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Cronaca

Bayern-Psg 2-0, i tedeschi volano ai quarti

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MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Bayern Monaco completa l’opera iniziata al Parco dei Principi e all’Allianz Arena vince 2-0 sul Paris Saint Germain che saluta la Champions League qualificandosi ai quarti. Decidono le reti nella ripresa di Choupo-Moting e Gnabry. Ritmi subito alti ma zero occasioni nel quarto d’ora iniziale. Il primo tiro in porta è di Goretzka al 16′ e Donnarumma lo blocca a terra senza problemi. Per il resto fino all’intervallo si vede un Psg che attacca ma non affonda e le due principali chance per i parigini sono frutto di episodi un pò casuali. Mendes scende sulla sinistra e serve Messi al centro, ma il 30 viene murato per tre volte dalla difesa bavarese. Poi Sommer pasticcia con il pallone tra i piedi e lo perde sulla pressione di Hakimi: la sfera arriva a Vitinha che conclude a porta spalancata trovando il prodigioso recupero in scivolata sulla linea di De Ligt. In mezzo alle due palle gol ospiti, anche uno squillo del Bayern: Musiala controlla di destro e tira col sinistro, Donnarumma si oppone.
Nella ripresa ci si attende un Paris a trazione anteriore, ma in realtà sono i bavaresi ad alzare il pressing. La bandierina del guardalinee annulla per fuorigioco l’1-0 di Choupo-Moting, ma per l’attaccante camerunese è solo questione di pochi minuti: al 61′ Verratti perde un pallone sanguinoso sull’attacco di Muller, Goretzka si avventa sulla sfera e serve al centro proprio un liberissimo Choupo-Moting che a due passi da Donnarumma non può sbagliare. Sull’orlo del baratro il Psg non riesce a reagire e sono solo le palle inattive a mettere paura al Bayern. Per due volte lo specialista Sergio Ramos svetta in area ma prima Sommer fa un grande intervento e poi la palla esce di un soffio sul palo alla sinistra del portiere. Nel finale gli ospiti tirano i remi in barca e in contropiede la freschezza dei neoentrati in casa Monaco punisce: Cancelo serve Gnabry ed è 2-0. Dopo un tiro di Davies respinto da Donnarumma, Manè trova anche il tris ma arriva di nuovo la segnalazione di fuorigioco. Nella sostanza non cambia nulla: il Psg è sconfitto ed eliminato, nella festa dell’Allianz il Bayern vola ai quarti.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Cronaca

MAX PEZZALI, TRA FESTA AD APPIANO E POLEMICHE PER UNA BENEMERENZA A PAVIA. ARRIVA LA RISPOSTA DI MAX E SPIAZZA TUTTI!

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eri ad Appiano Gentile ha fatto capolino Max Pezzali, grande tifoso nerazzurro. Ed è stata festa con tutti i giocatori e lo staff. Oggi invece a Pavia, la sua città, dopo il successo riscontrato dalla serie andata in onda su Sky, a far notizia sono le polemiche legate alle benemerenze di San Siro. Gli avvocati di Max Pezzali hanno inviato una lettera al sindaco di Pavia, Michele Lissia, e alla giunta chiedendo di non assegnare la benemerenza a Mauro Repetto, ex degli 883, che ha fatto tappa per la sua “prima” del nuovo tour nelle settimane passate proprio al Teatro Fraschini di Pavia. Sullo sfondo c’è una causa civile tra Max Pezzali e Claudio Cecchetto. I legali di Max Pezzali sostengono che i diritti sul nome della band spettano soltanto a chi della band ha il merito della notorietà, cioè a Pezzali. Se il Consiglio comunale, nonostante la richiesta di soprassedere all’assegnazione della benemerenza, procederà comunque in tale senso, gli avvocati si riservano di far valere le ragioni di Max Pezzali nei confronti del Comune di Pavia. Come andrà a finire la vicenda? Chiude la polemica proprio Max sul suo profilo Fb e precisa: “Fosse per me, oltre al premio San Siro di Pavia, a Mauro darei anche un Grammy per l’importanza che ha avuto nella mia vita. Quello che sta venendo fuori in queste ore c’entra con delle questioni legali abbastanza di dominio pubblico che non coinvolgono Mauro, ma sono legate all’utilizzo del nome degli 883, una storia che appartiene a Mauro quanto a me. Nonostante quello che sta cominciando a girare in rete, il legame tra me e Mauro è indistruttibile, sancito da quelle canzoni che ormai sono più vostre che nostre. A noi piacciono le birre scure e le moto da James Dean, non quelle stronzate che si dicono nei film”. Chapeaux.

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Cronaca

Netanyahu, Tajani a Salvini “Unica linea quella mia e di Giorgia Meloni”

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MILANO (ITALPRESS) – “La politica estera si deve fare in maniera costruttiva. E’ una cosa seria. Ogni parola va pesata, ponderata, calibrata. C’è di mezzo un Paese. E quindi la linea viene espressa dal presidente del Consiglio e dal ministro degli Esteri”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Repubblica, commentando le dichiarazioni del leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini su Netanyahu. “Poi un leader di partito parla di quello che vuole – aggiunge -, ma restano opinioni politiche di leader di partito, che però non diventano automaticamente la linea dell’esecutivo. Io tendo a evitare di rispondere a nome del governo su questioni legate alle competenze degli altri ministri”. “Vogliamo prima leggere le carte, capire le motivazioni della sentenza, ragionare su cosa sostiene la Corte. Noi riconosciamo e sosteniamo la Corte penale. Ma lo facciamo ricordando che deve avere sempre una visione giuridica e non politica. Nel pieno di una guerra di questa violenza il primo obiettivo degli Stati, e della Repubblica italiana, è quello di trovare alleanze politiche per fermare le morti a Gaza e in Libano, per ritornare a un percorso diplomatico. Noi dobbiamo portare la pace a Gaza, non dobbiamo credere che portare qualcuno in carcere aiuti la pace” dice ancora il numero uno di Forza Italia e vicepremier. “Stiamo dicendo, il presidente del Consiglio ed io, che una sentenza di questa portata ha un effetto politico profondo sulla gestione non di un confitto, ma della sua conclusione. Non è possibile equiparare e mettere sullo stesso piano il premier democraticamente eletto di Israele e un capo terrorista. Una cosa è sottolineare la sproporzione della risposta di Israele nella Striscia, su cui siamo tutti d’accordo. Altro è un mandato di cattura. Non ci sono tre posizioni. Ce n’è soltanto una: quella del presidente del Consiglio, concordata con il ministro degli Esteri” conclude Tajani.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

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Cronaca

La Russa “Non sono interessato a fare il Presidente della Repubblica”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non farò il presidente della Repubblica”. Lo dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa in una lettera a Repubblica, manifestando il suo “Disinteresse totale” per la corsa al Quirinale nel 2027. “La mia storia lo renderebbe problematico – ammette -. Ma soprattutto non coincide con le mie ambizioni e con il mio desiderio di potermi schierare sulle cose che reputo importanti” e conservare “la libertà di dire, sia pure ogni tanto, quello che penso senza ipocrisie”. “So e capisco che quasi sempre (o sempre?) chi diventa presidente del Senato un minuto dopo conforma il suo agire alla possibile prospettiva di futuro presidente della Repubblica – scrive La Russa -. Io ho volutamente avuto una diversa postura, proprio perchè non ci ho mai pensato e nemmeno mai l’ho desiderato. Per cui, se Repubblica vuole interrogarsi sulle ipotesi più improbabili si chieda cosa voteresti per avere Schlein al posto della Meloni? O meglio, cosa sareste disposti a votare pur di non averla”.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

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