PARMA (ITALPRESS) – “Rinnovo Chivu? Posso dire che abbiamo raggiunto un accordo, sarà certificato quando tornerà da una brevissima vacanza, non c’è nessun problema”. Lo ha dichiarato il presidente dell‘Inter, Giuseppe Marotta, intervenuto durante il Festival della Serie A, a Parma, in merito al rinnovo del tecnico nerazzurro Cristian Chivu.
“La scelta di Chivu? In quel momento dovevamo capire ciò che stava avvenendo, eravamo reduci da una debacle, era preventivato l’addio di Inzaghi, con una persona che aveva dato molto. Dovevamo trovare una soluzione, ma abbiamo deciso nel giro di poche ore. È stato un atto coraggioso, ma la consapevolezza era capire il momento e, nonostante le pressioni, andare avanti per la nostra strada”. “L’allenatore in una squadra di calcio è il leader – ha proseguito -, condividiamo un percorso, lui si è identificato. Lui dalla sua ha molto entusiasmo, ha davanti degli obiettivi da raggiungere un avvenire che vuole essere pieno di vittorie. Sta crescendo di giorno in giorno”.
“Chivu dice che la Champions non deve essere un’ossessione? È una scelta prudente, giustamente. Io dico che l’asticella va sempre alzata, in qualsiasi attività sportiva a cui si partecipi. Non è sinonimo di arroganza, ma nello sport bisogna essere ambiziosi. Avere davanti alti obiettivi è da stimolo anche nel quotidiano”, è il commento sull’andamento altalenante in Europa. “Cosa manca per la Champions? Intanto va detto che il campionato e la Champions sono due cose diverse – ha aggiunto –. Il campionato è una corsa a tappe e alla lunga vince assolutamente la squadra migliore, la Champions è come se fosse la Milano-Sanremo. Non sempre vince il più forte, perché per esempio si passa da un sorteggio: puoi averlo più facile o più complicato. E poi la Champions non ha una linearità”.
“Palestra? Per un ragazzo di 21 anni non è facile stare tutti i giorni sui giornali: lui, come Pio Esposito, rappresentano il futuro, ma io voglio essere prudente, il cammino da fare è molto lungo. Pio Esposito è a costo zero perché viene dal nostro settore giovanile, Palestra è un giocatore di proprietà dell’Atalanta e ha un valore di mercato giusto e logico, appetibile da tantissimi club, posso dire che è un giocatore che piace a tante squadre“, ha ammesso.
“Oggi San Siro, che è un’icona, rappresenta uno stadio datato, non ti dà quel confort che poi puoi trasformare in vantaggio economico. Il Real Madrid, col nuovo Bernabeu, genera mezzo miliardo, noi 90-100 milioni in base al cammino della Champions League, questo porta già un gap“, ha detto sul nuovo stadio. “Avere uno stadio di proprietà non è una mancanza di rispetto verso San Siro. Lo stadio nuovo è un’esigenza, ma siamo in Italia, la burocrazia è molto lenta, per un momento ci siamo arenati. Dal punto di vista emozionale è chiaro che avere una propria casa sviluppa un concetto molto forte, ovvero il senso di appartenenza, quella forza in più che ti porta a raggiungere qualche punto più in classifica”.
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