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Politica

Referendum, Nordio “Separazione delle carriere una garanzia per i cittadini”

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ROMA (ITALPRESS) – “La separazione delle carriere” di giudici e pubblici ministeri “è una garanzia per tutti i cittadini”, “distinguere nettamente i ruoli significa rendere il giudice realmente terzo e imparziale”. Lo afferma in un’intervista all’agenzia Italpress il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

Perchè è importante che gli italiani vadano a votare?

E’ importante perchè si tratta di una riforma che incide su uno dei pilastri dello Stato di diritto: la giustizia. Partecipare al voto significa esercitare una responsabilità civica fondamentale. Anche quando non è previsto un quorum, il referendum resta uno strumento di democrazia diretta che merita una partecipazione consapevole e informata”.

La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è da decenni al centro del dibattito. Perchè secondo lei è giusto che il sistema giudiziario italiano metta in atto questa riforma?

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“La separazione delle carriere è una garanzia per tutti i cittadini. Oggi giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine e condividono percorsi professionali e organi di autogoverno. Questo genera una percezione di contiguità che non aiuta a rafforzare la fiducia nel sistema. Distinguere nettamente i ruoli significa rendere il giudice realmente terzo e imparziale”.

I sostenitori del No sostengono che separare le carriere rischi di isolare il pm, rendendolo più esposto a pressioni politiche. Perchè a suo avviso queste preoccupazioni sono sbagliate?

“Queste preoccupazioni non tengono conto del fatto che l’indipendenza del pubblico ministero è comunque garantita da un assetto costituzionale solido. Separare le carriere non significa subordinare il pm al potere esecutivo, ma chiarire i ruoli. In molti ordinamenti democratici questa distinzione esiste già senza compromettere l’autonomia dell’accusa”.

Il referendum costituzionale non prevede quorum: sarà quindi sufficiente la maggioranza dei voti validi. Questo cambia il peso politico del risultato? Una bassa affluenza come andrebbe interpretata secondo lei?

“Il dato giuridico è chiaro: conta la maggioranza dei voti validi. Tuttavia, sul piano politico è evidente che una partecipazione ampia rafforza il significato della scelta. Una bassa affluenza non delegittimerebbe il risultato, ma imporrebbe a tutti una riflessione sulla capacità delle istituzioni di coinvolgere i cittadini”.

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La campagna referendaria ha avuto toni molto accesi, a volte anche troppo. Questo pregiudica un futuro dialogo tra governo e magistrati, indipendentemente dall’esito del voto?

“Il confronto acceso fa parte della dialettica democratica, soprattutto su temi così delicati. Mi auguro che, una volta concluso il voto, si possa tornare a un dialogo costruttivo e rispettoso tra Istituzioni e Magistratura. Le riforme della giustizia devono sempre essere affrontate con senso dello Stato e spirito di collaborazione”.

Da ex sostituto procuratore, lei ha vissuto dall’interno le dinamiche tra pm e giudici. C’è un episodio o una situazione concreta della sua carriera che l’ha convinta che la separazione delle carriere fosse necessaria?

“Nel corso della mia esperienza come pubblico ministero ho avuto modo di osservare dinamiche in cui la contiguità culturale e professionale tra giudici e pm poteva essere percepita come un limite alla piena terzietà del giudizio. Non si tratta di mettere in discussione l’integrità dei magistrati, ma di migliorare il sistema. Le riforme servono proprio a rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia”.

– Foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Manovra, Tajani “Contrario a extraprofitti, parola che sa di Unione Sovietica”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Cioè, quando sento la parola ‘tassè mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato”, si può “chiedere un contributo in momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola ‘extraprofittò che sa molto di Unione Sovietica“. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini.

“E’ una parolaccia ‘extraprofittò. Un contributo concordato mi sembra invece una cosa giusta, l’abbiamo sempre sostenuto – aggiunge -. Nel momento di difficoltà, tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi, ma un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse; io sono contrario all’aumento della pressione fiscale, il nostro mantra è ‘meno tasse, meno tasse, meno tassè. Le tasse sono come la gramigna, sono un elemento negativo e vanno estirpate comunque”.

Sui carburanti, nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio “si proroga la decisione già adottata all’ultimo Cdm, il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”, ricorda. “Per quanto riguarda l’aspetto dell’energia stiamo lavorando anche” per “tutte le proposte che dovremo fare alla Commissione Europea; grazie allo scostamento che abbiamo ottenuto con la possibilità di poter utilizzare questi 14 miliardi, ritengo che si possano fare cose molto positive che vadano nella riduzione dei costi energetici nei confronti delle famiglie e delle imprese. Ma quei fondi non possono essere utilizzati per tagliare le accise, serve un intervento strutturale. Nello stesso tempo lavoriamo perchè si possa ricomporre la situazione internazionale, perchè non è una responsabilità nè dell’Italia e nè dell’Europa se aumenta il costo del petrolio, del gas e dei fertilizzanti. Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi a Hormuz e la chiave del problema è lì”, conclude Tajani.

(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Schlein “E’ il momento di tassare gli extraprofitti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con la stagione invernale ormai alle porte, le misure tampone non bastano più per proteggere il Paese. La verità è che serviranno risorse ingenti, che bisogna andare a prendere esattamente dove si trovano: tassando in modo equo ed efficace gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche. Giorgia Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa pesante crisi”. Lo scrive, in una lettera al Corriere della Sera, la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Certamente – scrive – un intervento europeo sarebbe utile e opportuno, ma nel frattempo non ci sono alibi per non intervenire immediatamente a livello nazionale. Sappiamo che le forze della maggioranza su questo sono divise, sta alla Presidente Meloni fare sintesi nell’interesse del Paese. Il Governo passi dalle parole ai fatti e tassi subito gli extraprofitti per finanziare gli interventi straordinari necessari a ridare fiato all’Italia. Il solo taglio temporaneo delle accise non è più sufficiente: serve un piano d’azione più ampio e articolato. Da un lato occorre frenare la corsa dei prezzi alla pompe, anche verificando la fattibilità di un tetto al margine di raffinazione”.

Dall’altro lato “è urgente sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, potenziando e allargando il bonus sociale luce e gas, ripristinando il bonus trasporti (che aveva aiutato quasi 3 milioni di cittadini con gli abbonamenti ai mezzi pubblici), prevedendo un contributo carburanti modulato sull’ISEE. Come pure serve aiutare quei settori produttivi che soffrono di più la crisi, a partire dall’agricoltura e l’autotrasporto”.

Per Schlein “bisogna liberare il Paese dalla dipendenza dalle fonti fossili, che lo rende il più esposto agli choc energetici. A questo deve servire la flessibilità ottenuta a livello europeo, a recuperare l’enorme ritardo del governo che in questi 4 anni non ha fatto nulla per accelerare e semplificare la produzione di rinnovabili, incentivare la decarbonizzazione dei processi industriali, l’elettrificazione dei consumi e l’efficientamento energetico”.

-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Fonti Palazzo Chigi, domani Cdm per la proroga delle misure in vigore contro il caro carburanti

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta oggi una riunione tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani, Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicata alla situazione dei prezzi dei carburanti e alle misure di sostegno. Domani – secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi – è previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al Governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza domani, dunque, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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