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Politica

“Italia Informa” 2023, un premio al Paese che lavora per il rilancio

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ROMA (ITALPRESS) – Un premio all’eccellenza italiana, alle personalità dell’imprenditoria che hanno in comune l’ambizione di emergere in uno scenario economico e internazionale molto complesso: è “Italia Informa”, uno dei più alti riconoscimenti all”Italia migliore” giunto alla 6° edizione.
Sergio Balbinot, presidente di Allianz S.p.A.; Cristina Calabrese, ad di Key2People; Antonella Centra, executive vice president general counsel di Gucci; Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia; Giuseppina Di Foggia, ad di Terna; Luigi Ferraris, ad di Ferrovie dello Stato Italiane; Massimo Perotti, presidente e Ceo di Sanlorenzo; Ettore Prandini, presidente di Coldiretti; Fabio Schiavolin, ad di Snaitech e Stephan Winkelmann, presidente e Ceo di Automobili Lamborghini. Questi i premiati di quest’anno nel corso di una cerimonia alla Luiss. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha ricevuto il riconoscimento per l’Economia, il premio “Rinascimento Italia” è stato assegnato al ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“Sono molto onorato di ricevere questo premio, leggendo i nomi dei premiati e le aziende non si può che avere orgoglio, rappresentano la speranza del paese, il passato, il presente, il futuro”, le parole di Crosetto.
I candidati sono stati selezionati dal comitato scientifico di Italia Informa presieduto da Marco Forlani, Executive Senior Partner di Hdrà, dal direttore editoriale Andrea Colucci e da importanti esperti esterni del gruppo editoriale. La scelta ha premiato le carriere, ma soprattutto il percorso di vita di chi nel mondo economico e della finanza, ma anche dell’arte e della cultura, ha saputo lanciare e vincere la “sua” sfida. Una certificazione tanto più prestigiosa perchè decretata dal “gotha” della comunicazione e delle relazioni esterne delle principali società, aziende e banche del nostro Paese.
Per Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia, “è un premio che riconosce l’importanza che il settore farmaceutico ha per questo paese e poi evidentemente all’interno per il ruolo che Novartis, leader nel settore farmaceutico, ha sia dal punto di vista dell’innovazione scientifica sia dal punto di visto dello sviluppo economico per il paese. Questo mi rende orgoglioso del lavoro che con il team Novartis Italia abbiamo fatto”.
Nel ricevere il premio Luigi Ferraris, ad di Ferrovie dello Stato Italiane ha spiegato che “è sicuramente un riconoscimento all’azienda che ho l’onore di guidare e a tutte le persone che ci lavorano, un grande lavoro di squadra che viene premiato”. “Orgoglioso di fare parte dei premiati” si è detto Massimo Perotti, presidente e Ceo di Sanlorenzo.

– Foto xc3/Italpress –

(ITALPRESS).

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Referendum, nasce il fronte del SÌ dei corpi intermedi

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ROMA (ITALPRESS) – “Non più solo un dibattito per addetti ai lavori o una sfida tra partiti: la riforma della giustizia diventa una battaglia di civiltà che parte dal basso”. Nasce ufficialmente un cartello trasversale composto da ben 26 organizzazioni civiche, sindacali, culturali, datoriali e sportive, unite per sostenere attivamente la campagna referendaria per il SÌ. L’iniziativa, nata dalla spinta propulsiva dei Presidenti Nazionali di ASI e OPES, segna l’ingresso dirompente del mondo dell’associazionismo e del terzo settore nella partita referendaria. La decisione di scendere in campo – maturata dopo settimane di confronto interno tra le sigle – “punta a dare voce a quella “maggioranza silenziosa” di cittadini, famiglie e imprese che subisce quotidianamente le inefficienze del sistema giudiziario”, si legge in una nota.

Per il cartello “la riforma non è un tecnicismo, ma una necessità democratica. L’obiettivo è un sistema che garantisca: equilibrio tra i poteri, per una democrazia più matura e trasparente; efficienza dei tempi, perché la giustizia lenta è, di fatto, una giustizia negata a lavoratori e imprese; responsabilità, per restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni. La giustizia non riguarda solo i tribunali, ma la tenuta del tessuto sociale del Paese. Ogni ritardo ricade direttamente sui territori che rappresentiamo”, fanno sapere i promotori del fronte.

L’azione portata avanti nelle scorse settimane, culminerà il prossimo 17 marzo a Roma. A pochi giorni dal voto, i leader delle organizzazioni si riuniranno nella Capitale per un evento di confronto. “Sarà l’occasione per presentare i risultati del lavoro di sensibilizzazione svolto nelle ultime settimane e per lanciare un appello finale agli elettori – prosegue la nota -. Con questa mossa, il mondo del sociale e dello sport organizzato rivendica il proprio ruolo di corpo intermedio, capace di informare concretamente l’opinione pubblica su temi cruciali per la crescita civile del Paese, andando oltre gli steccati ideologici della politica tradizionale”.

Ecco la lista delle realtà associative, sindacali e rappresentative di categorie o interessi diffusi, nonché le grandi organizzazioni sportive o del Terzo Settore che hanno aderito: Asi, Opes, Endas, Msp, Scais, Gruppi Ricerca Ecologica Ets, Fare Ambiente, Ambiente e/è Vita Ets, Modavi, Modavi Protezione Civile, Ciao Lab, Meritocrazia Italia, Primavera Meridionale, Ugl Operatori dello Sport, Ugl Ferrovieri, Ugl Giovani, Fesica, Consuma Italiano, Condintesa, Agdo, Confederazione Autodemolitori Riuniti, Fp-Cida, AL.AM. Conciliatori, Federazione Frassati, EcoItaliaSolidale, Fiap Autotrasporti.

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– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Mattarella “Le donne italiane hanno dato molto alla Repubblica. Oggi sono ai vertici in sport, cultura, professioni e istituzioni”

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ROMA (ITALPRESS) – “Fino a qualche tempo fa, nel nostro Paese, lo sport di cui si parlava era coniugato con ampia prevalenza al maschile. Oggi lo scenario è ben diverso. Le nazionali femminili e le atlete italiane vincono, entusiasmano, sollecitano partecipazione e orgoglio”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna al Quirinale. “La donna italiana è scienziata, imprenditrice, artista, magistrata, astronauta, campionessa, leader politica e sindacale, è ai vertici dello Stato”.

Il percorso per la parità “potrà dirsi concluso soltanto quanto non si chiederà alle donne di assumere modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l’intera società italiana”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

“La Repubblica Italiana, nei suoi ottant’anni di storia, ha saputo svilupparsi e consolidarsi nella libertà anche grazie al contributo delle donne. Continuerà a farlo se continuerà a dare voce, spazio e libertà ai loro talenti”, ha spiegato.

“La presenza femminile nelle professioni o nelle istituzioni non è una questione di quote: è il segno di una Repubblica che riconosce e valorizza tutte le energie migliori di cui dispone. La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica e l’equilibrio non è ancora alla pari”, ha sottolineato.

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“Una società che investe sulle donne diventa, oltre che più equa, più forte, più innovativa, più dinamica. Tutti i fattori indicano che l’economia cresce con il lavoro femminile e con esso cresce la qualità complessiva della vita”, ha detto. “Promuovere politiche che favoriscano l’inclusione, la formazione, la leadership femminile, sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera, sono fattori fondamentali per il futuro della nostra Italia”, ha ribadito Mattarella.

“È paradossale doversi occupare di sovente di violenza di genere. Eppure è, purtroppo, necessario. L’impegno di civiltà di consegnarla al passato non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge e degli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare gli animi da una mentalità distorta che si alimenta di pregiudizi atavici e di ignoranza colpevole”, ha detto Mattarella. “Educare al rispetto in famiglia anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro è la risposta più efficace per costruire una società in cui nessuna donna possa aver paura o possa esser lasciata da sola”.

“La nostra Repubblica deve continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro”, ha concluso.

– foto Quirinale –

(ITALPRESS).

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Politica

Referendum, Meloni “La magistratura ha perso autorevolezza, bisogna correggere le storture. Se vince il no non ci dimetteremo” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, è indispensabile per far funzionare l’Italia. Se non è efficiente, efficace, meritocratica, una parte fondamentale del meccanismo che definisce il nostro benessere si inceppa e i cittadini lo pagano. Tutti i cittadini. Non solo quelli che hanno a che fare direttamente con la giustizia, perché i giudici decidono su moltissimi aspetti della nostra vita, sulla sicurezza, sull’immigrazione, sul lavoro, sulla salute, sulla libertà personale”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, in un video diffuso via social.

“È un potere enorme – aggiunge -, ma è anche l’unico caso in cui, a questo potere, quasi mai corrisponde un’adeguata responsabilità. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, se ad esempio, come purtroppo è accaduto, si dimentica in carcere un imputato per quasi un anno oltre la scadenza del termine, nella maggior parte dei casi non accade assolutamente nulla. Quel magistrato fa carriera, e chi subisce questa sventura può essere qualsiasi cittadino onesto”.

“Sono storture – prosegue – che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere. Noi abbiamo riformato il Parlamento, il governo, la pubblica amministrazione, le Regioni, moltissimi ambiti. La giustizia mai in modo sostanziale. Perché a ogni tentativo la reazione è stata totalmente sproporzionata. E il risultato è stata una magistratura che ha perso molta della sua autorevolezza, ma anche della sua efficacia. La riforma interviene esattamente su questo”.

IL VIDEO

“Il governo non si dimetterà in caso di vittoria dei no – aggiunge Meloni Abbiamo scritto nel programma, con il quale ci siamo presentati alle elezioni che avremmo fatto una serie di riforme compresa quella della giustizia, abbiamo come sempre rispettato l’impegno preso con gli elettori, ora spetta agli italiani confermare o meno la riforma. Per quello che ci riguarda noi vogliamo arrivare alla fine della legislatura e farci giudicare alle elezioni politiche su tutto il lavoro che abbiamo fatto. Allora gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tranquillamente fra un anno, ma oggi si vota sulla giustizia, non sulla politica. E se noi perdiamo questa occasione di modernizzare la giustizia, temo che non ne avremo molte altre. Le cose continueranno a non funzionare indipendentemente da chi c’è al governo e per sempre”.

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Quindi “il mio consiglio è votate pensando a cosa sia meglio per voi e per i vostri figli, non pensando a cosa sia meglio per il governo o per il singolo partito. Perché questa riforma non è una riforma di destra e non è una riforma di sinistra, è una riforma di puro buon senso. Riguarda la vita delle persone, la loro libertà, i loro diritti. E poi ricordatevi che i governi passano, le polemiche passano, ma le regole restano e incidono sulla vostra vita, sulla vostra quotidianità. Decidete se volete lasciare le cose come sono o se volete aiutarci a costruire una giustizia più equa, più indipendente, più efficiente. Perché il 22 e il 23 marzo scegliete voi e io spero che scegliate il cambiamento. Che scegliate di aiutarci a liberare la magistratura dalla politica, a renderla più autorevole, più meritocratica. Io spero che scegliate il sì”.

IL VIDEO

“Dicono che la riforma rischi di indebolire il potere giudiziario rafforzando il controllo che l’esecutivo, quindi il governo, la politica, può esercitare su di esso. Qui voglio essere chiara, siamo quasi alla fantascienza. Questa è una menzogna perché la riforma fa l’esatto contrario ed è stata fatta anche per liberare i magistrati dal controllo della politica perché è nell’attuale sistema che i giudici sono spesso costretti a rispondere a una logica politica, atteso che le loro carriere sono decise da persone scelte da partiti in Parlamento o da correnti ideologizzate interna alla magistratura”, ha concluso Meloni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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