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Cronaca

Tecnologia Bosch presente in Dacia Duster “Auto Europa 2025”

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MILANO (ITALPRESS) – Sette auto finaliste. Ognuna porta in dote il suo design, la sua storia e la sua tecnologia. ma solo una si è è potuta oggi fregiare del premio Auto Europa 2025, assegnato oggi a Milano nell’auditorium della sede di Bosch da parte della UIGA (Unione Italiana Giornalisti Automotive). Dopo il successo nel 2024 di Jeep Avenger quest’anno il premio è stato conquistato da Dacia Duster, un crossover economico con motorizzazioni Mild Hybrid, Full Hybrid e GPL. La motivazione per cui Dacia Duster è stata scelta dai giornalisti dell’automotive è perchè il brand ha compiuto notevoli miglioramenti per quanto riguarda stile, qualità e completezza di gamma, senza tuttavia rinunciare alle sue caratteristiche tradizionali, come economicità e praticità, senza snaturare quindi l’identità del brand. La novità di quest’anno sono stati però anche i premi “opinion leader” e “giuria popolare”, assegnati rispettivamente a BMW X2 e Alfa Romeo Junior.
Ma al di là dei singoli premi, la vera protagonista è stata l’innovazione tecnologica che ha accomunato tutti i veicoli con un contributo notevole da parte di Bosch. “Pensiamo di aver vinto anche noi oggi perchè la nostra tecnologia è presente in tutte le macchine finaliste di Auto Europa 2025. Siamo contenti che alla fine sia l’innovazione a essere premiata e che è stata ben rappresentata da queste auto finaliste e dalle vincitrici. Quindi grande soddisfazione anche per noi”, ha commentato Maurizia Bagnato, Sales and Innovation Director Bosch Mobility.
Ogni vettura finalista ha però invitato con la sua storia a riflettere sulle sfide dell’innovazione che attendono il mondo dell’automotive. “Ci sono diverse soluzioni: sicurezza, funzionalità di guida assistita, guida autonoma e diverse soluzioni in ambito powertrain – ha spiegato Bagnato – Per esempio oltre che sull’elettrificazione, noi stiamo puntando moltissimo anche sull’idrogeno. Noi stiamo investendo tantissimo e contiamo che comunque le soluzioni a idrogeno, sia se parliamo di celle a combustibili che motori a idrogeno, rappresentino una soluzione interessante per alcune applicazioni nel futuro”.
Naturalmente le tensioni globali e soprattutto la sfida della transizione ecologica mettono molta pressione al settore dell’automotive. Secondo Bagnato, la transizione deve essere “il più sostenibile possibile anche dal punto di vista economico. Per questo è importante avere anche una chiara strategia a livello comunitario e legislativo, che riesca a salvaguardare in qualche modo quello che è il valore dell’innovazione e delle competenze che sono in Italia e in Europa”. “Bisogna raggiungere gli obiettivi richiesti, ma senza definire quale tecnologia debba guidare questo cambiamento. Noi sosteniamo che questa debba essere una scelta dei costruttori e dei produttori. Quindi non solo elettrico, ma anche altre soluzioni. Bosch è uno dei player più importanti nel settore della mobilità, ma non saremo gli unici”, ha concluso Bagnato.
Giulio Marc D’Alberton, Dacia & Mobilize Communication Manager, ha definito la vittoria del Premio Auto Europa 2025 come “una prima volta meritata perchè rende merito a un lavoro che parte da lontano e che ha portato Dacia a passare dal concetto di low cost al value for money”. “Duster in terza generazione, disponibile oggi in concessionaria, rappresenta una forte evoluzione del prodotto più iconico del brand Dacia: una vera e propria icona nel mercato, molto riconoscibile e che oggi si presenta totalmente rinnovata – ha aggiunto – E’ un prodotto fedele ai concetti di essenzialità e di concretezza, valori del brand che rappresentano quasi un unicum nel mercato e che ha l’obiettivo di offrire dei prodotti con un elevato controvalore in termini di tecnologia, di dotazioni e di comfort, senza però esagerare con quello che è il prezzo di listino”. Commentando le ragioni della vittoria, D’Alberton ha affermato che “Dacia ha tante frecce nel suo arco. Oltre ad un design molto pulito e molto libero da sovrastrutture, la tecnologia è presente in nuovo Duster in maniera adeguata a quelle che sono le esigenze attuali di mobilità, offrendo un pacchetto anche di ADAS che è adeguato a quello che il cliente chiede oggi per garantirsi un elevato livello di sicurezza mentre guida”.
“Tecnologie che poi esplorano anche il mondo delle motorizzazioni: affianco al consolidato e apprezzatissimo Turbo GPL acquistato da tantissimi clienti anche in Italia, sono arrivate le nuove motorizzazioni ibride, ibride 48V ma ibride full. Questo grazie alla possibilità di Dacia di poter attingere a piene mani dalla banca organi di Grupp Renault di cui fa parte per offrire al cliente diverse strade permettendo a ciascuno di scegliere la soluzione migliore per la propria mobilità”, ha concluso.

foto: xh7/Italpress

(ITALPRESS)

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Cronaca

Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba, M5s “Grande apprensione”

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ROMA (ITALPRESS) – L’ex deputato M5s Alessandro Di Battista è stato ricoverato in un ospedale di Cuba. E’ giunto in ospedale in gravi condizioni. Ad anticipare la notizia è stato il Corriere della Sera.
“La comunità 5 stelle – si legge in una nota M5s – ha appreso la notizia del ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba con grande apprensione. Confida di ricevere ragguagli e aggiornamenti positivi, stringendosi ai suoi familiari in questo momento di profonda preoccupazione”.
“Alessandro Di Battista – scrive su X Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it, riportando l’articolo pubblicato sul sito del quotidiano – è stato ricoverato nella serata di venerdì a Cuba dopo aver accusato un forte mal di testa e aver avuto un malore. Il giornalista e scrittore 48enne, ex deputato del Movimento 5 Stelle che da anni è tornato a fare il giornalista con numerose inchieste anche per Il Fatto Quotidiano, si trova nell’isola per realizzare reportage per Seif e TvLoft ed è arrivato in ospedale in gravi condizioni”.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, scrive su X che
“da questa notte sono in contatto con l’Ambasciata d’Italia a Cuba per sincerarmi sulle condizioni di Alessandro Di Battista, ricoverato per accertamenti in un ospedale a L’Avana dove si trovava in viaggio. Prego per la sua salute. Il Ministero degli Esteri fornirà a lui e ai suoi familiari tutta l’assistenza necessaria. Sono vicino ai suoi cari, alla comunità politica che rappresenta”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Maltempo in Lombardia, a Cremona si contano feriti e danni dopo la tromba d’aria

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MILANO (ITALPRESS) – Proseguono le operazioni dei vigili del fuoco in Lombardia, colpita da un’ondata di maltempo nel pomeriggio di ieri: oltre 500 gli interventi effettuati su tutto il territorio regionale. Le maggiori criticità continuano a concentrarsi in provincia di Cremona, sferzata a partire dal tardo pomeriggio di ieri da un’intensa perturbazione con pioggia battente e forti raffiche di vento. Nel cremonese le squadre sono impegnate per tagli pianta, dissesti statici, tetti divelti ed elementi strutturali danneggiati, allagamenti e rimozione di ostacoli dalla sede stradale. Tra gli interventi di maggiore rilievo, il salvataggio di quattro persone ferite, rimaste bloccate all’interno di un’auto in panne, e l’evacuazione di 12 famiglie le cui abitazioni sono state dichiarate inagibili per i gravissimi danni provocati dal maltempo.

A CREMONA SI CONTANO I DANNI

Si contano i danni a Cremona, dopo la tromba d’aria con grandine di ieri pomeriggio che ha impegnato i vigili del fuoco in un centinaio di interventi e mobilitato i volontari della protezione civile. Almeno quaranta persone sono rimaste ferite. Nessuno è grave. Diversi edifici, tra case e palazzi, sono stati scoperchiati. Otto famiglie rimaste senza un tetto sono state allontanate dalle loro abitazioni. Almeno dieci chiese hanno riportato danni, a partire dalla cattedrale. Inoltre, sono migliaia gli alberi caduti e anche le auto danneggiate dalla grandine. Intanto, è tornata alla normalità la situazione al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cremona, dove sono state assistite 43 persone per le conseguenze della grave ondata di maltempo. In quattro casi sono state riscontrate fratture di femore.

– foto X Vigili del Fuoco –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Palermo ricorda Libero Grassi ucciso 35 anni fa dalla mafia

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PALERMO (ITALPRESS) – La sua morte ha svegliato la società civile dal torpore e avviato una nuova stagione di contrasto alla mafia: 35 anni fa in via Alfieri veniva assassinato Libero Grassi, proprietario dell’azienda tessile Sigma. Cosa nostra lo uccise per la sua ribellione alle estorsioni, ma da lì in poi la risposta di Palermo fu netta e arrivò grazie sia al lavoro del mondo associativo sia all’attività incessante della moglie di Grassi, Pina, e dei figli Alice e Davide.
A celebrarne la memoria dell’imprenditore nel luogo dell’eccidio sono l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta, l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano, il presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente della Corte d’Appello del tribunale di Palermo Antonio Balsamo e l’ex presidente del Senato Pietro Grasso: con loro i figli di Grassi e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
La mattina del 29 agosto 1991 Grassi venne raggiunto da quattro colpi di pistola poco dopo essere uscito di casa: a sparare fu Salvino Madonia, killer di Cosa nostra poi condannato all’ergastolo. La ribellione e la conseguente denuncia del proprietario di Sigma, pagate con la vita, furono decisive per convincere tanti imprenditori a denunciare i tentativi di estorsione, dicendo basta al giogo del pizzo. Dopo l’affissione del manifesto commemorativo, i figli di Grassi e il nipote Alfredo Chiodi (figlio di Alice) hanno spruzzato della vernice rossa nel punto in cui il padre venne colpito, come simbolo del sangue versato: in seguito sopra la macchia sono state deposte una serie di piantine per rendere omaggio alla sua figura.
Al centro delle riflessioni dei familiari c’è inevitabilmente il susseguirsi di episodi intimidatori che hanno colpito la città negli ultimi mesi, ma accanto alla preoccupazione c’è la convinzione che qualcosa a Palermo sia cambiato rispetto a 35 anni fa. “Vedo una città sicuramente più violenta, non so se anche più mafiosa – sottolinea Davide Grassi, – Alla mia età inizio a pormi il problema se riuscirò a vedere Palermo un pò migliore. Ci sono tanti atteggiamenti dei nostri concittadini che mi lasciano perplesso: questo tipo di intimidazioni, con ragazzi che per denaro sono disponibili a sparare e mettere bombe senza alcuna remora, è preoccupante perchè dà la dimensione di un serbatoio infinito; si può arrestare il capo estortore, ma se poi aveva nove smartphone in cella si resta perplessi. Sull’arretramento dei commercianti non ho un riscontro oggettivo, dopodichè sono tutti i cittadini a non dover arretrare e non solo i commercianti: la logica con cui è nata Addiopizzo era proprio questa”.
Benchè i progressi sul piano legislativi ci siano stati, secondo il figlio dell’imprenditore “a stupire sono la sfrontatezza e l’impunità con cui si svolgono queste intimidazioni: mi preoccupa la coscienza sociale. Vale anche per la spiaggia di Mondello: ci è voluto Ismaele La Vardera per spiegarci qualcosa che sapevano tutti, cioè che le tubature dell’acqua sono gestite dalla mafia allo Zen; mia madre, facendo volontariato lì trent’anni fa, già lo sapeva”.
Anche per Alice Grassi sul fronte delle intimidazioni si riscontra una situazione “molto pesante, soprattutto nella zona tra San Lorenzo e Sferracavallo dove stanno iniziando le denunce: è ovvio che sono sempre poche rispetto al fenomeno, che purtroppo si è diffuso nuovamente in modo significativo. Un pò l’insegnamento di mio padre è servito: c’è chi si rivolge alle associazioni anti racket e con il loro aiuto denuncia, ma dovrebbero essere molti di più a seguire l’esempio; servirebbe anche un controllo diverso sul territorio”.
L’anniversario di via Alfieri è anche un’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori al parco Libero Grassi: questi, spiega la figlia dell’imprenditore, sono “in stand-by: si parla ancora di bonifica e si sta facendo l’ennesima revisione del progetto di questa, anche perchè il ciclone Harry ha eroso un grosso pezzo della costa per cui c’è un problema del terreno inquinato che va a a mare: queste misure non erano previste, mi sono aggiornata fino a ieri con il Rup del progetto ed è chiaro che di questo non è responsabile il Comune. Si spera che entro settembre possano riprendere i lavori di bonifica e solo allora potremo parlare del progetto del parco: questo è pronto, lo abbiamo anche presentato l’anno scorso, ma non ci sono i fondi e quelli per la bonifica sono pure pochi visto che i lavori necessari sono maggiori”.
Sulla questione si è espresso anche Carta, il quale evidenzia come “il parco sta già avendo vita: sono iniziati i lavori di bonifica e stiamo lavorando, insieme alla famiglia e all’Università, per fare in modo che il progetto di bonifica possa già avere qualche primo elemento del futuro parco. Una volta completato il progetto troveremo le risorse, di questo ne sono sicuro: ritengo che l’apertura della prima porzione, quella attorno al teatro, possano essere conclusi entro un anno”.
L’assessore poi si sofferma su quanto sia stato importante per la città l’esempio del proprietario di Sigma: “Essere qui è un dolore, un’emozione e una grande responsabilità di partecipazione civile di tutta la città: oggi si fa memoria e si compie il rito del rinnovare il sangue versato da Libero Grassi e da tutti gli altri martiri della guerra contro la mafia. Non è solo un segnale estetico o emotivo che riguarda solo la famiglia, ma ci ricorda il dolore che questa città ha attraversato e che, come ci ha insegnato Libero Grassi, dobbiamo tenere alte sia la testa che la guardia: è vero che la città è cambiata e che il lavoro di magistratura e forze dell’ordine è straordinario, ma questa modalità di infiltrazione nei gangli della società va sempre tenuta in grandissima attenzione”.
Il lavoro fatto dopo la morte dell’imprenditore, secondo Grasso, è importante ma non del tutto sufficiente: “Questi 35 anni non sono trascorsi invano, perchè siamo andati avanti nella lotta al racket: non dobbiamo mai dimenticare che allora Libero Grassi fu lasciato solo. Oggi dobbiamo rimanere uniti, perchè i fenomeni estortivi non sono completamente scomparsi e si riaffacciano alla cronaca giudiziaria e criminale della città: dobbiamo continuare a seguire questi fenomeni con la massima attenzione e soprattutto rimanere uniti tra istituzioni, associazioni e cittadini. Purtroppo la mafia è un male che non si riesce a estirpare da questa città: le condizioni sociali ed economiche non sono migliorate al punto da poter rendere Palermo felice. Bisogna continuare a lottare con attenzione e impegno”.
Anche il presidente di Addiopizzo Raffaele Genova si concentra sui progressi nella lotta al racket dal 29 agosto 1991 ai giorni nostri: “E’ stato un anno molto intenso e difficile, però grazie allo Stato e alla scelta di alcuni commercianti siamo riusciti ad andare avanti. 35 anni fa non ci sono state denunce tranne quella di Libero Grassi, oggi non è più così: ci sono sicuramente tanti imprenditori che devono denunciare in assoluta tranquillità e sicurezza. La Palermo del 2026 non è la stessa del 1991: rispetto al passato gli imprenditori ricevono risposte totalmente diverse dai cittadini e dallo Stato, quindi sono discretamente ottimista”.
– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).

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