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BRAND E RICONOSCIMENTI, IL VINO CHE METTE TUTTI D’ACCORDO

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1 MINUTO DIVINO – BRAND E RICONOSCIMENTI, IL VINO CHE METTE TUTTI D’ACCORDO
Sul panorama competitivo del vino, il brand è ormai un fattore determinante per conquistare consumatori sempre più attenti e critici, specialmente in tempi di incertezza. Le guide enologiche italiane del 2025, pubblicate tra fine 2024 e inizio 2025, confermano come i marchi più affermati siano in grado di ottenere consensi trasversali tra critica e pubblico.
Dalla sintesi dei riconoscimenti delle principali 9 pubblicazioni nazionali – tra cui le storiche Vini d’Italia Gambero Rosso e I Vini di Veronelli, fino a selezioni più peculiari come Vinibuoni d’Italia e La Guida ai 1000 Vini d’Italia – emerge una mappa delle eccellenze italiane. Tra tutte, spicca la Fattoria di Petrolo (Toscana), unica a ottenere premi in tutte le guide considerate. Seguono, con 8 riconoscimenti su 9, simboli come la trentina Tenuta San Leonardo, la siciliana Tasca d’Almerita, la toscana Tenuta San Guido (culla del Sassicaia) e la franciacortina Ca’ del Bosco.
A distinguersi con premi in 7 guide su 9, nomi di prestigio come Ferrari-Lunelli (Trentino), Donnafugata (Sicilia), Isole e Olena (Toscana), e la piemontese Gaja, tra altri. Anche con 6 riconoscimenti su 9, si conferma un gruppo di eccellenze, tra cui Antinori, Biondi Santi, Ornellaia, Bruno Giacosa, e Livio Felluga.
Questi risultati ribadiscono una costante: qualità, tradizione e capacità di innovare premiano nel lungo periodo. Non a caso, le etichette premiate dominano le carte dei vini di ristoranti e wine bar, confermandosi riferimento imprescindibile per gli amanti del vino e i professionisti del settore.

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Almanacco – 21 Febbraio 2026

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Ogni mattina aprite la vostra giornata con l’Almanacco del giorno. Tra sole e luna ricordiamo i santi, i proverbi dei nostri nonni, i principali avvenimenti facendo un salto all’indietro nel tempo, i compleanni famosi, diamo qualche consiglio utile per la vita quotidiana. L’Almanacco vi aspetta ogni mattina alle 8 su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 21 febbraio 2026

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 21 febbraio 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Centro commerciale di Borgarello, dopo 30 anni finisce la battaglia

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La Voce Pavese – Centro commerciale di Borgarello, dopo 30 anni finisce la battaglia

La battaglia dei quasi trent’anni è finita. Si chiude una delle vicende più controverse della storia recente della provincia: quella del centro commerciale di Borgarello. La società proponente ha rinunciato all’ultimo ricorso ancora pendente davanti al Consiglio di Stato, ritirando l’impugnazione contro la sentenza del Tar che aveva dato ragione al Comune.

L’ultimo passaggio risale al dicembre 2023, quando il Tribunale amministrativo regionale aveva riconosciuto la piena legittimità del Piano di governo del territorio approvato nel 2016 dall’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Lamberti. Un Pgt che aveva trasformato 217mila metri quadrati da destinazione commerciale ad agricola, cancellando di fatto la possibilità di realizzare il mega market.

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Un progetto nato oltre quindici anni prima per iniziativa della società bergamasca Progetto Commerciale, oggi Gsm, che aveva anche chiesto un risarcimento danni da oltre 30 milioni di euro dopo il cambio di destinazione urbanistica. Ma i giudici, dopo una lunga serie di ricorsi sempre respinti, hanno confermato la legittimità delle scelte del Comune.

La svolta politica arrivò proprio con l’elezione di Lamberti, in netta discontinuità rispetto alle amministrazioni precedenti, a partire da quella guidata da Donato Rovelli che aveva sostenuto l’insediamento. Il tema del centro commerciale ha segnato per anni le campagne elettorali del paese. Lamberti pagò anche un prezzo politico, con la fine anticipata del mandato nel 2010, salvo poi essere rieletto e portare avanti la linea del consumo di suolo zero.

Restituiti all’agricoltura 38 ettari di terreno e ridotto quasi del 96% il consumo di suolo previsto dal piano precedente, l’amministrazione ha portato a termine la propria missione: niente centro commerciale a Borgarello.

Ora, con il ritiro definitivo del ricorso al Consiglio di Stato, cala il sipario su un contenzioso durato oltre un quarto di secolo. Una decisione che la società non ha voluto, per il momento, né spiegare né commentare. Una vicenda che ha diviso, mobilitato e segnato un’intera comunità, che oggi consegna alla storia la fine di una lunga battaglia urbanistica e politica.

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