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Cronaca

Allegri “A Salerno scontro diretto, obiettivo 40 punti”

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TORINO (ITALPRESS) – “Dobbiamo raggiungere i 40 punti che rappresentano la salvezza: viene da ridere ma è così”. A Massimiliano Allegri viene quasi difficile dirlo, lo fa con la solita ironia, ma è davvero quello che pensa dopo i 15 punti di penalizzazione inflitti dalla Corte d’Appello Federale. “Domani è complicata perchè è un ambiente difficile, spinto dai tifosi. Nicola sta facendo un ottimo lavoro. Hanno vinto l’ultima gara a Lecce. Domani sarà una partita difficile come tutte le partite del campionato. Sarà importante affrontarla col piglio giusto, con la squadra che si deve mettere alla pari della Salernitana. Vedendo la classifica, è uno scontro diretto”, ha detto il tecnico della Juventus alla vigilia della partita della 21esima giornata di Serie A in casa della Salernitana. A parte gli infortunati Bonucci, Pogba e Kaio Jorge, non ci sarà Paredes che “ha un fastidio alla zampa d’oca”. De Sciglio, finito nel mirino di una parte della tifoseria per aver svelato ai pm dell’inchiesta sulle plusvalenze l’esistenza della chat sugli stipendi e poi fischiato anche nell’ultima partita allo Stadium, “sta bene fisicamente e anche emotivamente – ha risposto Allegri -. Ci ho parlato, è sereno e tranquillo, serio e professionale oltre che essere un ottimo giocatore. I social? Di queste situazioni ne capitano tutti i giorni, dietro ai social si nascondono migliaia di persone anche in modo brutto, bisogna accettarli non dandogli importanza”. Il tecnico juventino ha poi detto che “difficilmente” domani cambierà sistema di gioco e che Vlahovic “è molto più leggero e dinamico rispetto a quando era arrivato, ma in questo momento lasciare fuori Kean è molto più difficile, è cambiato completamente rispetto allo scorso anno e sta diventando un giocatore importante. Non faccio giocare chi ha bisogno di giocare, ma faccio giocare chi serve per vincere le partite”. Inoltre, il tridente “è un’ipotesi” e Chiesa “sta bene”. Allegri ribadisce l’importanza della gara di domani contro la Salernitana: “Siamo 13esimi, bisogna cercare di raggiungere la 12esima e poi scalare la classifica piano piano. Domani è una gara da vincere perchè nelle ultime tre partite abbiamo fatto solo un punto e bisogna riprendere il cammino”. Secondo il tecnico non varierà l’impatto emotivo alla partita per giocatori che sono abituati a lottare per altri obiettivi e ora si trovano oltre metà classifica: “Psicologicamente bisogna stare sempre bene indipendentemente da questa situazione anomala”.
Il primo obiettivo della Juve al momento sembra essere quello di raggiungere quanto prima la quota salvezza: “In questo momento c’è un dato di fatto: abbiamo 23 punti, mi viene da ridere ma bisogna raggiungere i 40 punti che sono quelli della salvezza e darsi dei mini obiettivi. Riuscendo a fare così, vinceremo delle partite”.
– foto LivePhotoSport –
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Cronaca

Dl Carburanti, Salvini “Buon risultato, tra poche ore si toccherà con mano”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo lavorato per giorni e giorni” al Dl carburanti, “il lavoro che abbiamo fatto ha portato a un buon risultato, uno dei maggiori a livello dei Paesi europei e dalle prossime ore si toccherà con mano. Se qualcuno trovasse qualche stranezza la segnalasse perchè si tratta di denaro pubblico che deve integralmente tornare nelle tasche dei cittadini. Si tratta di un intervento importante”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Mattino Cinque. “Difendo la categoria dei benzinai perchè non è li che c’è la speculazione ma in altre parti della catena”, spiega.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Referendum, Balboni “Se vince il sì passo avanti verso lo Stato di diritto”

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ROMA (ITALPRESS) – Se vince il sì, “l’Italia fa un passo in avanti verso lo Stato di diritto, non un passo indietro. In tutti i paesi democratici e occidentali c’è la separazione delle carriere”. “I magistrati faranno i magistrati e smetteranno di fare politica: oggi invece abbiamo dei magistrati – una minoranza, ma molto politicizzata – che condiziona quindi tutta la magistratura, che anzichè applicare le leggi vuole interpretarle. Questa è una riforma non per la destra o per la sinistra, è una riforma per la giustizia”. Così Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. Se vince il no, “non cambia nulla: la politica, o meglio certi partiti, vanno a ingerirsi nella vita della magistratura attraverso le correnti organizzate e gli italiani avranno meno giustizia, ma soprattutto, se vince il no si bloccherà chissà per quanti anni il processo riformatore in Italia”, ribadisce.
La riforma della giustizia “completa un lungo processo iniziato nel 1988 con il nuovo codice di procedura penale, che introduceva nel nostro ordinamento il sistema accusatorio al posto del sistema inquisitorio. Il sistema accusatorio – evidenzia Balboni – prevede che le prove si formino nel dibattimento e nel contraddittorio tra l’accusa e la difesa in condizioni di assoluta parità di fronte a un giudice terzo. Questo processo è poi andato avanti con la riforma dell’articolo 111 della Costituzione per mettere in Costituzione questo principio di assoluta imparzialità del giudice e viene completato con la separazione delle carriere, perchè tutti capiscono che fino a quando il PM e il giudice sono stretti parenti l’imparzialità non ci può essere. Oggi giudice e pubblico ministero fanno lo stesso concorso, fanno lo stesso percorso professionale, fanno parte degli stessi organi di autogoverno, decidono l’uno nei confronti dell’altro le carriere, i trasferimenti, i procedimenti disciplinari e via di questo passo. E’ chiaro che un giudice e un pubblico ministero, fino a quando sono stretti parenti, non possono essere imparziali”, spiega Balboni.
L’idea di un pm sottoposto al potere politico “è una pura fake news. L’articolo 104 della Costituzione, che sancisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura da ogni altro potere, non solo non viene toccato, ma viene rafforzato perchè chiarisce che il pm fa parte della magistratura, la quale si distingue in magistratura inquirente e magistratura decidente, cioè i giudici. In questo modo è chiaro che anche il pubblico ministero, come il giudice, è soggetto sempre e soltanto alla legge. Il fronte del ‘nò fa un processo alle intenzioni, dice che vogliamo fare questa riforma per creare poi le condizioni, un domani, di sottomettere il pm alla politica”.
Sul doppio CSM e sulla sua composizione, chiarisce: “Nel momento in cui ci sono le carriere separate, bisognerà fare un CSM per i pubblici ministeri e uno per i giudici, ma sempre presieduto dal Presidente della Repubblica e sempre con la proporzione di due terzi di magistrati e un terzo di componenti laici nominati sorteggiati fra un elenco predisposto dal Parlamento. Quindi il CSM verrà composto non più sulla base di un’elezione pilotata e manovrata dalle correnti” ed “è chiaro che se un magistrato viene sorteggiato a sorte, non avrà più alcun cordone ombelicale con la corrente, che non avrà più il potere di designarlo. Questa è la vera rivoluzione contenuta nella riforma”, sottolinea.
“Il sorteggio spezza il legame tra la politica e la magistratura” ed “è per questo che c’è questa campagna così cattiva, questa lotta nel fango che hanno iniziato ormai da mesi e mesi: il sorteggio li spaventa perchè rompe tutti gli schemi fino ad ora adottati dalla politica per controllare la magistratura, attraverso le correnti politicizzate. Un magistrato che vuole essere valutato esclusivamente in base al proprio merito e non vuole essere strumentalizzato dalla corrente, ma vuole rimanere libero, con il sorteggio finalmente lo sarà. Non è un caso che un sondaggio di un paio di mesi fa abbia stabilito che, ben il 41% dei magistrati è favorevole al sorteggio. Sono proprio quei magistrati che vogliono essere liberati dal condizionamento della politica”.

– foto Italpress –
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Crosetto “Rischio terrorismo, centinaia le cellule dormienti iraniane nel mondo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Attacchi diretti all’Italia da parte dell’Iran o dei suoi proxy, come Hezbollah, non sono attualmente considerati probabili. Il rischio principale è invece rappresentato dal terrorismo. Si stima che esistano centinaia di cellule dormienti iraniane nel mondo: individui apparentemente normali, ma attivabili in qualsiasi momento per compiere attentati, anche suicidi. Si tratta di reti presenti da anni e diffuse globalmente. Questo rappresenta la principale minaccia interna per i Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto”. A dirlo il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ospite di RTL 102.5 in Non Stop News.

– foto Ipa Agency –
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