Cronaca
Arval, nel 2022 performance superiori all’andamento del mercato
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3 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Nel 2022, le performance di Arval sono state superiori all’andamento del mercato: 1.592.024 veicoli noleggiati, +5,5% di crescita organica, +8,3% di crescita della flotta noleggiata, incluse le acquisizioni.
Due acquisizioni concluse nel 2022: Terberg Business Lease Group, le attività di noleggio di BCR. A metà del percorso relativo al piano strategico Arval Beyond 2020-2025, ‘una prospettiva molto positiva per Arval’, spiega la società in una nota.
Specializzata nel noleggio auto a lungo termine e in soluzioni di mobilità innovative e sostenibili, Arval ha registrato nel 2022 un andamento positivo nonostante il contesto complesso. La flotta finanziata alle aziende nel 2022 è di 1.082.503 veicoli.
Il segmento Retail conta invece 454.062 veicoli nel 2022 (437.445 escludendo le acquisizioni), per una crescita del 13% rispetto al 2021 (9,7% escludendo le acquisizioni). Questo dimostra il crescente interesse delle piccole e medie imprese e dei privati nei confronti del noleggio, nonostante il contesto difficile.
La flotta Arval Mid Term segna un incremento del 48%.
Gli oltre 8.000 collaboratori di Arval offrono i loro servizi a più di 300.000 clienti in 30 Paesi.
“Nonostante un contesto complesso, nel 2022 Arval ha continuato a supportare i propri clienti grazie a un business model resiliente e alla sua capacità di offrire soluzioni innovative. Sostenuta dalle forti ambizioni strategiche del Gruppo BNP Paribas nel campo della mobilità, Arval proseguirà il suo percorso di sviluppo anche nel 2023, portando avanti ulteriormente la sua strategia Arval Beyond. Continueremo a rafforzare la nostra crescita grazie all’innovazione, supportando i nostri clienti nei loro piani di transizione energetica e fornendo loro offerte di mobilità sostenibile in tutti i nostri Paesi”, commenta Alain Van Groenendael, Presidente e CEO di Arval.
Anche per Arval Italia il 2022 si è chiuso con una crescita della flotta noleggiata: con 247.658 veicoli, si registra un incremento pari all’1,8% sull’anno precedente.
A trainare la crescita il segmento Retail, che registra un aumento del 10% e, in particolare, il canale dei privati, che segna un +20% sull’anno precedente. In forte incremento anche la flotta Arval Mid Term che registra +45% sul 2021. Un grande lavoro è stato svolto dal segmento Corporate nella gestione del portafoglio Clienti, per rispondere alle loro esigenze di mobilità e sostenere i loro percorsi di transizione energetica.
Sale la quota di veicoli a basse emissioni nella flotta: infatti, i veicoli elettrici e ibridi a fine 2022 arrivano a superare le 45.000 unità, per una crescita del 38% rispetto alla flotta 2021.
“I numeri ci dimostrano che Arval Italia prosegue nel suo percorso di crescita costante, pur nel contesto di un mercato automotive che sta affrontando molteplici difficoltà. Per questo, ci siamo concentrati sul potenziamento del servizio offerto, sul supporto e la consulenza verso i nostri clienti, per garantire loro la mobilità di cui avevano bisogno. Allo stesso modo vediamo il risultato di tutto l’impegno profuso a favore dello sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile, in linea con gli ambiziosi obiettivi del piano strategico Arval Beyond”, afferma Dario Casiraghi, direttore generale di Arval Italia (nella foto).
‘A metà del percorso relativo al piano strategico Arval Beyond, Arval ha mostrato ottimi risultati nel 2022. Durante lo scorso anno, l’azienda ha continuato a guidare il settore, lanciando soluzioni di mobilità innovative, siglando partnership strategiche e proseguendo nel suo impegno sulla CSR, in particolare per supportare i propri clienti nella transizione energeticà, spiega la società.
Accanto alle esistenti partnership con banche, operatori del settore automotive e con lo storico partner Element, è stata completata nel 2022 l’acquisizione di Terberg Business Lease Group. Con questa acquisizione completata verso la fine di novembre 2022, ‘Arval ha ulteriormente diversificato la propria offerta di prodotti dedicati alle aziende, diventando uno dei maggiori attori della mobilità nel mercato olandese, con un totale di circa 500 collaboratori e oltre 100.000 veicoli noleggiatì.
Trasferimento delle attività di noleggio di BCR ad Arval Romania: con questa operazione chiusa a maggio 2022, Arval ha consolidato la sua posizione di leadership in Romania con l’aggiunta di 3.800 veicoli e ha rafforzato la collaborazione con Erste nella regione (Repubblica Ceca e Slovacchia).
A ottobre 2022, il Gruppo BNP Paribas ha annunciato la sua ambizione di posizionarsi lungo l’intera catena di valore del settore. ‘Nel quadro di questa ambizione, Arval ha la missione di implementare flotte e nuove soluzioni di mobilità, rafforzando la sua cooperazione con le altre entità di BNP Paribas – spiega Arval -. La partnership tra BNP Paribas e Jaguar Land Rover siglata a febbraio 2022 è una prova tangibile della forza del modello integrato del Gruppo. Il cosiddetto approccio “One Bank Auto” si affida alle competenze di diverse entità nell’ambito dell’automotive. Arval gioca un ruolo chiave grazie al suo know-how nel noleggio a lungo termine e nel fleet management. Questo modello integrato consente di rispondere in modo differenziato e armonico alle esigenze dei clienti. In termini di elettrificazione della propria flotta, Arval ha raggiunto circa 300.000 veicoli elettrificati alla fine del 2022, quattro volte la quota del 2019.
A gennaio 2022, Arval e Ridecell hanno unito le forze ‘con l’obiettivo condiviso di accelerare lo sviluppo di soluzioni di mobilità end-to-end per i clienti Arval. Alla fine di dicembre 2022, il bike leasing è presente in 13 Paesi, il car sharing in 11 Paesi.
Arval Mobility Hub, un’offerta di Arval dedicata alle aziende che cercano soluzioni di mobilità alternativa per tutti i loro collaboratori (car sharing, bike sharing, bici a noleggio, scooter…), è attivo presso l’headquarter di BNP Paribas Real Estate in Francia.
Arval prosegue con lo sviluppo di Arval Mobility App, disponibile oggi in 10 Paesi. Nel 2022, le offerte di Arval pensate per rispondere alle esigenze di flessibilità delle aziende sono disponibili in 24 Paesi con più di 55.000 veicoli, che si traduce in una crescita di questi prodotti del 48% sullo scorso anno.
A marzo 2022, Arval ha lanciato Arval Adaptiv, un prodotto di abbonamento all’auto. Consente l’accesso a un’auto solo quando se ne ha effettivo bisogno, in pochi giorni.
Alla fine di dicembre 2022, Arval Re-Lease, l’offerta di Arval di noleggio di veicoli usati, è stata sviluppata in 16 Paesi e rappresenta una risposta importante alla carenza di veicoli nuovi e alla necessità di estendere la vita del veicolo, con un occhio di riguardo per l’ambiente. La flotta Re-Lease è cresciuta del 60% rispetto all’anno precedente, con un notevole successo in Olanda, Turchia, Gran Bretagna, Polonia e Francia.
Per aiutare i clienti a controllare meglio i costi della loro flotta e accelerare la transizione energetica, a marzo 2022 è stata lanciata l’offerta Arval Connect che permette di ottimizzare il TCO, aumentare la sicurezza e rendere la flotta più sostenibile.
Nel 2023, Arval ‘continuerà a supportare i propri clienti con l’effettiva implementazione della partnership strategica tra Jaguar Land Rover e BNP Paribas per lanciare una suite di nuovi servizi finanziari di mobilità in nove mercati europei. La collaborazione è la prima fase di un piano di trasformazione che reimmagina il ruolo dei servizi finanziari per i clienti Jaguar Land Rover. Ora presente in 53 Paesi, l’Element-Arval Global Alliance è riuscita a quadruplicare il numero di clienti condivisi in meno di dieci anni. Le competenze garantite da questa alleanza e l’estensione dell’economia di scala che questa consente continueranno a fornire valore aggiunto ai clienti internazionali di Arval, soprattutto in un mercato in via di consolidamento. Da gennaio 2023, in Cile, Perù e Colombia, Arval ora possiede il 100% di Arval Relsa, dopo aver acquisito le quote precedentemente in capo a Inversiones Juan Yarur’.
– foto ufficio stampa Arval –
(ITALPRESS).
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Traffico di droga, disarticolata organizzazione italo-albanese che operava nel Nord-Italia
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Redazione
TRIESTE (ITALPRESS) – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste, sotto la direzione della Procura di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia – in collaborazione con i colleghi dello Scico hanno disarticolato una organizzazione criminale transnazionale italo – albanese con basi e strutture logistiche in varie province del Nord-Italia (Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena) attiva nella distribuzione di sostanze stupefacenti nelle regioni Lombardia, Liguria e Toscana estendendole, nel periodo estivo, anche a nevralgiche location turistiche del Nord-Est (Sistiana, Grado, Latisana, Lignano, Bibione, Jesolo, Caorle) all’esterno di discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive.
L’operazione ha tratto origine da un controllo operato a Latisana, in provincia di Udine, in prossimità della nota località turistica friulana di Lignano Sabbiadoro, da cui è scaturito l’arresto di 2 corrieri e il sequestro di 2 chili di marijuana. Le indagini hanno portato al coinvolgimento di diversi indagati, principalmente albanesi, operanti in varie province lombarde. Lo scenario che progressivamente si è andato a formare ha delineato l’esistenza di una solida e verticistica organizzazione composta da veri e propri “professionisti” del narcotraffico che adottavano diverse e ingegnose strategie tese ad una massimizzazione dei profitti. Le comunicazioni tra i vari membri dell’organizzazione avvenivano tramite l’utilizzo di piattaforme criptate su sistemi di fonia, cui si aggiungeva un costante ricambio di schede sim e telefoni cellulari. Analoga rapida movimentazione era riferibile alle auto utilizzate, sostituite continuamente per non correre il rischio di essere individuati.
I canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente (cocaina, marijuana e hashish) erano garantiti attraverso l’importazione lungo consolidate rotte balcaniche con una collaborazione tra organizzazioni criminali italiane e consorterie di origine albanese. Inoltre, nel corso delle indagini è stato inoltre appurato che il sodalizio si era dotato, nella campagna pavese, di una serra nella quale aveva cominciato la produzione autonoma di marijuana. Una volta introdotte nel territorio nazionale, le sostanze stupefacenti venivano inizialmente “stoccate” presso “locali dedicati” individuabili in una ramificata rete di appartamenti e autorimesse presi in locazione da plurimi soggetti incensurati con funzione di meri prestanome e quindi di non immediata riconducibilità ai membri dell’organizzazione.
Del tutto peculiare era poi il sistema con il quale si operava la successiva redistribuzione degli stupefacenti ai pusher operanti nelle ordinarie piazze di spaccio lombarde e nei locali e zone ad alta vocazione turistica dell’Italia Settentrionale. Per tale finalità il sodalizio si avvaleva di soggetti reclutati “ad hoc” (definiti “cavallini”) con funzioni di delivery territoriale diversificando le mansioni tra chi doveva minuziosamente preparare le dosi e chi aveva l’incarico di distribuirle capillarmente sul territorio, ovvero una fitta rete costituita sia da italiani che da giovani albanesi. Questi ultimi, incensurati, venivano fatti giungere in Italia per permanervi per brevi periodi (massimo 90 giorni – lasso temporale utile per soggiorni turistici), trascorsi i quali venivano fatti rientrare in Albania per essere sostituiti da altri connazionali con analoghe funzioni.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 70,5 chili di marijuana (di cui 64 chili a Sesto San Giovanni, 2 chili a Latisana e 4,5 chili a Lecco), 21 chili di cocaina (di cui 20 chili a Saronno e 1 chilo a Milano), 1 pistola beretta modello 34 calibro 9 short con matricola abrasa e relativo munizionamento, un’Alfa Stelvio, con telaio appositamente modificato per il trasporto della droga. Arrestati in flagranza sette soggetti. Al termine delle indagini la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha richiesto e ottenuto dal gip 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di ulteriori membri dell’organizzazione. Disposte inoltre perquisizioni nei confronti di 33indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, per produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, per riciclaggio, per detenzione di armi clandestine.
In parallelo alle attività investigative tese a smantellare il sodalizio criminale, i Finanzieri hanno utilizzato lo specifico expertise posseduto in ambito economico finanziario per procedere alla ricostruzione dettagliata ed analitica dei patrimoni illecitamente accumulati dagli indagati con i profitti derivanti dal traffico e dallo spaccio di sostanze stupefacenti: flussi finanziari, conti correnti, investimenti, acquisti di beni immobili e depositi bancari sono passati sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle che, di pari passo con la precisa imputazione delle condotte relative al narcotraffico, sono riuscite a quantificare in 1,1 milioni di euro i proventi illegalmente ottenuti.
La Procura di Milano ha così disposto l’emissione di un provvedimento di sequestro di immobili, vetture, gioielli, denaro contante e altre disponibilità finanziarie. Nel corso delle perquisizioni, è stato arrestato in flagranza di reato un indagato per detenzione di armi clandestine. Gli investigatori hanno sequestrato 7,2 chili di marijuana impacchettati e pronti per la commercializzazione, 2 pistole con matricola abrasa e relativo munizionamento, 10 armi bianche, orologi di lusso e denaro contante, anche in valuta estera.
– Foto ufficio stampa GDF –
(ITALPRESS).
Cronaca
Milano, Sala “Servono leggi severe e nuove carceri, facciamole”
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35 minuti fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Milano città poco sicura dopo l’aggressione? Questo è proprio un esempio. Questo non era un milanese, era uno di Conegliano che scappa di casa, se ne sta in giro, poi decide di venire a Milano a compiere un atto del genere. Se la politica continua a confrontarsi su di chi è la colpa, non si va da nessuna parte“. Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine dell’evento “Gran Premio d’Italia F1 e iniziative culturali collegate all’evento”, al Teatro La Scala di Milano, in merito ai problemi di sicurezza e all’aggressione da parte di un 22enne avvenuta nei giorni scorsi a un passante. “Oggi leggo che un provveditore toscano dice che c’è il sovrappopolamento nelle carceri. Ora, da uomo di sinistra, io non ho problemi a dire che servono le leggi severe e nuove carceri, facciamole”, ha concluso.
“Dico che c’è un disagio straordinario in giro, c’è anche tanta gente fuori di testa che dobbiamo cercare di recuperare, se no è una partita persa. Ma certamente dobbiamo smetterla, tutti noi politici, dare la colpa all’uno o all’altro, prima o poi, vai l’altro al potere e può essere accusato, così non si risolve un tubo”, ha concluso.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Cronaca
Aeroporto Palermo, Battisti “Modello di resilienza e sviluppo nel Mediterraneo”
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2 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
PALERMO (ITALPRESS) – Gianfranco Battisti, ex ad di Ferrovie dello Stato e attuale amministratore delegato della Gesap, società di gestione dell’aeroporto internazionale “Falcone Borsellino” di Palermo Punta Raisi, racconta, in un’intervista ad Anna La Rosa per l’agenzia Italpress, come il capoluogo siciliano stia diventando un laboratorio di resilienza infrastrutturale.
Dopo aver guidato Ferrovie dello Stato in una delle fasi di maggiore trasformazione della sua storia e dopo essere entrato nel consiglio di amministrazione di Fincantieri, Battisti ha scelto di assumere la guida dell’aeroporto “Falcone Borsellino” di Palermo. Una decisione maturata nella convinzione che
“chi ha lavorato a lungo nelle grandi infrastrutture di rete sa che il valore strategico di un asset non si misura solo dalle sue dimensioni, ma dalla sua capacità di incidere sul sistema Paese. Palermo, con il “Falcone Borsellino”, non è un aeroporto qualunque, è una porta del Mediterraneo, in un momento storico in cui il Mediterraneo è tornato al centro degli equilibri geopolitici globali. E’ esattamente il tipo di sfida infrastrutturale che trovo più stimolante cioè quella di costruire resilienza dove la stabilità non può più essere data per scontata”.
Battisti sottolinea che “gli aeroporti stanno cambiando pelle. Non sono più solo luoghi di transito, ma piattaforme strategiche di resilienza del sistema Paese. In un contesto instabile vince chi garantisce continuità operativa, chi ha relazioni industriali solide e chi sa stringere accordi con più vettori diversi. La competizione non si gioca più solo sui volumi di traffico, ma sulla capacità di reggere gli shock esterni. Questo vale per Palermo come per qualsiasi grande hub europeo”.
In merito alla crisi energetica e in Medio Oriente e al rischio di uno stop ai voli per mancanza di carburante, afferma: “E’ uno scenario possibile, ma va letto con attenzione. Non siamo di fronte a un problema tecnico immediato di carenza fisica, ma a una tensione strutturale della filiera energetica globale che sta incidendo sulla capacità del sistema di operare in condizioni normali. Se dovessero verificarsi blocchi prolungati, l’Europa avrebbe margini limitati, nell’ordine di poche settimane, prima di entrare in una fase di stress operativo vero. Il rischio più grande sarebbe sbagliare diagnosi, pensare che sia solo un problema di prezzi, quando invece è un problema di sistema. Se la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi, vedremo una selezione naturale, con meno voli marginali e maggiore concentrazione sugli hub più forti”.
Battisti evidenzia che “abbiamo scelto di anticipare il cambiamento invece di subirlo. Stiamo facendo crescere la produzione fotovoltaica interna, con un obiettivo di 2 megawatt entro il 2030 e una copertura fino al 20% del fabbisogno energetico dello scalo. In parallelo lavoriamo sullo sviluppo dell’infrastruttura per il carburante sostenibile per l’aviazione, sull’elettrificazione delle operazioni di piazzale e sulla sostenibilità dei mezzi di rampa. Non è un vincolo che ci viene imposto, è un fattore competitivo, perchè chi arriva prima a un sistema energetico più autonomo sarà anche chi reggerà meglio la prossima crisi”.
Il vantaggio dello scalo palermitano è quello “di essere una porta naturale del Mediterraneo, ma proprio per questo comporta una responsabilità maggiore. Per un territorio insulare il trasporto aereo non è un’opzione, è una necessità, non esiste continuità territoriale senza continuità aerea. Negli ultimi tempi abbiamo costruito una strategia basata su tre pilastri, resilienza operativa, diversificazione di rotte e vettori, qualità dell’infrastruttura e dei servizi. Perchè nei momenti di crisi gli aeroporti non vengono scelti solo in base alla domanda, ma in base alla loro capacità di tenere il sistema in piedi”.
I numeri confermano che la direzione è quella giusta. “Nel 2025 – prosegue Battisti – abbiamo chiuso con un utile record, superando i 9,2 milioni di passeggeri, grazie soprattutto alla destagionalizzazione dei flussi turistici e a un traffico business sempre più consistente. Il primo quadrimestre 2026 ha proseguito su questa traiettoria, oltre 2,5 milioni di passeggeri, con una crescita del 6,7% sull’anno precedente.Il traffico internazionale ormai rappresenta il 40% del totale, con la Francia che è diventata il nostro primo mercato estero. Sulla base di questi risultati abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime per l’intero anno”.
Per l’estate 2026 l’offerta di voli è cresciuta molto.
“Quest’estate – spiega – colleghiamo 30 Paesi con 108 destinazioni, tra rotte nazionali, internazionali e due intercontinentali, grazie a 37 compagnie aeree. Debuttano quattordici nuove destinazioni e tre nuovi vettori. E’ il risultato diretto della nostra strategia di diversificazione,più operatori, più rotte, meno dipendenza da un singolo mercato o da un singolo partner commerciale. E’ esattamente il tipo di ridondanza strategica che un sistema instabile richiede”.
L’attivazione della nuova area cargo, con una superficie tre volte maggiore rispetto al passato, “rappresenta un passaggio strategico importante perchè consente allo scalo di rafforzare il proprio posizionamento in uno dei segmenti a maggiore crescita e valore aggiunto,la logistica aerea. Questa infrastruttura crea nuove opportunità di business per il territorio, favorendo l’e-commerce, l’agroalimentare di qualità e i traffici commerciali internazionali. Ancora una volta è un tassello della stessa logica, diversificare le fonti di ricavo e ridurre la dipendenza da un solo segmento di attività”.
Il tema che più di ogni altro segnerà suo mandato è la privatizzazione di Gesap. “E’ la partita più grande che stiamo giocando – dice Battisti – ed è già entrata nella fase operativa. L’assemblea dei soci, in cui il Comune e la Città Metropolitana di Palermo detengono il 72,8% e la Camera di Commercio di Palermo-Enna il 22,8%, ha dato mandato ad avviare il percorso di privatizzazione sostanziale della società. E’ stato pubblicato il bando europeo per la selezione dell’advisor finanziario che dovrà accompagnare la valorizzazione e la cessione in blocco della quota di controllo, predisponendo lo schema di gara e assistendo la società fino al closing. La concessione per la gestione totale dello scalo scade nel 2049, ed è proprio questo orizzonte temporale lungo a rendere l’asset particolarmente attraente per investitori industriali seri”.
Battisti sottolinea che “la capitalizzazione è necessaria, non siamo in grado di andare avanti con i soli fondi pubblici. L’apertura del capitale, se guidata da un modello di governance solido, può trasformare un’infrastruttura in un acceleratore di sviluppo economico. Il nostro obiettivo è attrarre partner industriali globali capaci di portare competenze, tecnologia e capitali di medio-lungo periodo. Allo stesso tempo restiamo convinti che privatizzazione non significhi necessariamente uscita del pubblico,in una logica di sviluppo, la sinergia tra parte pubblica e parte privata è fondamentale, anche a tutela dell’interesse collettivo, dell’occupazione, delle rotte sociali e degli standard di servizio”.
Per accompagnare questo percorso “il piano industriale prevede investimenti fino a 250 milioni di euro entro il 2030, distribuiti su ampliamento del terminal, sostenibilità energetica con fotovoltaico e sistemi di accumulo, digitalizzazione dei processi e infrastrutture Saf-ready per i carburanti sostenibili. L’ambizione è arrivare a un aeroporto connesso, sostenibile, digitalmente avanzato e integrato con il territorio , una porta strategica per il Mediterraneo e, mi auguro, un modello di partnership pubblico-privata di successo per il Mezzogiorno”.
Con Enac “abbiamo sottoscritto un contratto di programma che stanzia 68 milioni di euro di investimenti fino al 2027. Sono risorse destinate a infrastrutture, sostenibilità e qualità dei servizi, e rappresentano la cornice entro cui continueremo a sviluppare lo scalo nei prossimi anni, dal potenziamento delle aree passeggeri fino agli interventi sul lato aeromobili”.
L’Europa, in questo scenario di instabilità geopolitica, risulta più esposta di altri Paese. “E’ un tema centrale – afferma -. L’Europa ha giustamente spinto sulla transizione energetica, ma senza costruire in parallelo una filiera industriale e di approvvigionamento sufficientemente autonoma. Questo oggi ci espone a uno shock esterno. Il rischio più grande sarebbe sbagliare diagnosi, pensando che si tratti solo di un problema di prezzi quando invece va risolto strutturalmente”.
Nel corso della sua carriera Battisti ha maturato esperienze in ambiti diversi ma strettamente legati al mondo delle infrastrutture e della mobilità: dalle ferrovie ai porti, seppur indirettamente attraverso Fincantieri, fino agli aeroporti.
“Il filo conduttore – spiega – è la convinzione che le infrastrutture di trasporto, ferroviarie, marittime o aeree, oggi vadano governate con la stessa logica, non più semplice gestione di flussi, ma presidio di sistemi complessi esposti a shock esterni, geopolitici, energetici, industriali. Che si parli di un treno ad alta velocità, di una nave o di un aeroporto, il principio è identico,la crescita di oggi non può più essere lineare, deve essere gestita dentro un sistema instabile. Bisogna diversificare i mercati e le relazioni, e investire in infrastrutture resilienti”.
Nei prossimi mesi per l’aeroporto di Palermo ci si può aspettare
“una fase di trasformazione, non di crisi. Vedremo una maggiore selettività nelle rotte, più attenzione alla struttura dei costi e un rafforzamento degli hub strategici. Ma soprattutto una nuova consapevolezza, che vale per Palermo come per l’intero sistema Paese, il trasporto aereo è un’infrastruttura critica e fondamentale per l’economia, non un servizio accessorio. Chi lo capirà per primo avrà un vantaggio competitivo duraturo”.
– foto ufficio stampa Gesap –
(ITALPRESS).


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