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CONGESTIONE DEL TRAFFICO, PAVIA AL 301° POSTO NEL MONDO

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LA VOCE PAVESE – CONGESTIONE DEL TRAFFICO, PAVIA AL 301° POSTO NEL MONDO
Pavia si posiziona al 301° posto nella classifica globale delle città più congestionate, secondo il report "Global Traffic Scorecard" di INRIX, un’analisi approfondita che valuta il traffico urbano in oltre 900 città di 37 Paesi. Nel 2024 gli automobilisti di Pavia hanno perso in media 32 ore all’anno bloccati nel traffico, un dato che riflette una crescente pressione sulle sue infrastrutture viarie.
Una città intermedia tra efficienza e criticità Pur non essendo tra le città italiane più congestionate, come Milano (59 ore perse) o Roma (48 ore perse), Pavia è un crocevia strategico per pendolari e studenti universitari. La sua vicinanza a Milano e l’importante ruolo nel tessuto economico e sociale della Lombardia la rendono un’area sensibile ai flussi di traffico, soprattutto durante gli orari di punta.
Rispetto al 2019 a Pavia è peggiorata la possibilità di coprire una maggiore quantità di chilometri attorno alla città per un incremento del flusso veicolare. Tuttavia complessivamente la situazione pavese è migliorata, seppur di poco, rispetto alle altre città del mondo.

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Appunti e dintorni – Il tempo libero nel Pavese e Milanese – Febbraio 2026

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Gli appuntamenti per il tempo libero a Pavia, provincia, milanese e fuoriporta. A cura di Diego Bianchi.

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Almanacco – 20 Febbraio 2026

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Ogni mattina aprite la vostra giornata con l’Almanacco del giorno. Tra sole e luna ricordiamo i santi, i proverbi dei nostri nonni, i principali avvenimenti facendo un salto all’indietro nel tempo, i compleanni famosi, diamo qualche consiglio utile per la vita quotidiana. L’Almanacco vi aspetta ogni mattina alle 8 su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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San Matteo, nel limbo del Pronto soccorso da un mese

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La Voce Pavese – San Matteo, nel limbo del Pronto soccorso da un mese

Ha compiuto trent’anni al pronto soccorso del San Matteo, dove si trova dal 23 gennaio perché nessuna struttura del territorio lo ha ancora accolto. L’uomo è finito in un limbo assistenziale che dopo quasi un mese non si è sbloccato.
Il giovane, seguito da un amministratore di sostegno, presenta una forte fragilità sociale più che clinica. È affetto da una patologia cronica che può manifestarsi anche con sintomi assimilabili al disagio psichico. A fine gennaio, dopo un episodio acuto, era stato inviato al pronto soccorso dall’istituto Santa Margherita per un consulto psichiatrico.
I medici hanno escluso la necessità di ricovero, riconoscendo però la sua vulnerabilità sociale. E qui il sistema si è inceppato. Il Policlinico ha attivato la rete territoriale, contattando amministratore di sostegno, Comuni e comunità di accoglienza, ma al momento nessuna struttura lo ha preso in carico: criteri di accesso non compatibili oppure liste d’attesa troppo lunghe.
Nel frattempo, in un ospedale per acuti dove i posti letto sono destinati ai casi più gravi, al giovane è stata predisposta una branda nell’area dei codici meno critici. Dimetterlo senza un supporto adeguato significherebbe lasciarlo senza tutela.
Una vicenda che riaccende i riflettori sulle difficoltà di collegamento tra ospedale e servizi sociali territoriali. Al momento il paziente risulta ancora al San Matteo, in attesa di una soluzione. Una storia che interroga sulla capacità di dialogare con tempestività e di gestire casi che esulano dai soliti binari.

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