Le riflessioni di Don Franco Tassone, sacerdote degli ultimi, e il ricordo di Don Giuseppe Torchio in questa solennità di Pentecoste: Lunedì i funerali in Duomo a Pavia.Don Torchio era anche molto legato alla Mensa del Fratello, fondata da don Giuseppe Ubicini e che trova sede proprio a pochi passi dall’oratorio del SS. Salvatore. Dal 2008 al 2012 è stato parroco della Cattedrale (ultimo parroco prima della riapertura del Duomo), dove poi nel 2009 è diventato canonico del Capitolo e nel 2013 penitenziere. Nei primi anni di sacerdozio (1964-1970) è stato vicario parrocchiale di Landriano e per 5 anni (1970-1975) di Santa Maria del Carmine. Il primo incarico come parroco lo ha avuto nel 1975 a Trivolzio e per questo motivo è sempre stato particolarmente devoto alla figura di san Riccardo Pampuri. Don Torchio è stato anche esorcista dal 2008. Particolare cordoglio è stato espresso da don Franco Tassone, parroco del SS. Salvatore e direttore della Caritas Diocesana, che lo ha ricordato con grande affetto e da don Luca Roveda, parroco di dell’Unità pastorale di Inverno e Monteleone, nostri collaboratori di Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24. La camera ardente è stata allestita in Vescovado, dove amici e conoscenti potranno portare il loro ultimo saluto alla salma per una preghiera dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00
La Voce Pavese – Addio a Umberto Bossi, domani i funerali a Pontida
L’ultimo saluto a Umberto Bossi si terrà domenica a mezzogiorno all’abbazia di Abbazia di Pontida, luogo simbolo della storia leghista.
A confermarlo è Marco Reguzzoni, che ha parlato ai cronisti dopo aver lasciato la residenza di Gemonio del fondatore della Lega, scomparso a 84 anni a Varese. «Per tutti gli amici di Bossi l’appuntamento è domenica. È il modo migliore per ricordare un grandissimo uomo», ha dichiarato, sottolineando il valore simbolico della scelta del luogo.
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Nessuna camera ardente pubblica: la famiglia ha chiesto riservatezza nelle ore immediatamente successive alla scomparsa. «Non ci sarà niente, ma domenica aspettiamo tutto il grande popolo di Umberto», ha aggiunto Reguzzoni.
Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo politico lombardo e nazionale. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha ricordato la capacità del Senatur di interpretare il malessere diffuso nel Nord Italia, trasformandolo in una proposta politica concreta.
Parole di riconoscenza anche dall’ex senatore Roberto Mura, che ha definito Bossi una guida e un punto di riferimento, capace di visione e profondità umana.
Tra i leghisti pavesi, il ricordo è particolarmente sentito. L’ex eurodeputato Angelo Ciocca ha parlato di un leader che è stato «molto più di un capo politico», sottolineando la sua capacità di dare voce a un popolo e a un’idea di autonomia ancora oggi attuale.
Il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha rievocato il primo incontro con Bossi negli anni Ottanta, ricordandone il carisma e l’insegnamento umano e politico: «Io ti insegno la teoria, ma tu ci devi mettere il cuore».
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Dalla Lega lombarda arrivano messaggi che parlano di radici e identità. L’assessora regionale Elena Lucchini ha sottolineato come con Bossi «sia nato tutto», mentre il segretario provinciale Jacopo Vignati ha ricordato la capacità del Senatur di continuare a ispirare anche dopo la malattia.
Il consigliere regionale Andrea Sala ha evidenziato la sua lungimiranza politica, capace di anticipare scenari complessi già negli anni Novanta, mentre l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi ha affidato ai social un messaggio personale e diretto: «Sei stato il mio capo, lo sei e lo sarai per sempre».
Domenica, a Pontida, è attesa una partecipazione ampia e trasversale per l’ultimo saluto a una figura che ha segnato profondamente la storia politica italiana degli ultimi decenni.
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 21 marzo 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Donald Trump sulla guerra con l’Iran cambia tono ogni giorno: promette che finirà presto, esclude le truppe di terra, poi lascia aperta la porta a nuove escalation, mentre il Pentagono prepara una richiesta da 200 miliardi di dollari per sostenere operazioni chissà ancora per quanto. Intanto il conflitto ha già colpito infrastrutture energetiche cruciali in Iran e nel Golfo, ha rimesso in tensione lo Stretto di Hormuz e ha fatto impennare il prezzo del petrolio, con effetti immediati sui mercati globali. Anne Applebaum, su The Atlantic, ha colto il nodo essenziale. "Donald Trump non pensa in modo strategico. Non pensa storicamente, né geograficamente, né razionalmente. Non collega le azioni che compie oggi agli eventi che accadranno tra settimane". E ancora: "Non considera le conseguenze più ampie delle sue decisioni. Non si assume responsabilità quando queste decisioni vanno male. Agisce per impulso. E quando cambia idea, nega quello che aveva detto prima". Prima una guerra senza strategia, poi sorpresa per le conseguenze. Prima gli alleati tenuti all’oscuro, poi accusati di non aiutare. Per mesi, scrive Applebaum, molti leader hanno cercato di convincersi che dietro Trump ci fosse comunque un piano, un’ideologia, una logica, un tentativo di dare un senso a decisioni che senso non avevano
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