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Cronaca

Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

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REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna. Secondo i dati forniti dal Consorzio nella conferenza stampa di presentazione della 57a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (4-7 agosto), nel 2022 la produzione in montagna della Dop più amata e più premiata al mondo è stata pari a 846.000 forme, con un aumento del +10,5% rispetto al 2016. Crescita a doppia cifra (+14%) anche per la produzione di latte, sempre nello stesso lasso di tempo, con oltre 404.000 tonnellate. Inoltre, il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, progetto lanciato dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, ha superato nel 2021 le 225.000 forme certificate, con un aumento del +26,6% sul 2016.
Un chiaro segnale che la politica di rilancio e valorizzazione per stimolare la produzione del Parmigiano Reggiano in montagna sta invertendo una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Infatti, nel decennio 2000-2010 nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. Deficit che è stato azzerato dal 2014 ad oggi grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sconti specifici per i produttori e i caseifici ubicati in zone di montagna e il bacino “montagna” per le quote latte.
Nel 2022, dunque, più del 21% della produzione totale si è concentrata negli 81 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano oltre 900 allevatori per una produzione annuale di 4,03 milioni di quintali di latte. Ciò ha reso possibile il mantenimento di un’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici: l’età media dei produttori si è abbassata dai 57 anni di media prima del 2016 ai 30-40 di oggi. Questo segnale manifesta la fiducia che i giovani pongono nel Parmigiano Reggiano, un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per sostenere la dorsale appenninica emiliana grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.
“La produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “La differenza di una Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine e benessere per chi in quella zona vive e lavora. Se non ci fosse la nostra Dop, in quei comuni non ci sarebbero neanche le scuole, perchè se non ci fosse un senso economico nel coltivare quei territori, non ci sarebbe neanche lo sprone ad abitarli. Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità della dorsale appenninica emiliana: è infatti il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale, oltre 846.000 forme, concentrata in ben 81 caseifici. Per il Consorzio, sono proprio il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli e continuare a essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio, “preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della produzione nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo. Le aree di montagna da un lato soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma dall’altro la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse per tutta la comunità locale. Ecco perchè è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire”.
E’ proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che da venerdì 4 a lunedì 7 agosto si terrà la 57a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina: quattro giorni di eventi, spettacoli, degustazioni e concerti pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben 40 i caseifici di montagna che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Si riconfermano inoltre anche per il 2023 gli speciali abbinamenti di Parmigiano Reggiano con i vini Spergola del territorio e con i vini della Valpolicella, ospiti d’onore di un connubio di sapori che unisce due eccellenze dell’enogastronomia italiana.
L’appuntamento più atteso della Fiera è l’11a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano, lunedì 7 agosto alle ore 20:00 in piazza IV Novembre, nella quale i caseifici competeranno con forme di 24 e di 40 mesi, che saranno giudicate da una giuria di esperti APR (Assaggiatori Parmigiano Reggiano). Ci sarà inoltre la tradizionale gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, sino ad arrivare a punte che devono avvicinarsi il più possibile al chilo di peso l’una. E’ una gara che mira sia alla bellezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop più amata e più premiata del mondo.
“E’ una grande soddisfazione essere arrivati alla 57a edizione di questa fiera unica nel suo genere”, ha dichiarato Stefano Costi, sindaco di Casina. “La quattro giorni di quest’anno si conferma un punto di riferimento per il settore, con ben 40 caseifici partecipanti, ovvero la metà del comprensorio di montagna. Per noi questa è un’occasione irrinunciabile per far conoscere sia il nostro territorio, sia il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”. Come amministrazione, per noi la Dop non ha solo un immenso valore finanziario, essendo la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento di una comunità in zone altrimenti a rischio abbandono”.
Prossimo appuntamento il 3 settembre, con il Palio di Gonzaga, in provincia di Mantova.
– foto ufficio stampa Parmigiano Reggiano –
(ITALPRESS).

Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 26 luglio 2026

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Le violenze al cantiere di Chiomonte, il caro carburanti e le incertezze sulla nomina di Andrea Pirlo alla guida della Nazionale dominano le prime pagine dei quotidiani. La cronaca è segnata dall’assalto dei manifestanti No Tav alle forze dell’ordine, con decine di agenti feriti. Sul fronte economico il governo prepara misure temporanee contro l’impennata dei prezzi alla pompa, mentre nello sport emergono nuovi ostacoli sulla strada del futuro commissario tecnico azzurro.

Cronaca: assalto No Tav a Chiomonte, decine di agenti feriti

Gli scontri in Val di Susa sono il principale tema della giornata. Il Corriere della Sera apre con l’assalto al cantiere di Chiomonte da parte di centinaia di manifestanti incappucciati. Bombe carta, pietre e altri oggetti sono stati lanciati contro le forze dell’ordine, mentre quattro mezzi di carabinieri e polizia sono stati dati alle fiamme. Il bilancio riportato è di circa sessanta feriti.

La Stampa parla apertamente di “guerriglia No Tav”, descrivendo una giornata di violenze contro il dispositivo di sicurezza schierato a protezione del cantiere. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che lo Stato non si lascerà intimidire, mentre il governatore piemontese Alberto Cirio ha invitato tutte le forze politiche a condannare gli episodi senza esitazioni.

Il Giornale titola “L’Italia dei violenti” e sottolinea il carattere organizzato dell’assalto. Anche La Verità dedica ampio spazio alla vicenda, parlando di terrorismo No Tav e accusando la sinistra di non aver preso una posizione sufficientemente netta. Libero mette in relazione gli scontri con il più ampio dibattito sulla sicurezza e sulla responsabilità penale dei minorenni.

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Repubblica racconta l’irruzione nel cantiere e riporta un bilancio di sessanta agenti feriti, sottolineando la presenza di numerosi manifestanti stranieri e incappucciati. Il quotidiano ospita anche una riflessione sul clima di crescente faziosità politica che accompagna ormai ogni episodio di ordine pubblico.

Il Fatto Quotidiano riferisce degli scontri in Val di Susa, ma concentra l’apertura su un’inchiesta relativa alle comunicazioni dal carcere di alcuni esponenti mafiosi. Secondo il giornale, cellulari e collegamenti da remoto consentirebbero ancora a boss detenuti di impartire ordini e partecipare a riunioni criminali.

Resta centrale anche il caso di Abderrahim Fakir, morto durante un intervento della polizia a Bologna. Il Corriere della Sera pubblica le immagini degli ultimi momenti e parla di tracce di sangue sul volto. Repubblica riferisce di nuove prove filmate, mentre La Stampa dedica spazio ai risultati dell’autopsia e alle ipotesi sulla presenza di sangue nei polmoni.

Le diverse ricostruzioni continuano a dividere accusa e difesa. Il Giornale segnala un nuovo video nel quale uno degli agenti sarebbe stato morso alla gamba, mentre La Verità insiste sulla necessità di chiarire il ruolo delle condizioni fisiche dell’uomo e delle sostanze rilevate dagli esami.

Sul versante politico torna il caso Sigfrido Ranucci. La Verità sostiene che all’interno della Rai sia partita una rivolta dopo la diffusione di alcune registrazioni attribuite al conduttore di Report. Il quotidiano parla di verifiche del comitato etico e delle richieste di chiarimento avanzate dalla maggioranza.

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Spazio anche al caso Mario Roggero. La Stampa pubblica un’intervista al gioielliere, da pochi giorni in carcere, che chiede di poter dedicare tempo alla famiglia e rivolge un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché valuti la sua situazione oltre le polemiche politiche.

Economia: benzina oltre i due euro e decreto in arrivo

Il caro carburanti continua a preoccupare famiglie e imprese. Il Corriere della Sera annuncia l’arrivo di un decreto con misure temporanee e la possibilità di intervenire nuovamente sulle accise mobili. In alcune aree di Milano il prezzo della benzina avrebbe raggiunto i 2,60 euro al litro.

Repubblica apre con “Caro benzina senza fondi” e sottolinea che il governo starebbe valutando soltanto provvedimenti di breve durata. Le opposizioni contestano l’assenza di una strategia strutturale, mentre la crisi nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz continua a spingere verso l’alto petrolio e prodotti raffinati.

Il Sole 24 Ore quantifica il peso dei rincari. Per il mese di agosto, l’aumento del prezzo del gasolio potrebbe generare extracosti per circa 800 milioni di euro. Il quotidiano economico indica come possibile primo intervento un sostegno sul diesel, seguito da una misura più ampia sugli altri carburanti.

Il Giornale propone anche alcuni consigli pratici per contenere la spesa, come scegliere i distributori meno cari e preferire il self-service. La Verità annuncia un decreto sulle accise e parla di prezzi record alla pompa, mentre Libero evidenzia come il rialzo stia arrivando proprio nel pieno delle partenze estive.

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La pressione dell’energia non riguarda soltanto i carburanti. Il Fatto Quotidiano segnala che anche il prezzo del gas sarebbe cresciuto del 55% in un mese, con il rischio di un inverno molto difficile per l’Unione europea e riserve ancora insufficienti.

Il Sole 24 Ore dedica l’apertura economica anche ai mutui. Per chi intende scegliere un finanziamento a tasso fisso potrebbe essere l’ultima finestra favorevole prima di possibili nuovi rialzi. Gli istituti continuano a proporre offerte competitive, ma lo scenario dei tassi resta incerto.

Tra gli altri temi economici trova spazio una possibile alleanza tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm, con nuovi movimenti nel settore bancario. Il quotidiano segnala inoltre il boom dei concerti: i ricavi dell’estate musicale italiana potrebbero raggiungere gli 815 milioni di euro, con un aumento del 5%.

Ampio spazio anche alla sicurezza digitale. I filtri utilizzati sui social network vengono giudicati poco efficaci nella protezione dei minori, mentre cresce il dibattito sulle responsabilità delle piattaforme e sulla verifica dell’età degli utenti.

Sport: Pirlo in bilico e Ferrari all’attacco in Ungheria

La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale si complica. La Gazzetta Sportiva titola “Pirlo, ombre russe” e riferisce che un caso legato agli sponsor dell’allenatore potrebbe rallentare o bloccare la firma. La Figc e i legali di Andrea Pirlo starebbero cercando una soluzione per sciogliere alcuni accordi commerciali.

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Il Corriere dello Sport è ancora più netto: “Pirlo spacca l’Italia”. Secondo il quotidiano, la candidatura non convincerebbe club, tifosi e parte della politica. Le perplessità avrebbero riportato in gioco altri nomi, tra cui Roberto Mancini e Antonio Conte.

Il Corriere della Sera sostiene che Pirlo sia ormai in bilico e che il rischio di un clamoroso stop sia diventato concreto. Repubblica parla di “ombre russe” sulla panchina azzurra, mentre Libero evidenzia le divisioni nel centrosinistra anche per i rapporti commerciali dell’ex centrocampista.

Tuttosport guarda invece soprattutto alla Juventus. Dopo la vittoria per 1-0 in amichevole, con gol di Fabio Miretti, Luciano Spalletti si dice soddisfatto dei giovani ma continua ad aspettare rinforzi. Il titolo “Aspetto Kolo” richiama la trattativa per Randal Kolo Muani, considerato il principale obiettivo offensivo.

Sul fronte difensivo la Juventus avrebbe bloccato Jhon Lucumí, mentre resta aperta la ricerca di un portiere. Il Corriere dello Sport segnala l’interesse per Zion Suzuki e le possibili alternative, mentre il mercato potrebbe coinvolgere anche Guglielmo Vicario.

Il Torino vive invece un momento difficile. La sconfitta contro il Cittadella alimenta la contestazione dei tifosi, che chiedono idee e rinforzi. Giovanni Simeone invita l’ambiente a ritrovare entusiasmo, ma la squadra continua a non convincere.

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Il Milan pareggia 2-2 con il Celtic grazie a una doppietta di Francesco Camarda, giovane attaccante che conquista l’allenatore Ruben Amorim. L’Inter lavora al rinnovo di Yann Bisseck fino al 2031 e continua a seguire Cristian Romero per rinforzare la difesa.

In Formula 1, Lando Norris parte dalla pole position nel Gran Premio d’Ungheria. Charles Leclerc scatterà dalla prima fila, mentre Lewis Hamilton e Andrea Kimi Antonelli dovranno recuperare dopo le penalizzazioni. I quotidiani sportivi parlano comunque di una Ferrari pronta all’attacco.

Nel ciclismo Tadej Pogačar si avvia a conquistare il quinto Tour de France. Dopo aver battuto il record di Marco Pantani sull’Alpe d’Huez, lo sloveno viene celebrato come il nuovo dominatore della corsa e come uno dei più grandi della storia.

I principali titoli de La Provincia Pavese

La Provincia Pavese apre con un grave incidente avvenuto a Pavia, in via Folperti. Un uomo avrebbe rubato una bicicletta a un rider per poi schiantarsi contro un’automobile. Il conducente della vettura ha dichiarato di non essere riuscito a evitare l’impatto. Il ferito è ricoverato in condizioni gravissime.

Il titolo principale è dedicato a una nuova applicazione sviluppata nel Pavese per pianificare la spesa e ridurre i costi. Secondo le stime riportate, una famiglia potrebbe risparmiare fino a 800 euro all’anno confrontando prezzi e offerte dei supermercati.

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A Voghera è in programma la realizzazione di un nuovo asilo d’infanzia moderno e tecnologico, destinato ad accogliere circa novanta bambini. Il progetto punta a migliorare l’offerta educativa e a rispondere alle esigenze delle famiglie.

Disagi in vista per i pendolari diretti a Milano. La linea ferroviaria S13 si fermerà a Rogoredo dal 3 al 30 agosto e il passante ferroviario sarà chiuso, con inevitabili ripercussioni per chi utilizza quotidianamente il collegamento.

In Val di Susa, il quotidiano richiama gli scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine. Numerosi partecipanti incappucciati hanno attaccato il cantiere, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno per esprimere vicinanza agli agenti feriti.

A Lardirago un’anziana è rimasta ustionata nella propria abitazione mentre cucinava. La donna è stata trasportata in elisoccorso. A Mortara, invece, una vicenda giudiziaria riguarda il ritrovamento di benzina in un esercizio di fast food: il giudice ha disposto nuove verifiche per chiarire la dinamica.

La cronaca locale segnala inoltre una scuola di Vigevano a rischio per la possibile perdita delle ore di sostegno. Preoccupazione tra le famiglie e il personale scolastico per le conseguenze sugli alunni più fragili.

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Sul fronte economico e agricolo, cresce la presenza del riso sulle tavole italiane, ma il settore pavese si prepara a una nuova sfida tra costi di produzione, concorrenza e cambiamento delle abitudini alimentari.

Nello sport, il Pavia di Granoche ha affrontato l’Albinoleffe in un test significativo, mentre nella pallavolo femminile si prepara un nuovo derby tra Florens e Garlasco nel prossimo campionato di Serie A3.

L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 26 luglio 2026 proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

Hamilton e Antonelli penalizzati di tre posizioni in griglia in Ungheria

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BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Cambia la griglia di partenza del Gran Premio d’Ungheria. Com’era prevedibile, Lewis Hamilton è stato retrocesso di tre posizioni. Il pilota della Ferrari è stato sanzionato per impeding nei confronti di Oscar Piastri, che era nel giro lanciato nel corso dell’ultima manche delle qualifiche. Hamilton scivola così in quinta posizione ma ci sarà comunque una Ferrari in prima fila, quella di Charles Leclerc, che passa da terzo a secondo e affiancherà Lando Norris.
Dovrà scontare tre posizioni in griglia anche Andrea Kimi Antonelli, “colpevole” di non aver rallentato sufficientemente in regime di bandiera gialla. Il pilota italiano della Mercedes, leader del Mondiale, scatterà dunque dalla settima casella.
A beneficiare delle penalizzazioni sono Oscar Piastri e Max Verstappen, che si ritrovano catapultati in seconda fila, con Hamilton in terza ci sarà George Russell mentre Antonelli scatterà con Isack Hadjar accanto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Subito due argenti azzurri ai Mondiali di scherma, Macchi e Rizzi sul podio

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HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – “E’ stata un’ottima giornata, poteva essere fantastica ma siamo ugualmente felici”. Le parole del presidente della Fis Luigi Mazzone fotografano alla perfezione lo stato d’animo dell’Italscherma al termine della prima giornata di finali ai Mondiali di Hong Kong: brillano i due argenti messi al collo da Filippo Macchi nel fioretto e da Giulia Rizzi nella spada, anche se resta un pò di amaro in bocca per quel che poteva essere e non si è realizzato. In attesa del tifone Noul, la metropoli cinese fa conoscenza con il ‘ciclone azzurrò che si spegne un pò sul più bello ma che lascia decisamente il segno sulle pedane della Asia-World Arena. Macchi e Rizzi, entrambi tesserati per le Fiamme Oro, vivono poi due finali antitetiche: se il 24enne toscano cede di schianto (15-2) di fronte alla lama del ceco Alexander Choupenitch, al suo primo oro in una manifestazione internazionale dopo un bronzo olimpico e due europei, la 37enne udinese lotta con le unghie contro la quotata Song Sera, perdendo per 9-8 alla priorità. Macchi inizia la sua corsa verso la finale piegando il coreano Kim (15-13), poi eliminando il giapponese Saito (15-10) e l’altro coreano Im (15-12), che aveva estromesso Tommaso Martini. In fiducia, nell’incontro che valeva un posto sul podio il pisano accende il pubblico sconfiggendo all’ultima stoccata (15-14) il russo Kirill Borodachev. In semifinale Macchi domina il giapponese Kazuki Iimura (15-6) prima della controprestazione in finale. “Non penso di aver avuto un calo mentale o di adrenalina – l’analisi più a freddo dell’azzurro del ct Simone Vanni, argento olimpico a Parigi – Ero arrivato in finale per dare tutto come sempre ma ho trovato un avversario che mi ha annientato, ho percepito che sapeva cosa fare in ogni stoccata. Nello sport come nella vita ci sono momenti in cui trovi persone più brave e meritevoli, ed oggi lo è stato il mio avversario. Sono stato perfetto fino alla finale, c’è rammarico perchè proprio nell’ultimo assalto non sono riuscito ad esprimere il livello di scherma fatto vedere durante la giornata”. Ottima gara, chiusa ai piedi del podio, anche per Tommaso Marini. Il campione del mondo di Milano 2023 batte il portacolori di Singapore, Loo (15-13), e il francese Anas Anane (15-7), prima di far suo il derby azzurro degli ottavi contro Guillaume Bianchi per 15-7. Lo stop per l’anconetano è arrivato solo nell’assalto per la medaglia, contro il giapponese Iimura (15-11), che ha decretato il suo sesto posto di Marini; decima posizione per Guillaume Bianchi, 34esima per Tommaso Martini. Sofferto e strameritato anche l’argento nella spada di Giulia Rizzi, che inizia col brivido (15-14) contro l’indiana Lohan per poi sfoggiare in pedana una scherma di alto livello: messo in cascina l’assalto con la svizzera Favre (15-11), la friulana piega 13-12, la cinese Yu e conquista un posto nei quarti di finale contro la connazionale Alberta Santuccio. Un derby tra campionesse olimpiche con la squadra a Parigi che Rizzi si aggiudica per 15-7, mettendo così in ghiaccio la sua prima medaglia iridata a 37 anni. In semifinale Giulia Rizzi lasciato scampo alla polacca Barbara Brych (15-6), in finale sventola bandiera bianca di fronte alla coreana Song solo dopo il minuto supplementare (9-8). “Sono un pò amareggiata ma non posso che essere contenta per l’argento mondiale – le parole dell’azzurra del ct Dario Chiadò – Sono felice per la giornata in generale, sono riuscita a risolvere delle situazioni difficili. Quando ripenso all’ultima botta mi brucia tanto, perdere l’oro alla priorità è farsi sfuggire una bella occasione. A parte questo, che mi ha lasciato l’amaro in bocca, sono soddisfatta del mio Mondiale. Già entrando nelle prime quattro mi ero liberata di un peso e con l’età mi sono sentita meno bloccata. Anche se avessi vinto l’oro, però, non sarei mai stata tanto felice come per il titolo olimpico conquistato a Parigi con la squadra”, conclude la poliziotta friulana. Quinto posto per Santuccio, implacabile negli assalti che l’hanno vista battere la rumena Sont (15-11), la polacca Pawlowska (14-10) e la canadese Xiao (15-13), prima di cedere nei quarti a Giulia Rizzi. Santuccio ai piedi del podio, dunque, e prova da applausi anche per Gaia Caforio, 12esima classificata al suo primo Mondiale e protagonista di due bellissime vittorie con la statunitense Van Brummen (15-9) e l’ucraina Maksymenko (11-10), prima dello stop all’ultima stoccata (15-14) contro la cinese Tang. Termina infine 36esima Rossella Fiamingo. Domani, tifone permettendo, ai Mondiali saranno in palio le medaglie individuali di spada maschile e sciabola femminile. Per l’Italia saliranno in pedana gli spadisti Matteo Galassi, Simone Mencarelli e Davide Di Veroli e le sciabolatrici Michela Battiston, Mariella Viale e Manuela Spica. Tutti con la speranza di regalare altre soddisfazioni alla spedizione azzurra.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

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