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Economia

Imprese, Cna “Aggiornare la legge-quadro sull’artigianato”

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ROMA (ITALPRESS) – Superare gli attuali vincoli societari e limiti dimensionali dell’impresa artigiana, rimuovere le forzature interpretative che spesso collocano le imprese artigiane in posizione subalterna su diverse attività economiche. Sono le direttrici per aggiornare la legge-quadro dell’Artigianato che risale al 1985, auspicate presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, e dal segretario generale, Otello Gregorini, in occasione dell’evento “L’artigianato, la Costituzione, le istituzioni della Repubblica: 75 anni di Italia, saper fare e orizzonti comuni”. L’incontro, che ha visto la presenza del ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; è stato promosso per ricordare il lungo sodalizio tra le istituzioni e l’artigianato che gode di uno specifico riconoscimento costituzionale. Proprio il titolare de Mimit ha assicurato che nella “prossima legge di bilancio ho intenzione di inserire una norma che riguarda il passaggio generazionale delle competenze, ovvero la possibilità per le micro imprese di poter richiamare o mantenere a lavoro, sotto forma di formatori, i pensionati nei primi due anni oppure per poter formare i giovani con contratto a tempo indeterminato”, ha spiegato Urso nel sottolineare, inoltre, come “che è accaduto negli ultimi 20 anni su prodotto agroalimentare potrà accadere sui prodotti dell’artigianato italiano” con una “mappatura delle realtà produttive italiane per riconoscere l’indicazione geografica anche per il manufatto italiano”.
Tra il 2008 e il 2022 il numero delle imprese italiane è aumentato ma coloro che hanno avviato una nuova impresa hanno scartato la forma artigiana a causa di vincoli e limitazioni. Dal 2008 le imprese artigiane sono in costante flessione, al ritmo di 40 al giorno. L’inverno demografico tocca anche il sistema delle imprese. Gli imprenditori artigiani over 50 oggi sono il 52,4% del totale mentre nel 2010 erano il 40%. Sostenere l’impresa artigiana significa assicurare spazi e luoghi fondamentali per la formazione e la crescita professionale dei giovani. Costantini e Gregorini infine hanno fatto riferimento al dibattito sul modello imprenditoriale dell’Italia. La micro e piccola impresa rappresenta oltre il 99% del tessuto produttivo, “vorremmo più grandi imprese e player globali radicati nel nostro paese ma la realtà è questa. Purtroppo quando si scrivono norme e strumenti per le imprese il riferimento è quell’uno per cento. L’interesse generale è che l’impresa italiana, a prescindere dalla classe dimensionale, possa essere più competitiva grazie a una cornice normativa, fiscale e finanziaria che sappia cogliere le specificità delle imprese”.

– Foto xb1/Italpress –

(ITALPRESS).

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Economia

Zanetti (Confitarma) “Il fisco mette a rischio l’occupazione marittima”

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ROMA (ITALPRESS) – “La recente posizione dell’Agenzia delle Entrate rischia di produrre pesanti ripercussioni sull’occupazione dei marittimi italiani” così il Presidente di Confitarma Mario Zanetti, in riferimento alla risposta n.10 del 2026 con la quale l’Agenzia mette in discussione i consolidati criteri applicativi adottati finora in materia di tassazione dei redditi percepiti dai marittimi italiani imbarcati su navi di bandiera estera.

“Per questo Confitarma è già attivamente impegnata in tutte le sedi istituzionali competenti affinché venga rapidamente ristabilita un’interpretazione coerente, certa e in linea con le precedenti posizioni espresse dall’Agenzia stessa” – ha aggiunto Zanetti. La pronuncia, che smentisce quanto sostenuto in precedenza sul medesimo tema dalla stessa Agenzia, mette in discussione la modalità di calcolo della soglia temporale prevista dalla legge, pari a 183 giorni nell’arco di 12 mesi, al raggiungimento della quale scatta l’esenzione Irpef, in presenza – del tutto fisiologica – di una pluralità di imbarchi non consecutivi e spesso a cavallo di due anni solari. La posizione dell’Agenzia delle Entrate apre così uno scenario inatteso di forte incertezza interpretativa, che rischia di compromettere comportamenti finora adottati in piena coerenza con le precedenti indicazioni fornite dalla stessa Agenzia e di mettere a rischio l’occupazione dei lavoratori marittimi italiani”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Confindustria, a gennaio migliorano le aspettative delle grandi imprese

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ROMA (ITALPRESS) – L‘indagine rapida sulla produzione industriale presso le grandi imprese industriali associate a Confindustria mostra, nella rilevazione di gennaio, un miglioramento delle aspettative rispetto al mese precedente. Oltre la metà delle imprese prevede una produzione invariata (54,5%), mentre più di un terzo si attende un aumento (35,0%); resta contenuta la quota di chi segnala un calo moderato o rilevante (10,5%). Guardando alla dinamica trimestrale, nel 4° trimestre 2025 quasi un quarto degli intervistati (24,2%) si attendeva una contrazione dell’attività, a fronte di una quota pari al 45,5% che prevedeva una produzione stabile e del 30,3% che anticipava un aumento. Con la rilevazione di gennaio, che inaugura il trimestre in corso, si osserva un miglioramento del quadro congiunturale, riconducibile in particolare alla riduzione della quota di imprese che si attendono una contrazione della produzione.

Il saldo relativo a domanda e ordini resta il principale punto di forza a supporto della produzione. In gennaio il saldo migliora attestandosi a 3,8%, dopo il 2,0% di dicembre. Le attese delle imprese sulla disponibilità di manodopera nei prossimi restano stabilmente in territorio negativo: il saldo nel mese di gennaio è pari a -1,2%, dopo il -1,4% della rilevazione precedente. Il saldo relativo ai costi di produzione nel mese corrente conferma il netto peggioramento avuto a dicembre (-4,6% da -5,0%). I giudizi riguardo le condizioni finanziarie peggiorano, pur restando debolmente positivi, rispetto al mese precedente (+0,1% da +2,1%). Per quanto riguarda i giudizi sulla disponibilità di materiali, il saldo delle risposte si consolida nel mese corrente, salendo a +1,5% da +0,9%. Il giudizio degli industriali sulla disponibilità degli impianti peggiora nella rilevazione del mese corrente (+0,4% dopo il +1,4% di dicembre).

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

L’Istat stima un aumento del Pil dello 0,3% nel quarto trimestre, +0,7% per il 2025

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ROMA (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre del 2025 l’Istat stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali. Il quarto trimestre del 2025 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2024. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto in tutti i principali comparti, più marcato nell’agricoltura, silvicoltura e pesca e nell’industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

Nel 2025 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,7% rispetto al 2024 (nel 2025 vi sono state tre giornate lavorative in meno rispetto al 2024). La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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