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Cronaca

Ghribi “Paesi ricchi smettano di investire in armi e puntino su sanità”

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CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – Un appello “ai Paesi che hanno una grande ricchezza” affinchè diminuiscano le spese militari e investano di più in sanità, promuovendo maggiore eguaglianza e giustizia. Lo ha lanciato Kamel Ghribi, presidente di Gksd Investment Holding Group e dell’IRCCS Policlinico San Donato, che è intervenuto in Vaticano al Summit Internazionale dei diritti dei bambini, presieduto da Papa Francesco nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.
“Basta spot, servono azioni concrete per aiutare i bambini nel mondo, come ha chiesto il Santo Padre”, ha aggiunto.
“I bambini sono la bellezza della vita, come ha detto Dio. Però spesso parliamo, ascoltiamo e promettiamo, ma le promesse cosa sono se non le mettiamo in campo per fare qualcosa di concreto?”, ha sottolineato Ghribi, che è anche presidente dell’European Corporate Council on Africa and the Middle East (Ecam).
“Ho avuto il privilegio e l’onore di essere invitato e ho pensato che non potessi sprecare questa occasione con parole vuote – ha aggiunto -. Non importa essere cristiano, ebreo o musulmano. E’ l’umanità che conta, siamo tutti nati su questa terra per essere trattati con uguaglianza. Leggo, studio le cifre che hanno meno ambiguità delle parole e mi chiedo: dov’è l’uguaglianza? E ci può essere giustizia senza uguaglianza? Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo e per queste patologie l’80% dei decessi si registra nei Paesi via di sviluppo. In particolare in Africa la situazione è la più drammatica. Qui solo il 20% della popolazione ha accesso alle cure di base e solamente il 5% alla cardiochirurgia. Inoltre, la mortalità neonatale per malattie cardiopatiche è del 50%, con 330 mila casi l’anno. Per questo il mio appello ai Paesi che hanno una grande ricchezza – ha concluso Ghribi -: se diminuissero le spese militari e investissero in sanità, sicuramente tutta la popolazione mondiale starebbe meglio. E forse, con maggiore eguaglianza e giustizia, ci sarebbero meno guerre e le armi sarebbero inutili”.

– Foto Gksd Investment Holding Group –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Elezioni Ungheria, vince Magyar “Orban si è congratulato per la nostra vittoria”

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ROMA (ITALPRESS) – Con lo spoglio delle elezioni politiche ungheresi al 45,7%, il partito Tisza di Pèter Magyar avrebbe la maggioranza dei due terzi al parlamento di Budapest che gli consentirebbe di apportare modifiche alla costituzione. A Tisza andrebbero 135 seggi, mentre il partito Fidesz del premier uscente Viktor Orban si fermerebbe a 57. All’estrema destra di Mi Hazànk andrebbero 7 seggi. “Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, mi ha telefonato per congratularsi per la nostra vittoria alle elezioni”, scrive su X Magyar.
Alle 19 di oggi si sono chiusi i seggi. Alla consultazione è stata registrata un’affluenza vicina ai livelli record: alle 18.30 aveva votato il 77,8% degli aventi diritto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Omicidio nel Varesotto, un uomo di 30 anni ucciso per un debito di poche centinaia di euro

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OLONA (VARESE) (ITALPRESS)- Un uomo di 30 anni è stato ucciso nella notte a Induno Olona, nel Varesotto, al termine di una violenta rissa scoppiata in strada tra due nuclei familiari. Il giovane è stato colpito al fianco con un’arma bianca durante lo scontro ed è deceduto a causa delle ferite riportate.

Al termine di serrati accertamenti investigativi, i Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Varese hanno sottoposto a fermo un 50enne, ritenuto responsabile di aver inferto il colpo mortale. L’uomo, che ha riportato a sua volta una ferita da taglio, è stato fermato nella tarda serata dopo la ricostruzione dell’accaduto.

Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine della rissa vi sarebbe una questione economica legata a un debito di poche centinaia di euro, che nei giorni precedenti aveva già provocato tensioni e discussioni tra le persone coinvolte.

L’incontro tra i familiari, avvenuto in via Porro, sarebbe degenerato rapidamente in uno scontro fisico con esito mortale. Nel corso del sopralluogo i militari hanno rinvenuto e sequestrato due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti atti a offendere, alcuni dei quali con tracce ematiche.

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Tutti i soggetti identificati sono stati denunciati in stato di libertà, a vario titolo, per rissa e porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

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Oggi parliamo di innovazione o meglio di come spesso la raccontiamo, perché tra eventi, passerelle e storytelling il rischio è sempre lo stesso: fare tanto rumore e lasciare poco. Prendiamo la Pavia Innovation Week, una settimana di incontri, ospiti, talk e nomi importanti, una manifestazione che sulla carta prometteva molto: contaminazione, visione e futuro. Ma la domanda resta una, semplice e inevitabile: cosa resta davvero al territorio? La sensazione, osservando il programma e gli appuntamenti svolti, è quella di un evento da “tutto e niente”. “Tutto” perché dentro c’è stato di tutto: tecnologia, cultura, impresa, università, startup, comunicazione. “Niente” perché è mancato un filo rosso chiaro, una direzione precisa, una ricaduta concreta. È il classico rischio del calderone: mettere insieme tanti contenuti senza costruire un’identità, senza scegliere davvero cosa si vuole essere. Perché l’innovazione non è una parola da usare nei titoli ma un processo che richiede selezione, visione e anche la capacità di dire “no”: non si può parlare di tutto nello stesso modo nello stesso spazio aspettandosi che il risultato sia incisivo. Poi c’è il tema del glamour: ospiti nazionali, nomi forti, visibilità mediatica, tutto utile e legittimo ma attenzione, perché il rischio è che un evento diventi una vetrina più che un motore, un racconto più che una trasformazione. E allora la domanda vera diventa un’altra: quale eredità lascia la Pavia Innovation Week, un progetto concreto, una rete stabile tra imprese, un’opportunità reale per i giovani, un investimento che resta oppure contenuti che si esauriscono nel tempo di un post? Non è una critica sterile ma una riflessione necessaria, perché eventi così hanno un potenziale enorme ma devono scegliere, essere contenitori o strumenti, perché innovazione non è riempire un programma ma lasciare un segno e oggi più che mai i territori hanno bisogno di segni concreti, non solo di riflettori.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

L’articolo La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità proviene da Pavia Uno TV.

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