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LA VOCE PAVESE – PROVINCIA DI PAVIA, L’EFFETTO DOMINO DEL BASSO REDDITO

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LA VOCE PAVESE – PROVINCIA DI PAVIA, L’EFFETTO DOMINO DEL BASSO REDDITO
Nella provincia di Pavia gli stipendi dei lavoratori del settore privato risultano tra i più bassi della Lombardia. Secondo un’analisi della Cgia di Mestre basata su dati Inps e Istat, la retribuzione media annua nel 2022 è stata di 22.225 euro lordi, collocando Pavia al penultimo posto in regione e al 36° in Italia. Solo Sondrio registra una media inferiore con 21.035 euro. La Lombardia, pur mantenendo la leadership sui salari più elevati a livello nazionale, presenta significative differenze interne: Milano guida la classifica regionale con 32.472 euro di media annua, mentre Pavia si trova nelle ultime posizioni.
Le disparità retributive si riflettono anche nelle giornate lavorate. Nel Nord Italia, si lavorano mediamente 253 giorni all’anno, con Pavia in linea con questa media. Tuttavia, alcune province come Lecco (264 giorni) registrano una maggiore produttività.
Oltre ai salari bassi, Pavia deve fare i conti con un mercato del lavoro precario. Secondo Fabio Catalano, segretario generale della Cgil locale, l’80% delle nuove assunzioni è a tempo determinato o tramite agenzie. Le difficoltà nel rinnovare i contratti collettivi nazionali e nella contrattazione decentrata aggravano la situazione. Anche Cisl e Uil confermano che la debolezza nella contrattazione locale impedisce il riallineamento agli standard regionali, evidenziando la necessità di politiche mirate per migliorare la qualità del lavoro e valorizzare le competenze sul territorio.

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PRONTO METEO – PREVISIONI DAL 24 FEBBRAIO

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Le previsioni del tempo in Lombardia, sempre aggiornate con Arpa Lombardia sul nostro sito prontometeo.it.

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LA RIPARTENZA DELL’OLTREPÒ PAVESE È UMBERTO CALLEGARI

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LA RIPARTENZA DELL’OLTREPÒ PAVESE È UMBERTO CALLEGARI
Il nuovo software installato da Umberto Callegari, CEO di Terre d’Oltrepò, continua a dare frutti. Lui è stato l’artefice del cambio di paradigma e di modello strategico sia all’interno dell’azienda che su scala territoriale tra meritocrazia, competenza e riorganizzazione generale. L’obiettivo? Creare valore, sostenibilità economica e nuovi mercati. Il “reset” di Callegari è stato di respiro territoriale, sebbene pesino ancora le scelte sbagliate e i conti da pagare per gli scivoloni del passato. Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese il 20 febbraio ha approvato due riforme decisive che segnano un punto di svolta dopo anni di divisioni interne. Dopo lunghe controversie tra cooperative e cantine private, nonché tra i vari attori della filiera, è stato adottato un nuovo statuto che ridefinisce il sistema di rappresentanza all’interno del Consorzio. In particolare, la nuova normativa prevede che ogni socio abbia diritto a un minimo di 10 voti, indipendentemente dalla propria capacità produttiva, al fine di dare maggior peso ai piccoli produttori, numericamente più numerosi ma tradizionalmente con minor influenza decisionale, senza però compromettere il criterio di proporzionalità basato sui dati produttivi. Parallelamente è stato introdotto un nuovo disciplinare per lo spumante Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, che si chiamerà “Classese” per evidenziare la sua identità storica e la qualità distintiva. Le modifiche sono state accolte con grande consenso: lo statuto ha ottenuto il voto favorevole di oltre il 98% dei presenti, mentre il nuovo disciplinare ha visto l’approvazione di oltre il 93% dei partecipanti. Queste riforme non solo mirano a valorizzare il prodotto di punta della denominazione, ma rappresentano anche un passo fondamentale per rilanciare l’intera filiera produttiva dell’Oltrepò Pavese, un territorio rinomato per la coltivazione del Pinot nero e altre importanti varietà come Croatina, Riesling e Pinot grigio. In sostanza, grazie a queste innovazioni, il Consorzio si prepara a un futuro più armonizzato e competitivo, superando le tradizionali divisioni interne e promuovendo una filiera unificata e maggiormente rappresentativa.

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TURISMO, LA REGIA CHE MANCA

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LA VOCE PAVESE – TURISMO, LA REGIA CHE MANCA
L’Oltrepò Pavese potrebbe offrire un contesto unico, in cui il turismo diventerebbe un motore di sviluppo integrato. Se si puntasse su questo settore, le eccellenze locali – dal patrimonio enogastronomico ai paesaggi naturali e culturali – verrebbero valorizzate attraverso la creazione di una rete collaborativa e di una regia centralizzata. Tale approccio consentirebbe di coordinare risorse, competenze e iniziative, offrendo ai visitatori esperienze autentiche e sostenendo una crescita economica duratura nel territorio. Da dove partire? L’Amministrazione Provinciale di Pavia ci sta provando e questo è un buon segnale ma…

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