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Meloni “Delmastro leggero, i cittadini valuteranno se c’è stata una manina”. Schlein “La premier dovrebbe pretendere le sue dimissioni”

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ROMA (ITALPRESS) – “Parlerò con Delmastro, ma guardo i fatti che ora conosciamo dalla stampa. Se ci fosse una manina vorrebbe dire che questa è la cosa peggiore che si ha sul governo italiano? Interessante. La questione dice che c’è un sottosegretario che acquista delle quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che, non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci ha problemi con la giustizia vende quelle quote e lo fa non quando la notizia esce sui giornali ma quando lo scopre. Delmastro è stato leggero, da qui a dire che è connivente con la criminalità organizzata quando è sotto scorta per il lavoro che fa contro la criminalità organizzata ce ne passa”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a “Sì o No” lo speciale dedicato al referendum in onda su La7. “Se c’è stata una manina che ha detto: “tiriamo fuori la cosa peggiore che abbiamo sul governo”, gli italiani valuteranno e accetterei che fosse questa – aggiunge -. Se poi questa questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi allora la magistratura farà il suo corso perché, guardi un po’, anche se vince il Sì i magistrati faranno il loro lavoro, anzi lo faranno meglio”.

“Non vedo contraccolpi di natura politica, indipendentemente da come il referendum dovesse andare. Noi sappiamo tutti che i governi di solito vengono impallinati dalle proprie maggioranze e non dalle opposizioni, la maggioranza è solida e lo è stata anche in questa campagna elettorale, a differenza di quanto è accaduto nelle opposizioni dove ci sono esponenti che sostengono il Sì”, ha poi detto spostando il focus sulla riforma e sul referendum. “Ciò che mi preoccupa è il messaggio che in questa nazione le cose non possono cambiare, che noi non siamo in grado, che dobbiamo sempre rimanere identici a noi stessi anche se ci sono cose che non funzionano. Non pagherebbe il governo ma pagherebbero i cittadini. La vedo una sfida tra chi vuole difendere lo status quo e chi vuole guardare avanti, vuole una nazione diversa per i propri figli”. 

“Ho citato una serie di casi sull’immigrazione che rappresentano una crociata che alcuni magistrati stanno facendo contro il Governo per ragioni di carattere ideologico, non ha alcun senso dire che un immigrato illegale entrato in Italia che è responsabile di stupri deve essere liberato”, questa cosa la pagano i cittadini. “Con la riforma cambia perché non c’è più una magistratura così polarizzata e ideologizzata”.

“Non si vota su Meloni, ma alla fine pensi di votare sulla Meloni, te la tieni e alla fine non hai riformato la giustizia che non funziona. La Meloni si può mandare a casa tra un anno quando ci sono le politiche, ma ora si vota per una riforma sacrosanta e quindi si lancia una lepre da rincorrere per non guardare la realtà delle cose. Ma ho imparato che i cittadini sono molto più intelligenti di come pensa certa politica. E una riforma di responsabilità e meritocrazia sulla giustizia”, ha detto.

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La riforma c’entra con i casi di Garlasco o della famiglia nel bosco perchè “c’è qualcosa che non torna in Italia se dei genitori che crescono i figli in un bosco si vedono messa in discussione la potestà genitoriale e non lo si fa con quei genitori che mandano i figli a rubare. C’è un approccio ideologico ma anche di negligenza perché quando si fa la scelta più facile, che è quella di allontanare i bambini da quella famiglia c’è anche un problema di negligenza e introdurre il principio della responsabilità affronta queste questioni molto meglio”, ha precisato Meloni.

“E’ una maggioranza compatta di persone consapevoli della grande responsabilità affidata sulle proprie spalle che, per quanto possano avere le loro diverse sfumature, alla fine antepongono l’interesse nazionale a quella del partito, è questo che fa la differenza nelle maggioranze. L’unica cosa che non preoccupa è la tenuta della maggioranza di governo, sono molto fiera della mia maggioranza”, ha concluso nello speciale di Mentana.

“I presupposti dell’efficienza sono responsabilità e meritocrazia, quanto incide sull’efficienza della giustizia in Italia il fatto che un giudice negligente continui tranquillamente a fare carriera come avviene in molti casi? Quanto incide il fatto che la carriera di un magistrato in molti casi non dipende dal suo merito ma dalla corrente alla quale appartiene? Purtroppo, abbiamo visto magistrati che condannavano persone innocenti e che non dovevano mai rispondere di quanto fanno nel loro lavoro. Penso che nessuna riforma come questa possa rinnovare l’efficienza della giustizia in Italia”, aveva in precedenza dichiarato Meloni a Cinque Minuti su Rai 1. “Penso che un’Alta corte che si occupa solo di disciplinare i magistrati che non vengono selezionati dalle correnti ma tramite sorteggio ci offre dei giudizi che sono tendenzialmente più giusti e più efficaci. Considero una anomalia non secondaria il fatto che nell’attuale ordinamento il controllore venga scelto dai controllati; ma in quale altro meccanismo tutto questo avviene? In nessuno. Penso che svincolando quei giudici dal meccanismo delle correnti siano anche più liberi di decidere in coscienza quando devono decidere sul disciplinare di un collega”, aggiunge da Vespa.

Impreparati i magistrati sorteggiati? “Se sono gli stessi che possono darmi l’ergastolo, togliermi la potestà genitoriale, se sequestrare casa e auto sono impreparati abbiamo un problema, ma un problema più ampio di questo. La tesi che persone che decidono sulla libertà dei cittadini non siano in grado di decidere sul trasferimento di un collega non la posso sostenere, è una tesi surreale. E’ surreale anche sentire ‘ma tu vorresti farti operare da un primario sorteggiato?’, ma perché quando si va in ospedale si elegge il primario? Allora la domanda è: tu vuoi essere curato da un primario che è stato nominato o da uno che sta lì perché è il più bravo?”, ha sottolineato.

“La realtà è che oggi la magistratura è subordinata alla politica, atteso che una parte dei membri del Csm viene lottizzata tra i partiti politici e l’altra decisa dalle correnti ideologizzate dalla magistratura. Queste sono due cose che noi togliamo, quindi, togliamo il controllo della politica. Quelli che difendono il controllo della politica sulla magistratura perché hanno sempre pensato di trarne un vantaggio non possono dire la verità e ci dicono che, noi che stiamo facendo una riforma per liberare la magistratura dalla politica, la vogliamo controllare”, rivendica la premier. Quella della giustizia è “una riforma della quale parliamo da decenni e che nessuno è riuscito a fare. Quindi ci serve che i cittadini ci regalino 5 minuti del loro tempo per andare a mettere una croce sul Sì”.

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SCHLEIN “MELONI DOVEVA CHIEDERE IERI DIMISSIONI DELMASTRO”

“Già da ieri Giorgia Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni di Delmastro e invece, rivolgendosi a me, ha detto ‘l’ho appreso dai giornali’ e ha aggiunto ‘questo dovrebbe farci riflettere su un certo modo di fare giornalismo’. Io credo che questo debba far riflettere piuttosto sul suo modo di scegliere i sottosegretari alla giustizia”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, anche lei ospite dell’edizione speciale del Tg La7 “Sì o No”. “Delmastro era già stato condannato per aver rivelato delle informazioni segrete per usarle contro di noi in aula e ha mentito su questa vicenda, perché pare che – anche dopo la condanna in appello di questo signore condannato per essere prestanome del clan Senese – dalle foto che sono emerse oggi, abbia continuato a frequentare quel locale. Lui ha fondato una società con la figlia diciottenne di un uomo che era già stato indagato per mafia e che poi è stato condannato per mafia. È possibile che un sottosegretario alla Giustizia fondi delle società senza sapere con chi le sta fondando?”, si chiede.

“Dalla prima conferenza stampa che io ho fatto, appena questa pessima riforma è stata approvata in Parlamento, ho detto che noi non avremmo politicizzato, ma che mi aspettavo che sarebbero stati il governo e Giorgia Meloni a farlo. È andata esattamente così: noi abbiamo fatto tutta una battaglia sul merito, chiedendo un voto contro una riforma sbagliata per i cittadini”, ha detto. “Credo che il governo che abbia spiegato perfettamente quali sono i suoi obiettivi: il governo pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba essere giudicato come accade a tutti i cittadini. Questo è un governo che pensa di poter decidere chi fa il giudice e chi no, a seconda che gradisca o meno le sue decisioni”.

“Una separazione delle funzioni si poteva rafforzare, se avessero voluto farlo con una legge ordinaria, ad esempio prevedendo due concorsi separati. Il problema è che questa riforma ha un altro obiettivo, quello di spaccare e sorteggiare il Consiglio Superiore della Magistratura, che è l’organo a cui i nostri costituenti hanno affidato un compito delicatissimo, quello di garantire l’indipendenza dei giudici, che però non tutela i giudici, tutela tutti i cittadini”, ha ribadito. “Per noi l’indipendenza della magistratura è un principio fondamentale da difendere”, spiega. “Oggi il CSM è uno, è elettivo ed è autorevole: con questa riforma viene spaccato in tre, sorteggiato e quindi è più debole. E tra l’altro con un sorteggio che è asimmetrico, perché la parte che oggi è eletta dai giudici sarebbe sorteggiata a caso tra 9.000 giudici in Italia” mentre “la parte che oggi è eletta dal Parlamento sarebbe sorteggiata, ma da un elenco votato dal Parlamento dove c’è una maggioranza politica. È chiaro che la politica si tiene una parola in più, è chiaro che peserà di più, non di meno, nel rapporto con i togati”.

“È la prima volta nella storia repubblicana che una riforma costituzionale esce dal Parlamento esattamente come è entrata, perché il governo l’ha blindata e non ha accettato di cambiare nemmeno una virgola, non soltanto con gli emendamenti delle opposizioni, ma nemmeno con emendamenti di deputati e senatori della maggioranza”, ha aggiunto Schlein. “Non c’è stata nessuna volontà di dialogo, nel momento in cui hanno messo mano a sette articoli della Costituzione”, ricorda. “La giustizia si può migliorare, ma non migliora mettendo i giudici sotto il controllo del governo, che è evidentemente quello a cui mira. Questa riforma non tocca i nodi problematici della giustizia in Italia, non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca e non stabilizza nemmeno i 12.000 precari della giustizia che il governo rischia di lasciare a casa da giugno”.

“Bisogna votare ‘no’ perché non è una riforma che migliora la giustizia per i cittadini, non accelera i processi, non assume quei 12.000 precari della giustizia” ma “invece indebolisce l’indipendenza della magistratura che però non tutela i giudici, tutela proprio i cittadini, soprattutto quelli che da soli non hanno né il potere né i soldi per cavarsela. È una riforma che non riguarda i magistrati: riguarda i diritti dei cittadini e riguarda la tutela della qualità della nostra democrazia. Il nostro invito è informatevi e votate pensando alla nostra Costituzione, anche a prescindere da come votate alle elezioni politiche”.

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“Il sorteggio non elimina le correnti della magistratura, elimina la rappresentanza democratica: è un’altra cosa. Ricordiamo che il 77% dei magistrati non aderisce ad alcuna associazione, ma con il sorteggio, che è del tutto casuale, si potrebbe arrivare al paradosso di eleggere tutti i giudici di una stessa area o di eleggere tutti i uomini, con grave danno della parità di genere. Ci chiediamo come mai il sorteggio per un organo costituzionale non è previsto in nessun paese del mondo?”, ha detto la segretaria del PD.

“Di certo se vincerà il sì, tenteranno di andare avanti anche su un’altra riforma costituzionale, quella del premierato, che va nella stessa direzione di accentrare il potere sempre di più nelle mani di chi sta al governo, a scapito delle prerogative del Parlamento e anche di quelle del Presidente della Repubblica, che per noi non si toccano. Se ci sono i tempi? Dipende dalle priorità che si dà al governo. La sorella della presidente Meloni ha detto che le priorità quest’anno sarebbero state la legge elettorale e il premierato, non il fatto che si aspetti un anno e mezzo per una gastroscopia o che ci sono 4 milioni di lavoratori che non arrivano neanche alla fine della settimana”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Carburanti, Urso “È possibile aumentare la produzione, abbiamo preservato le nostre raffinerie”

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ROMA (ITALPRESS) – “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Lo afferma il ministro Adolfo Urso in una intervista a Repubblica. È possibile aumentare la produzione di carburanti? “Penso di sì – risponde Urso -, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle: basti evidenziare quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane. Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP. Aggiungo che siamo avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie. A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”.

E alla domanda se sia stato miope ridurre il numero di impianti in Europa, Urso risponde: “Sì. Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Tajani “Su arresti in flagranza i magistrati non diano segnali di impunità. L’Anm: “Parole contrarie allo Stato di diritto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo, in questo governo, dalla parte delle forze dell’ordine. Però non è che decidiamo noi su quello che fa la magistratura. Io dico a tutti i magistrati che decidono sugli arresti che è vero che c’è un problema di carceri piene, ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti. Colpirne uno per educarne cento: credo che serva e che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della sua visita al Villaggio della Legalità, a Roma, ha risposto a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate. Parole su cui Tajani è tornato in un post sui social. “I cittadini hanno un sacrosanto diritto alla sicurezza. Come è successo a Torino, troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti – spiega il vicepremier -. Questo crea allarme sociale e demotiva polizia e carabinieri. È sufficiente parlare con le forze dell’ordine e con chi vive nei quartieri ad alta densità criminale per capire quello che intendo. Non ho mai chiesto di disapplicare la legge, ma al contrario di applicarla in pieno”.

“E ho chiesto ai magistrati di mettersi una mano sulla coscienza ogni volta che scelgono di rilasciare chi è stato colto sul fatto e, una volta libero, è pronto a reiterare il reato. La percezione di impunità aiuta solo i malviventi. Invocare lo Stato di diritto con gli arrestati in flagranza è quindi strumentale – conclude Tajani -. Lo Stato di diritto prevede che nessun innocente debba finire in carcere. Non che gli arrestati in flagranza possano tornare a delinquere il giorno dopo”.

ANM “PAROLE TAJANI CONTRARIE A STATO DI DIRITTO”

“Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perché danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.

– Foto Ipa Agency –

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Foto ritoccata di Matilde Siracusano, bufera su Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale si difende: “Cercare meglio a chi rivolgere le accuse…”

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ROMA (ITALPRESS) – “Certo. Ne ho già parlato con i miei avvocati. Quello che ha fatto è reato. Non si può consentirlo a nessuno, figuriamoci a qualcuno che chiede, anzi minaccia, di andare in Parlamento”. Così la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, risponde alla domanda se denuncerà Roberto Vannacci in merito alla sua foto ritoccata pubblicata in un post social dal leader di Futuro Nazionale. “Vorrei dire che sono senza parole. In realtà qualche parola ce l’avrei. In siciliano, della mia terra. Molto chiara e netta. Ma poiché io rappresento l’istituzione, e ho il dovere di contenere sia l’irritazione sia la pena, per ora diciamo che si muoveranno i miei avvocati. Comunque è un attacco scadente che qualifica pienamente chi lo ha fatto”, sottolinea Siracusano, che aggiunge: “Che cosa vile. Ma nel senso più pieno e anche etimologico: cosa povera, che non vale nulla. È assurdo doversi occupare, e nel 2026, di questi mezzucci usati contro gli avversari…”.

“A chi mi accusa, senza alcuna concretezza, di aver modificato una foto con la IA, rispondo di cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere… Quando mancano gli argomenti, gli attacchi diventano personali… Continuate pure a occuparvi di scollature…”. Così su Facebook il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, pubblicando il link del blog Iacchitè, che aveva pubblicato l’immagine generata con l’IA che includeva una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato alle suppletive di Reggio Calabria Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio.

LE REAZIONI

In un post sui social, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha pubblicato ieri un post per la campagna elettorale delle suppletive a Reggio Calabria, con una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio. Numerosi da FI e non solo i messaggi di solidarietà a Siracusano. “Quello di Roberto Vannacci contro Matilde Siracusano è un comportamento di una volgarità senza precedenti. La libertà di espressione non può diventare un alibi per svilire una persona e utilizzare il corpo femminile come strumento di attacco”, dichiara la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa. “Perché alterare una foto e mostrare una donna con una scollatura non presente nell’immagine originale? Qual è lo scoop di un atteggiamento di questo tipo? Forse per Vannacci le donne sono una figurina da comporre a suo piacimento? È davvero inaccettabile – conclude Dalla Chiesa – una deriva di questo tipo. Non è lui che come ha proclamato ridarà dignità alla Calabria. Perché la dignità i calabresi ce l’hanno proprio nel loro dna, e la Calabria è ritornata sotto i riflettori con Forza Italia, Cannizzaro e il presidente Occhiuto. Smettiamo di chiamare generale o ex generale un uomo che quotidianamente svilisce l’onore di chi porta una divisa. Vicinanza all’amica Matilde”.

“Manipolare l’immagine di una donna in politica, alterandone l’abbigliamento e pubblicando una foto falsificata, è semplicemente indecoroso. E lo è per chi lo fa. Non è umorismo, non è ironia, non è campagna elettorale: è mancanza di rispetto verso una persona, verso un’istituzione e verso il Paese”, afferma Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia. “Matilde Siracusano è una rappresentante delle istituzioni. Va giudicata per il suo lavoro, per le sue idee, per i risultati che ottiene. Non per un fotomontaggio volgare costruito per colpire e umiliare. Chi sceglie questa strada abbassa il livello del confronto e offende tutte le donne che scelgono di stare in politica – prosegue -. Forza Italia ha sempre sostenuto un confronto franco, anche aspro, ma fondato sui fatti. Alterare una fotografia per ridicolizzare una collega è il contrario del senso dello Stato che si invoca a parole. E qualifica impietosamente chi lo fa”.

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“Roberto Vannacci pubblica sui suoi social una fotografia ritoccata del sottosegretario Matilde Siracusano, modificandone pesantemente l’abbigliamento e mostrando una scollatura molto, ma molto più accentuata rispetto alla fotografia originale, fino a far scomparire di fatto il top sotto la giacca. È una cosa semplicemente indecente”, dichiara Catia Polidori, responsabile nazionale di Azzurro Donna Forza Italia. “Ancora una volta, l’ex generale dimostra di avere un’idea delle donne che passa attraverso la loro sessualizzazione. Non gli basta confrontarsi sul terreno politico: per provocare sceglie di manipolare l’immagine di una donna, alterandone il corpo e trasformandolo in un oggetto da esibire – prosegue -. È davvero pietoso che, ancora oggi, una donna impegnata in politica debba essere rappresentata attraverso una scollatura artificiosamente esasperata invece che per le sue idee, il suo lavoro e il suo ruolo istituzionale. E questo dovrebbe indignare tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti. Sincera solidarietà alla collega Siracusano”. “Se ancora ci fosse qualche dubbio sul maschilismo di Roberto Vannacci e del suo partito, ora è caduto. Per schernire il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, Vannacci pubblica una foto della sua compagna, la Sottosegretaria Matilde Siracusano, con una profonda scollatura creata artificialmente. È un’aggressione intollerabile e un atto di bullismo sessista senza precedenti nella nostra politica – afferma Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati -. Nessuno si sognerebbe mai di pubblicare foto manipolate della moglie e delle figlie di Vannacci per attaccarlo politicamente. L’idea della donna che il generale propone è inaccettabile e, per quanto mi riguarda, rappresenta uno degli aspetti più pericolosi del suo programma politico. Mi batterò con tutte le mie forze perché questa visione retriva e umiliante non passi e spero in una mobilitazione collettiva di donne e uomini indisponibili ad arretrare rispetto a un traguardo di civiltà. Non sarà un esaltato qualunque a mettere in discussione quello che faticosamente abbiamo conquistato. Alla sottosegretaria Siracusano va tutta la mia solidarietà”. “Modificare la fotografia di Matilde Siracusano, alterandone il corpo per ridicolizzarla, è un gesto volgare e inaccettabile. Quando per attaccare un’avversaria si ricorre a questo, significa che gli argomenti sono finiti”, dichiara Fulvio Martusciello, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo. “Matilde è una donna delle istituzioni, una dirigente politica autorevole, che non si è mai sottratta alle battaglie e alle critiche. Qui, però, non si è contestata una sua posizione politica – prosegue -: si è scelta la strada dell’offesa personale. Antonio Tajani ha fatto bene a intervenire con parole chiare. Le battaglie politiche si fanno sulle idee, sulle scelte e sui fatti. Alterare il corpo di una donna per trasformarlo in uno strumento di dileggio significa portare lo scontro su un terreno che con la politica non ha nulla a che fare. A Matilde va la nostra piena solidarietà”.

“La foto ritoccata di Matilde Siracusano è squallida e inaccettabile. Sessualizzare l’immagine di una donna e usarne l’aspetto fisico per colpirla è un gesto vile, che non ha nulla a che vedere con il confronto politico. Episodi del genere rivelano un livello culturale e morale davvero misero. Che a ricorrere a un simile espediente sia un ex generale rende il tutto ancora più sconcertante. All’amica Matilde va la mia affettuosa vicinanza per questo indegno attacco”. Lo dichiara il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.

“La pubblicazione della foto manipolata di Matilde Siracusano conferma l’impressione che dalle parti di Futuro Nazionale avevano già abbondantemente dato in tema di donne e di concezione del confronto politico: scarso rispetto per le persone e per la realtà, e idee confuse. Altro che ‘vera destra’”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

“Roberto Vannacci attacchi pure Forza Italia o me, se pensa che possa servirgli per le elezioni suppletive, che sono a Reggio Calabria e non in Sassonia. Si confronti sul merito, sui contenuti, sul futuro dei nostri territori e del Paese, se ne è capace, con me o anche con Matilde Siracusano. Ma chi per fare politica ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso, prima ancora di cominciare. Questo non è il centrodestra in cui mi riconosco, e non credo sia quello in cui si riconoscono gli italiani”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia.

“La foto manipolata e sessista diffusa da Vannacci contro Matilde Siracusano – cui va la nostra solidarietà – e il tentativo degli esponenti di Futuro Nazionale di impedire a uno scienziato, l’infettivologo Matteo Bassetti, di parlare sono due facce della stessa politica: propaganda aggressiva e intolleranza al confronto. Le vannacciate dimostrano che FN non ha cultura di governo, affidabilità né senso di responsabilità, ed è incompatibile con i valori e con la proposta politica del centrodestra”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

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“Esprimo piena solidarietà e vicinanza a Matilde Siracusano per il grave e inaccettabile episodio che l’ha vista coinvolta. Le parole utilizzate da Roberto Vannacci, insieme alla manipolazione dell’immagine, sono espressione di un linguaggio violento e offensivo che va sempre condannato, senza se e senza ma. A Matilde, che conosco come donna e rappresentante delle istituzioni, va la mia solidarietà personale e istituzionale. Il rispetto della persona deve venire prima di ogni contrapposizione politica”. Così su Facebook il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

“L’uso pecoreccio dell’intelligenza artificiale da parte di Vannacci e Futuro Nazionale porta la politica alla stregua di certi filmetti degli anni Settanta. Solo che qui non c’è nulla da ridere”. Lo afferma Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera. “A Matilde Siracusano va tutta la mia solidarietà e sostegno”, conclude Minardo.

– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS)

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