Cronaca
Malattie rare, in un position paper sfide e prospettive future della GPP
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3 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Vorrei che ognuno riuscisse a ottenere una diagnosi precoce e, soprattutto, che la medicina si rinnovasse in modo tale da sconfiggere la malattia”. Questi gli auspici di Floriana, una donna che ha impiegato moltissimi anni per sapere con esattezza il nome della sua patologia: la Psoriasi Pustolosa Generalizzata (GPP). Si tratta di una malattia rara, che è ben distinta dalla più comune psoriasi a placche, e potenzialmente fatale.
La prevalenza della GPP in Italia è 1-3 casi per milione di abitanti, dunque circa 150 pazienti stimati sul territorio nazionale con un’incidenza di circa 50 nuovi casi l’anno: persone, soprattutto donne, che però in larga parte non sono correttamente identificate, forse per mancanza di una diagnosi appropriata a causa di sintomi spesso confondibili con altre forme di psoriasi. Una malattia che ha un esordio improvviso e acuto, detto “flare”, un termine che – in maniera appropriata – richiama una fiammata, un’infiammazione rapida e generalizzata, accompagnata da forte prurito e dolore, e che trasmette bene anche la paura del paziente e l’urgenza di trovare aiuto.
Le recenti scoperte dei meccanismi patogenetici sottostanti hanno permesso una maggiore diffusione in termini di conoscenze e anche lo sviluppo di un farmaco specifico e indicato per la fase di flare della GPP, spesolimab. Questi passi, in termini di conoscenza e sviluppo terapeutico, pongono ancora di più l’attenzione su molti aspetti tra cui: la necessità di ricevere una diagnosi corretta e tempestiva, l’importanza di un approccio multidisciplinare e del ruolo cardine del dermatologo, il riconoscimento da parte delle singole Regioni di centri ospedalieri di riferimento.
“L’auspicio di Floriana piano piano comincia ad avverarsi, ma le sfide da affrontare, soprattutto sul piano dell’organizzazione di percorsi efficaci e uniformi sul territorio, sono ancora molte: manca il riconoscimento ufficiale di malattia rara, manca un registro, non tutte le regioni hanno identificato i centri di comprovata expertise e si attendono anche dei PDTA che includano il supporto psicologico”, ha affermato il direttore di Osservatorio Malattie Rare, Ilaria Ciancaleoni Bartoli, presentando oggi, in un convegno dedicato a questa rara malattia, non solo il cortometraggio con protagonista Floriana, ma anche un position paper realizzato a seguito di un board costituito da esperti e associazioni di pazienti intitolato proprio “GPP: sfide organizzative e prospettive future”.
Il position paper, che nel corso del convegno ha rappresentato un’opportunità di dialogo con le istituzioni nazionali e regionali e uno strumento di informazione dell’opinione pubblica, è stato realizzato, così come l’intero progetto, con il patrocinio di SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, ADIPSO – Associazione per la Difesa degli Psoriasici, ADOI – Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica e APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza, e con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim.
“L’adeguata informazione e la maggiore consapevolezza sono la punta dell’iceberg da cui partire per iniziare a fornire ai pazienti con malattie rare e alle loro famiglie le risposte di cui hanno bisogno – ha detto Chiara Paglino, Medical Director di Boehringer Ingelheim Italia -. Per questo credo che il convegno di oggi, promosso da OMaR, costituisca un pragmatico esempio di come si debba lavorare insieme per individuare azioni specifiche di breve e medio termine che possano migliorare l’esperienza assistenziale e terapeutica del paziente con GPP. In questo scenario, la collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute rappresenta un fattore chiave per affrontare le principali sfide di questa patologia rara e fornire soluzioni ai pazienti e alle loro famigliè.
Il dibattito della giornata, tralasciando le tematiche strettamente scientifiche, si è dunque concentrato soprattutto sui modelli organizzativi e sulle “sfide di sistema” da vincere per poter venire incontro ai bisogni dei pazienti e dei clinici che vorrebbero offrir loro la migliore presa in carico ad oggi possibile.
“La GPP è senza dubbio una malattia rara, tanto da avere un Codice Orpha (247353), ma attualmente in Italia non è considerata come tale ed è invece inserita tra le malattie croniche – ha spiegato la professoressa Maria Concetta Fargnoli, vicepresidente SIDeMaST – Società Italiana di Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse – Non si tratta di un dettaglio: mancando questo riconoscimento fino ad oggi è mancato un Registro epidemiologico, le Regioni non hanno designato i centri di riferimento, non sono stati fatti i PDTA, come spesso avviene per le malattie rare, e tutto ciò sarebbe estremamente utile. Nell’attesa che prima o poi vi sia questo formale riconoscimento occorre che ci diamo ugualmente da fare. Come SIDeMaST ci stiamo attivando proprio in tal senso: abbiamo organizzato una Unit di Ricerca Clinica affinchè vengano creati Registri di patologia, uno dei quali sulla psoriasi con una sottocategoria dedicata alla GPP, così da raccogliere informazioni epidemiologiche e volgere un’adeguata attività di valutazione, sorveglianza, prevenzione e programmazione sanitaria e assistenzialè. E’ altresì necessario stabilire quale debba essere il corretto percorso del paziente, che spesso nel momento della prima manifestazione si reca semplicemente nel più vicino Pronto Soccorso e che qui deve essere subito indirizzato al dermatologo e di conseguenza a un centro esperto – ha aggiunto -. Per questo stiamo scrivendo una review della letteratura sulla GPP ed una expert opinion che sottometteremo a breve per la pubblicazionè.
‘Nell’immediato – ha proseguito Antonio Costanzo, Professore Ordinario di Dermatologia, Humanitas University di Milano e Direttore U.O. Dermatologia, IRCCS Humanitas Research Hospital di Milano – occorre che le Regioni chiariscano se hanno, e quali sono, i centri di maggiore expertise, così da poter costruire una ‘rete della GPP’ che sia un punto sicuro di riferimento per i pazienti. Il paziente che andrà o verrà inviato in quei centri potrà essere sicuro di poter avere velocemente una diagnosi corretta e ricevere i trattamenti più appropriati ed efficaci, perchè ancora oggi purtroppo non è sempre così. Ora che abbiamo una terapia da usare immediatamente al presentarsi della fase acuta, e capace in poco tempo di spengere il ‘flarè, non possiamo permetterci di sbagliare diagnosi nè di perdere tempo, per il paziente GPP il tempo può essere un fattore fondamentale. Occorre tenere bene a mente che questa patologia può anche avere un esito fatale poichè può comportare una serie di complicazioni come infezioni batteriche secondarie, necrosi tubulare renale, danno epatico e insufficienza cardiorespiratoria che, se non trattate, possono mettere a rischio la vita dei pazienti, soprattutto quelli in età più avanzata”.
“Durante gli attacchi acuti il paziente è critico e può avere necessità di ricovero immediato, la maggior parte arriva passando per il Pronto Soccorso – ha precisato Luca Bianchi, Professore Ordinario, Dermatologia e Venereologia, Università di Roma Tor Vergata e Direttore U.O.S.D.Dermatologia, Fondazione PTV – Policlinico Tor Vergata di Roma – Per questo è necessario che vi sia una rete riconosciuta di centri esperti a cui inviare il paziente, così che abbia il giusto trattamento, evitando invece il rischio di dosi eccessive di cortisone. Se si usa velocemente la terapia specifica quello che vediamo è un ‘effetto Lazzarò che fa passare la fase acuta in poche ore, ma per arrivare a questo servono centri preparati e percorsi chiari: ad oggi purtroppo c’è ancora difformità sul territorio nazionale”.
Sull’importanza dei centri è intervenuto anche il senatore Orfeo Mazzella, X Commissione Permanente Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale, che ha ricordato: “Recentemente il sottosegretario alla Salute con delega alle Malattie Rare, Marcello Gemmato, ha annunciato che entro il 31 gennaio 2024 le Regioni, recependo il Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 e il documento per il ‘Riordino della Rete Nazionale delle Malattie Rarè, dovranno individuare i centri di eccellenza, di riferimento e di coordinamento per le malattie rare. Inoltre, parallelamente a ciò, quest’anno – ha sottolineato – ho presentato un’interrogazione parlamentare, atto ispettivo indirizzato al Ministro della Salute Orazio Schillaci, attraverso la quale è stato chiesto al Ministro se condividesse l’opportunità di integrare patologie rare come la GPP, già classificate con Codice Orpha, nell’elenco delle malattie rare indicato nell’Allegato 7 dei LEA’.
E se il mondo della clinica, come hanno evidenziato anche le istituzioni, sente il bisogno di percorsi chiari, di numeri precisi certificati dai Registri e dell’identificazione di centri esperti, con un approccio multidisciplinare incentrato sulla figura del dermatologo, anche i pazienti hanno dei loro bisogni specifici, che ben si integrano con le richieste dei loro medici.
“La realizzazione di nuove raccomandazioni meglio ancora se Linee Guida per la GPP rappresenta un valido strumento per contribuire a ridurre le forme inappropriate di assistenza, migliorare le prestazioni sanitarie, favorire l’aggiornamento di medici e specialisti e fornire spunti per nuove ricerche nel settore – ha sintetizzato Francesco Cusano, presidente ADOI – Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica – E soprattutto, grazie a queste, la gestione sul territorio diverrebbe ottimale, evitando disomogeneità regionali e ritardi nella diagnosi e nell’accesso alla terapia specifica”.
“Quando arriva questa malattia la quotidianità viene stravolta e anche le relazioni sociali risentono del peso della patologia – ha commentato Valeria Corazza, Presidente APIAFCO – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza, citando come esempio proprio la storia di Floriana raccontata nel breve documentario di OMaR – La GPP incide dal punto di vista psicologico sia sulle persone affette che sui familiari, oltre a imporre limitazioni nel contesto lavorativo, sociale e affettivo. Quindi non solo servono delle Linee Guida ma sarebbe opportuno anche venissero creati dei PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziali) che oltre ad identificare Regione per Regione i centri di expertise e il percorso diagnostico e terapeutico a 360 gradi, includano il supporto psicologico alle persone con GPP: questo aspetto troppo spesso viene sottovalutato e invece ha un costo altissimo sul vissuto della persona e anche per il sistema, poichè si sa che tra i fattori che possono contribuire a scatenare una fase acuta c’è lo stress. Gioca, dunque, un ruolo di primo piano la cura della persona e non solo della patologia, è quanto viene richiesto dai pazienti stessi”. E ha aggiunto legandosi alle riflessioni precedenti: “Prendere in carico il paziente in modo equo sul territorio e in modo interdisciplinare è indispensabile per una rapida diagnosi e gestione della persona, così come è fondamentale che i vari specialisti facciano rete anche con il Medico di Medicina Generale per essere costantemente informati sull’evolvere della patologia”.
La conferma di questo forte impatto sulla qualità di vita del paziente, e del bisogno ancora insoddisfatto di una presa in carico psicologica, arriva anche da alcuni dati presentati da Carlotta Galeone, Ricercatore Epidemiologo-Biostatistico Statistico B-ASC – Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha riportato come, sulla base di un recente progetto Delphi, è emerso che gli ambiti della qualità della vita del paziente con GPP che vengono maggiormente colpiti sono, nell’ordine, psicologico ed emotivo, fisico, relazionale, economico e lavorativo.
Al convegno sono stati invitati anche: Maria Elena Boschi, Intergruppo Parlamentare Malattie Rare e Onco-Ematologiche; Giuseppe Limongelli, Direttore Centro Coordinamento Malattie Rare, Regione Campania e componente del Comitato Nazionale Malattie Rare; Nancy Annunziata Dattola, Specialista in Dermatologia e Venereologia, Clinica Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma; Salvatore Savasta, Direttore Coordinamento Regionale Malattie Rare, Regione Sardegna e componente del Comitato Nazionale Malattie Rare; Mara Maccarone, Presidente ADIPSO – Associazione per la Difesa degli Psoriasici; Marzia Caproni, Direttore S.O.S Immunopatologia Cutanea e Malattie Rare Dermatologiche, P.O. Piero Palagi ASF – Università di Firenze U.O. Dermatologia I – Azienda Sanitaria Firenze, Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università degli Studi di Firenze; Luigi Naldi, Direttore U.C. Dermatologia, Ospedale San Bortolo di Vicenza.
I rappresentanti istituzionali che sono interessati a portare avanti il lavoro avviato con il position paper “GPP: sfide organizzative e prospettive future”, che verrà sempre più definito, possono scrivere all’indirizzo email info@osservatoriomalattierare.it.
– foto ufficio stampa Rarelab –
(ITALPRESS).
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Consiglio regionale Lazio, 5 giorni di prevenzione con visite e screening gratuiti
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26 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Cinque giornate dedicate alla salute, con visite e screening gratuiti per promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce. Dal 26 al 30 ottobre la sede del Consiglio regionale del Lazio, alla Pisana, ospiterà una nuova iniziativa di “Un Consiglio in Salute – La prevenzione comincia da noi”, il programma avviato circa due anni fa dall’assemblea regionale. L’appuntamento, presentato lunedì nella Sala Bartoloni, ha proposto controlli cardiologici con elettrocardiogramma, diabetologici, dermatologici, nefrologici e urologici, insieme a screening fisiatrici e fisioterapici. Spazio anche alla prevenzione delle patologie polmonari e agli esami vascolari mediante ecocolordoppler carotideo-vertebrale. Il programma comprende la donazione del sangue, la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026-2027 e la distribuzione dei kit per la prevenzione del tumore del colon-retto.
“Riteniamo che la prevenzione e lo screening siano pilastri del Servizio Sanitario nazionale – ha detto Antonello Aurigemma, Presidente Consiglio regionale del Lazio -. Siamo il secondo paese più longevo al mondo e abbiamo esigenze precise sotto il punto di vista della sanità. Vogliamo curare le persone preventivamente e non farle andare in ospedale. Abbiamo ampliato l’offerta anche grazie alla disponibilità di molte aziende ospedaliere”.
Le attività hanno incluso inoltre la misurazione della pressione arteriosa, della glicemia e della saturazione. A rendere possibile l’iniziativa sono state l’Asl Roma 3 e l’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, con la collaborazione di ordini professionali, organizzazioni sanitarie e associazioni, tra cui Federfarma Roma, Fimmg Roma, Ordine di Malta Italia, Cittadinanzattiva Lazio e Fondazione italiana del rene.
“La prevenzione dobbiamo portarla in tutta Italia – ha sottolineato Antonio Magi, Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e Provincia -. Se vogliamo mantenere un Servizio Sanitario efficiente serve un’ottima prevenzione, evitando che la gente si ammali o scoprendo subito le malattie. I dati sono importanti e molte branchie specialistiche aumentano lo screening”. Al centro delle giornate, il valore della prevenzione come investimento in salute e benessere. Un percorso che ha riunito istituzioni, professionisti e volontariato, con l’obiettivo di diffondere la cultura dei controlli periodici e favorire la diagnosi precoce. “Il Sistema sanitario va profondamente ripensato – ha aggiunto Luciano Nobili, consigliere regionale del Lazio -. Bisogna fare i conti con le tante cronicità e con l’invecchiamento attivo. Il Servizio sanitario nazionale sta cambiando pelle: vanno garantiti gli interventi e le politiche di prevenzione sono uno strumento per migliorare oggi e anche domani”.
– Foto xn9/Italpress –
(ITALPRESS).
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IA, Mattarella “Frenare competizione esasperata tra pochi soggetti”
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26 Ottobre 2026di
Redazione
FIRENZE (ITALPRESS) – “Il rischio talvolta riconosciuto dalle stesse Big Tech è che lo sviluppo di modelli attraverso l’apprendimento automatico possa condurre a una perdita di controllo dei processi tecnologici. L’esigenza è quella di porre un freno a una competizione sempre più esasperata tra un numero limitato di soggetti, con esiti che allo stato la scienza non è in condizione di prevedere”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di apertura della quinta edizione del Festival delle Regioni e Province autonome in svolgimento a Firenze.
“Se ci limitassimo a essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero essere pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia”, ha aggiunto.
In merito “all’intelligenza artificiale e le sue diffuse e sempre crescenti applicazioni, il fenomeno suscita attese, induce a ritenere possibili progressi eccezionali nei campi più diversi ma alimenta al contempo preoccupazione che possa divenire strumento di dominio a disposizione di pochi e a scapito dei diritti e della dignità di molti – ha sottolineato il capo dello Stato -. Vorrei ribadire anche in questa occasione così importante che sarebbe un errore nutrire timori o addirittura coltivare il rifiuto di strumenti che già sostengono e possono ulteriormente incrementare in misura significativa il benessere collettivo. Tuttavia occorre agire rapidamente e con efficacia, perchè non prevalgano usi impropri e incontrollati di questa straordinaria tecnologia. E’ essenziale predisporre, applicare una regolamentazione appropriata. L’Unione europea, all’avanguardia, come avviene in diversi ambiti e come sarebbe saggio riconoscere, ha già posto in essere una disciplina tra le più avanzate in ambito internazionale in grado di orientare lo sviluppo e, se necessario, limitare le applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale in modo da precluderne impieghi contrastanti con l’interesse generale e i diritti fondamentali”, ha proseguito Mattarella, per il quale “già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi della potenzialità offerta dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte. Non soltanto a livello commerciale, fenomeno quest’ultimo ampiamente presente nell’esperienza quotidiana”.
– Foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).
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Terna,al via la posa dei cavi sottomarini dell’elettrodotto tra Calabria e Sicilia
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Terna, la società guidata dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Pasqualino Monti, ha avviato le attività di installazione dei cavi sottomarini dell’elettrodotto “Bolano-Annunziata”, il collegamento elettrico in corrente alternata a 380 kV tra la Sicilia e la Calabria. Le attività sono affidate a Prysmian che produce i cavi e ne cura la posa con la nave Leonardo da Vinci. L’opera, strategica per il sistema elettrico nazionale, consentirà di incrementare fino a 2.000 MW la capacità di scambio tra l’Isola e il Continente, migliorando la flessibilità di esercizio della rete e favorendo una maggiore integrazione della produzione di energia da fonti rinnovabili.
L’intervento introduce un’importante innovazione tecnologica: per la prima volta sulla Rete di Trasmissione Nazionale saranno installati cavi sottomarini in corrente alternata a 380 kV con isolamento in XLPE (polietilene reticolato estruso).
Il collegamento sarà inoltre dotato di una soluzione di monitoraggio fornita da Prysmian e sviluppata nel proprio centro di eccellenza di Palermo. La tecnologia consentirà di monitorare le condizioni dei cavi, contribuendo all’affidabilità e alla gestione dell’infrastruttura.
Le attività in mare prevedono l’installazione di tre cavi sottomarini, ciascuno lungo circa 7,5 km, tra le coste della provincia di Reggio Calabria e quelle della provincia di Messina, fino a una profondità massima di circa 250 metri.
La posa del primo cavo, completata nei giorni scorsi, ha interessato il tratto compreso tra l’approdo di Bolano, in Calabria, e quello di Annunziata, a Messina. E’ ora in fase di ultimazione l’installazione del secondo cavo, che segue il medesimo tratto di mare. Le operazioni proseguiranno quindi con la posa del terzo cavo che terminerà entro i primi giorni di novembre.
Il collegamento si affiancherà agli elettrodotti esistenti tra la Calabria e la Sicilia, tra cui “Sorgente- Rizziconi”, entrato in esercizio nel 2016, e “Bolano-Paradiso”, risalente agli anni Ottanta. Contribuirà così a rafforzare la magliatura della rete e ad aumentare la capacità di trasporto dell’energia elettrica tra l’Isola e il Continente.
Per quanto riguarda le opere terrestri, sono previsti due collegamenti interrati per raccordare gli approdi dei cavi sottomarini alle stazioni elettriche di Annunziata, nel Comune di Messina, e di Bolano, nel Comune di Villa San Giovanni, entrambi in fase realizzativa. I tracciati si svilupperanno per circa 3 km sul versante siciliano e per circa 500 metri su quello calabrese. Sono in corso, inoltre, le attività realizzative della nuova stazione elettrica di Annunziata e dell’ampliamento della stazione di Bolano che costituiranno i nodi di estremità del nuovo collegamento.
Nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale svolte da Terna prima dell’avvio dei lavori in mare e in stretto coordinamento con la Soprintendenza competente, E’ stata individuata e recuperata un’anfora in terracotta a circa 1 km dalla costa di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, a una profondità di 125 metri. Il reperto, rinvenuto in prossimità del tracciato dell’elettrodotto, presenta caratteristiche riconducibili alle anfore greco-italiche, prodotte tra il II e il I secolo a.C. L’anfora è stata recuperata integralmente e affidata alla Soprintendenza competente.
– Foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).


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