Economia
Mappa dell’export di SACE: il commercio mondiale tiene, +5% nel 2025
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5 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nonostante la persistenza di shock geopolitici ricorrenti, il commercio mondiale continua a mostrare una capacità di tenuta superiore alle attese grazie alle anticipazioni delle importazioni, al ciclo tecnologico legato agli investimenti in intelligenza artificiale e alla capacità delle imprese di riorganizzare le filiere. Nel 2025, infatti, il volume degli scambi internazionali di beni è aumentato a un ritmo sorprendente, vicino al 5%, e nel triennio di previsione 2026-28 è previsto avanzare del +2,3% in media, in linea con il tasso di crescita registrato nel periodo 2022-24. Questi alcuni dati che emergono dalla Mappa dell’Export 2026, lo strumento di SACE che, giunto quest’anno alla sua 19^ edizione, traccia le vie di crescita delle imprese che esportano e investono nel mondo. Secondo la fotografia scattata dalla Mappa, presentata oggi dal presidente di SACE, Guglielmo Picchi e da Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE, le attività economiche globali convivono oggi con livelli di rischio mediamente stabili, ma strutturalmente più elevati rispetto al passato. Tra questi spiccano le tensioni geopolitiche e commerciali come la fine dell’effetto scorte, l’entrata in vigore dei nuovi dazi americani e la crescita delle barriere non tariffarie; un’altra incognita è rappresentata dalla possibile attenuazione degli investimenti in intelligenza artificiale che hanno trainato la crescita nel 2025. La Mappa evidenzia una sostanziale stabilità dei livelli medi di rischio di credito, pur con un’elevata eterogeneità tra aree geografiche e Paesi: i punteggi restano invariati in 93 mercati (che pesano per il 24% dell’export italiano); diminuiscono in 63 (pari al 35% dell’export); e aumentano nei restanti 38 (pari al 41% dell’export).
Da monitorare anche il rischio politico, presente non solo negli Stati interessati da conflitti ma anche in quelli caratterizzati da governance complesse o da contesti socio-economici particolarmente fragili: ad esempio, nei Paesi ad alto livello di indebitamento le pressioni sull’indipendenza delle banche centrali, l’uso discrezionale della politica fiscale e il rinvio delle riforme strutturali sono tutti elementi che possono tradursi in maggiore volatilità finanziaria e in crisi di fiducia con impatti sulla sicurezza del business.
“In un contesto internazionale segnato da shock geopolitici ricorrenti, frammentazione e uso sempre più strategico del commercio come leva di competizione economica, la conoscenza dei mercati è indispensabile per orientare le strategie di crescita delle imprese – ha detto Terzulli -. La Mappa dell’Export SACE 2026 risponde a questa esigenza offrendo una ‘bussolà per chi esporta, grazie a una lettura integrata dei rischi e delle opportunità Paese per Paese, nella scelta degli strumenti assicurativi più adatti a ogni contesto per gestire criticità e incertezza”, ha aggiunto.
Secondo il presidente Picchi,il vero driver è l’export e “SACE dovrà sostenere sempre di più le imprese” grazie anche alle ingenti risorse che il governo ha messo a disposizione. “Abbiamo tutti gli strumenti per fare bene e accompagnare la crescita. Nonostante tutto, dai prezzi dell’energia ai dazi, fino alle incertezze geopolitiche, la capacità degli imprenditori italiani di conquistare nuovi mercati è straordinaria. Ci sono mercati che hanno alto potenziale e andare su questi nuovi mercati sarà una possibilità di crescita, sono obiettivi alla portata del Paese, la determinazione in tanti ambiti c’è e l’impegno sul Piano Mattei dove SACE è protagonista, è un elemento che può davvero sviluppare il Piano e portare un vero valore aggiunto per il Paese”, ha concluso Picchi.
La competitività delle imprese passa anche dalla diversificazione geografica: oggi il 45% delle imprese italiane esporta in un solo mercato, una concentrazione che aumenta l’esposizione a shock localizzati e rende più vulnerabili a cambi normativi, geopolitici o macroeconomici. Il Nord America resta un’area di riferimento per l’export italiano, pur in un contesto di crescente frammentazione commerciale. Gli Stati Uniti continuano a offrire opportunità grazie alla solidità della domanda interna, alla leadership tecnologica e alla propensione al consumo di beni premium. Il Canada presenta occasioni di business legate a investimenti in infrastrutture, tecnologie verdi, digitale e intelligenza artificiale, sostenute anche dall’integrazione commerciale con l’Unione Europea. L’America Latina è interessata da un rinnovato posizionamento negli equilibri globali, legato alla disponibilità di materie prime critiche, alle dinamiche di nearshoring e al rafforzamento dei legami commerciali con l’Unione Europea, incluso l’accordo UE-Mercosur. Balcani e Turchia rappresentano importanti mercati di prossimità. Nei Balcani, il percorso per l’ingresso nell’Unione Europea di alcuni Paesi sta portando a un rafforzamento dei fondamentali macroeconomici e della governance, che si rispecchia ampiamente negli score di rischio, che rimangono complessivamente di medio livello.
Nel 2026 il Medio Oriente si conferma tra le aree più dinamiche a livello globale trainato dai Paesi del Golfo che proseguono nei programmi di diversificazione economica, sostenuti da ingenti investimenti pubblici, in un contesto geopolitico complesso ma con profili di rischio differenziati. Per quanto riguarda l’Africa, il Piano Mattei rappresenta sia un motore di crescita e quindi di stabilità, attraverso investimenti mirati e ad alto impatto sulle comunità locali sia un catalizzatore di nuove opportunità per le nostre imprese. L’Italia gioca un ruolo strategico nei grandi progetti infrastrutturali che plasmeranno l’Africa di domani. Le economie asiatiche, infine, hanno riportato buoni risultati grazie a esportazioni solide e a un ciclo tecnologico favorevole, nonostante rischi come l’aumento del protezionismo globale, una domanda interna debole e una stagnazione della fiducia dei consumatori. Investimenti infrastrutturali e cooperazione regionale rafforzano la crescita dell’area, che si conferma tra le principali beneficiarie della trasformazione delle catene di fornitura globali. In Cina, riforme, investimenti in tecnologia e innovazione mantengono il Paese una destinazione rilevante per le imprese italiane, grazie anche al Piano d’azione Italia-Cina 2024-27 che punta a rafforzare la cooperazione in settori strategici; rimane comunque necessario adottare strategie di gestione del rischio legato all’invecchiamento della leadership cinese, alla personalizzazione del potere e alla crescente competizione geopolitica globale.
– foto ufficio stampa SACE –
(ITALPRESS).
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Istat, a giugno i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 5,8% su base annua
Pubblicato
18 ore fa-
30 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A giugno, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria registrano una variazione nulla su base mensile e crescono del 5,8% su base annua (era +7,3% a maggio). Sul mercato interno i prezzi restano stabili rispetto a maggio e rallentano la propria crescita su base annua (+6,8%, da +9,1% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un aumento congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale in lieve accelerazione (+2,9%, da +2,5% di maggio). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,1% su base mensile (+0,3% area euro, -0,1% area non euro) e del 3,1% su base annua (+3,4% area euro, +2,8% area non euro). Nel secondo trimestre, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 2,9% (+3,4% mercato interno, +1,7% mercato estero). A giugno fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali maggiori sul mercato interno riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+42,2%), prodotti chimici (+8,0%) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,6%).
Sul mercato estero, gli incrementi su base annua più marcati si registrano per coke e prodotti petroliferi raffinati (+18,1% area non euro), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,1% area euro, +8,9% area non euro), prodotti chimici (+7,5% area euro) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,3% area euro, +5,6% area non euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas rallenta (+8,9%, da +12,6% di maggio). A giugno, i prezzi alla produzione delle costruzioni per Edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,1% su base mensile e del 2,8% su base annua (da +2,5% di maggio); quelli di Strade e ferrovie diminuiscono dello 0,6% in termini congiunturali e crescono del 3,4% in termini tendenziali (era +3,9% a maggio). Nel secondo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali crescono dell’1,5%, quelli di Strade e ferrovie del 2,7%.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Giovanni Sacripante nuovo direttore generale di Veronafiere
Pubblicato
20 ore fa-
30 Luglio 2026di
Redazione
VERONA (ITALPRESS) – Giovanni Sacripante è il nuovo direttore generale di Veronafiere Spa. Professionista con una consolidata esperienza nel general management, nella trasformazione digitale, nel business development e nell’organizzazione di grandi eventi, Sacripante torna in Fiera a Verona dove aveva già ricoperto il ruolo di direttore commerciale nel biennio 2010-2012.
Durante la sua precedente esperienza a Veronafiere, la società aveva registrato una crescita dell’EBITDA del 20% e una quota di mercato salita al 16,6%, avviando al contempo un percorso di espansione internazionale attraverso accordi fieristici e le prime acquisizioni a livello di Gruppo in Brasile. La nomina da parte del CdA “consolida il modello organizzativo di Veronafiere e punta a rafforzare la capacità gestionale di tradurre gli indirizzi strategici in progetti concreti – si legge in una nota -: un assetto funzionale ad accompagnare lo sviluppo delle manifestazioni, in uno scenario caratterizzato dalla crescente internazionalizzazione dei mercati e dall’integrazione tra attività fisiche e nuovi strumenti digitali di relazione con le imprese”.
Sacripante lavorerà inoltre alla definizione del nuovo Piano industriale, chiamato a proseguire la forza propulsiva di “ONE Veronafiere 2024-2026”, che giunge quest’anno a compimento “dopo aver sostenuto il rafforzamento dei brand in Italia e all’estero, l’ampliamento del portafoglio di manifestazioni e l’evoluzione dei servizi e delle infrastrutture”.
“Con Giovanni Sacripante torna a Veronafiere un manager che conosce la nostra realtà e il settore fieristico, portando al tempo stesso un patrimonio di competenze maturate in importanti aziende multinazionali, grandi eventi come Expo Milano 2015 e organizzazioni complesse – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere -. Il suo profilo unisce orientamento ai risultati, capacità di innovazione e visione internazionale: caratteristiche importanti per accompagnare la prossima fase di sviluppo di Veronafiere come event factory, capace di ideare, sviluppare e organizzare direttamente manifestazioni dotate di una solida brand equity come Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli, Fieragricola, SaMoTer e Progetto Fuoco”.
“Ringrazio il Presidente e il Consiglio di amministrazione per la fiducia – dichiara Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere -. Tornare a Veronafiere significa riconnettersi con un ecosistema straordinario, che ha segnato una tappa fondamentale del mio percorso professionale. Assumo questo incarico con grande responsabilità e con la chiara volontà di mettere a sistema le competenze maturate in contesti eterogenei, oggi cruciali per l’evoluzione del business fieristico. Metteremo al centro il lavoro di squadra, l’attenzione e la valorizzazione delle persone, accelerando sull’innovazione e sulla capacità di leggere in anticipo i macro-trend di mercato per offrire risposte tempestive e competitive alle imprese. In fiera siamo consapevoli di lavorare allo sviluppo di piattaforme strategiche al servizio delle filiere produttive più importanti del sistema-Paese, capaci di aggregare imprese leader nei mercati globali, ed è proprio verso il loro sviluppo che orienteremo la nostra prossima fase di crescita”.
Giovanni Sacripante sarà operativo come nuovo direttore generale di Veronafiere da settembre. Prima di lui, aveva ricoperto l’incarico Adolfo Rebughini.
– foto ufficio stampa Veronafiere –
(ITALPRESS).
Economia
Stellantis, nel secondo trimestre ricavi +13%, Filosa “Continui progressi”
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22 ore fa-
30 Luglio 2026di
Redazione
AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – Stellantis ha annunciato i risultati del secondo trimestre 2026, con ricavi netti in aumento del 13% su base annua e pari a 43,5 miliardi di euro. Il miglioramento è stato trainato principalmente dal Nord America, in crescita del 32% su base annua, e sostenuto dal Sud America, in crescita del 6% su base annua, mentre l’Europa allargata non ha registrato variazioni e le regioni Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico sono in leggero calo. L’utile netto è migliorato a 0,3 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2026, riflettendo volumi più elevati e un ulteriore miglioramento delle prestazioni operative.
Il gruppo sottolinea come i risultati del secondo trimestre siano “positivi, un buon inizio per FaSTLAne 2030. Abbiamo registrato un miglioramento anno su anno di tutti gli indicatori finanziari e delle principali priorità di esecuzione: significativo ritorno alla redditività; Free Cash Flow nuovamente positivo nel secondo trimestre; il primo semestre è nettamente più solido rispetto allo scorso anno”.
AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS – “Il secondo trimestre è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni. Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari con ricavi netti, AOI e flusso di cassa industriale che mostrano tutti incrementi significativi. Con il piano strategico FaSTLAne 2030 in piena fase di attuazione e gli entusiasmanti lanci di prodotti previsti per quest’anno che procedono secondo i piani, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026”, commenta Antonio Filosa, CEO di Stellantis.
Ricavi netti saliti a 43,5 miliardi di euro (+13% rispetto al secondo trimestre 2025); AOI pari a 0,8 miliardi di euro nel secondo trimestre 2026, con un margine AOI dell’1,8% (+120 punti base anno su anno); Industrial Free Cash Flow positivo per 1 miliardo di euro (+1 miliardo rispetto allo scorso anno).
Le vendite in Nord America sono in crescita del 6% anno su anno, in Europa in crescita del 3% anno su anno (+7% includendo le vendite Leapmotor). Posizioni solide in Sud America, dove prosegue la leadership di mercato, e nella regione MEA, con una crescita in Cina-Asia Pacifico, “nonostante le numerose sfide presenti in ciascuna di queste aree”.
Il gruppo è “sulla buona strada per raggiungere la guidance per l’intero esercizio 2026” e conferma l’aspettativa di conseguire un Industrial Free Cash Flow positivo nel 2027. Stellantis parla di “avvio solido dell’implementazione di FaSTLAne 2030. Il piano è pienamente operativo e sta affrontando alcune delle principali sfide strutturali: ampliamento della copertura di mercato, grazie all’introduzione di prodotti quali il nuovo Ram 1500 SRT TRX, il Ram Dakota lanciato in Brasile, DS N°7 e Fiat Grande Panda con motore termico; interventi sui costi attraverso il VCP (Value Creation Program), comprese misure per ridurre i costi di trasformazione, i costi logistici – con miglioramenti significativi – e l’OPE (Overall Production Efficienc), grazie alla sostituzione dei materiali e all’introduzione di nuove tecnologie più efficienti in termini di costo (ad esempio, i catalizzatori); miglioramento della qualità: l’indicatore 3MIS è migliorato del 38% in Nord America e del 24% in Europa su base annua”.
“Il VCP (Value Creation Program) sta accelerando con nuove iniziative per aiutarci a raggiungere l’obiettivo di un run rate annuo di 6 miliardi di euro nel 2028”.
Entro la fine del 2026 sarà implementato il 40% delle iniziative che compongono i 6 miliardi di euro.
Nel 2027 l’AOI beneficerà di 2,4 miliardi di euro – pari al 40% dei 6 miliardi – oltre all’impatto parziale delle iniziative implementate nel corso del 2027. Stellantis inoltre sta “registrando significativi progressi iniziali sul VCP (Value Creation Program)” ed è “sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del 2026 e del 2027”.
– Foto ufficio stampa Stellantis –
(ITALPRESS).


Radio Pavia Breakfast News – 31 luglio 2026
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