Economia
Global Women in PR contro le diseguaglianze sul lavoro
Pubblicato
11 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Promuovere una riflessione sulla conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di vita, analizzando passato, presente e futuro della condizione femminile, con un focus su come superare le disuguaglianze nel lavoro e nella cura: è l’obiettivo di “Oltre le differenze: un’alleanza per trasformare il futuro”, l’evento ospitato in Senato, promosso da Global Women in PR Italia, con il patrocinio di Inclusione Donna, per sottolineare l’importanza delle alleanze tra uomini e donne per raggiungere una maggiore equità di genere e superare le resistenze al cambiamento, coinvolgendo gli uomini attivamente nella cultura della parità per costruire visioni condivise per un futuro più giusto. “La questione femminile assume una centralità, se possibile anche maggiore di quanto non sia stata fino ad ora, soprattutto in relazione con la grande questione dell’inverno demografico. Noi dobbiamo – e il governo Meloni lo sta facendo – predisporre una società capace per le donne che scelgono di avere figli, di poterlo fare senza rischiare di essere reinserite nella categoria dei poveri. Questa è una grande battaglia che rappresenta un’urgenza: 1,2 è un numero che indica il cosiddetto tasso di sostituzione, i figli medi per donne in Italia in età riproduttiva, chi sta meglio in Europa è a 1,7. Ci stiamo spegnendo. E’ un grande tema che riguarda l’antropologia ma anche l’azione di governo”, ha detto Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016.
Per il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, eventi come questo uniscono “l’esperienza di lunghi percorsi e anche degli esempi pratici, tipo quello della Manifattura Italiana Tabacchi, per l’accrescimento di diritti, ma soprattutto una cultura che nasce da un lungo percorso”. Sono “esperienze che devono portarci oggi a riflettere e a capire, superando anche approcci ideologici, come poter affrontare la sfida dell’inclusione e della parità di genere”.
A raccontare la storia della Manifattura Italiana Tabacchi è il Ceo Salvatore La Mantia. “E’ il marchio più storico d’Italia e uno dei più storici d’Europa: qui nell’Ottocento nasce il welfare della donna. E la fortuna ha voluto che anche Maria Montessori nascesse lì, un fatto che sicuramente ha dato una marcia in più alla possibilità per le donne di poter lavorare e nello stesso tempo poter gestire tutte le incombenze domestiche”. Tuttora le donne rappresentano “una percentuale alta all’interno dell’organico, con posti di prestigio e potere. Una storia che, da un lato, è motivo di orgoglio e, dall’altro, stimola a mantenere alto il welfare alto: secondo me tutti gli amministratori delegati, presidenti o direttori generali dovrebbero avere l’obbligo di mantenere un’uguaglianza fra le donne e gli uomini all’interno delle aziende”.
Alleanza, ha spiegato Carola Salvato, presidente del Global Women in PR Italia, vuol dire avere “un approccio fatto soprattutto della volontà di individuare ciò che ci unisce, non ciò che ci separa, e che coinvolge in maniera trasversale tutti gli interlocutori. E’ importante credere al valore dell’alleanza, uomini e donne, perchè insieme possiamo l’impossibile”.
Per Florinda Scicolone, C-Level Legal Corporate Gender Equality and Compliance Advisor, “oggi più che mai abbiamo la necessità e la consapevolezza che si può arrivare alla realizzazione del principio delle pari opportunità solo se avviene un’alleanza, una collaborazione tra uomo e donna, tra le istituzioni, le associazioni e i professionisti del mondo imprenditoriale. Solo così si potrà arrivare alla giustizia sociale, ovvero alla realizzazione del principio delle pari opportunità”.
“Siamo tutti uguali, solo la nostra cultura deve cambiare: non esistono differenze, esistono doveri e diritti per tutti. Come Presidente del Women Economic Forum Italia – ha aggiunto Marilena Citelli Francese – sono in contatto con 150 Paesi e vedo un divario enorme, ma trovo che c’è molta mobilità: ad esempio, nei Paesi africani le donne combattono veramente”, rispetto a quanto avviene “in una civiltà ormai costruita, dove certe donne richiedono ancora di vivere in una confort zone, perchè combattere per i propri diritti o per i doveri degli altri è pesante. Molto meglio, certe volte non parlarne affatto”.
– Foto xi2/Italpress –
(ITALPRESS).
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UniCredit colloca due bond Senior Preferred per un valore complessivo di 2 miliardi di euro
Pubblicato
5 ore fa-
8 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – UniCredit ha emesso oggi con successo un bond Senior Preferred con scadenza 4,5 anni richiamabile dopo 3,5 anni per un importo di 1,25 miliardi di euro e un titolo Senior Preferred con scadenza a 10 anni per 750 milioni di euro, rivolti a investitori istituzionali.
L’emissione è avvenuta in seguito a un processo di book building che ha raccolto domanda complessiva per oltre 7,3 miliardi di euro, con più di 350 ordini da parte di investitori a livello globale. A seguito del forte riscontro ricevuto, sono state fissate le seguenti condizioni per le due tranche:
– per il bond con scadenza a 4,5 anni richiamabile dopo 3,5 anni, il livello inizialmente comunicato al mercato di 85pb sopra il tasso mid-swap a 3,5 anni è stato rivisto e fissato a 55pb. Conseguentemente la cedola annuale è stata determinata pari al 2,875%, con prezzo di emissione/re-offer di 99,778%. L’obbligazione prevede la possibilità di una sola call da parte dell’emittente a luglio 2029. Se l’obbligazione non verrà richiamata, le cedole per i periodi successivi fino alla scadenza verranno fissate sulla base dell’Euribor a 3 mesi più lo spread iniziale di 55pb;
– per il bond con scadenza a 10 anni, il livello inizialmente comunicato al mercato di 120/125pb sopra il tasso mid-swap a 10 anni è stato rivisto e fissato a 95pb. Conseguentemente la cedola annuale è stata determinata pari al 3,80%, con prezzo di emissione/re-offer di 99,738%.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Giorgetti “Nessuna rinuncia alle principali priorità sociali con l’aumento della spesa per la Difesa”
Pubblicato
9 ore fa-
8 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza, anche al fine di ottemperare agli impegni presi durante il summit della NATO tenutosi a L’Aia lo scorso giugno, appare cruciale attendere gli esiti della stima del deficit del 2025 che l’Istat notificherà alla Commissione europea a marzo. Nel caso in cui questa dovesse risultare inferiore al 3%, verrebbe attivato il procedimento di uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo: ciò consentirebbe di confermare l’intento e i contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica, ossia l’incremento della spesa per sicurezza e difesa graduale con un’incidenza sul PIL, che può crescere fino a 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio, coperto dalla legge di bilancio”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time in Senato. “Al riguardo, nella misura in cui – grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale – sarà tollerato un sentiero di crescita della spesa netta più ampio in ragione delle sole maggiori spese in difesa e sicurezza, l’aumento della spesa prospettato non comporterebbe nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di natura sociale”, ha spiegato. “Quanto infine alle modalità di finanziamento, si ricorda che il piano relativo allo strumento europeo SAFE, presentato dall’Italia nella misura massima di 14,9 miliardi di euro, è ancora in corso di valutazione insieme ai piani presentati dagli altri Stati membri dell’Unione europea”. Giorgetti ha ricordato che “l’adesione al programma SAFE comporta una dilazione molto in avanti nel tempo della restituzione del relativo prestito rispetto alle emissioni di titoli del debito pubblico, nonché i risparmi conseguenti al differenziale nel tasso di interesse pagato. Al contempo, implica la necessità di sottostare a una serie di regole sostanziali e procedurali che limitano la discrezionalità dei singoli Stati aderenti”. Inoltre, “ulteriori benefici indiretti potranno derivare da effetti quali il rafforzamento della cooperazione del coordinamento con altri partner e l’integrazione della catena del valore a livello dell’Unione europea, nonché dal contributo alla crescita nel settore industriale”.
Giorgetti precisa poi che “l’attivazione della clausola di salvaguardia è funzionalmente collegata allo strumento SAFE, ma è indipendente da questo. La clausola di salvaguardia prevede che, a ricorrere di circostanze eccezionali, in cui la Commissione europea ha esplicitamente incluso l’attuale contesto geopolitico, uno Stato membro possa richiedere al Consiglio l’autorizzazione a deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta definito nel proprio piano strutturale di bilancio di medio termine. Trattandosi di una flessibilità in deroga, l’attivazione della clausola non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo piano strutturale di bilancio di medio termine, ma implicherebbe comunque una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
A novembre tasso di occupazione in calo al 62,6%, crescono gli inattivi: i dati Istat
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15 ore fa-
8 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A novembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 188mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti a termine (2 milioni 477mila) e gli autonomi (5 milioni 215mila), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 496mila). Lo stima l’Istat, aggiungendo che l’occupazione aumenta rispetto a novembre 2024 (+179mila occupati in un anno), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+258mila) e degli autonomi (+126mila) parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine (-204mila). Su base mensile, il tasso di occupazione e di disoccupazione scendono al 62,6% e al 5,7% rispettivamente, mentre il tasso di inattività sale al 33,5%. Nello specifico, a novembre 2025, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi.
La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -34mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni; il numero di occupati cresce per i 25-34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di occupazione cala al 62,6% (-0,1 punti). La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2,0%, pari a -30mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età tranne i 25-34enni per i quali il numero dei disoccupati è in leggero aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 5,7% (-0,1 punti), quello giovanile al 18,8% (-0,8 punti). La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +72mila unità) interessa entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,5% (+0,2 punti).
Confrontando il trimestre settembre-novembre 2025 con quello precedente (giugno-agosto) si registra una crescita nel numero di occupati (+0,3%, pari a +66mila unità). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-3,1%, pari a -48mila unità) e sono sostanzialmente stabili gli inattivi di 15-64 anni. A novembre 2025, il numero di occupati supera quello di novembre 2024 dello 0,7% (+179mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,3 punti percentuali. Rispetto a novembre 2024, cala sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,7%, pari a -106mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -35mila unità).
– foto grafico Istat –
(ITALPRESS).

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