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È morto Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord aveva 84 anni

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MILANO (ITALPRESS) –  Ministro, senatore, deputato, europarlamentare, ma soprattutto fondatore della Lega Nord, segretario e presidente a vita. È il “Senatùr” Umberto Bossi, che si è spento oggi all’età di 84 anni.

Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago in provincia di Varese, inizia il suo impegno politico nei primi anni Settanta nel gruppo comunista del manifesto, nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, nell’ARCI; ma dopo pochi anni si avvicina alla causa e alle idee autonomiste e federaliste a seguito dell’incontro con Bruno Salvatori, molto vicino all’Union Valdôtaine.

Nel 1979 conosce Roberto Maroni con cui comincia un lungo sodalizio politico e nei primi anni Ottanta fonda la Lega Autonomista Lombarda, che sarebbe poi divenuta la Lega Lombarda; ne viene eletto segretario nazionale fino al 1993 prima di dar vita al progetto della Lega Nord. Alle elezioni politiche del 1987 Bossi viene eletto per la prima volta senatore, da qui il nome di Senatùr con cui è conosciuto ancora oggi. Nel 1989 fonda la Lega Nord dove riunisce in modo definitivo la Lega Lombarda, la Liga Veneta, il Piemònt Autonomista, l’Union Ligure, la Lega Emiliano-Romagnola e l’Alleanza Toscana, ne diviene segretario per circa 20 anni.

Nasce così lo storico partito di via Bellerio con il condottiero Alberto da Giussano come simbolo, il Va’ pensiero di Giuseppe Verdi come inno, il Sole delle Alpi come bandiera della Padania, “Roma Ladrona” un mantra. In quegli anni Bossi inizia a parlare del progetto dell’indipendenza della Padania organizzando numerose manifestazioni e fonda alcuni mezzi di informazione come RadioPadania e TelePadania.

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Nel 1994 un breve sodalizio con Forza Italia, il neonato partito di Silvio Berlusconi, ma i rapporti tra i due proseguono tra alti e bassi fino ai primi anni Duemila con la costituzione della coalizione chiamata Casa delle Libertà che vince le elezioni politiche, nel 2001 Bossi diventa ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione.

Nel 2004 Bossi viene colpito da un ictus cerebrale e le sue condizioni appaiono subito preoccupanti, dopo una lunga degenza e un altrettanto lunga convalescenza, interrompe per un periodo l’attività politica; una malattia che compromette irrimediabilmente il suo stato di salute.

Nel 2008 viene nominato nuovamente ministro per le Riforme istituzionali nel governo Berlusconi IV. Il 5 aprile 2012, a seguito dello scandalo dovuto a una presunta distrazione di fondi del partito a favore della sua famiglia, Bossi annuncia a sorpresa le dimissioni da segretario della Lega Nord, carica che aveva assunto nel 1989; a succedergli nel ruolo di segretario federale fu il triumvirato composto da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago.

Si allontana dalla scena per circa un anno fino a quando si ricandida alle nuove primarie della Lega Nord nel 2013, ma viene sconfitto dall’astro nascente del Carroccio Matteo Salvini. Il “Capitano” Salvini, in pieno dissenso con il Senatùr, da subito decide per la svolta nazionalista con l’obiettivo di trovare sostegno anche nel Mezzogiorno, fonda la Lega per Salvini premier e di commissaria gli organi della Lega Nord.

Alle elezioni europee del 2024 a sorpresa Bossi fa sapere di aver votato Marco Reguzzoni, ex parlamentare leghista ora candidato da indipendente con Forza Italia, chiedendo ai suoi seguaci di fare lo stesso. Nella lunga vita del fondatore della Lega sono stati diversi i procedimenti giudiziari a suo carico, dal processo Enimont dove è stato accusato di violare la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, fino alla condanna per reato di vilipendio alla bandiera italiana. Assolto a seguito di un processo per vilipendio al Capo dello Stato dell’allora Presidente Oscar Luigi Scalfaro, viene condannato invece nel 2018 dalla Cassazione ad 1 anno e 15 giorni di reclusione per vilipendio al Presidente della Repubblica per degli insulti rivolti a Giorgio Napolitano.

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Ma è stata l’inchiesta del 2012 a minare fortemente la sua attività politica. Bossi, infatti, viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano con l’accusa di truffa ai danni dello Stato a causa dello scandalo dei rimborsi elettorali. È stato condannato a 1 anno e 10 mesi per aver sottratto indebitamente allo stato circa 49 milioni di euro. Nell’agosto del 2019 è stato prescritto il reato di truffa per Bossi e Belsito; la Cassazione ha confermato la confisca dei 49 milioni di euro alla Lega, mentre sono cadute le confische personali.

LE REAZIONI DEL MONDO DELLA POLITICA

“L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari.
Tutti gli appuntamenti previsti per domani sono annullati”, si legge in una nota.

Dopo la scomparsa di Umberto Bossi, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per domani e tornerà a Milano con il primo volo. Lo rende noto il Carroccio.

“Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Con la scomparsa di Umberto Bossi perdo un amico, un pezzo della nostra storia politica. Non molto tempo fa lo avevo sentito e gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo. Non ho fatto in tempo e per me è un cruccio. Non tocca a me ricordare l’incidenza che Bossi, fondatore della Lega, ha determinato nella politica italiana. Comunque lo si giudichi, è stato un gigante per la sua capacità di interpretare l’umore del nord e le scelte utili alla sua parte politica. Ho assistito di persona alle tante occasioni di intesa tra lui e Berlusconi che furono decisive, dal 2000 in poi, per convincerlo a fare della Lega un asse importante del centrodestra. Alla sua famiglia e a tutta la Lega rivolgo le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica”. Così su Facebook il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

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“È arrivata una notizia che non avremmo mai voluto sentire. Nel giorno della Festa del Papà è venuto a mancare il padre della Lega, per me un padre politico. La scomparsa di Umberto Bossi mi riempie di un dolore profondo e lacerante. È stato per me una figura decisiva: la ragione del mio approdo in politica. Fin da giovanissimo mi ha affascinato con le sue idee e il suo impegno, lasciando un segno indelebile nella storia del nostro Paese. Ci mancherà molto. Restano i suoi insegnamenti, i ricordi dei nostri incontri, delle conversazioni, dei suoi comizi: momenti che porto nel cuore e che non mi abbandoneranno mai. Alla sua famiglia rivolgo un abbraccio sincero e la mia più sentita vicinanza in questo momento così difficile”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega e protagonista di primo piano della storia politica italiana degli ultimi decenni. Bossi ha rappresentato, con determinazione e visione, le istanze di ampie comunità del Nord Italia, contribuendo a segnare una stagione politica significativa per il nostro Paese. Al di là delle differenze politiche, va riconosciuto il suo impegno e il suo ruolo nel rafforzare il dibattito democratico e istituzionale. In questo momento di dolore, rivolgo un pensiero sincero alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini”. Così Letizia Moratti, presidente della Consulta di Forza Italia ed europarlamentare del Partito Popolare Europeo.

“L’Umberto. Il Capo. Questa notizia mi dà un dolore grande e mi riempie di tristezza. Ci ha lasciato un uomo che ha dedicato tutta la vita alla politica, che ha cambiato la storia d’Italia, che ha saputo anticipare i tempi e dare voce a milioni di persone che si sentivano lontane dalla politica. La voce del Nord”. Così in una nota il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Ha portato valori autentici, veri: il territorio, la comunità, l’identità. Valori che non muoiono con lui, perché restano vivi in chi ha creduto — e continua a credere — in ciò che ha costruito e sempre creduto. Grazie, Umberto. Per tutto quello che hai dato a questa terra. Un paio di anni fa, quando ho deciso di insignirti della Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia, qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto. Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia. Un abbraccio forte a tutta la famiglia del caro e grande Umberto. La Lombardia non ti dimenticherà mai”. 

“Umberto Bossi era prima di tutto un mio grande amico. Un amico vero, di tanti momenti insieme, non per anni ma per decenni, per una vita: giornate e serate interminabili insieme, nella sede di via Bellerio, in giro per comizi e manifestazioni in lungo e in largo in tutto il Nord Italia e poi ovviamente a Roma, in Parlamento e al Governo. Siamo cresciuti insieme, siamo invecchiati insieme, abbiamo affrontato gioie e malattie insieme”. Lo dichiara il senatore Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie. “E proprio nel giorno del festa del papà perdo ‘papa’ Umberto’, perché per me è stato veramente un secondo padre, da un punto di vista umano e poi da un punto di vista politico – aggiunge -. E da ministro, oggi, voglio portare fino in fondo il suo più importante lascito politico: l’autonomia per i territori”.

“Saluto con affetto e nostalgia Umberto Bossi, un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono. Ha segnato la storia della politica italiana: merita il rispetto non solo degli amici ma anche dei suoi oppositori”. Lo afferma in una nota Pier Ferdinando Casini.

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“Umberto Bossi ha segnato la storia di questo Paese, ha raccolto una comunità attorno a ideali, principi, obiettivi che sono nati e continueranno a vivere grazie a lui. Per noi della Lega non è facile dirgli addio, per questo oggi con il cuore affranto vogliamo dirgli solo grazie”. Lo afferma in una nota Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e senatore della Lega.

“Apprendo con grande dolore della scomparsa di Umberto Bossi. Uomo autentico e coraggioso, è stato innovatore e portatore di nuove istanze. Ha contribuito all’avvio di importanti stagioni. Ovviamente ci sono state scelte che abbiamo condiviso, altre che sono state base di confronto, a tratti complesso, ma sempre ricco di contenuti e di progetti di cambiamento. Aperti al protagonismo dei territori. Bossi resterà un protagonista storico della politica italiana. Alla famiglia, a tutto il popolo della Lega vicinanza e solidarietà in questo momento di comune tristezza”. Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri. 

“Addio a uno dei protagonisti più rilevanti, nel bene e nel male, della politica italiana degli ultimi trent’anni. Sia per chi lo ha amato, sia per chi lo ha avversato Bossi è stato un pezzo di storia repubblicana. L’ho conosciuto personalmente tardi, già malato ma ne ho apprezzato, pur da avversario, la tempra e la passione umana e politica. Che riposi in pace”. Così su X il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Carburanti, Urso “È possibile aumentare la produzione, abbiamo preservato le nostre raffinerie”

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ROMA (ITALPRESS) – “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Lo afferma il ministro Adolfo Urso in una intervista a Repubblica. È possibile aumentare la produzione di carburanti? “Penso di sì – risponde Urso -, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle: basti evidenziare quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane. Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP. Aggiungo che siamo avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie. A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”.

E alla domanda se sia stato miope ridurre il numero di impianti in Europa, Urso risponde: “Sì. Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Tajani “Su arresti in flagranza i magistrati non diano segnali di impunità. L’Anm: “Parole contrarie allo Stato di diritto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo, in questo governo, dalla parte delle forze dell’ordine. Però non è che decidiamo noi su quello che fa la magistratura. Io dico a tutti i magistrati che decidono sugli arresti che è vero che c’è un problema di carceri piene, ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti. Colpirne uno per educarne cento: credo che serva e che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della sua visita al Villaggio della Legalità, a Roma, ha risposto a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate. Parole su cui Tajani è tornato in un post sui social. “I cittadini hanno un sacrosanto diritto alla sicurezza. Come è successo a Torino, troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti – spiega il vicepremier -. Questo crea allarme sociale e demotiva polizia e carabinieri. È sufficiente parlare con le forze dell’ordine e con chi vive nei quartieri ad alta densità criminale per capire quello che intendo. Non ho mai chiesto di disapplicare la legge, ma al contrario di applicarla in pieno”.

“E ho chiesto ai magistrati di mettersi una mano sulla coscienza ogni volta che scelgono di rilasciare chi è stato colto sul fatto e, una volta libero, è pronto a reiterare il reato. La percezione di impunità aiuta solo i malviventi. Invocare lo Stato di diritto con gli arrestati in flagranza è quindi strumentale – conclude Tajani -. Lo Stato di diritto prevede che nessun innocente debba finire in carcere. Non che gli arrestati in flagranza possano tornare a delinquere il giorno dopo”.

ANM “PAROLE TAJANI CONTRARIE A STATO DI DIRITTO”

“Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perché danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Foto ritoccata di Matilde Siracusano, bufera su Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale si difende: “Cercare meglio a chi rivolgere le accuse…”

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ROMA (ITALPRESS) – “Certo. Ne ho già parlato con i miei avvocati. Quello che ha fatto è reato. Non si può consentirlo a nessuno, figuriamoci a qualcuno che chiede, anzi minaccia, di andare in Parlamento”. Così la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, risponde alla domanda se denuncerà Roberto Vannacci in merito alla sua foto ritoccata pubblicata in un post social dal leader di Futuro Nazionale. “Vorrei dire che sono senza parole. In realtà qualche parola ce l’avrei. In siciliano, della mia terra. Molto chiara e netta. Ma poiché io rappresento l’istituzione, e ho il dovere di contenere sia l’irritazione sia la pena, per ora diciamo che si muoveranno i miei avvocati. Comunque è un attacco scadente che qualifica pienamente chi lo ha fatto”, sottolinea Siracusano, che aggiunge: “Che cosa vile. Ma nel senso più pieno e anche etimologico: cosa povera, che non vale nulla. È assurdo doversi occupare, e nel 2026, di questi mezzucci usati contro gli avversari…”.

“A chi mi accusa, senza alcuna concretezza, di aver modificato una foto con la IA, rispondo di cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere… Quando mancano gli argomenti, gli attacchi diventano personali… Continuate pure a occuparvi di scollature…”. Così su Facebook il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, pubblicando il link del blog Iacchitè, che aveva pubblicato l’immagine generata con l’IA che includeva una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato alle suppletive di Reggio Calabria Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio.

LE REAZIONI

In un post sui social, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha pubblicato ieri un post per la campagna elettorale delle suppletive a Reggio Calabria, con una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio. Numerosi da FI e non solo i messaggi di solidarietà a Siracusano. “Quello di Roberto Vannacci contro Matilde Siracusano è un comportamento di una volgarità senza precedenti. La libertà di espressione non può diventare un alibi per svilire una persona e utilizzare il corpo femminile come strumento di attacco”, dichiara la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa. “Perché alterare una foto e mostrare una donna con una scollatura non presente nell’immagine originale? Qual è lo scoop di un atteggiamento di questo tipo? Forse per Vannacci le donne sono una figurina da comporre a suo piacimento? È davvero inaccettabile – conclude Dalla Chiesa – una deriva di questo tipo. Non è lui che come ha proclamato ridarà dignità alla Calabria. Perché la dignità i calabresi ce l’hanno proprio nel loro dna, e la Calabria è ritornata sotto i riflettori con Forza Italia, Cannizzaro e il presidente Occhiuto. Smettiamo di chiamare generale o ex generale un uomo che quotidianamente svilisce l’onore di chi porta una divisa. Vicinanza all’amica Matilde”.

“Manipolare l’immagine di una donna in politica, alterandone l’abbigliamento e pubblicando una foto falsificata, è semplicemente indecoroso. E lo è per chi lo fa. Non è umorismo, non è ironia, non è campagna elettorale: è mancanza di rispetto verso una persona, verso un’istituzione e verso il Paese”, afferma Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia. “Matilde Siracusano è una rappresentante delle istituzioni. Va giudicata per il suo lavoro, per le sue idee, per i risultati che ottiene. Non per un fotomontaggio volgare costruito per colpire e umiliare. Chi sceglie questa strada abbassa il livello del confronto e offende tutte le donne che scelgono di stare in politica – prosegue -. Forza Italia ha sempre sostenuto un confronto franco, anche aspro, ma fondato sui fatti. Alterare una fotografia per ridicolizzare una collega è il contrario del senso dello Stato che si invoca a parole. E qualifica impietosamente chi lo fa”.

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“Roberto Vannacci pubblica sui suoi social una fotografia ritoccata del sottosegretario Matilde Siracusano, modificandone pesantemente l’abbigliamento e mostrando una scollatura molto, ma molto più accentuata rispetto alla fotografia originale, fino a far scomparire di fatto il top sotto la giacca. È una cosa semplicemente indecente”, dichiara Catia Polidori, responsabile nazionale di Azzurro Donna Forza Italia. “Ancora una volta, l’ex generale dimostra di avere un’idea delle donne che passa attraverso la loro sessualizzazione. Non gli basta confrontarsi sul terreno politico: per provocare sceglie di manipolare l’immagine di una donna, alterandone il corpo e trasformandolo in un oggetto da esibire – prosegue -. È davvero pietoso che, ancora oggi, una donna impegnata in politica debba essere rappresentata attraverso una scollatura artificiosamente esasperata invece che per le sue idee, il suo lavoro e il suo ruolo istituzionale. E questo dovrebbe indignare tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti. Sincera solidarietà alla collega Siracusano”. “Se ancora ci fosse qualche dubbio sul maschilismo di Roberto Vannacci e del suo partito, ora è caduto. Per schernire il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, Vannacci pubblica una foto della sua compagna, la Sottosegretaria Matilde Siracusano, con una profonda scollatura creata artificialmente. È un’aggressione intollerabile e un atto di bullismo sessista senza precedenti nella nostra politica – afferma Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati -. Nessuno si sognerebbe mai di pubblicare foto manipolate della moglie e delle figlie di Vannacci per attaccarlo politicamente. L’idea della donna che il generale propone è inaccettabile e, per quanto mi riguarda, rappresenta uno degli aspetti più pericolosi del suo programma politico. Mi batterò con tutte le mie forze perché questa visione retriva e umiliante non passi e spero in una mobilitazione collettiva di donne e uomini indisponibili ad arretrare rispetto a un traguardo di civiltà. Non sarà un esaltato qualunque a mettere in discussione quello che faticosamente abbiamo conquistato. Alla sottosegretaria Siracusano va tutta la mia solidarietà”. “Modificare la fotografia di Matilde Siracusano, alterandone il corpo per ridicolizzarla, è un gesto volgare e inaccettabile. Quando per attaccare un’avversaria si ricorre a questo, significa che gli argomenti sono finiti”, dichiara Fulvio Martusciello, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo. “Matilde è una donna delle istituzioni, una dirigente politica autorevole, che non si è mai sottratta alle battaglie e alle critiche. Qui, però, non si è contestata una sua posizione politica – prosegue -: si è scelta la strada dell’offesa personale. Antonio Tajani ha fatto bene a intervenire con parole chiare. Le battaglie politiche si fanno sulle idee, sulle scelte e sui fatti. Alterare il corpo di una donna per trasformarlo in uno strumento di dileggio significa portare lo scontro su un terreno che con la politica non ha nulla a che fare. A Matilde va la nostra piena solidarietà”.

“La foto ritoccata di Matilde Siracusano è squallida e inaccettabile. Sessualizzare l’immagine di una donna e usarne l’aspetto fisico per colpirla è un gesto vile, che non ha nulla a che vedere con il confronto politico. Episodi del genere rivelano un livello culturale e morale davvero misero. Che a ricorrere a un simile espediente sia un ex generale rende il tutto ancora più sconcertante. All’amica Matilde va la mia affettuosa vicinanza per questo indegno attacco”. Lo dichiara il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.

“La pubblicazione della foto manipolata di Matilde Siracusano conferma l’impressione che dalle parti di Futuro Nazionale avevano già abbondantemente dato in tema di donne e di concezione del confronto politico: scarso rispetto per le persone e per la realtà, e idee confuse. Altro che ‘vera destra’”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

“Roberto Vannacci attacchi pure Forza Italia o me, se pensa che possa servirgli per le elezioni suppletive, che sono a Reggio Calabria e non in Sassonia. Si confronti sul merito, sui contenuti, sul futuro dei nostri territori e del Paese, se ne è capace, con me o anche con Matilde Siracusano. Ma chi per fare politica ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso, prima ancora di cominciare. Questo non è il centrodestra in cui mi riconosco, e non credo sia quello in cui si riconoscono gli italiani”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia.

“La foto manipolata e sessista diffusa da Vannacci contro Matilde Siracusano – cui va la nostra solidarietà – e il tentativo degli esponenti di Futuro Nazionale di impedire a uno scienziato, l’infettivologo Matteo Bassetti, di parlare sono due facce della stessa politica: propaganda aggressiva e intolleranza al confronto. Le vannacciate dimostrano che FN non ha cultura di governo, affidabilità né senso di responsabilità, ed è incompatibile con i valori e con la proposta politica del centrodestra”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

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“Esprimo piena solidarietà e vicinanza a Matilde Siracusano per il grave e inaccettabile episodio che l’ha vista coinvolta. Le parole utilizzate da Roberto Vannacci, insieme alla manipolazione dell’immagine, sono espressione di un linguaggio violento e offensivo che va sempre condannato, senza se e senza ma. A Matilde, che conosco come donna e rappresentante delle istituzioni, va la mia solidarietà personale e istituzionale. Il rispetto della persona deve venire prima di ogni contrapposizione politica”. Così su Facebook il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

“L’uso pecoreccio dell’intelligenza artificiale da parte di Vannacci e Futuro Nazionale porta la politica alla stregua di certi filmetti degli anni Settanta. Solo che qui non c’è nulla da ridere”. Lo afferma Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera. “A Matilde Siracusano va tutta la mia solidarietà e sostegno”, conclude Minardo.

– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS)

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