LA VOCE PAVESE – CASO GARLASCO, IL DNA SCONOSCIUTO È SOLO DI UN ERRORE
La Procura di Pavia ha reso noto che il profilo genetico sconosciuto trovato sulla garza utilizzata 18 anni fa per prelevare materiale biologico dalla bocca di Chiara Poggi coinciderebbe con quello di un cadavere sottoposto ad autopsia poco prima dell’omicidio della giovane, avvenuto il 13 agosto 2007. La salma, secondo quanto anticipato dagli inquirenti, sarà riesumata per consentire nuovi accertamenti, che saranno affidati all’antropologa e medico legale Cristina Cattaneo.
Il procuratore Fabio Napoleone ha precisato che la corrispondenza genetica è emersa da una consulenza affidata ai genetisti Carlo Previderè e Pierangela Grignani. Il DNA era stato individuato su una garza utilizzata all’epoca dal medico legale dottor Ballardini e dal suo staff durante i rilievi. Il campione sarebbe stato contaminato da un cadavere sottoposto ad autopsia in un arco temporale molto vicino a quello dell’esame sul corpo di Chiara.
Il caso presenta ulteriori sviluppi: la Procura ha incaricato la dottoressa Cattaneo di condurre nuove verifiche anche sulle cause della morte. Per l’omicidio di Chiara Poggi è attualmente indagato Andrea Sempio, mentre l’ex fidanzato Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva.
Luciano Garofano, oggi consulente di Sempio e all’epoca comandante del Ris di Parma, aveva già ipotizzato che la presenza del DNA sconosciuto fosse dovuta all’utilizzo di una garza non sterile durante i rilievi.
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 28 aprile 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.
La Voce Pavese – Lomellina, la piccola Loira: il progetto dell’Ecomuseo del Paesaggio
La Lomellina guarda alla Loira e costruisce la propria identità turistica partendo da castelli, abbazie e torri. Si chiama “Lomellina la piccola Loira” il progetto dell’Ecomuseo del paesaggio lomellino, realtà pubblico-privata con sede a Ferrera Erbognone e una novantina di soci tra enti locali e operatori privati.
A raccontarne la nascita è il presidente Francesco Berzero: l’ispirazione arriva dai celebri castelli francesi della Valle della Loira, modello di eccellenza turistica e culturale, reinterpretato in chiave locale valorizzando il patrimonio diffuso della Lomellina.
Nel corso degli anni il progetto si è consolidato grazie a una rete sempre più ampia di soggetti impegnati nella promozione territoriale. Tra questi la cooperativa Oltre Confine, Vigevano Promotions e Rice Experience, affiancati da operatori turistici di livello nazionale come Lombardia Segreta e Gps Viaggi, che oggi inseriscono la Lomellina nei propri circuiti portando visitatori anche in autonomia.
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I numeri confermano la crescita: circa quattromila turisti all’anno partecipano alle iniziative promosse dall’Ecomuseo, con particolare interesse per i castelli di Castello d’Agogna, Cozzo, Frascarolo, Pieve del Cairo, Sartirana e Scaldasole. Accanto ai manieri, il progetto valorizza anche abbazie e complessi religiosi come Erbamara a Cergnago, Sant’Albino a Mortara, l’abbazia di Breme e quella di Acqualunga, oltre alle torri storiche di Garlasco, Palestro e Rosasco.
Un’offerta che si estende all’intero territorio, includendo anche dimore private e luoghi meno noti, fino alle chiese romaniche e alla Pieve di Velezzo immersa nelle risaie. Un itinerario che unisce cultura, paesaggio e identità locale, superando i confini amministrativi per raccontare la Lomellina come sistema unitario.
Ma il progetto guarda oltre la semplice visita guidata. L’esperienza proposta ai turisti è a 360 gradi: intere giornate tra storia e natura, con degustazioni nei ristoranti e agriturismi, visite alle cascine e incontri con i produttori per conoscere da vicino la filiera del riso e le eccellenze enogastronomiche locali. Non mancano tappe naturalistiche, come le garzaie, aree umide protette che completano il racconto del territorio.
Tra le novità del 2026 anche una mostra itinerante dedicata al patrimonio lomellino. Si intitola “Abbazie, castelli e torri” ed è composta da una trentina di pannelli fotografici realizzati dall’Associazione fotografica di Frascarolo, con immagini e testi divulgativi pensati per un pubblico ampio.
Un progetto espositivo già richiesto da numerosi enti e destinato a toccare diverse località, confermando l’interesse crescente per una Lomellina che punta sempre più sulla valorizzazione integrata del proprio patrimonio.
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