificati di residenza rilasciati in modo irregolare da un dipendente comunale, formalmente emessi ma privi della documentazione prevista dalla legge. Molte di queste residenze risulterebbero riferite allo stesso numero civico, dove ha sede una pizzeria. Sulla vicenda sono in corso due accertamenti paralleli: uno della Procura e uno dell’ufficio procedimenti disciplinari del Comune, a Pavia, negli uffici di Palazzo Mezzabarba.

L’istruttoria è ancora nella fase iniziale, ma se le contestazioni dovessero trovare conferma il dipendente rischierebbe il provvedimento più grave: il licenziamento. Secondo quanto emerso, i certificati sarebbero stati concessi soprattutto a cittadini stranieri, in larga parte di origine egiziana. Non è chiaro come l’anomalia sia stata scoperta, ma l’ipotesi più accreditata è che un controllo su uno dei presunti residenti abbia fatto emergere la coincidenza dell’indirizzo con quello di un esercizio commerciale. Quando i nominativi collegati allo stesso civico sono diventati decine è scattato l’approfondimento.

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Gli investigatori sarebbero così risaliti al dipendente comunale, già ascoltato in questura. Accertamenti sono in corso anche sui gestori della pizzeria, per verificare se fossero a conoscenza dell’utilizzo dell’indirizzo o se vi fosse un eventuale accordo. Vale, come sempre, la presunzione di non colpevolezza. Sul piano penale, qualora i fatti fossero confermati, le ipotesi di reato potrebbero essere il falso in atto pubblico, se le residenze fossero state concesse come favore, oppure la corruzione, nel caso di compensi o utilità in cambio. Sul fronte disciplinare, invece, non sarebbe necessario attendere una sentenza definitiva: basterebbe la rottura del rapporto di fiducia con l’amministrazione.

La vicenda riaccende l’attenzione sulle procedure per il rilascio della residenza, che prevedono passaggi rigorosi. Per i cittadini stranieri sono richiesti documento di identità valido, codice fiscale, titolo di disponibilità dell’alloggio o dichiarazione di ospitalità, oltre al permesso di soggiorno o alla ricevuta della richiesta. Dopo la domanda allo sportello Anagrafe, la polizia locale effettua un sopralluogo per verificare la reale dimora, di norma entro 45 giorni. Solo dopo esito positivo viene rilasciato il certificato. Proprio questi passaggi, secondo gli inquirenti, nel caso sotto esame non sarebbero stati rispettati o non risulterebbero adeguatamente documentati agli atti.

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 12 gennaio 2026

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 12 gennaio 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.

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Almanacco – 12 Gennaio 2026

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Ogni mattina aprite la vostra giornata con l’Almanacco del giorno. Tra sole e luna ricordiamo i santi, i proverbi dei nostri nonni, i principali avvenimenti facendo un salto all’indietro nel tempo, i compleanni famosi, diamo qualche consiglio utile per la vita quotidiana. L’Almanacco vi aspetta ogni mattina alle 8 su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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