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IN ALTO I CALICI – IL CARO COSTI CHE STRITOLA LA FILIERA DEL VINO

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IN ALTO I CALICI – IL CARO COSTI CHE STRITOLA LA FILIERA DEL VINO
WineNews racconta che a livello macro economico, parlando di inflazione, negli ultimi tempo diversi economisti, di ogni estrazione politica, iniziano a sottolineare come l’aumento dei prezzi che tutti tocchiamo con mano ogni giorno, oggi, sia più legato a logiche di extraprofitti, che alle reali condizioni di mercato e ai prezzi delle materie prime e dell’energia che, pur rimanendo elevati, rispetto ai picchi raggiunti negli scorsi mesi. Situazione vissuta con difficoltà anche dalla filiera del vino, che si è trovata con marginalità praticamente azzerate soprattutto per i prodotti entry level, in particolare per il caro vetro, con il costo delle bottiglie più che raddoppiato, a causa di rialzi dei listini continui da parte delle vetrerie. Che ora, anche sotto la protesta della filiera enoica, sembrano aprire ad una revisione. A dirlo Unione Italiana Vini (Uiv), che rileva come il 2022 sia stato da record per i bilanci delle “principali vetrerie italiane ed europee che, in piena crisi energetica, hanno segnato utili anche sopra il 30%. Una performance eccezionalmente positiva, sostenuta anche dai crediti di imposta e dall’aumento dei listini imposti al mondo del vino (+70% il costo delle bottiglie in poco più di un anno). A fare da contraltare, più a valle lungo la filiera, sono i conti delle imprese vitivinicole italiane (tra minori vendite allo scaffale e costi di produzione alle stelle, con la relativa riduzione dei margini lordi per 900 milioni di euro) e i portafogli dei consumatori, sempre più alleggeriti da inflazione e carovita, che si traducono in tagli agli acquisti di vino nell’ordine del 6-7%”. Una dicotomia denunciata da Unione Italiana Vini (in seguito all’inchiesta in uscita lunedì 15 maggio sul “Il Corriere Vinicolo”, il giornale di cui Uiv è editrice.

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Tg Lombardia – 03/06/2026

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Tg Lombardia – 03/06/2026
In questa edizione: Caso Garlasco, depositata l’informativa: nessuna corruzione per l’ex pm Venditti – Motociclista pavese grave in Abruzzo, è in prognosi riservata – Data center a Sant’Alessio, stop definitivo del Comune – Maltempo a Santa Cristina, albero crolla sul tetto di una casa – Milano, protesta al cantiere del nuovo Consolato Usa – La Filarmonica della Scala torna in Piazza Duomo, pubblico seduto – Pronto Meteo Lombardia per il 4 Giugno.

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IL GIARDINO ALPINO DI PIETRA CORVA_ANNO 2010 – DI REMO TAGLIANI

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Il Giardino Alpino di Pietra Corva è sicuramente uno tra le più belle realtà dell’Alto Oltrepò Pavese.

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Medici di base, pochi candidati per oltre 200 posti scoperti nel Pavese

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La Voce Pavese – Medici di base, pochi candidati per oltre 200 posti scoperti nel Pavese

La crisi dei medici di base continua a pesare anche sulla provincia di Pavia. Per circa 200 incarichi vacanti si sono presentati soltanto in sette, quattro dei quali ancora corsisti. Un dato che conferma la difficoltà del sistema nel garantire il ricambio generazionale, mentre molti professionisti si avvicinano alla pensione.

Secondo l’ultimo bando di Asst, i posti da coprire sono 205. Le situazioni più critiche riguardano diversi Comuni del Pavese, da Borgarello a Certosa, da Carbonara a Casorate, mentre a Vigevano mancano ancora 23 medici di base.

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Per ridurre i disagi ai cittadini, Asst ha attivato ambulatori medici temporanei nei territori rimasti senza assistenza, come Casei, Broni e Varzi. In alcuni casi sono stati assegnati anche incarichi provvisori.

Il problema non riguarda solo Pavia. In Lombardia gli ambiti scoperti sono migliaia: oltre 600 solo a Milano, più di 200 nel Mantovano e circa 150 nell’area dell’Asst del Garda. Il dato va comunque letto con cautela, perché il nuovo “ruolo unico” comprende anche le ore da garantire in servizi come Case di comunità e aggregazioni funzionali.

La carenza dei medici di famiglia resta però uno dei nodi più delicati della sanità territoriale. Una crisi legata ai pensionamenti, alla scarsa attrattività della professione e alla trasformazione della medicina di base, oggi al centro della riforma nazionale pensata anche per sostenere il funzionamento delle Case di comunità.

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