Politica
Medio Oriente, Tajani “Ancora possibile evitare una crisi globale”
Pubblicato
1 anno fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “C’è ancora la possibilità di scongiurare una crisi globale che coinvolga il Medio Oriente. Possiamo, vogliamo e dobbiamo riuscirci. E’ un percorso difficile, ma è un risultato che possiamo ottenere se tutti quanti si impegneranno al massimo e la parti in gioco sapranno essere responsabili. Non bisogna mai rinunciare alla via diplomatica, che è l’unica che può portare a risultati concreti e a scongiurare una spirale di violenza e instabilità che è già durata sin troppo. Noi e i nostri alleati ci siamo”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista ai quotidiani del gruppo Qn.
“Israele ha il diritto a difendersi, ma dobbiamo stare attenti a che la situazione non sfugga di mano. Gaza e Libano si legano strettamente. E quindi noi diciamo con forza che serve un cessate il fuoco in Libano come serviva e serve a Gaza”, aggiunge. “Facciamo un appello a tutti perchè prevalga il buonsenso. Dobbiamo scongiurare l’escalation. E’ una situazione molto critica, complessa, alla quale va trovata una soluzione”, spiega il ministro sottolinendo come “gli sforzi diplomatici sono costanti. In un momento così difficile stiamo lavorando anche per tutelare l’incolumità dei nostri militari. Israele ci ha assicurato la massima attenzione a non coinvolgerli”. Ma ha ancora un senso la presenza di Unifil? “Quella su Unifil è una decisione che devono prendere le Nazioni Unite. Il ministro Crosetto ha scritto più volte per avere garanzie sui nostri militari. Teoricamente, il loro può essere potenzialmente un ruolo ancora molto utile. Ma vediamo come evolve la situazione”. Secondo Tajani “noi abbiamo detto da tempo e in maniera chiarissima che l’unica opzione per arrivare alla pace è l’opzione ‘due popoli, due Statì”.
(ITALPRESS).
-Foto: Agenzia Fotogramma-
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Tragedia Crans Montana, Bertolaso “Nuovi arrivi al Niguarda, l’obiettivo è riportare a casa tutti gli italiani”
Politica
Tragedia Crans Montana, La Russa depone fiori al Consolato svizzero di Milano
Pubblicato
18 ore fa-
2 Gennaio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “In questi casi le parole sono davvero superflue. Credo che questo piccolissimo gesto di solidarietà, organizzato dagli amici di Fratelli d’Italia di Milano, parli da solo. E che valga per tutti gli italiani, al di là delle differenze politiche. Abbiamo voluto mostrare un sentimento sincero di cordoglio”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa rivolgendosi ai cronisti dopo aver deposto assieme ad una delegazione locale di Fratelli d’Italia un mazzo di fiori bianchi e rossi davanti al consolato svizzero di Milano in segno di vicinanza e cordoglio per la tragedia avvenuta a Crans-Montana in Svizzera.
Alla domanda sulle indagini in corso su quanto accaduto la notte di Capodanno, La Russa ha risposto di aver “sentito le autorità italiane che stanno seguendo la vicenda da vicino. Ho anche parlato con Walter Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, che ha il figlio maggiore lì. Mi ha detto che la situazione è molto tesa e non si spiegano perché non ci fosse un divieto di utilizzo di quel locale così poco sicuro”.
– Foto ufficio stampa Romano La Russa –
(ITALPRESS).
Politica
Papa “Compassione per le vittime della strage di Crans-Montana”
Pubblicato
22 ore fa-
2 Gennaio 2026di
Redazione
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Papa Leone XIV si unisce al lutto delle famiglie e dell’intera Confederazione Svizzera. Desidera esprimere la sua compassione e la sua preoccupazione ai parenti delle vittime. Prega affinchè il Signore accolga i defunti nella Sua dimora di pace e luce e sostenga il coraggio di coloro che soffrono nel cuore o nel corpo. Possa la Madre di Dio, nella sua tenerezza, portare il conforto della fede a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia e mantenerli nella speranza”. Così il cardinale segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, in un telegramma inviato – a nome del Pontefice – a monsignor Jean-Marie Lovey, vescovo di Sion, per le vittime dell’incendio a Crans-Montana.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Nordio “Referendum sulla giustizia dopo metà marzo, Anm teme confronto”
Pubblicato
24 ore fa-
2 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In merito al referendum sulla Giustizia “la data non è stata ancora fissata” e si voterà “presumibilmente nella seconda metà di marzo”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro Carlo Nordio, che aggiunge: “Siamo convinti che più informiamo gli elettori su contenuto e importanza di questa riforma, più li porteremo alle urne, e con risultati positivi”. Anche se il faccia a faccia con l’Anm ancora non c’è stato. “E’ l’Anm che ha detto no – sottolinea Nordio -. Io ho chiesto un confronto ‘uno a unò. Prima ha rifiutato il presidente Parodi. Poi il segretario Maruotti e poi tutti gli altri. Dicendo, dapprima, che non volevano buttarla in politica. Poi, siccome avevano partecipato a dibattiti con politici hanno corretto il tiro: dicendo che va bene discuterne con altri politici, ma non con esponenti di governo. Se non vengono vuol dire che hanno paura del confronto con me”.
“L’Anm – aggiunge il Ministro – ha costituito un comitato per il No, e questo è stato di per sè un atto politico. Tuttavia ha rifiutato un confronto con me, con la motivazione che non vuole attribuirvi un significato politico, e questa è già una contraddizione. Presumo, e auspico, che per coerenza non si confronti con nessun altro esponente di partito, altrimenti significherebbe che teme un dibattito pubblico con il ministro della Giustizia. Per conto mio ho già detto che sono pronto, anche domani”.
Intanto, sta per uscire un libro di Nordio sul referendum: “Rispondo a tutte le obiezioni che mi sono state fatte in Parlamento sulla riforma e alle quali non ho replicato”, spiega il Ministro, che alla domanda se non è sminuire il Parlamento rispondere in un libro anzichè in aula, chiarisce: “Avrei risposto, ma si sarebbe riaperto il dibattito e si sarebbe andati alle calende greche. E non ci sarebbe stato tempo per l’altra riforma, sul premierato. Ma soprattutto il prossimo Csm in scadenza sarebbe stato rieletto con i vecchi criteri. E’ questo che terrorizza, non la separazione delle carriere, ma il sorteggio”. Ed alla domanda se si stanno scrivendo i decreti attuativi, risponde: “Sì. Ci vorrà tempo, anche per stabilire il paniere da cui estrarre i membri laici. Ma saremo pronti. Sarebbe assurdo che si votasse un nuovo Csm con le vecchie regole”. “In linea con la riforma – aggiunge – siamo aperti a tutti i contributi, anche dell’Anm”.
Il Ministro Nordio dice di non temere una dilatazione dei tempi pre-referendum: “La dilatazione dipende da una ragione tecnica – dice –. L’ha spiegato benissimo il costituzionalista Stefano Ceccanti. La norma attuale sul referendum può esser interpretata in modo diverso, e noi intendiamo evitare incertezze, ricorsi e polemiche. Perchè vogliamo che il clima non venga esacerbato, e il confronto si svolga in modo pacato e razionale”. Il Quirinale, sottolinea, “è sempre il nostro interlocutore più autorevole, soprattutto quando si tratta di argomenti così delicati. Ma in questo caso le nostre considerazioni sono state motivate dalla novità dell’iniziativa di raccolta di firme di privati cittadini”.
Poi, in merito ai quindici «volenterosi» che hanno depositato un nuovo quesito referendario, dichiara: “E’ stata una iniziativa inattesa perchè il quesito è molto semplice: un sì o un no a una riforma, senza possibilità di modifiche. E poichè era stato chiesto proprio da noi, e la Cassazione l’aveva dichiarato ammissibile, non se ne vedeva la ragione”. Alla domanda se sospetta una regia politica occulta, risponde: “Non lo so. So soltanto che l’iniziativa è superflua. Il quesito non si può cambiare”. “La rivoluzione digitale – aggiunge – non si fa in un batter d’occhio, e noi siamo compressi entro tempi estremamente ristretti, disposti dal precedente governo, per accedere ai contributi del Pnrr. Ma dopo le prime difficoltà siamo in dirittura d’arrivo”. E su quando finiranno i disagi, dice: “Nel processo civile siamo già a posto. In quello penale entro marzo sarà risolta la criticità sui provvedimenti cautelari, ed entro giugno quella sulle intercettazioni. Perfettamente in linea con gli obiettivi imposti dal Pnrr”. Poi, in merito all’osservazione se non sarebbe opportuno abbassare i toni, commenta: “Mi hanno dato del piduista, del mafioso, del demolitore della Costituzione. Finchè lo fa la politica lo accetto, prima di entrare in Aula faccio training autogeno per evitare che la pressione mi schizzi a 200, ma se lo fanno magistrati no. Allora Barbera, Vassalli e Cassese sono tutti piduisti? La riforma non stravolge la Costituzione e tantomeno è punitiva, ma è la logica conseguenza del processo penale voluto da Vassalli. Conferirvi un significato politico è assolutamente improprio, e pericoloso soprattutto per la magistratura. Per questo auspico un dibattito aperto, e, per quanto acceso, nei limiti della ragionevolezza”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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