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L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VIGEVANO VERSO LA SFIDUCIA, MA POI UNA FIRMA SCOMPARE

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PAVIA UNO TV INFORMAZIONE – L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VIGEVANO VERSO LA SFIDUCIA, MA POI UNA FIRMA SCOMPARE
L’amministrazione comunale di Vigevano del sindaco Andrea Ceffa finisce nella bufera e sull’orlo del decadimento con un giallo che diventerà certamente un caso d’inchiesta. Dopo un atto dinanzi al notazio, i consiglieri comunali Alessio Bertucci e Silvia Baldina si sono recati stamattina alle 8 all’Ufficio Protocollo del Comune per la consegna delle dimissioni di 13 consiglieri. I dimissionari sono i consiglieri di minoranza Alessio Bertucci, Arianna Spissu, Emanuele Corsico Piccolini e Carlo Santagostino del PD, Silvia Baldina del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Squillaci e Furio Suvilla di Azione, Luca Bellazzi e Martina Ambrosino (Polo Laico). Gli altri dimissionari sono i leghisti Giulio Onori e Rimma Garifullina e la consigliera di Vigevano Civica, Claudia Montagnana. Il quarto dei consiglieri dimissionari della maggioranza ci ha ripensato e nella notte ha inviato una mail (via PEC) per revocare la sua firma. La macchina era però in movimento e stamattina le 13 firme sono state protocollate. Il pentito sarebbe a quanto si è appreso sin qui il capogruppo di Fratelli d’Italia, Riccardo Capelli, uno dei 4 membri di maggioranza che con le loro dimissioni causano la caduta della giunta Ceffa. Subito dopo la consegna delle firme all’Ufficio Protocollo del Comune si è scatenato un parapiglia, con la comparsa dell’assessore Nicola Scardillo, un esponente locale della Lega, lo stesso Capelli e due agenti della Polizia Locale. Il tentativo – dicono i dissidenti – era quello di bloccare la procedura telematica di invio delle firme e sventare la sfiducia. "Il foglio con la tredicesima firma è sparito – hanno spiegato gli esponenti di minoranza – ma l’atto era stato sottoscritto davanti a un notaio ed era stato nominato un delegato alla consegna. Non si possono ritirare dimissioni via PEC perché non possono nemmeno essere presentate in forma telematica. Se qualcuno ha fatto sparire le dimissioni firmate e regolarmente depositate se ne assumerà la responsabilità".
In Comune sono arrivati anche alcuni agenti e funzionari del Comissariato di Polizia. Toccherà molto probabilmente alla Prefettura stabilire quale sarà l’esito della vicenda.

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Tg Lombardia – 03/06/2026

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Tg Lombardia – 03/06/2026
In questa edizione: Caso Garlasco, depositata l’informativa: nessuna corruzione per l’ex pm Venditti – Motociclista pavese grave in Abruzzo, è in prognosi riservata – Data center a Sant’Alessio, stop definitivo del Comune – Maltempo a Santa Cristina, albero crolla sul tetto di una casa – Milano, protesta al cantiere del nuovo Consolato Usa – La Filarmonica della Scala torna in Piazza Duomo, pubblico seduto – Pronto Meteo Lombardia per il 4 Giugno.

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IL GIARDINO ALPINO DI PIETRA CORVA_ANNO 2010 – DI REMO TAGLIANI

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Il Giardino Alpino di Pietra Corva è sicuramente uno tra le più belle realtà dell’Alto Oltrepò Pavese.

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Medici di base, pochi candidati per oltre 200 posti scoperti nel Pavese

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La Voce Pavese – Medici di base, pochi candidati per oltre 200 posti scoperti nel Pavese

La crisi dei medici di base continua a pesare anche sulla provincia di Pavia. Per circa 200 incarichi vacanti si sono presentati soltanto in sette, quattro dei quali ancora corsisti. Un dato che conferma la difficoltà del sistema nel garantire il ricambio generazionale, mentre molti professionisti si avvicinano alla pensione.

Secondo l’ultimo bando di Asst, i posti da coprire sono 205. Le situazioni più critiche riguardano diversi Comuni del Pavese, da Borgarello a Certosa, da Carbonara a Casorate, mentre a Vigevano mancano ancora 23 medici di base.

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Per ridurre i disagi ai cittadini, Asst ha attivato ambulatori medici temporanei nei territori rimasti senza assistenza, come Casei, Broni e Varzi. In alcuni casi sono stati assegnati anche incarichi provvisori.

Il problema non riguarda solo Pavia. In Lombardia gli ambiti scoperti sono migliaia: oltre 600 solo a Milano, più di 200 nel Mantovano e circa 150 nell’area dell’Asst del Garda. Il dato va comunque letto con cautela, perché il nuovo “ruolo unico” comprende anche le ore da garantire in servizi come Case di comunità e aggregazioni funzionali.

La carenza dei medici di famiglia resta però uno dei nodi più delicati della sanità territoriale. Una crisi legata ai pensionamenti, alla scarsa attrattività della professione e alla trasformazione della medicina di base, oggi al centro della riforma nazionale pensata anche per sostenere il funzionamento delle Case di comunità.

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