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Economia

A2A, Mazzoncini all’assemblea degli azionisti “Nei prossimi anni dividendo in crescita”

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BRESCIA (ITALPRESS) – “L’obiettivo è continuare a crescere sulle rinnovabili, anche perché contestualmente calerà la produzione termoelettrica”. Lo ha detto l’Ad di A2A, Renato Mazzoncini, durante l’assemblea degli azionisti. In questo senso “l’ammontare degli investimenti rimane importante: 22 miliardi per l’anno prossimo. Cifre anche superiori a quelle di quest’anno”, ha spiegato.

Per le rinnovabili e la transizione energetica “la parte fondamentale è quella della rete. Per quanto riguarda la rete elettrica, abbiamo un piano d’investimenti molto importante da 3,4 miliardi. L’incremento dell’energia distribuita in Lombardia è del +40% previsto entro il 2040. Nel piano industriale abbiamo previsto tutti gli investimenti necessari per la parte della rete elettrica”, ha proseguito Mazzoncini.

“Sul nucleare non abbiamo intenzione di muoverci. Perché, in questo momento, bisogna stare molto concentrati sull’implemento dell’autonomia energetica e per fare questo l’implemento delle rinnovabili è l’unica via”, ha concluso.

“Il Gruppo ha chiuso l’esercizio con risultati economico-finanziari mai raggiunti prima. Il Margine Operativo Lordo si è attestato a 2.328 milioni di euro, in aumento del 18% rispetto al 2023, mentre l’utile netto ha raggiunto gli 864 milioni di euro, con una crescita del 31% su base annua”.

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Lo ha detto il presidente di A2a, Roberto Tasca, che ha poi proseguito parlando di una performance “frutto dell’ottimo contributo di tutte le Business Unit che conferma l’efficacia del nostro modello industriale. Questo ci permette di proporre all’Assemblea l’approvazione di un dividendo pari a 0,10 euro/azione in crescita del 4,4% rispetto al precedente esercizio”, ha spiegato poi il presidente, sottolineando che “nel corso dell’anno abbiamo realizzato investimenti per 2.941 milioni di euro, di cui 1.512 in progetti organici (+10% rispetto al 2023) e 1.429 in operazioni di M&A”.

Tra queste ultime, “l’acquisizione del 90% di Duereti S.r.l. da e-distribuzione, l’operazione più rilevante del settore della distribuzione elettrica in Italia, che rafforza la presenza del Gruppo nella provincia di Milano e nel bresciano della Valtrompia, contribuendo al potenziamento della rete e alla crescita in territori strategici”.

“II 2024 è stato caratterizzato da uno scenario complesso, attraversato da profonde tensioni geopolitiche e da una crisi climatica senza precedenti. Il contesto internazionale ha visto il consolidamento di politiche protezionistiche, l’avanzare di istanze sovraniste e una crescente difficoltà nel costruire un dialogo multilaterale”, ha proseguito ancora Tasca.

“L’anno è stato il più caldo mai registrato, con una temperatura media globale superiore di oltre 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e un’impennata di eventi meteorologici estremi”, ha spiegato il presidente. Per questo, “di fronte all’urgenza climatica e all’arretramento della cooperazione globale – testimoniato dal ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e dai risultati limitati della COP29 – l’Unione Europea ha compiuto un passo importante superando, per la prima volta, la produzione da carbone con quella da fonte solare”. “È in questo panorama di forti cambiamenti e nuove sfide che A2A ha proseguito nel suo percorso di crescita industriale distinguendosi per visione strategica e capacità di generare valore”, ha detto il presidente Tasca.

“L’impegno per la transizione energetica – riprende ancora il numero uno di A2Asi è tradotto in un aumento del 27% della produzione da fonti rinnovabili, con oltre 6,9 TWh generati – pari a circa il 50% del totale – e una riduzione del 18% delle emissioni dirette di CO2, scese a 4,6 milioni di tonnellate. Le attività del Gruppo hanno inoltre consentito di evitare l’emissione di oltre 3,3 milioni di tonnellate di CO, grazie allo sviluppo delle rinnovabili, al teleriscaldamento e alle soluzioni per l’efficienza energetica. Abbiamo rafforzato la nostra strategia sull’economia circolare: il tasso di raccolta differenziata nei territori serviti ha raggiunto il 71%, mentre gli impianti hanno avviato al recupero di materia oltre 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti”.

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Inoltre, “abbiamo continuato a rafforzare la sostenibilità lungo l’intera catena del valore: il punteggio medio ESG dei fornitori ha raggiunto quota 63 (su scala 0-100) ed è stato avviato il progetto Scope 3 per monitorare e ridurre le emissioni indirette nella supply chain; mentre attraverso i Forum Multistakeholder abbiamo coinvolto attivamente territori, università e imprese in un confronto continuo su come implementare la sostenibilità delle filiere e sulle tematiche della biodiversità e della lotta al cambiamento climatico”.

Tasca ha poi ricordato che, nel corso del 2024, “è stata realizzata la prima emissione obbligazionaria perpetua subordinata ibrida in formato green di A2A da 750 milioni di euro e la sottoscrizione di finanziamenti in formato green, tra cui il bridge loan in pool da 600 milioni di euro per finanziare l’acquisizione degli asset relativi alla rete elettrica. Nel mese di gennaio di quest’anno A2A è stato il primo emittente a collocare un European Green Bond in conformità con quanto previsto dal nuovo Regolamento EU 2023/2631”.

Come conseguenza dell’impegno di A2a nella finanza sostenibile, “al 31 dicembre 2024 il debito del Gruppo in formato ES ha raggiunto il 78% del totale, con l’obiettivo ambizioso di superare il 90% al 2030 e arrivare al 100% a fine piano”.

“L’attenzione verso le comunità si è manifestata anche nel supporto alla lotta alla povertà energetica, grazie alle attività del Banco dell’Energia, che nel 2024 ha avviato 13 progetti e raccolto oltre 1,2 milioni di euro – ha concluso Tasca – . Siamo consapevoli che solo attraverso una visione di lungo termine, capace di integrare crescita economica e attenzione all’ambiente e alle persone, potremo garantire un futuro sostenibile per A2A e per tutti gli azionisti. Grazie al contributo quotidiano dei nostri colleghi e alla fiducia che continuate a riporre in noi, guardiamo con determinazione e ottimismo alle sfide dei prossimi anni”.

– Foto xm4/Italpress –

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(ITALPRESS)

Economia

ABI, Patuelli “La tassazione è fondamentale rispetto al risparmio”

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ROMA (ITALPRESS) – “La tassazione in ambito bancario non riguarda solo le banche, riguarda innanzitutto i risparmiatori” e “uno dei fattori che interessa molto i risparmiatori è il livello di tassazione degli investimenti e delle giacenze dei propri risparmi”. Così il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, in un videomessaggio alla conferenza “La tassazione nell’ambito del sistema bancario e il nuovo Testo Unico della Finanza”, organizzata dall’Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo. “Un tempo, quando gli Stati nazionali erano con economie e mercati chiusi, la tassazione in ciascun Paese era una variabile sostanzialmente indipendente. Man mano che i mercati si sono aperti” e che “la globalizzazione si è sviluppata, l’attenzione dei risparmiatori si è sempre più rivolta verso i rendimenti netti e quindi alle possibilità sostanziali di guadagno rispetto, da un lato, al rischio e, dall’altro, alla tassazione. Quindi la tassazione è un elemento fondamentale rispetto al risparmio”, spiega. “Non essendo più da tempo una variabile indipendente rispetto agli andamenti di mercato, è molto importante essere competitivi nazionalmente soprattutto in ambito europeo nei livelli di tassazione. Purtroppo l’Unione Europea non ha ancora un’uniformità di tassazione per gli investimenti e per i risparmi ma, fin quando non la avrà – e io spero non troppo a lungo – bisognerà che gli Stati nazionali si avvicinino progressivamente a una omogeneizzazione per atti unilaterali di ciascuno”.

Il tema del risparmio sarà un tema cruciale nel switch tra paese e paese o nel richiamare risorse da una parte all’altra per finanziare questi sviluppi” ed “è fondamentale che le banche abbiano una solidità”, ha detto invece il direttore generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni. “Nella manovra di quest’anno credo che sia stato un senso di responsabilità condivisa sul fatto che le banche contribuiscano”, per poter “credere in un futuro di benessere e di crescita. Credo che il senso sia quello di dare stabilità e di creare delle opportunità per gli investimenti, che secondo noi sono la parte più importante”. Per questo “abbiamo trovato una convergenza su alcune tematiche. Plaudo alla responsabilità oggettiva da parte del sistema che ha trovato una quadra, attraverso le interlocuzioni che ci sono state quest’anno. Abbiamo fatto una manovra per cui abbiamo coperto bisogni di tre anni, ci consideriamo ‘completati’ con questa legge di bilancio“, conclude.

– foto IPA Agency –

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Economia

Nel secondo semestre 2025 utile netto a 622,9 milioni per Mediobanca, Melzi d’Eril “Business solidi”

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Vittorio Umberto Grilli, ha approvato i risultati individuali e consolidati dell’esercizio (di 6 mesi) al 31 dicembre 2025, illustrati dall’Amministratore Delegato Alessandro Melzi d’Eril. L’utile netto consolidato dei sei mesi si attesta su base ricorrente a 622,9 milioni, in calo rispetto allo scorso anno (-5,6%), con un ROTE del 12,8%5 e RoRWA5 del 2,7% (rispettivamente 14,2% e 2,9% nell’esercizio chiuso al 30 giugno scorso). L’utile netto consolidato contabile è pari 512,6 milioni dopo aver recepito costi straordinari per 110,3 milioni collegati alle Offerte Pubbliche di Scambio (“OPS”) e all’allineamento ai criteri contabili di MPS (cfr infra). L’ultimo trimestre chiude con un utile netto di 221 milioni, dopo oneri non ricorrenti per 80 milioni.

L’andamento operativo riflette il momento di transizione derivante dal cambiamento intervenuto nell’ultimo semestre con l’entrata di Mediobanca a far parte del Gruppo MPS e l’insediamento del nuovo CdA il 28 ottobre 2025. “A fronte di una vivace attività di finanziamento, sia nel credito al consumo che nei finanziamenti corporate, l’ultimo trimestre, in particolare, sconta la debolezza dei flussi del WM, per l’uscita di bankers e l’andamento dell’advisory nel CIB inferiore rispetto ai risultati record registrati lo scorso anno”, si legge in una nota.

“In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano. Investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso, con l’obiettivo di confermarci partner di riferimento per gli imprenditori in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita dell’impresa alla gestione del patrimonio. Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l’esercizio 2026 in ripresa su tutto il franchise”. Lo afferma in una nota l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Mediobanca Alessandro Melzi d’Eril.

– foto IPA Agency –

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Economia

La Commissione Ue approva il prestito ponte da 390 milioni per l’ex Ilva

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, “un prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro per Acciaierie d’Italia (“AdI”, ex Ilva)”. E’ quanto si legge in una nota della Commissione, che precisa come la misura miri a garantire che AdI possa coprire i propri costi operativi fino al trasferimento dell’attività a un nuovo operatore. Quest’ultimo sarà a sua volta selezionato tramite una gara d’appalto attualmente in corso. Il comunicato di Bruxelles ricorda che AdI è il principale produttore siderurgico integrato in Italia, con otto diversi siti produttivi e di assistenza. Il più grande di questi è l’acciaieria integrata di Taranto. L’azienda impiega circa 10.000 persone. Lo stabilimento di Taranto occupa una superficie di 15 milioni di metri quadrati, impiega circa 8.000 dipendenti e ha una capacità produttiva limitata a 6 milioni di tonnellate di acciaio al carbonio grezzo all’anno.

Lo stabilimento di Taranto rifornisce i settori automobilistico e della componentistica, degli elettrodomestici, dell’edilizia e delle infrastrutture, del packaging, dell’ingegneria meccanica e dell’industria energetica. AdI si trova attualmente in difficoltà finanziarie, ricorda il comunicato della Commissione europea, ed è sottoposta a procedura di insolvenza da febbraio 2024. L’attività è oggetto di una gara d’appalto in corso. L’Italia prevede di completare a breve la procedura di vendita e di trasferire l’attività all’offerente selezionato. Fino ad allora, precisa la Commissione, AdI dovrà far fronte a un grave fabbisogno di liquidità per coprire i costi operativi, come il pagamento dei fornitori e degli stipendi. Il prestito di salvataggio autorizzato dalla Commissione mira dunque a coprire tali costi operativi per i mesi a venire.

Poiché il settore siderurgico è attualmente escluso dagli orientamenti del 2014 sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione (“orientamenti R&R”), la Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Considerati i nuovi e sostanziali sviluppi intervenuti nei mercati siderurgici all’interno dell’Ue e a livello mondiale dal 2014, la Commissione ha proposto, nell’ambito della revisione in corso, di ampliare l’ambito di applicazione degli orientamenti per includere il settore siderurgico.

– foto IPA Agency –

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