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500 ANNI DI STORIA IN UN FRANCOBOLLO

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500 ANNI DI STORIA IN UN FRANCOBOLLO
Un piccolo pezzo di carta per celebrare un grande evento storico. Oggi è stato emesso un francobollo commemorativo per i 500 anni della Battaglia di Pavia, un tributo filatelico che ricorda uno degli scontri più importanti del Rinascimento europeo. Era il 1525 quando, nei pressi di Pavia, l’esercito imperiale di Carlo V e quello francese guidato da Francesco I si scontrarono in una battaglia che avrebbe cambiato le sorti d’Europa. A prevalere furono le truppe imperiali: il re di Francia venne catturato e condotto a Madrid, dove fu costretto a firmare un trattato di pace che sanciva la perdita del Ducato di Milano e il controllo francese sul Nord Italia. Il francobollo emesso oggi per l’occasione riproduce un dettaglio di uno degli arazzi della Battaglia di Pavia, autentici capolavori della manifattura fiamminga del Cinquecento. Realizzati tra il 1528 e il 1531 a Bruxelles dagli arazzieri Willem e Jan Dermoyen, su disegni del pittore Bernard van Orley, questi preziosi tessuti sono conservati al Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli. Il francobollo, valido per la posta ordinaria, non è solo un oggetto da collezione, ma anche un omaggio alla memoria storica e artistica del nostro Paese. La rievocazione della battaglia, andata in scena domenica fra costumi d’epoca e sfilate storiche, ha riportato Pavia al centro della storia europea, a cinque secoli di distanza da quel fatidico scontro. Un modo per non dimenticare e, perché no, per appassionare anche le nuove generazioni a un passato che ancora oggi parla al presente.

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 13 aprile 2026

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 13 aprile 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.

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S. MESSA DI DOMENICA 12 APRILE 2026 – II DI PASQUA (o della Divina Misericordia) / A

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Dalla chiesa di Porana di Pizzale (PV) la Santa Messa di Domenica 12 Aprile 2026, II di Pasqua (o della Divina Misericordia) / A. Celebra Don Marko Osuru Alisentus.

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Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

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La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

Oggi parliamo di innovazione o meglio di come spesso la raccontiamo, perché tra eventi, passerelle e storytelling il rischio è sempre lo stesso: fare tanto rumore e lasciare poco. Prendiamo la Pavia Innovation Week, una settimana di incontri, ospiti, talk e nomi importanti, una manifestazione che sulla carta prometteva molto: contaminazione, visione e futuro. Ma la domanda resta una, semplice e inevitabile: cosa resta davvero al territorio? La sensazione, osservando il programma e gli appuntamenti svolti, è quella di un evento da "tutto e niente". "Tutto" perché dentro c’è stato di tutto: tecnologia, cultura, impresa, università, startup, comunicazione. "Niente" perché è mancato un filo rosso chiaro, una direzione precisa, una ricaduta concreta. È il classico rischio del calderone: mettere insieme tanti contenuti senza costruire un’identità, senza scegliere davvero cosa si vuole essere. Perché l’innovazione non è una parola da usare nei titoli ma un processo che richiede selezione, visione e anche la capacità di dire "no": non si può parlare di tutto nello stesso modo nello stesso spazio aspettandosi che il risultato sia incisivo. Poi c’è il tema del glamour: ospiti nazionali, nomi forti, visibilità mediatica, tutto utile e legittimo ma attenzione, perché il rischio è che un evento diventi una vetrina più che un motore, un racconto più che una trasformazione. E allora la domanda vera diventa un’altra: quale eredità lascia la Pavia Innovation Week, un progetto concreto, una rete stabile tra imprese, un’opportunità reale per i giovani, un investimento che resta oppure contenuti che si esauriscono nel tempo di un post? Non è una critica sterile ma una riflessione necessaria, perché eventi così hanno un potenziale enorme ma devono scegliere, essere contenitori o strumenti, perché innovazione non è riempire un programma ma lasciare un segno e oggi più che mai i territori hanno bisogno di segni concreti, non solo di riflettori.

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