Economia
Panetta “Bce deve restare pragmatica e basarsi sui dati”
Pubblicato
11 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “La BCE deve rimanere pragmatica e basarsi sui dati”. Lo scrive il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in un editoriale sul Financial Times.
“Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha osservato che i tassi di riferimento stanno diventando “significativamente meno restrittivi”. Ciò significa che si stanno avvicinando gradualmente a un livello neutro, o R-star come è noto agli economisti. Questo livello non stimola né limita l’attività economica, ma è il tasso di interesse a breve termine che mantiene stabile l’inflazione e piena occupazione una volta che gli shock temporanei si sono dissipati”, spiega Panetta, sottolineando che “R-star è un obiettivo mobile e invisibile” e “per l’area dell’euro, le stime attuali variano tra l’1,5 e il 2,5 per cento in termini nominali”.
“Ciò mette i banchieri centrali in difficoltà – prosegue -. Da un lato, R-star è essenziale: i tassi di riferimento possono essere considerati solo “espansivi” o “restrittivi” rispetto a esso. Dall’altro, è sfuggente: un parametro di riferimento incerto e in continua evoluzione è una base traballante per l’elaborazione delle politiche”.
“Per gestire questa incertezza, le banche centrali devono utilizzare R-star in modo pragmatico. Quando i tassi di riferimento devono essere tutt’altro che neutrali, anche le stime approssimative sono utili. Nel 2022-23, la BCE sapeva che i tassi erano ben al di sopra della neutralità, deliberatamente, per combattere l’inflazione – sottolinea il governatore della Banca d’Italia -. Con loro al 4 per cento, anche un margine di errore di 1 punto percentuale intorno a R-star non ha cambiato la sua valutazione: la posizione era chiaramente “restrittiva”. Ma man mano che l’inflazione scende e i tassi si avvicinano alla neutralità, l’incertezza diventa un problema. I decisori politici entrano in una “zona grigia” in cui la politica monetaria può sembrare espansiva o restrittiva a seconda della stima R-star utilizzata, rendendo le stime inutili”.
Panetta poi illustra “una semplice regola pratica: quando i tassi devono essere tutt’altro che neutrali, date peso alle stime R-star. Non consentiranno una calibrazione precisa della posizione, ma aiutano a valutare se la politica monetaria è espansiva o restrittiva. Quando i tassi sono prossimi alla neutralità, concentratevi sulle proiezioni di inflazione e sulle prospettive macroeconomiche più ampie. Se i tassi di interesse rientrano nella zona grigia della R-star, l’inflazione sta diminuendo verso l’obiettivo e la crescita rimane debole, è probabile che la politica sia ancora restrittiva. Il mandato principale della BCE è la stabilità dei prezzi. Le stime dei tassi neutrali offrono un contesto utile, ma non dovrebbero dettare la politica. In questa fase, le proiezioni di inflazione forniscono una guida migliore”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Economia
La Commissione Ue approva il prestito ponte da 390 milioni per l’ex Ilva
Pubblicato
2 ore fa-
9 Febbraio 2026di
Redazione
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, “un prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro per Acciaierie d’Italia (“AdI”, ex Ilva)”. E’ quanto si legge in una nota della Commissione, che precisa come la misura miri a garantire che AdI possa coprire i propri costi operativi fino al trasferimento dell’attività a un nuovo operatore. Quest’ultimo sarà a sua volta selezionato tramite una gara d’appalto attualmente in corso. Il comunicato di Bruxelles ricorda che AdI è il principale produttore siderurgico integrato in Italia, con otto diversi siti produttivi e di assistenza. Il più grande di questi è l’acciaieria integrata di Taranto. L’azienda impiega circa 10.000 persone. Lo stabilimento di Taranto occupa una superficie di 15 milioni di metri quadrati, impiega circa 8.000 dipendenti e ha una capacità produttiva limitata a 6 milioni di tonnellate di acciaio al carbonio grezzo all’anno.
Lo stabilimento di Taranto rifornisce i settori automobilistico e della componentistica, degli elettrodomestici, dell’edilizia e delle infrastrutture, del packaging, dell’ingegneria meccanica e dell’industria energetica. AdI si trova attualmente in difficoltà finanziarie, ricorda il comunicato della Commissione europea, ed è sottoposta a procedura di insolvenza da febbraio 2024. L’attività è oggetto di una gara d’appalto in corso. L’Italia prevede di completare a breve la procedura di vendita e di trasferire l’attività all’offerente selezionato. Fino ad allora, precisa la Commissione, AdI dovrà far fronte a un grave fabbisogno di liquidità per coprire i costi operativi, come il pagamento dei fornitori e degli stipendi. Il prestito di salvataggio autorizzato dalla Commissione mira dunque a coprire tali costi operativi per i mesi a venire.
Poiché il settore siderurgico è attualmente escluso dagli orientamenti del 2014 sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione (“orientamenti R&R”), la Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Considerati i nuovi e sostanziali sviluppi intervenuti nei mercati siderurgici all’interno dell’Ue e a livello mondiale dal 2014, la Commissione ha proposto, nell’ambito della revisione in corso, di ampliare l’ambito di applicazione degli orientamenti per includere il settore siderurgico.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
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Pubblicato
2 ore fa-
9 Febbraio 2026di
Redazione
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– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Unicredit da record nel 2025, utile netto di 10,6 miliardi
Pubblicato
12 ore fa-
9 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Unicredit chiude un 2025 da record con un utile netto di 10,6 miliardi di euro (+14%). “UniCredit – ha sottolineato l’amministratore delegato Andrea Orcel – ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo 10,6 miliardi di utile netto, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno, ed un RoTE del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative. Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo. Abbiamo concluso l’anno con un solido CET1 ratio del 14,7% e una distribuzione agli azionisti tra le migliori nel settore per 9,5 miliardi, dei quali 4,75 miliardi in dividendi. Abbiamo dato prova ulteriore di una efficienza operativa fra le migliori nel settore e pari al 38%. La nostra ambizione sta portando con costanza a sovraperformare in termini di crescita redditizia e in grado di generare capitale e in termini di distribuzioni, e siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni”.
“Guardando avanti – aggiunge – la forza combinata delle nostre persone, delle nostre fabbriche prodotto, della nostra capacità di servire i clienti con un approccio multicanale, e delle nostre risorse nell’ambito digitale, dei dati e della IA supporta la nostra ambizione di conseguire una crescita redditizia attrattiva e in grado di generare capitale che porti ad un utile netto pari a circa 13 miliardi e ad un RoTE superiore al 23% nel 2028, con la prospettiva di un ulteriore miglioramento nel 2030. Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità”.
Unicredit prevede nel 2026 “un utile netto pari a circa 11 miliardi con un RoTE superiore al 20%”. Nella transizione da ‘Unicredit Unlocked’ a ‘Unicredit Unlimited’ ambisce a distribuzioni totali cumulate agli azionisti pari a circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e pari a circa 50 miliardi nei prossimi cinque anni. “Distribuzioni annue aggiuntive, sottolinea la banca in una nota, saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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