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Cronaca

Tuya, dal prodotto smart home agli ecosistemi di gestione intelligente

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ROMA (ITALPRESS) – Nel 2022 l’Europa si è posizionata al secondo posto nel mercato consumer dell’Internet of Things (IoT), con un fatturato stimato di circa 20 miliardi di dollari e si prevede che il mercato europeo dell’IoT nel settore consumer crescerà dell’11,8% all’anno, raggiungendo i 49,1 miliardi di dollari entro il 2030. Con l’aumento dell’adozione di dispositivi intelligenti, l’evoluzione tecnologica segnerà il passaggio dal prodotto smart home all’ambiente smart integrato. Il dinamico e promettente mercato europeo non solo vanta alti tassi di penetrazione, ma anche un livello avanzato di cultura digitale, ha evidenziato Archi Xiao, responsabile marketing Europa e Asia di Tuya Smart, società leader nello sviluppo di soluzioni smart grazie a tecnologie avanzate come l’IA e il cloud, che ha sviluppato un sistema di gestione intelligente dell’energia domestica che aiuta i consumatori a risparmiare energia, raggiungendo in tal modo gli obiettivi ESG. Negli ultimi anni, le soluzioni tecnologiche intelligenti non solo hanno trasformato le industrie tradizionali, ma hanno trovato applicazione anche in settori emergenti, tra cui l’energy store e la gestione delle batterie.
Le ultime tendenze nel settore delle smart home solutions sono state presentate dal 17 al 22 maggio durante la “Tuya Innovation Roundtable in Europe”, in collaborazione con i partner italiani Wiby, leader nel settore della domotica presente in Italia con una rete di negozi al dettaglio, e Beghelli, leader europeo nell’illuminazione intelligente. Durante l’evento, Wiby ha mostrato le ultime innovazioni per la casa intelligente. “La collaborazione tra Tuya e aziende globali come Wiby ha favorito la nascita di un ecosistema smart che permette l’interoperabilità dei diversi dispositivi”, ha detto il Ceo, Sofia Ge. “Questa soluzione immersiva e altamente integrata è un fattore chiave che supporta Wiby nel conquistare la fiducia dei consumatori in un mercato competitivo”, ha sottolineato. Anche Beghelli ha presentato soluzioni smart per la casa, come purificatori d’aria e telecamere intelligenti, e ha dimostrato come l’utilizzo della piattaforma di Tuya aiuti a connettere i diversi sistemi, consentendo un’espansione più rapida delle diverse categorie di prodotti. “La collaborazione con Tuya non solo migliora la nostra competitività sul mercato, ma dà anche nuovo slancio allo sviluppo della nostra azienda”, ha commentato Luca Tartarini, Product Marketing Manager di Beghelli. “Le soluzioni smart fornite da Tuya ci hanno permesso di entrare rapidamente nel mercato dell’illuminazione domestica intelligente” e di entrare “in contatto con i fornitori dell’hardware, aiutandoci a espandere la nostra attività e ad effettuare l’aggiornamento in modo più conveniente”. Per Holmes Chen, Vice President of Public Relations di Tuya Smart, “siamo in una fase in cui da un singolo prodotto smart siamo passati a una nuova era che vede l’integrazione della tecnologia nella vita quotidiana. Grazie a un ecosistema intelligente aperto e neutrale, gli sviluppatori possono facilmente completare tutto, dall’ideazione all’implementazione dei dispositivi. Sosteniamo le loro attività e promuoviamo congiuntamente il progresso e l’applicazione diffusa della tecnologia intelligente”.

– foto ufficio stampa Sec & Partners per Tuya –
(ITALPRESS).

Cronaca

Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella

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C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.

Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.

Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.

In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.

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La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.

Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.

Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.

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