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Ucraina, gli italiani favorevoli all’invio di aiuti ma non di armi. I risultati del sondaggio

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ROMA (ITALPRESS) – Lo scenario politico internazionale sta vivendo, da diverso tempo, un periodo di crisi generale, con le trattative per raggiungere un accordo di pace tra Russia e Ucraina che seguono un andamento altalenante tra accordi a volte vicini e altre in risalita. Una situazione generale che oltre ad impattare sullo scenario geopolitico internazionale, ha avuto anche delle ricadute dirette sulla vita dei cittadini, anche se in modo minoritario.

Oltre 1 italiano su 3 (il 36,7%), infatti, dichiara che la guerra in Ucraina ha influenzato in maniera molto o abbastanza importante la propria vita quotidiana. In questo contesto la percezione predominate tra la popolazione italiana (il 64,5%) è che l’Unione Europea non stia lavorando in maniera efficace per la risoluzione di questo conflitto. Una percezione che trova d’accordo l’elettorato di tutti i partiti politici senza alcuna distinzione. Di parere leggermente contrario solo gli elettori del partito Azione di Carlo Calenda.

Considerando lo scenario generale e le continue trattative, dunque, oltre un terzo degli italiani si dichiara favorevole all’invio di aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal conflitto, ma condividono meno altre soluzioni come l’invio di armi o truppe. Dati Euromedia Research – Realizzato il 21/03/2025 con metodologia CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.

-Foto Euromedia Research-
(ITALPRESS).

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Strage di Ustica, il Governo si opporrà alla richiesta di archiviazione

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ROMA (ITALPRESS) – Il Governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica.

L’udienza nel corso della quale il giudice sarà chiamato a decidere sulla richiesta di archiviazione è stata fissata per il prossimo 30 settembre. Allo stato attuale non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Milano Pride, Schlein al corteo: “L’omotransfobia uccide, vogliamo una legge contro l’odio”

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MILANO (ITALPRESS) – “L’omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko Moriconi, ucciso a colpi di fucile, da suo padre, insieme alla madre”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a margine del Milano Pride.

Moriconi, ha ricordato Schlein, “qualche tempo fa aveva anche denunciato sui social ‘per mio padre meglio morto che gay’. L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e la politica. Qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Il senso è cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia continua a fare vittime”.

“Qualcuno ancora si stupisce se vogliamo una legge contro l’odio, come era il Ddl Zan, che è stato affossato in Parlamento. E qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza e di stereotipi discriminatori, approvando l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici”, ha sottolineato la leader dem.

– foto IPA Agency –

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Politica

Fondi di coesione, Bartolozzi “Già impegnati circa 264 milioni di euro”

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ROMA (ITALPRESS) – A dire del Foglio di stamani, circa 270 milioni di euro (per la precisione si tratta di 280,3 M) di fondi di coesione “giacciono inerti o rimasti inutilizzati con il rischio del disimpegno automatico”. La notizia è errata e volutamente fuorviante. Alla data odierna risultano già impegnati circa 264 milioni di euro. La quota residua riguarda interventi in fase di perfezionamento nell’ambito del Piano nazionale”. Così Giusi Bartolozzi replica all’articolo pubblicato stamani da Il Foglio.

“Confondere le risorse già impegnate con quelle già pagate significa ignorare il funzionamento elementare dei fondi di coesione. Gli impegni sono stati assunti tempestivamente dal Ministero; i pagamenti seguono, come previsto, i cronoprogrammi dei beneficiari (Regioni, Anci, Prap ed altri) e si svilupperanno fino al 2029. Per di piu’ pare essere volutamente ignorato il fatto che il Ministero della Giustizia e’ organismo intermedio. Ancora una volta, colpisce che, pur di costruire l’ennesima narrazione sulla Zarina, si finisca per rappresentare in modo distorto dati amministrativi che raccontano una realtà ben diversa. Le polemiche sono legittime; molto meno lo è piegare i fatti per adattarli alla tesi. Le cifre sono testarde: 264 milioni sono già impegnati. Se la realtà non si adatta al racconto, dovrebbe essere il racconto a correggersi, non la realtà. Chi racconta l’amministrazione pubblica ha il dovere di verificare i dati prima di trasformare una normale scansione finanziaria nell’ennesimo falso caso politico”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

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