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Economia

Su Prima Comunicazione la Russia di Putin e il mondo “normale”

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Domina la copertina di Prima comunicazione di giugno, la faccia di Putin che guarda ironico verso l’elenco di giornalisti che hanno partecipato a un giro di opinioni sul rapporto dell’informazione italiana con la Russia. I pareri molto diversi degli opinion maker intervistati aiutano a capire le differenze che contraddistinguono l’informazione nostrana. E anche la bravura dei russi nel gestire la comunicazione e la disinformazione. Ma c’è un mondo “normale” che continua a lavorare malgrado le difficolta. E su questo numero di Prima ci sono storie che lo testimoniano. Fabrizio Salini, ex ad della Rai, racconta in esclusiva a Prima, il suo debutto come imprenditore con la neonata società Ontheclouds, un aggregatore di tanti contenuti e di formati che punta soprattutto ad alimentare le piattaforme streaming. Il mondo dei contenuti digitali ha una “super” protagonista: Francesca Cavallo che, partendo da una start app concepita a Montain View, ‘Storie della buonanotte per bambini ribelli’, diventata un successo planetario in digitale e su carta stampata, ha deciso di separarsi da Rebel Girls e di tornare in Italia con il nuovo progetto Undercats Inc. sempre dedicato a nuove storie per i nuovi bambini.
E’ intitolato “Tirreno prove tecniche di espansione” il racconto sullo sbarco a Firenze della testata livornese con cui Alberto Leonardis, presidente della Sae è andato a fare concorrenza in casa ad Andrea Riffeser. Dalla Toscana agli Stati Uniti con Marco Durante, editore di LaPresse e di LaPresse Inc., che racconta del viaggio con incontri “diplomatici” a Washington e Los Angeles, poi a New York con i partner di Associated Press con cui ha sottoscritto un accordo per allargare la loro collaborazione anche alla Spagna. La mobilità è uno dei temi centrali della comunicazione di questi tempi. Prima ha deciso di occuparsene iniziando da Autostrade per l’Italia. Roberto Tomasi, ingegnere, Ad dal 2019, racconta le eredità del passato, ma soprattutto i nuovi progetti in atto, anche sul fronte tecnologico e culturale. “È il momento di dimostrare quello che siamo: un sistema al servizio del Paese, che gestisce un bene pubblico e contribuisce alla ricchezza italiana”, ha detto Tomasi a Fabio Bogo che lo ha intervistato. Nell’incubo bellico dell’aggressione russa all’Ucraina tra i problemi emersi c’è lo stop alla fornitura di materie prime, tra cui il grano. Tiziana Berbenni è andata a parlare con le famiglie di pastai simbolo del made in Italy, Felicetti, Sgambaro, Cavalieri e Chelucci, che usano solo grano duro italiano, raccontando storie di sostenibilità e buone pratiche. Il Salone del Mobile e la Settimana del design milanese sono raccontati da Prima partendo dalla storia del legno. Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, intervistato da Dina Bara racconta che in Italia ci sono molti boschi, il problema è che è necessario “avere una politica forestale efficace” e dei politici consapevoli e determinati.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Prima Comunicazione-

Economia

Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto

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TARANTO (ITALPRESS) – Riavviato l’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Lo rende noto Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, spiegando che “a conclusione delle operazioni propedeutiche iniziate il 10 febbraio 2026, l’Altoforno 2 è entrato in marcia”.

“Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni e nell’impegno dell’attività commissariale volti a garantire la continuità operativa e la salvaguardia del perimetro industriale e occupazionale nella fase in corso”, conclude la nota.

– foto IPA Agency –

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Panetta “Crescita mondiale superiore alle attese, ma i rischi restano”

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VENEZIA (ITALPRESS) – “Nel 2025 la crescita globale si è rivelata più robusta del previsto, nonostante le forti tensioni geopolitiche e commerciali: il PIL mondiale è aumentato del 3,3 per cento, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno fa”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento a Venezia al 32° Congresso Assiom Forex. A sostenere l’attività produttiva, ha spiegato il governatore, “ha contribuito innanzitutto il dinamismo dei settori legati all’intelligenza artificiale – in particolare la costruzione dei data center, divenuti il fulcro della trasformazione tecnologica in atto”. Di questa spinta stanno beneficiando “con particolare intensità gli Stati Uniti”, che registrano “una crescita media del PIL del 3,2 per cento”.

“L’attività globale ha inoltre tratto impulso, non senza sorpresa, dal rapido e persistente aumento del commercio internazionale ha spiegato Panetta -. In Cina, la capacità delle imprese esportatrici di riorientare l’eccesso di produzione manifatturiera verso altri mercati, in risposta alle barriere commerciali statunitensi, ha consentito di conseguire l’obiettivo governativo di crescita del 5 per cento”. Per il 2026, l’FMI prevede una crescita mondiale stabile al 3,3 per cento, “con rischi al ribasso legati a una possibile correzione dei mercati finanziari e a un ulteriore deterioramento del clima geopolitico”. Sull’area dell’euro, Panetta ha sottolineato che anche l’economia europea affronta questa fase con una crescita superiore alle attese e un’inflazione tornata sotto controllo”. La dinamica del PIL, intorno all’1,5 per cento, “è stata sostenuta dal recupero dei redditi reali e dal graduale allentamento delle condizioni monetarie”, ma i consumi restano “ancora frenati dall’incertezza globale”.

Il commercio internazionale ha resistito ai dazi meglio di quanto atteso.Nonostante l’introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese”, ha affermato Panetta. A spiegare questo risultato ha contribuito “l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate”. Oltre la metà dell’espansione, ha precisato, “è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all’intelligenza artificiale”. L’elemento più significativo, secondo il governatore, è “la profonda ricomposizione geografica dei flussi commerciali”. Le importazioni statunitensi dalla Cina si sono contratte di oltre il 25 per cento, mentre sono aumentati gli acquisti da Messico, Vietnam e Taiwan.

“La triangolazione degli scambi attraverso paesi con regimi doganali più favorevoli suggerisce che il disaccoppiamento effettivo tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere inferiore a quanto suggerito dal calo dei flussi bilaterali”. Quanto all’incidenza dei dazi, Panetta ha evidenziato che “l’onere sarebbe finora ricaduto soprattutto sull’economia statunitense”, con un impatto sull’inflazione di “più di mezzo punto percentuale”. Gli esportatori stranieri ne avrebbero “sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10 per cento”.

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– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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