Economia
Generali, joint venture con Natixis per nuovo colosso del risparmio
Pubblicato
12 mesi fa-
di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Assicurazioni Generali e BPCE annunciano hanno firmato un memorandum of understanding non vincolante per la creazione di una joint venture tra le rispettive società di asset management, Generali Investments Holding (GIH) e Natixis
Investment Managers (Natixis IM). BPCE (attraverso Natixis IM) e GIH deterrebbero ciascuna il 50% della società nata dalla combinazione, con equilibrati diritti di governance e controllo.
In particolare, la joint venture darà vita a uno dei maggiori campioni globali con 1.900 miliardi di asset in gestione, al
nono posto a livello mondiale per AUM e leader nell’asset management in Europa con 4,1 miliardi di ricavi. Inoltre, sarà il primo operatore al mondo per AUM nella gestione di asset per la clientela assicurativa, con un chiaro percorso per continuare a sviluppare la piattaforma come leader globale ed espandersi ulteriormente nel segmento in crescita dell’asset management assicurativo per clienti terzi. BPCE e Generali manterrebbero piena autorità sulle decisioni di asset allocation per i rispettivi asset. La joint venture avrà il potenziale per creare valore attraverso la solida combinazione degli asset apportati da BPCE e Generali e l’impegno di Generali a contribuire con capitale di avviamento pari a 15 miliardi, nonchè attraverso sinergie e opportunità di crescita. Il Ceo di BPCE, Nicolas Namias, sarà nominato presidente del Cda e il Ce0 di Generali, Philippe Donnet, vicepresidente. Woody Bradford, attuale Ceo di GIH, ricoprirebbe il ruolo di Ceo della società e Philippe Setbon, oggi Ceo di Natixis IM, il ruolo di vice Ceo.
La joint venture deriverebbe dal conferimento di asset e attività per un valore complessivo di circa 9,5 miliardi.
L’entità combinata si rivolgerebbe a una diversificata base di clienti, composta da entrambi i gruppi e clienti terzi. Compagnie assicurative e fondi pensione rappresenterebbero più della metà degli assets (circa il 61% degli AUM) con la quota rimanente distribuita tra altri investitori istituzionali, clienti retail e
wholesale (rispettivamente circa il 14% e circa il 25% degli AUM). “Come assicuratore e asset manager integrato di primo piano a livello globale, guidato da una chiara visione a lungo termine come partner di vita dei nostri clienti, Generali è impegnata a proseguire con successo la trasformazione e diversificazione del nostro Gruppo. La creazione di una joint venture con BPCE rappresenterebbe un’opportunità unica per dare vita all’asset manager leader in Europa e tra i primi dieci a livello globale. Una società con forti radici in Italia, Francia e Stati Uniti, in grado di rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei clienti, guidata da Woody Bradford, Philippe Setbon, Nicolas Namias e me. Il nostro paese d’origine, l’Italia, e tutti gli altri mercati in cui serviamo i nostri clienti, trarrebbero vantaggio da una piattaforma di asset management ancora più solida e con rafforzate competenze di investimento, in grado di apportare reali benefici all’economia”, commenta Philippe Donnet, Group Ceo di Assicurazioni Generali. “Questa partnership con BPCE, con cui condividiamo una cultura e un approccio operativo analoghi, garantisce le condizioni ideali per un’integrazione agevole e di successo delle nostre attività combinate. La joint venture rappresenta una tappa fondamentale da quando, sette anni fa, abbiamo lanciato il business dell’asset management di Generali e conferma gli importanti risultati raggiunti nel corso degli ultimi cicli strategici. Sono immensamente orgoglioso del grande lavoro svolto dai nostri dipendenti e dalle società affiliate in questi anni”, conclude Donnet.
(ITALPRESS).
-Foto: Generali-
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Economia
Indagine CNA. Regna l’incertezza, un imprenditore su due non fa previsioni
Pubblicato
20 ore fa-
4 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – E’ ancora l’incertezza a dominare le aspettative in economia da parte di artigiani e piccole imprese per l’anno appena iniziato. Il 53% degli imprenditori non formula previsioni ma all’interno della fotografia si registrano alcuni interessanti cambiamenti. Gli ottimisti (23,8%) superano i pessimisti e la percentuale sale in modo significativo tra gli imprenditori under 40. Migliora, inoltre, il sentiment nel Mezzogiorno mentre le principali criticità si confermano la carenza di personale, i costi energetici, la concorrenza sleale. E’ quanto emerge dalla indagine annuale condotta dall’Area Studi della CNA presso un campione di oltre 2.500 imprese rappresentativo del tessuto produttivo italiano. La grande incertezza è ancora alimentata dal contesto internazionale, tra guerra, tensioni geopolitiche e politica commerciale da parte delle principali potenze economiche, Stati Uniti e Cina. In questo scenario quasi un imprenditore su 4 prevede una crescita dell’economia italiana, mentre il 23,2% si aspetta un andamento negativo. Il grado di incertezza aumenta a oltre il 58% con riferimento alle previsioni sulla propria impresa. E cresce la quota di coloro che prevedono risultati in peggioramento (26,1%) mentre soltanto il 15,5% si aspetta un miglioramento dei risultati aziendali. Più in dettaglio un’impresa su tre prevede una contrazione del fatturato, soprattutto nella componente esportazioni. Quasi il 40% prevede di ridurre gli investimenti, mentre soltanto un’impresa su sei ha in programma un aumento della spesa per investimenti in beni strumentali. Per quanto riguarda l’occupazione quasi il 70% del campione prevede stabilità dell’organico, il 20% una riduzione mentre il 10% indica un aumento dei propri dipendenti.
A livello settoriale, le previsioni negative caratterizzano soprattutto la manifattura, in larga parte alimentate dalle difficoltà dell’automotive e del tessile-abbigliamento. Nei servizi si equivalgono le indicazioni positive e negative (circa un’impresa su due) mentre nelle costruzioni prevale l’orientamento positivo, oltre il 30% del campione.
A livello geografico le imprese del Mezzogiorno mostrano un deciso miglioramento del sentiment rispetto allo scorso anno sia in riferimento all’andamento complessivo dell’economia (il 35% del totale) e sia alla propria impresa (26%)). Le previsioni negative si concentrano invece tra le imprese delle regioni centrali. La fotografia per classi di età degli imprenditori mostra un maggiore pessimismo al crescere dell’età. In decisa controtendenza invece le aspettative degli imprenditori under 40: poco oltre il 30% prevede un trend positivo del ciclo economico mentre quasi il 40% stima un 2026 con risultati aziendali in crescita. “La nostra indagine – afferma il Presidente della CNA Dario Costantini – indica che anche quest’anno prevale l’incertezza. Tuttavia, le imprese con aspettative positive superano quelle che prevedono un peggioramento dei risultati aziendali, grazie soprattutto agli imprenditori under 40. Si confermano inoltre le principali criticità che si chiamano costi dell’energia, concorrenza sleale e carenza di personale”.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
Economia
Exor e la famiglia Ferrari rinnovano il patto parasociale per altri tre anni
Pubblicato
1 giorno fa-
3 Gennaio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Exor e Piero Ferrari hanno concordato di rinnovare il patto parasociale, confermando il loro rispettivo allineamento e impegno nei confronti della scuderia di Maranello.
Il nuovo accordo, si legge in una nota, entrerà in vigore alla scadenza dell’attuale patto parasociale e avrà una durata di tre anni, fino al 4 gennaio 2029, con rinnovo automatico per un ulteriore periodo di tre anni, salvo disdetta da parte delle parti.
L’accordo prevede meccanismi di consultazione volti a consentire alle parti di coordinare le rispettive posizioni sulle materie da deliberare nelle assemblee generali degli azionisti di Ferrari e stabilisce diritti reciproci di prima offerta in caso di trasferimento di azioni Ferrari a terzi.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
A dicembre le immatricolazioni delle automobili in aumento del 2,22% su base annua
Pubblicato
3 giorni fa-
2 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti comunica che a dicembre sono state immatricolate 108.075 autovetture a fronte delle 105.726 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari a un aumento del 2,22%. I trasferimenti di proprietà sono stati 489.142 a fronte di 472.071 passaggi registrati a dicembre 2024, con un aumento del 3,62%. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 597.217, ha interessato per il 18,10% vetture nuove e per l’81,90% vetture usate.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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