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Cronaca

MATIA BAZAR A VOGHERA IL 6 SETTEMBRE, CONTO ALLA ROVESCIA IN VISTA DEL CONCERTO GRATUITO. DOVE PARCHEGGIARE E LE LIMITAZIONI AL TRAFFICO

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di Emanuele Bottiroli

Domani, mercoledì 6 Settembre alle ore 21, si terrà in piazza Duomo a Voghera il concerto dei Matia Bazar. L’evento è stato organizzato dalla neonata associazione Amo Voghera, con il patrocinio del Comune di Voghera. La partecipazione sarà libera e gratuita: atteso pubblico da tutta la provincia di Pavia ma anche dalle grandi città limitrofe e da tutto l’Oltrepò Pavese. Dopo i vari cambiamenti, oggi i Matia Bazar si presentano con una formazione rinnovata guidata da Fabio Perversi (tastierista della band da oltre 25 anni), Piercarlo (Lallo) Tanzi alla batteria e voce, Silvio Melloni al basso, tastiere e voce, Gino Zandonà alla chitarra e voce e Luna Dragonieri, voce solista.
L’Associazione Ricreativa e Culturale “Amo Voghera” presieduta da Roberto Bonacina debutterà in grande stile. “Amo Voghera – spiega Bonacina – è stata fondata da un gruppo di amici della città e dell’Oltrepò Pavese che ha cominciato pianificare eventi, con l’obiettivo di realizzare nel 2024 una grande manifestazione su più giorni che possa diventare negli anni una nuova tradizione della città”.
Il pubblico potrà contare sull’apertura straordinaria del parcheggio del cortile sud dell’ex Caserma di Cavalleria dalle ore 20 del 6 settembre alle ore 2 del 7 settembre.

DOVE PARCHEGGIARE

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LE LIMITAZIONI AL TRAFFICO
Al fine di consentire il montaggio e lo smontaggio delle strutture occorrenti all’effettuazione del concerto, dalle ore 15.00 del giorno 5 settembre 2023 alle ore 12.00 del giorno 7 settembre sono istituiti in PIAZZA DUOMO LATO OVEST il divieto di sosta con rimozione coatta su tutto il lato ovest ed il divieto di circolazione veicolare mantenendo la percorribilità della corsia di scorrimento immediatamente adiacente i portici;
Dalle ore 13.00 del giorno 6 settembre 2023 alle ore 01.00 del giorno 7 settembre 2023, sono altresì istituiti il divieto di sosta con rimozione coatta PIAZZA DUOMO nei lati NORD E SUD ed il divieto di circolazione veicolare su tutta la Piazza Duomo.
Dalle ore 13.00 del giorno 6 settembre 2023 alle ore 01.00 del giorno 7 settembre 2023, la chiusura al traffico veicolare del tratto di Via Cavour compreso tra Via Gabetta e Piazza Duomo. Sono esclusi dai divieti succitati: i veicoli di soccorso (ambulanze, VV.FF.), delle forze di polizia, i veicoli utilizzati per gli allestimenti del concerto ed i veicoli autorizzati; I veicoli al servizio di persone con capacità di deambulazione ridotta o sensibilmente impedita che intendono assistere al concerto purchè muniti dell’apposito contrassegno di cui al 2° comma dell’art. 381 del Regolamento di esecuzione e attuazione del C.d.s. potranno accedere e sostare dove indicato dal personale addetto all’organizzazione sul lato nord di Piazza Duomo. L’accesso al lato nord della piazza sarà possibile percorrendo con le dovute cautele Via Gabetta e Largo Molino, il deflusso di tali veicoli dovrà avvenire esclusivamente percorrendo Via Topia o Via San Lorenzo. Per le finalità di cui sopra, personale dell’organizzazione dovrà presidiare l’accesso alla piazza da Largo Molino e il lato nord di Piazza Duomo.

Cronaca

Battisti “Aeroporto Palermo sempre più digitale e attento a esigenze viaggiatori”

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MILANO (ITALPRESS) – Nono aeroporto d’Italia, 47esimo in Europa, 9,2 milioni di passeggeri nel 2025 e un tasso di crescita che si è attestato al 10%, terzo dato nazionale dopo Roma (+25%) e Catania (+11%). L’aeroporto internazionale “Falcone-Borsellino” di Palermo è uno scalo in forte espansione, e Gesap, la società di gestione, ha un piano preciso per trasformarlo in un hub competitivo a livello continentale. A illustrarlo è l’amministratore delegato Gianfranco Battisti, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
Battisti parte da una visione strategica che va oltre la funzione tradizionale di uno scalo aeroportuale. “L’aeroporto non è più solo un luogo di transito”, spiega il manager. “E’ integrato nel circuito cittadino. Io lo chiamo un elemento di ricucitura urbana: siamo a circa 20-30 minuti dal centro di Palermo, e questo non è banale”. Una prossimità che trasforma lo scalo in un pezzo rilevante dell’economia locale, capace di generare – secondo i dati citati dallo stesso Battisti – un valore per il territorio di circa 1 miliardo di euro l’anno, con un effetto moltiplicatore pari a tre volte ogni euro investito.
Uno dei cardini della strategia di Gesap riguarda la profonda revisione del rapporto con il passeggero. Significa targetizzare i servizi in base ai reali bisogni degli utenti: nuove aree di lavoro, spazi dedicati ai bambini, digitalizzazione crescente dei processi e, novità recente, aree attrezzate per i cani, in risposta all’allargamento delle regole sul trasporto degli animali di taglia media (fino a 25 kg).
L’approccio metodologico, sottolinea l’Ad di Gesap, si ispira a esperienze maturate in altri settori: “Da sempre nelle aziende la prima cosa è capire i bisogni dei clienti. Per l’aeroporto stiamo introducendo indagini di mercato non solo sulla qualità percepita, ma sui potenziali bisogni futuri”. Un lavoro di profilazione avanzata che punta a superare la logica dell’offerta unica per tutti: “Dobbiamo segmentare la clientela e arrivare al singolo passeggero, per capire quali sono le sue esigenze e come soddisfarle”.
Il cuore del piano industriale illustrato da Battisti è un programma di investimenti da 252 milioni di euro, che include un forte rinnovamento del terminal, con particolare attenzione alla componente internazionale.
La strategia di internazionalizzazione punta a ridistribuire il traffico verso mercati ad alto potenziale. “Dobbiamo allargare i confini e ridurre la dipendenza dal traffico domestico e low cost”, sintetizza Battisti.
Un altro dei pilastri del piano industriale è la digitalizzazione della catena del valore. Per Battisti, certi modelli operativi sono semplicemente anacronistici: “Non è pensabile che esista ancora il check-in fisico. Non è pensabile che quando un cliente arriva non abbia la possibilità, tramite un’app, di orientarsi autonomamente”. La visione è quella di uno scalo in cui i servizi vengano erogati in modo fluido, digitale e personalizzato, con una presenza fisica ridotta al minimo necessario.
Un altro tema chiave è quello della sostenibilità ambientale, con obiettivi precisi: azzeramento delle emissioni nette di CO2 entro il 2050 e riduzione del 75% entro il 2030. Per arrivarci, Gesap sta lavorando su più fronti: installazione di impianti di energia solare, riduzione dei consumi idrici, elettrificazione della mobilità interna sulle piste. Ma la vera frontiera, secondo Battisti, sarà quella dei biocarburanti: “Creare filiere di approvvigionamento sarà la nuova sfida sulla quale dovranno misurarsi tutti gli aeroporti”.
Gesap sta affrontando l’iter per la privatizzazione. “Il kick-off è partito: abbiamo lanciato la gara per la scelta dell’advisor che ci accompagnerà in questo percorso”, annuncia Battisti. “Stimiamo di chiudere l’operazione di privatizzazione nei prossimi 12-14 mesi”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Iran, Tajani “Aperti a iniziative ONU per garantire trasporti a Hormuz”

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ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo continuare a garantire, con le nostre navi militari, il traffico marittimo nel Mar Rosso, e con la missione europea Aspides e con la missione europea Atlanta dobbiamo garantire la lotta contro la pirateria, questo è fondamentale”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a “Mattino Cinque” su Canale 5. “Poi una volta finita la guerra o quantomeno arrivato il cessate il fuoco, si può partecipare ad iniziative più ampie delle Nazioni Unite per garantire il trasporto marittimo a Hormuz. E’ un lavoro lungo, dobbiamo spingere molto per la diplomazia. Siamo naturalmente a difesa di Cipro anche con la nostra marina militare”.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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Santanchè “Serve un fondo europeo per il turismo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Serve un fondo europeo per il turismo”. Il ministro del Turismo Daniela Santanchè in una intervista a La Stampa indica senza esitazioni la priorità per un settore che, dopo aver superato la pandemia e altri choc globali, si trova ora a fare i conti con la crisi internazionale tra Iran e Medio Oriente: “Non possiamo dire che tutto vada bene. Ma dobbiamo essere onesti perchè ci sono luci e ombre. La guerra non piace a nessuno e tutti auspichiamo la pace. Il turismo è sempre stato un ponte tra i popoli e continuerà a esserlo. L’impatto sul mercato dipenderà molto dalla durata del conflitto: oggi fare scenari catastrofici sarebbe un errore. Il governo lavora senza sosta per la descalation”. “Ho incontrato tour operator e agenzie di viaggi che sono l’anello più fragile della catena. Ma non dobbiamo avere paura. Nel turismo, il percepito è fondamentale. Nessuno può prevedere cosa farà Trump, ma questa è un’industria resiliente. In pieno Covid temevamo che i danni si prolungassero nel tempo, invece, siamo sempre sopra i numeri del 2019. L’Europa, però, non può restare immobile” ha proseguito la ministra. “L’impatto della guerra sul turismo non è solo un problema italiano. Riguarda la Grecia, Malta, Cipro, la Spagna, la Francia. In Europa il turismo vale circa il 10% del Pil e impiega milioni di persone, eppure non ha un budget dedicato. Con quello si potrebbe creare un fondo d’emergenza a disposizione di tutti. Proprio per reagire alle crisi impreviste”. Un budget che non c’è “Perchè forse qualcuno non lo riteneva utile, ma oggi l’Italia è capofila in questa battaglia europea. La prossima settimana avremo una riunione tecnica a Bruxelles: conto sul sostegno di diverse Nazioni. D’altra parte, se l’Europa vuole avere un peso deve avere visione chiara: non deve chiudere, ma aprire. E il turismo è cruciale”.
La ministra Santanchè su quello che può fare il governo, dice: “Intanto io voglio uscire dalla logica emergenziale. I numeri, per ora, sono buoni. L’industria turistica, però, ha bisogno di interventi strutturali: sono quelli che garantiscono la maggior resilienza”. “Abbiamo investito sulle aree di sosta per i camper: un’operazione che serve soprattutto ad attrarre turisti dal Nord Europa. Abbiamo lavorato sui cammini e sulle piste ciclabili. Abbiamo cercato di ascoltare le richieste che arrivano dai principali mercati per poter essere sempre più attraenti”. Sul timore che ora possa crollare tutto, afferma: “Intanto, l’Italia è percepita come una meta sicura. Motivo per cui negli ultimi anni siamo cresciuti molto grazie alla componente estera. E’ possibile che quest’anno cali, ma il dato potrebbe essere parzialmente bilanciato dalla domanda domestica. Ci sono molti italiani che non conoscono la propria Patria e spero vogliano scoprirla presto”.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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