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Cronaca

Lombardia, Romani “Protezione Civile corre con le gambe dei volontari”

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MILANO (ITALPRESS) – “In ogni emergenza le donne e gli uomini della Protezione civile mettono sempre in campo le loro energie, la loro determinazione, le loro competenze, il loro coraggio e la loro generosità. Ma non solo. La loro attività contribuisce ogni giorno a far crescere la cultura della sicurezza. L’obiettivo è semplice e chiaro: rendere i cittadini consapevoli del ruolo attivo che ognuno di loro può svolgere, a partire dai piccoli gesti e dai comportamenti di ogni giorno”. Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani intervenendo alla “Giornata della Protezione Civile Regionale” che si è svolta questa mattina in piazza Città di Lombardia. “Le istituzioni lombarde lavorano ogni giorno per sostenere e promuovere progetti in grado di organizzare e rendere sempre più efficace ed efficiente il sistema di Protezione civile della nostra regione – ha sottolineato Federico Romani – con la convinzione che la cultura della sicurezza passa, in primo luogo, da un cittadino più formato e consapevole. Un sistema complesso che fa scuola nel mondo ed è all’altezza di un Paese moderno e dinamico, ma che può camminare solo sulle gambe dei volontari: l’impegno del singolo è indispensabile al funzionamento dell’intero sistema. Questa è la benzina che fa muovere il motore del sistema regionale di Protezione civile. Perchè senza il cuore dei volontari sarebbe impossibile diffondere la cultura di protezione civile”. Federico Romani ha premiato le Colonne mobili di Protezione civile della Provincia di Monza Brianza e della Provincia di Lodi. Il Presidente del Consiglio regionale ha, inoltre, consegnato una targa al Sindaco di Massa Lombarda (RA) Daniele Bassi e all’Assessore alla Protezione Civile del Comune Bagnocavallo (RA) Caterina Corzani, territori colpiti lo scorso maggio da alluvioni e frane. Alla giornata della protezione civile hanno partecipato l’Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Romano La Russa e il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Consiglio Regionale Lombardia

Cronaca

Tg News SPECIALE GINO PAOLI 24/3/2026

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MILANO (ITALPRESS) – L’ispirazione che fa scrivere una canzone; la differenza fra avere e possedere. E ancora: amicizia, amore e innamoramento; il segreto del successo. In una delle sue ultime interviste, concessa a Jessica Nicolini, nella sua casa di Sant’Ilario, Gino Paoli, scomparso all’età di 91 anni si confessa a tutto campo in occasione della presentazione del suo libro “Cosa farò da grande”.

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Cronaca

GINO PAOLI, L’ULTIMO GRANDE PATRIARCA DELLA SCUOLA GENOVESE

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Se ne va in serenità, a 91 anni, l’ultimo grande patriarca della scuola genovese. Si è spento nella notte Gino Paoli, l’uomo che ha insegnato all’Italia che una canzone non deve per forza rassicurare, ma può graffiare, turbare e raccontare la realtà nuda di un bordello o la malinconia di una gatta. Nato a Monfalcone ma genovese nell’anima, Paoli non ha solo scritto musica: ha fatto una rivoluzione silenziosa in un Paese che, nel dopoguerra, conosceva solo rime astratte e melodie disimpegnate.
Tutto iniziò con un rifiuto. Quando presentò “Il cielo in una stanza”, i discografici gli dissero che “non era una canzone”. Non aveva ritornello, era troppo astratta. Eppure, grazie alla voce di Mina, quel racconto di un amplesso nato tra le pareti viola di un vicolo di Genova divenne il solco indelebile della nostra cultura condivisa. Da lì, Paoli mise “a terra” la musica italiana, parlando di cose quotidiane con un linguaggio che tutti potevano sentire sulla propria pelle.
Ma la sua non è stata una storia di soli successi. È stata la vita di un “supervissuto”. Paoli è stato il cantautore dei contrasti: l’alcolismo, gli amori tormentati e iconici con Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli, e quel proiettile nel cuore, rimasuglio di un tentativo di suicidio nel 1963, che ha portato dentro di sé per oltre sessant’anni come un amaro souvenir.
Ruvido, accigliato, “anarchico da sempre”, ha attraversato i decenni senza mai ammorbidirsi. Dalla militanza politica nel PCI alla presidenza della SIAE, fino ai grandi ritorni degli anni ’80 e ’90 con capolavori come “Una lunga storia d’amore” e “Quattro amici”. Ha scoperto talenti come Lucio Dalla e ha scritto per giganti come Zucchero, restando però sempre quel “matto come un gatto” capace di vincere un Festivalbar tra i ritmi dance degli anni Novanta.
Gino Paoli ci lascia un’eredità immensa, fatta di canzoni che non passeranno mai perché, come disse Gianni Morandi sul palco di Sanremo, lui ci insegnava la vita. E a chi gli chiedeva cosa ci fosse da imparare da un tipo come lui, rispondeva col suo solito sarcasmo ligure. Forse la lezione era proprio questa: restare se stessi, fino alla fine, con quell’odore di sale e quel sapore di mare che non svaniranno mai.

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Cronaca

Meloni “Auspico che Santanchè condivida stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi”

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime “apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione.
Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè”. Lo rende noto Palazzo Chigi.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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