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Economia

Per Piaggio utile netto di 67,2 milioni nel 2024, Colaninno “Consolidato ottimi margini”

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PONTEDERA (PISA) (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Piaggio, riunitosi sotto la presidenza di Matteo Colaninno, ha esaminato e approvato il Progetto di Bilancio e il Bilancio consolidato del Gruppo Piaggio per l’esercizio 2024, nonché la rendicontazione consolidata di sostenibilità al 31 dicembre 20241. I ricavi netti consolidati del Gruppo nel 2024 sono stati pari a 1.701,3 milioni di euro (-14,3% rispetto a 1.985,1 milioni di euro nel 2023).

A livello geografico è stata registrata una flessione generale che ha riflesso la politica di riduzione dei magazzini da parte dei dealers e la contrazione del mercato premium in APAC: Emea e Americas hanno segnato un -11,8%, Asia Pacific -32,4% (-30,4% a cambi costanti) mentre l’India -3,9% (-2,6% a cambi costanti). Il margine lordo industriale è stato pari a 497,1 milioni di euro (-12% rispetto ai 565,2 milioni di euro registrati nel 2023), con un’incidenza sul fatturato del 29,2% (28,5% nel 2023).

Le spese operative sostenute dal Gruppo al 31 dicembre 2024 sono risultate pari a 349,4 milioni di euro (-9,1% rispetto a 384,5 milioni di euro nel 2023). L’evoluzione del conto economico porta a un EBITDA consolidato di 286,7 milioni di euro (-11,8% rispetto ai 325 milioni di euro nel 2023). L’EBITDA margin è pari al 16,9%, il risultato più alto di sempre (16,4% al 31 dicembre 2023). Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a 147,7 milioni di euro (-18,2% rispetto ai 180,7 milioni di euro nel 2023). L’EBIT margin è pari a 8,7% (9,1% al 31 dicembre 2023). Il risultato ante imposte del periodo è stato pari a 97,4 milioni di euro (-28,1 rispetto ai 135,3 milioni di euro nel 2023).

Le imposte di periodo sono state pari a 30,1 milioni di euro, con un’incidenza del 31% sul risultato ante imposte. Nel 2024 il Gruppo Piaggio ha consuntivato un utile netto positivo per 67,2 milioni di euro (4% sul fatturato), in contrazione del 26,2% rispetto ai 91,1 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (4,6% sul fatturato). L’indebitamento finanziario netto (PFN) al 31 dicembre 2024 risulta pari a 534 milioni di euro (434 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2023). Il temporaneo aumento riflette la riduzione del debito commerciale e l’andamento degli investimenti.

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Le parole di Colaninno

“Il Gruppo Piaggio ha consolidato ottimi margini nel 2024 grazie a una attenta gestione della produttività in un momento economico denso di molte anomalie. La contrazione del fatturato è la diretta conseguenza della corretta strategia di riduzione dei magazzini da parte dei dealers in tutto il mondo. Questa decisione ha consentito di mantenere redditizia la rete distributiva e allo stesso tempo di prepararci al 2025 con pragmatismo”. Lo afferma in una nota Michele Colaninno, Amministratore delegato – CEO del Gruppo Piaggio. “La situazione economica globale non ha ancora evidenziato quell’inversione di tendenza che possa riportare una solida crescita dei consumi, analoga a quella registrata fino al 2023: alti tassi di interesse e la repentina impennata del tasso di inflazione degli ultimi due anni hanno rallentato la spesa. Il mercato di alta gamma asiatico ha subito la contrazione maggiore. Gli investimenti dell’anno nei prodotti dei nostri marchi iconici, nella ricerca e nella tecnologia, e nei poli produttivi non hanno subito rallentamenti e, al momento, anche per l’esercizio in corso continueremo su questo tracciato – aggiunge -. Ovviamente è doveroso mantenere il controllo sulla generazione di cassa fin a quando non si potranno registrare andamenti positivi dei mercati. Riteniamo che anche il 2025 sarà definito da molteplici variabili ma al contempo potrà evidenziare una crescita rispetto all’anno appena concluso”.

– foto ufficio stampa Piaggio –

(ITALPRESS).

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Economia

Nel 2025 i contact center bancari hanno gestito 50,2 milioni di telefonate in ingresso: i dati dell’indagine condotta dall’Abi

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ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 i contact center bancari hanno gestito 50,2 milioni di telefonate in ingresso, alle quali si aggiungono 9 milioni di chiamate proattive effettuate verso la clientela”. Significativo anche il ricorso ai canali digitali: “sono stati registrati circa 17,2 milioni di contatti via chat e circa 1,6 milioni di interazioni tramite e-mail”. È quanto emerge dall‘indagine annuale dell’Osservatorio sui Contact Center bancari condotto dall’ABI e da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana.

Secondo la ricerca, la durata media delle chiamate è di quasi 5 minuti, con circa il 90% delle richieste risolte al primo contatto e un tempo di attesa medio di poco superiore a un minuto. Per le chat, il tempo di attesa si attesta intorno ai 2 minuti e mezzo, con una durata media di 8 minuti e il 72,2% dei problemi risolti nel corso dell’interazione.

La qualità della relazione resta il principale obiettivo dei contact center bancari. Tra le priorità indicate dagli operatori spiccano la soddisfazione della clientela, segnalata dal 92% delle banche coinvolte nell’indagine, e la fidelizzazione, indicata dall’88%. Seguono il supporto alla reputazione aziendale e la promozione dell’utilizzo dei canali digitali, entrambi citati dal 67% degli intervistati. Rilevanti anche le attività legate alla vendita di prodotti (39%) e alla consulenza e al supporto all’acquisto in ambito digitale (35%).

Le persone sono il principale punto di forza del servizio: gli operatori sono 6.551, con una crescita del 17% degli FTE (Full-Time Equivalent – Unità di Lavoro a Tempo Pieno) nel periodo 2021-2025, a testimonianza del valore apportato al canale. Parallelamente, la formazione è oggi fortemente orientata allo sviluppo di competenze digitali, relazionali (soft skill) e legate all’Intelligenza Artificiale.

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Il supporto sui canali digitali si conferma la principale motivazione di contatto con i contact center bancari. Un dato che evidenzia come la crescita della relazione online tra banca e cliente proceda in parallelo con il supporto umano garantito dagli operatori: il contact center continua infatti a rappresentare un importante punto di riferimento per la clientela nell’utilizzo dei servizi digitali.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

SACE e Bank of Africa insieme per sostenere nuovi progetti e opportunità di business nel continente africano

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CASABLANCA (MAROCCO) (ITALPRESS) – SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e Bank of Africa, tra i principali gruppi bancari del continente africano, hanno sottoscritto oggi a Casablanca un accordo di collaborazione finalizzato a sviluppare nuove opportunità di finanziamento e investimento in Africa e a favorire il coinvolgimento delle imprese e delle filiere italiane nei progetti strategici promossi nel continente.

L’accordo, firmato da Mario Melillo, Chief Network Officer di SACE, e da Khalid Nasr, Direttore Generale per il Marocco – Corporate & Investment Banking Bank of Africa, consentirà di mettere a fattor comune competenze, strumenti e capacità di intervento: da un lato, la presenza capillare di Bank of Africa e la sua conoscenza dei mercati locali; dall’altro, le soluzioni assicurative, finanziarie e di mitigazione del rischio messe a disposizione da SACE per sostenere la competitività, l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

In particolare, SACE e Bank of Africa collaboreranno per individuare e sviluppare nuove operazioni, strutturare soluzioni finanziarie integrate e facilitare l’accesso a finanziamenti competitivi per progetti che prevedano il coinvolgimento di fornitori italiani. L’intesa riguarderà anche iniziative di business matching tra imprese italiane e controparti africane, attività promozionali e di formazione e momenti di confronto dedicati alla conoscenza dei mercati locali, con particolare attenzione ai settori dell’energia, delle infrastrutture, dell’agribusiness, delle risorse idriche, della sanità e dell’istruzione.

L’accordo si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal Piano Mattei per l’Africa della Presidenza del Consiglio dei Ministri e contribuisce a rafforzare la capacità di individuare, strutturare e sostenere il finanziamento di progetti ad alto potenziale nei principali mercati africani, consolidando il partenariato economico e industriale tra Italia e Africa.

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“La firma di questo Memorandum conferma il ruolo del Marocco come partner strategico dell’Italia per lo sviluppo di progetti comuni in Africa. Mettendo a sistema le competenze di SACE e la presenza capillare di Bank of Africa, questo accordo aprirà nuove opportunità per le imprese italiane e contribuirà a promuovere investimenti capaci di generare crescita, occupazione e sviluppo sostenibile nel continente. È un esempio concreto di come la collaborazione tra Italia e Marocco possa tradursi in iniziative di reciproco beneficio, con una forte proiezione africana”, ha dichiarato Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia nel Regno del Marocco.

“Questa collaborazione rappresenta un passo importante per rafforzare la nostra capacità di accompagnare le imprese italiane verso le opportunità offerte dai mercati africani”, ha dichiarato Mario Melillo, Chief Network Officer di SACE. “La presenza capillare e la conoscenza dei mercati locali di Bank of Africa, unite ai nostri strumenti assicurativo-finanziari e alla nostra capacità di creare connessioni tra imprese e controparti africane, ci consentiranno di individuare e sviluppare una pipeline concreta di progetti, favorendo una partecipazione sempre più qualificata delle filiere italiane. SACE è oggi la prima Export Credit Agency per nuovi impegni in Africa: un posizionamento che conferma la centralità del continente nella nostra strategia e il nostro impegno, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei, a costruire partnership di lungo periodo capaci di generare crescita condivisa tra Italia e Africa”.

“Bank of Africa – BMCE Group è un punto di accesso privilegiato ai mercati africani e mette a disposizione la capacità operativa locale necessaria per trasformare le opportunità finanziarie in progetti concreti – ha dichiarato Khalid Nasr, Executive General Manager di Bank of Africa – BMCE Group -. La nostra presenza capillare e il forte radicamento nei tessuti economici locali ci consentono di individuare iniziative solide, accompagnarne lo sviluppo e facilitare il dialogo con i diversi contesti normativi. Alle imprese italiane possiamo offrire accesso alla nostra ampia rete corporate, a infrastrutture di pagamento sicure su scala panafricana e a soluzioni di finanziamento locale su misura. In sinergia con SACE, vogliamo contribuire non solo a rendere possibili nuovi investimenti, ma anche ad assicurarne un’attuazione efficace e una crescita sostenibile nel lungo periodo nei mercati africani”.

– Foto ufficio stampa SACE –

(ITALPRESS).

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Economia

Caro energia, per Confcommercio le imprese del terziario rischiano 150 milioni al mese di rincari

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ROMA (ITALPRESS) – Le tensioni internazionali e il caldo record stanno facendo impennare i costi di energia e carburanti, con pesanti ricadute sulle imprese del terziario di mercato. E’ quanto evidenzia Confcommercio sull’impatto dei rincari energetici sulle imprese del terziario di mercato. Questa settimana il prezzo dell’energia elettrica è salito a 174,2 euro/MWh, l’8,2% in più della settimana precedente e addirittura il 37% in più rispetto alla media dei primi sei mesi del 2026.

Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi – osserva Confcommercio -, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe, nei prossimi mesi, di circa il 22% rispetto alla media del primo semestre dell’anno, con un aggravio, complessivamente, superiore ai 150 milioni di euro. A pesare – prosegue – oltre alle tensioni sui mercati internazionali, è anche l’aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature, che colpisce in particolare le attività commerciali, del turismo e dei servizi per climatizzazione e refrigerazione. E rimane elevato anche il divario tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, confermando le criticità dell’attuale sistema di formazione del prezzo dell’energia.

E’ quindi urgente intervenire per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, così da contenere i costi per le imprese e rafforzarne la competitività. A queste criticità si aggiungono i rincari dei carburanti, in particolare del gasolio, che gravano direttamente sull’autotrasporto e, di riflesso, sull’intera filiera della distribuzione.

Il settore continua, infatti, a dipendere quasi esclusivamente dai carburanti tradizionali: nel 2025 in Italia sono stati consumati circa 23 milioni di tonnellate di gasolio e 8,9 milioni di tonnellate di benzina per autotrazione. In questo contesto, e con la crisi che si sta estendendo anche al Mar Rosso, va garantito l’approvvigionamento dei prodotti energetici e va evitato l’aumento dei prezzi che, come nel caso del gasolio, già registrano rialzi che nei prossimi giorni rischiano di tornare ai picchi di marzo. Confcommercio chiede pertanto al Governo misure urgenti per scongiurare nuovi fenomeni speculativi sui mercati dei prodotti energetici ed evitare che le imprese del settore debbano affrontare ulteriori aumenti dei costi, incrementati negli ultimi mesi di circa il 30%.

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– Foto Ipa Agency –

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