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Cronaca

Malpensa, China Eastern inaugura primo volo diretto dall’Italia a XìAn

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MILANO (ITALPRESS) – Si è svolta l’inaugurazione del primo volo di China Eastern da Milano, un importante traguardo che conferma il ruolo di Malpensa quale aeroporto di riferimento e di ingresso per il traffico aereo di lungo raggio nel Nord Italia. Milano è, infatti, l’unica città in Italia e la terza in Europa a vantare un collegamento diretto con Xìan, capitale dello Shaanxi.
Un risultato importante raggiunto grazie alla collaborazione tra Enac e CAAC, l’ultimo di una lunga serie, trattandosi della 6° nuova rotta da Milano Malpensa verso la Cina attivata negli ultimi 12 mesi (per un totale di 11 aeroporti serviti e 37 frequenze settimanali).
Il lancio di questo volo segna un anno particolarmente importante per le relazioni italo cinesi e per l’aeroporto di Malpensa. L’inclusione dell’Italia nella lista degli 11 paesi europei cui è stata concessa l’abolizione del visto (per una permanenza di 15 giorni) rappresenta uno stimolo efficace per il traffico turistico in uscita dal nostro paese, soprattutto su una destinazione come Xìan ricca di storia e cultura, sede del famoso esercito di terracotta che è uno dei siti archeologici più visitati al mondo.
Questo collegamento cade proprio nel 700esimo anniversario della morte di Marco Polo ed evoca il simbolico ripristino di una moderna Via della Seta che torna ad unire i due estremi, la sua storica città di partenza, Xìan e l’Italia.
Per l’aeroporto di Milano Malpensa la Cina è il secondo mercato di lungo raggio per volumi di traffico, con una media giornaliera di oltre 1.000 passeggeri cinesi in partenza. La crescita della Cina si colloca comunque in un trend molto positivo per l’aeroporto di Milano Malpensa. Entrambi gli aeroporti gestiti da SEA, Malpensa e Linate, stanno infatti registrando numeri record da inizio anno con i volumi di traffico più alti di sempre: 25,8 milioni di passeggeri nei primi 8 mesi del 2024 (+9% vs 2019 e + 11% vs 2023).

– Foto: Ufficio stampa Sea –

(ITALPRESS).

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Cronaca

SLITTA AL 31 GENNAIO 2027 LA RIAPERTURA DEL PONTE SUL PO A BRESSANA

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Slitta ufficialmente al 31 gennaio 2027 la riapertura del ponte sul fiume Po a Bressana Bottarone, un rinvio di sette mesi rispetto alla scadenza originaria. Il verdetto è emerso dal tavolo tecnico in Provincia a Pavia con i dirigenti di Rete Ferroviaria Italiana. A far saltare il cronoprogramma iniziale sono state le condizioni reali del manufatto risalente al 1944: le operazioni di sabbiatura e la rimozione della soletta stradale hanno infatti svelato un diffuso degrado delle strutture metalliche dell’impalcato e forti difformità rispetto ai vecchi progetti cartacei, costringendo i tecnici a rilievi millimetrici e varianti in corso d’opera. Rfi ha comunque confermato l’impegno a ultimare le opere principali entro il 31 dicembre di quest’anno, intensificando i turni per ridurre i disagi. Sul fronte economico, si lavora all’introduzione di caselli autostradali gratuiti per le ditte e i lavoratori della zona per attutire l’impatto logistico dei percorsi alternativi.

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Cronaca

Lombardia Live 24 Breaking News – 30/6/2026

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In questa edizione: Scontro frontale a Montebello: neonato in coma e mamma grave – Slitta al 31 Gennaio 2027 la riapertura del Ponte sul Po a Bressana – Impresa di Tyra Grant: la 18enne di Vigevano vola a Wimbledon – Emergenza caldo record: condizionatori d’urgenza nei nidi e nelle materne – Pavia, stop all’accesso diretto alla Maugeri: scoppia la protesta – Milano, smantellata la banda dell’Idroscalo: due fratelli arrestati dalla polizia – Milano, raggiro dello spoofing telefonico: cinque truffatori in manette – Elezioni Milano, cena blindata del centrodestra con La Russa – Pronto Meteo Lombardia: in arrivo temporali e grandinate.

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Cronaca

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

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ROMA (ITALPRESS) – “Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più: il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture, è comprendere la minaccia”. Lo afferma Stefania Ranzato, fondatrice di Deas (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana di cybersicurezza nata nel 2018, alla testata Open (https://www.open.online/2026/06/30/cybersicurezza-italia-stefania-ranzato-deas). Secondo l’ultimo rapporto Clusit l’Italia concentra il 9,6% degli attacchi cyber globali, una quota superiore al suo peso economico e demografico. Nel mirino soprattutto i servizi essenziali: sanità, trasporti, banche. Nel 2025, secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi alla sanità sono cresciuti del 40%. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, si sviluppano attraverso ricerca e confronto con problemi reali – aggiunge Ranzato -. Formare e trattenere queste professionalità significa presidiare una porzione di autonomia nazionale”.
Un approccio che, per funzionare davvero, dovrebbe essere accompagnato anche da una maggiore consapevolezza dei cittadini: aggiornare i dispositivi, utilizzare password intelligenti, riconoscere i tentativi di truffa via sms o mail. Insomma, conoscere i rischi della rete e saperli gestire, seguendo le buone prassi della cyber literacy, perchè anche nella cybersicurezza prevenire è meglio che curare. “La difesa più efficace – osserva ancora Ranzato – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Perchè il vantaggio competitivo, soprattutto nel settore cyber, “appartiene a chi capisce prima”.
Se i reati informatici preoccupano e sono in aumento, la ragione più immediata è che il valore economico dei dati è enorme. Proprio per questo, sostiene Ranzato, servono investimenti non soltanto nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone: “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali». E’ il principio che regge gli ecosistemi cyber più maturi a livello internazionale, nei quali la ricerca offensiva è uno strumento ordinario per migliorare la resilienza complessiva dei sistemi.
Da questo discende una conseguenza che la politica industriale italiana farebbe bene a interiorizzare: in un settore dove il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza tecnologica dall’esterno non è un dettaglio operativo ma una vulnerabilità strategica. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”, sottolinea Ranzato.

– Foto ufficio stampa Deas –

(ITALPRESS).

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