Politica
Dazi, Meloni “Evitare allarmismi, supereremo questa sfida”
Pubblicato
1 anno fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Come sapete, gli Stati Uniti hanno annunciato due giorni fa dazi su merci e prodotti importati da gran parte degli Stati del mondo, prevedendoli del 20% su molti prodotti dell’Unione europea. Queste tariffe si aggiungeranno a quelle già previste per specifiche merci e prodotti come automobili (25%), acciaio e alluminio. Come ho già detto, penso che questa decisione dell’Amministrazione Trump sia sbagliata, perchè le economie delle Nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l’Unione europea ma anche gli Stati Uniti”. Così, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la riunione di oggi del Consiglio dei Ministri.
“Qualsiasi ostacolo agli scambi internazionali è penalizzante per una Nazione come l’Italia, che ha una lunga tradizione di commercio con l’estero e che può contare sulla grande forza del Made in Italy. I dazi tra economie equivalenti, per noi, non sono mai una buona notizia – ha aggiunto Meloni -. Ciò detto, è importante non amplificare ulteriormente l’impatto reale che la decisione americana può avere. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono cica il 10% del totale. L’introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l’effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati”.
“Su questo è necessario considerare che un dazio alla frontiera del 20% difficilmente si traduce in un pari incremento di prezzo per i consumatori americani, poichè il valore finale è dato anche da una serie di intermediazioni tra l’importatore e il consumatore finale – ha spiegato il premier -. Si pensi, ad esempio, all’importazione negli Stati Uniti di una bottiglia di vino che, da un passaggio all’altro, subisce un ricarico spesso superiore al 200%, perciò i dazi all’importazione con ogni probabilità saranno in parte assorbiti. Ragionamenti analoghi, ovviamente, possono essere fatti per altre tipologie di prodotti”.
“Bisogna tenere conto che una politica protezionistica americana può impattare sull’Italia anche indirettamente. Pensiamo, ad esempio, all’esportazione di automobili tedesche negli Stati Uniti, che sono in discreta parte prodotte grazie all’indotto presente sul territorio italiano. Per questo, come ho già detto, è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro PIL e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi – evidenzia Meloni -. Pochi giorni fa, in un’audizione davanti al Parlamento europeo, la Presidente della BCE Lagarde ha detto che “un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area dell’euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno” – ha spiegato il premier -. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del PIL europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. E’ certamente un impatto significativo, ma di un ordine di grandezza affrontabile. Molto diversa è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi ad una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l’intera discussione alla reale dimensione del problema”.
“Bisognerà ovviamente avviare una trattativa con gli Stati Uniti. Credo che questo nuovo choc che colpisce l’Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, possa essere l’occasione per affrontare questioni che l’Unione europea ha trascurato da tempo – prosegue -. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all’accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei “dazi” che l’Unione europea si è autoimposta”.
“Per fare tutto questo lavoro, ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia – dice ancora Meloni -. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”.
“L’obiettivo è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, conclude il presidente del Consiglio.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Strage di Ustica, il Governo si opporrà alla richiesta di archiviazione
Pubblicato
2 ore fa-
27 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica.
L’udienza nel corso della quale il giudice sarà chiamato a decidere sulla richiesta di archiviazione è stata fissata per il prossimo 30 settembre. Allo stato attuale non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Milano Pride, Schlein al corteo: “L’omotransfobia uccide, vogliamo una legge contro l’odio”
Pubblicato
4 ore fa-
27 Giugno 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “L’omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko Moriconi, ucciso a colpi di fucile, da suo padre, insieme alla madre”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a margine del Milano Pride.
Moriconi, ha ricordato Schlein, “qualche tempo fa aveva anche denunciato sui social ‘per mio padre meglio morto che gay’. L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e la politica. Qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Il senso è cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia continua a fare vittime”.
“Qualcuno ancora si stupisce se vogliamo una legge contro l’odio, come era il Ddl Zan, che è stato affossato in Parlamento. E qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza e di stereotipi discriminatori, approvando l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici”, ha sottolineato la leader dem.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Fondi di coesione, Bartolozzi “Già impegnati circa 264 milioni di euro”
Pubblicato
13 ore fa-
27 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “A dire del Foglio di stamani, circa 270 milioni di euro (per la precisione si tratta di 280,3 M) di fondi di coesione “giacciono inerti o rimasti inutilizzati con il rischio del disimpegno automatico”. La notizia è errata e volutamente fuorviante. Alla data odierna risultano già impegnati circa 264 milioni di euro. La quota residua riguarda interventi in fase di perfezionamento nell’ambito del Piano nazionale”. Così Giusi Bartolozzi replica all’articolo pubblicato stamani da Il Foglio.
“Confondere le risorse già impegnate con quelle già pagate significa ignorare il funzionamento elementare dei fondi di coesione. Gli impegni sono stati assunti tempestivamente dal Ministero; i pagamenti seguono, come previsto, i cronoprogrammi dei beneficiari (Regioni, Anci, Prap ed altri) e si svilupperanno fino al 2029. Per di piu’ pare essere volutamente ignorato il fatto che il Ministero della Giustizia e’ organismo intermedio. Ancora una volta, colpisce che, pur di costruire l’ennesima narrazione sulla Zarina, si finisca per rappresentare in modo distorto dati amministrativi che raccontano una realtà ben diversa. Le polemiche sono legittime; molto meno lo è piegare i fatti per adattarli alla tesi. Le cifre sono testarde: 264 milioni sono già impegnati. Se la realtà non si adatta al racconto, dovrebbe essere il racconto a correggersi, non la realtà. Chi racconta l’amministrazione pubblica ha il dovere di verificare i dati prima di trasformare una normale scansione finanziaria nell’ennesimo falso caso politico”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)


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