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Baroni “Niente calcoli, col Viktoria serve la migliore Lazio”

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ROMA (ITALPRESS) – La straordinaria vittoria contro il Milan deve dare ulteriore convinzione, ma adesso il campionato deve lasciare il passo all’Europa League, dove la Lazio si prepara ad affrontare la sfida di andata degli ottavi di finale, contro il Viktoria Plzen. Quanto fatto di buono nel super girone, chiuso da primatista, dovrà essere confermato nella fase ad eliminazione diretta; il tabellone è pienamente alla portata dei biancocelesti che possono e devono provare ad arrivare fino in fondo alla competizione.

Lo sa bene Baroni che però non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia. “Sentiamo la responsabilità ma fa parte del nostro lavoro. Qui si gioca come se non ci fosse un domani, non possiamo fare calcoli. L’importanza della partita ci obbliga a farlo, non possiamo sbagliare. La squadra non sbaglierà prestazione, anche se abbiamo avuto poco tempo per preparare la partita sappiamo cosa dobbiamo fare. Questo è un campo difficile, qui il Viktoria ha messo tutti in difficoltà. Servirà la miglior Lazio”.

Queste le parole dell’allenatore biancoceleste, alle quali fanno eco quelle di Dia, convinto che sia necessario “alzare il livello collettivo e individuale per poter portare a casa la vittoria. Siamo pronti e vogliamo fare le cose per bene”. Per la sfida della Doosan Arena, il tecnico dovrà fare i conti con la pesante assenza di Zaccagni che non verrà rischiato nonostante “gli esami abbiano dato esito negativo”, così come quella di Dele-Bashiru; senza dimenticare Hysaj e, soprattutto, Castellanos.

In compenso Baroni, avrà a disposizione Marusic, anche se non al meglio della condizione. Davanti a Mandas, dovrebbe però agire la coppia di centrali composta da Gigot e Romagnoli – recuperato in tempo per il match europeo -, con Lazzari e Nuno Tavares rispettivamente a destra e a sinistra. In mezzo al campo Vecino è a disposizione ma è probabile che possa partire dalla panchina; spazio quindi ai soliti Rovella e Guendouzi. Sulla trequarti, al posto del capitano biancoceleste, agirà Pedro che in Europa e in campionato ha dimostrato di poter essere ancora determinante, con Isaksen e Dia a completare il reparto. Davanti, il riferimento sarà Noslin.

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– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Scalvini, Krstovic e Raspadori firmano il tris dell’Atalanta a Lecce

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LECCE (ITALPRESS) – L’Atalanta vince 3-0 in casa del Lecce e accorcia le distanze sulla Roma e sul Como, portandosi a -5 dal quarto posto e rimanendo in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. Decisive le reti messe a segno da Scalvini, Krstovic e Raspadori, sabato ci sarà lo scontro diretto contro la Juventus, a Bergamo. I salentini non hanno sfruttato la doppia frenata di Cremonese e Cagliari rimanendo a quota 27, in terzultima posizione, nel prossimo turno ci sarà la sfida contro il Bologna.

La partita è cominciata con una protesta di un quarto d’ora da parte della curva nord dei padroni di casa a causa delle restrizioni che hanno colpito i tifosi giallorossi. Il 4-2-3-1 pensato da Di Francesco ha imbrigliato il palleggio atalantino, Ederson e De Roon hanno faticato a creare gioco anche per via del pressing di Fofana. Il centrocampista togolese si è divorato la prima occasione della partita calciando alto dopo un’azione manovrata dei suoi. La risposta dell’Atalanta è arrivata con De Ketelaere su sponda di Krstovic, ma Falcone si è superato deviando in calcio d’angolo. Al 29′, dopo una fase di stallo, l’Atalanta ha trovato la rete del vantaggio: Scalvini, dopo essersi sganciato coi tempi giusti, ha fintato il tiro superando prima Ndaba e trovando poi la conclusione del vantaggio. Al tramonto del primo tempo Krstovic, di prima intenzione, ha avuto la chance per il 2-0, ma Falcone si è superato nuovamente con un ottimo intervento.

Nella ripresa i bergamaschi hanno iniziato con un ritmo differente, dopo pochi minuti è stato annullato un gol ad Ederson per una posizione di fuorigioco. Al 14′ della ripresa, Krstovic – ancora imbeccato da De Ketelaere -, ha segnato il 2-0 con troppa facilità, a causa di una disattenzione della difesa leccese. Di Francesco ha provato a mescolare le carte, ma non è bastato per ribaltare l’inerzia di una partita già scritta. Palladino ha sfruttato le occasioni per un paio di rotazioni, al 28′ Raspadori, dopo una serie di rimpalli, ha scaricato in rete il pallone dello 0-3.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

LECCE (4-2-3-1): Falcone 6.5; Veiga 5 (23’st N’Dri 6), Siebert 5, Gabriel 5, Ndaba 4.5; Ramadani 5.5 (23’st Coulibaly 6), Ngom 5; Pierotti 5, Fofana 5 (1’st Gandelman 6), Banda 5.5; Cheddira 5 (34’st Stulic sv). In panchina: Fruchtl, Samooja, Sala, Perez, Helgasson, Jean, Gorter, Marchwinski. Allenatore: Di Francesco 5.

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ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Scalvini 7, Djimsiti 6.5 (25’st Kossounou 6), Kolasinac 6.5; Zappacosta 6.5 (25’st Bellanova 6), De Roon 6.5 (18’st Pasalic 6.5), Ederson 7, Bernasconi 6.5; De Ketelaere 7.5, Zalewski 6.5 (18’st Raspadori 7); Krstovic 7 (35’st Sulemana sv). In panchina: Pardel, Sportiello, Bakker, Musah, Samardzic, Navarro, Ahanor. Allenatore: Palladino 7.

ARBITRO: La Penna di Roma 6.5
RETI: 29′ pt Scalvini, 14’st Krstovic, 28’st Raspadori.
NOTE: terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Djimsiti, Zappacosta. Angoli 2-5. Recupero 2’pt, 3’st.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Festa Benevento, torna in Serie B dopo tre anni

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BENEVENTO (ITALPRESS) – Il Benevento torna in Serie B a tre anni dall’ultima partecipazione. La promozione è diventata matematica, con tre giornate di anticipo, al termine del derby con la Salernitana, vinto dai giallorossi, e grazie al contemporaneo ko del Catania nella gara interna contro il Picerno. Un incrocio di risultati che ha certificato il primo posto del Benevento e il ritorno nel campionato cadetto. Si chiude così una stagione lunga e complessa, affrontata dal Benevento con continuità e solidità.

Un percorso costruito nel tempo e consolidato soprattutto nella seconda parte del campionato, quando la squadra ha saputo imprimere un cambio di passo decisivo, allungando sulle dirette concorrenti e presentandosi al rush finale con un margine di sicurezza. Determinante si è rivelata anche una scelta tecnica che ha segnato il punto di svolta della stagione. Dopo tredici giornate, con la squadra al secondo posto a breve distanza dalla vetta, la società ha deciso di interrompere il rapporto con Gaetano Auteri, affidando la guida tecnica ad Antonio Floro Flores, fino a quel momento allenatore della formazione Primavera. Una decisione accolta inizialmente con sorpresa, che si è invece dimostrata vincente. Fra l’altro il Benevento non aveva mai vinto un campionato dopo aver cambiato allenatore.

Sotto la nuova gestione tecnica, la squadra sannita ha cambiato marcia, inanellando una lunga serie di risultati positivi, con poche sconfitte complessive e una media punti da promozione diretta. La squadra ha mostrato maggiore solidità mentale, continuità di rendimento e capacità di gestire anche le fasi più delicate del campionato. La promozione è il risultato anche della stabilità societaria garantita dal presidente Oreste Vigorito, alla guida del club da vent’anni. Una gestione improntata alla programmazione e alla sostenibilità, che ha permesso al Benevento di affrontare il triennio post retrocessione senza smarrire identità e ambizione, ponendo le basi per un ritorno immediato nelle categorie superiori.

Sul piano tecnico, il Benevento sta per chiudere il campionato con il miglior attacco dei tre gironi della serie C, confermandosi squadra completa e propositiva. Un dato che fotografa l’efficacia del lavoro svolto e la capacità del gruppo di incidere con continuità, senza rinunciare all’equilibrio. Il derby con la Salernitana, gara dal forte valore simbolico, si è trasformato nella giornata decisiva della stagione. Una vittoria che ha sancito la promozione e dato il via ai festeggiamenti sugli spalti e in città, coronando un campionato vissuto stabilmente ai vertici.

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Con il ritorno in Serie B si apre ora una nuova fase per il club giallorosso. La categoria imporrà scelte attente e una pianificazione mirata, con l’obiettivo di consolidare la presenza tra i cadetti. Per il Benevento, però, è prima di tutto tempo di celebrare una promozione che chiude tre anni di attesa e rilancia il progetto sportivo del club.

– Foto IPA Agency –

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A Montecarlo subito fuori Arnaldi per mano di Garin. Baez sarà il primo avversario di Alcaraz

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MONTECARLO (MONACO) (ITALPRESS) – Continua il 2026 da incubo per Matteo Arnaldi. Sconfitto nel decisivo turno delle qualificazioni ma ripescato come lucky loser, il 25enne sanremese esce subito di scena al “Rolex Monte-Carlo Masters”, il primo Masters 1000 stagionale sulla terra battuta, in programma al Country Club nel Principato con un montepremi da 6.309.095 euro. Arnaldi, numero 107 del mondo e che in questa stagione non ha mai superato il primo turno nel tabellone principale di un torneo Atp, cede per 6-2 6-4 contro Cristian Garin, numero 100 e pure lui proveniente dalle qualificazioni. Montecarlo resta un tabù per Arnaldi che anche negli ultimi due anni aveva perso al primo turno.

Sarà Sebastian Baez l’avversario di Carlos Alcaraz al secondo turno. L’argentino ha rifilato un doppio 7-5 a Stan Wawrinka e sfiderà il campione in carica, numero uno del mondo e del tabellone, che fa il suo ingresso nel torneo direttamente al secondo turno. Reduce dalla finale di Miami persa con Sinner, Jiri Lehecka, numero 11 del seeding, parte bene nel Principato anche se ha bisogno di tre set per avere ragione di Emilio Nava: 7-6(1) 6-7(8) 6-2 dopo poco più di tre ore di gioco. Fuori invece Karen Khachanov, testa di serie numero 12, battuto 7-5 6-2 da Arthur Rinderknech, mentre Andrei Rublev (n.13) la spunta al terzo con Nuno Borges (6-4 1-6 6-1).

DOPPIO, BERRETTINI-VAVASSORI AL 2° TURNO

Reduce dal primo “1000” in carriera vinto in coppia con Simone Bolelli a Miami, Andrea Vavassori riparte con una vittoria, stavolta al fianco di Matteo Berrettini. I due azzurri, nel tabellone principale grazie ad una wild card, hanno sconfitto all’esordio il duo formato da Alex de Minaur e Cameron Norrie per 6-4 4-6 10-5. Prossimi rivali Harri Heliovaara ed Henry Patten, accreditati della terza testa di serie.

– Foto IPA Agency –

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