Politica
Europee, Bonino “Aperti a tutti, c’è una battaglia da fare”
Pubblicato
2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non mi devo fidanzare con qualcuno, voglio invece valutare risposte sul piano concreto: gli Stati Uniti d’Europa. Con Riccardo Magi, segretario di +Europa, abbiamo organizzato sabato, il 24 febbraio, una convention proprio per capire chi ci sta a lottare sul serio per questo”.
Così la leader di +Europa, Emma Bonino, in un’intervista al Corriere della Sera. Invitati “tutti quei partiti che si definiscono liberali e progressisti e che come noi credono in un rafforzamento del federalismo europeo, a prescindere dalle alleanze per le elezioni. Noi riteniamo che questo debba essere un obiettivo quanto più largo e condiviso possibile. Noi – continua l’ex ministra – apriamo la porta in nome di una battaglia chiara e netta, poi vediamo chi ha voglia di fare sul serio”. L’obiettivo è “dare vita a una piattaforma delle forze che nel Parlamento europeo vorranno impegnarsi per superare i veti e gli egoismi nazionali per rafforzare l’idea del federalismo europeo”. Bonino osserva inoltre che “le alleanze si creano su obiettivi e proposte comuni, non basta allearsi o coalizzarsi contro qualcuno come oggi va tanto di moda. Mi pare che a sinistra oltre al salario minimo si sia fatto poco per creare convergenze”. Quanto al suo ruolo, una candidatura o quant’altro, chiarisce: “Qui non si tratta di una candidatura di questo o di quello. C’è una battaglia da fare: o l’Europa si sveglia e si unisce davvero o diventa irrilevante nel mondo e noi con lei. E chi ha scelto me e il partito lo sa. La politica la faccio, la facciamo così. Sulle battaglie da fare per quello in cui crediamo, non per mettere al sicuro il posto che vogliamo”.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Referendum, Parodi “La magistratura ora si rinnovi. Appello al Governo, dialoghiamo per le riforme”
Politica
Mozione di sfiducia nei confronti di Santanchè alla Camera da tutte le forze di opposizione
Pubblicato
3 ore fa-
25 Marzo 2026di
Redazione
trROMA (ITALPRESS) – Una mozione di sfiducia alla Ministra Santanchè è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Di seguito il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa).
“La Camera, premesso che: l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, Esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Referendum, Parodi “La magistratura ora si rinnovi. Appello al Governo, dialoghiamo per le riforme”
Pubblicato
3 ore fa-
25 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Con tutto il rispetto al ministro, mi sembra davvero una cosa incredibile. Se noi fossimo un soggetto politico io non ci sarei mai stato nell’Anm. La mia storia personale di 35 anni in magistratura è quanto di più lontano ci può essere da un approccio politico a questi problemi. Se adesso in questo momento storico particolare, a difesa di valori che abbiamo visto che gli italiani in gran parte condividono, abbiamo preso questa posizione è proprio legata all’eccezionalità della situazione ed alla difesa della Costituzione su cui abbiamo giurato. L’Anm ha nel suo statuto la previsione di non poter svolgere alcuna attività politica, l’idea dell’Anm come interlocutore politico mi sembra davvero una tesi completamente insostenibile”. Lo afferma Cesare Parodi, presidente uscente dell’Associazione Nazionale Magistrati, a 24 Mattino su Radio 24, rispondendo così alle affermazioni di ieri del ministro Nordio sull’Anm diventato ormai ‘un soggetto politico’.
“E’ questa l’occasione straordinaria per la magistratura, non come qualcuno aveva follemente scritto per dare le carte del gioco alla politica, ma per dimostrare di una capacità di revisione, di autocritica, di miglioramento, che potrebbe essere risolutiva anche per distendere il clima tra le parti nel Paese – ha sottolineato Parodi -. Abbiamo un’occasione straordinaria che è quella di dimostrare la capacità di rigenerarci per quelle cose che sicuramente non vanno bene. Ma non è che tutti i problemi sono legati a noi, le riforme strutturali dipendono dal Governo, perché noi non abbiamo i fondi per assumere il personale amministrativo, né per rifare le leggi, ma se si tratta di autoregolarci, di dare un contributo significativo verso una maggiore trasparenza, una maggiore chiarezza per ricreare una maggiore fiducia, è il momento di farlo”.
“Credo che tutti noi, avvocati e magistrati compresi, abbiano un obbligo morale di cercare una forte collaborazione con il governo, paradossalmente più ancora di prima. Per qualche il governo non proporrà riforme della giustizia di carattere costituzionale, sfruttiamo questo periodo di ontologica attesa per cominciare un dialogo costruttivo, non sono parole vuote, sono tante le cose da cui partire, anche un discorso sulla revisione delle norme procedurali che tante contestazioni hanno portato e che spetta al governo rivedere, meglio se con l’opinione dei magistrati, anche se il governo non ha un obbligo in questo senso. Sfruttiamo questo momento di naturale stasi per dare un segnale ai cittadini che siamo qui per collaborare non soltanto per scontrarci. Io ho fiducia, voglio avere fiducia anche se sono dimissionario”, ha spiegato. “ANM lungi dall’assumere un ruolo politico, avrà un ruolo costruttivo se gli sarà consentito per cercare di risolvere i tanti problemi che restano e che noi non abbiamo mai negato anche se ci hanno accusato di questo – prosegue -. Noi siamo i più consapevoli al mondo di questi problemi, ma ritenevamo che quelli di questa riforma non fossero gli strumenti ideali per risolvere i problemi della giustizia”.
“Parto sempre dal presidente Mattarella che ci ha suggerito, se non imposto, rigore, riserbo, discrezione, rispetto per tutte le parti – ha sottolineato Parodi risponendo a una domanda sui festeggiamenti alla Procura di Napoli per l’esito del referendum -. Però si è creato un clima in questo paese legato alla giustizia pesantissimo. Abbiamo avuto attacchi assolutamente strumentali e grotteschi come una pentola che sta bollendo, poi quando il coperchio si toglie l’acqua fuoriesce. Si è verificato questo, qualche manifestazione sopra le righe che non appartengono strutturalmente ai magistrati italiani, è stato un momento particolare, un po’ catartico ma che non possiamo strumentalizzare per creare un clima pessimo tra le parti che hanno bisogno di dialogare e capirsi”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Ministero della Giustizia, si dimettono Delmastro e Bartolozzi. Il sottosegretario “Non ho fatto niente di male, ma lascio per il bene della nazione”
Pubblicato
21 ore fa-
24 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Come afferma in una nota, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha rassegnato le dimissioni. “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”.
Secondo quanto risulta all’agenzia Italpress, anche Giusi Bartolozzi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di capo di gabinetto del ministero della Giustizia, che ricopriva dal 19 marzo 2024.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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