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Cronaca

Subito un passo falso del Milan, Cremonese corsara per 2-1

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MILANO (ITALPRESS) – Sorprendente passo falso al debutto per il Milan del rientrante Allegri, che cade a San Siro per 2-1 con la Cremonese. Sono Baschirotto e Bonazzoli a mettere la firma sui tre punti, rendendo vana la rete di Pavlovic. Il primo squillo è dei rossoneri e arriva al 4′. Gimenez triangola con Fofana e va al tiro con il sinistro, trovando pronto Audero alla deviazione in corner dopo un beffardo tocco di un difensore sulla conclusione del messicano. Al 19′, Gimenez va a segno su assist di Modric ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Tre minuti dopo si fanno vedere gli ospiti, con Bonazzoli che ci prova con un sinistro velenoso sul primo palo sventato in angolo da Maignan. La formazione di Nicola sale di ritmo e al 28′ passa a sorpresa in vantaggio. Zerbin pennella un cross dalla sinistra, la difesa avversaria non è reattiva e Baschirotto si inserisce alla perfezione superando Maignan con un’incornata nell’angolino. I 7 volte campioni d’Europa non ci stanno e trovano il pari appena prima dell’intervallo. Saelemaekers vince un contrasto con Zerbin e allarga per Estupinan, il quale crossa al centro con il mancino pescando Pavlovic, che di testa infila Audero per l’1-1 che manda le due squadre negli spogliatoi. A nulla servono le proteste dei grigiorossi, dopo che Zerbin era rimasto a terra sugli sviluppi dell’azione. Al 7′ della ripresa, Audero deve mettere le mani e alzare sopra la traversa una conclusione dal limite di Modric. Dal corner seguente, Pulisic raccoglie palla appena fuori area e calcia con il sinistro, ma Audero salva. Il portiere ex Sampdoria è di nuovo decisivo al 9′, con una parata in tuffo su un destro di Fofana. Nel momento migliore dei padroni di casa, gli ospiti tornano in vantaggio. Al 16′, Gimenez perde il possesso e la palla finisce a Pezzella, che crossa in area trovando Bonazzoli, che si coordina alla perfezione e firma il 2-1 con una splendida mezza rovesciata. Pochi istanti dopo, Pulisic sfiora il 2-2 con un bel destro a giro che va vicinissimo all’incrocio dei pali. Al 34′, Gimenez combina con Loftus-Cheek, con l’inglese che ci prova con il destro ma la palla esce sull’esterno della rete. L’assalto finale dei rossoneri non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Il Milan inizia così nel peggiore dei modi la sua stagione, con la Cremonese di Nicola che festeggia tre punti già potenzialmente molto pesanti in ottica salvezza.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cronaca

Nessun gol al Bentegodi, il Lecce conquista un punto a Verona

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VERONA (ITALPRESS) – Pareggio senza gol tra Verona e Lecce, sfida di bassa classifica tra due squadre che giocano sull’equilibrio precario di situazioni diverse, ma entrambe complicate. Per i veneti retrocessione di fatto solo rimandata, per i salentini un punto che muove la classifica e che permette alla squadra di mister Di Francesco di guadagnare un punto sulla Cremonese e di lasciare, a 4 giornate dalla fine del campionato, il terzultimo posto che vale la B.
La prima occasione della gara ce l’ha il Verona, con il lancio lungo di Bernede per Belghali che dentro l’area serve a rimorchio Akpa Akpro, rapido nella conclusione che Falcone è reattivo a respingere. Buon approccio del Verona che gestisce la sua presenza nella metà campo del Lecce con un giro palla avvolgente, ma privo di sbocchi. L’equilibrio permane per tutto il primo tempo, senza particolari lampi da una parte e dall’altra. Nella ripresa è ancora il Verona a crearsi maggiore spazio in avanti, con Suslov che sulla trequarti salentina libera il sinistro rasoterra parato in tuffo da Falcone. Il Lecce manca di incisività e Di Francesco prova così a scuotere i suoi, inserendo Ngom e Cheddira.
E’ proprio l’attaccante marocchino ad avere la palla del vantaggio, al 73′, sull’iniziativa di Banda che scappa sulla corsia di sinistra e mette il cross per Cheddira, che di piatto non inquadra la porta. Alza il ritmo il Lecce, con Banda che un minuto più tardi spaventa ancora Montipò con un tiro cross che il portiere scaligero alza in corner. Finale in cui entrambe le strade provano a ribaltare il fronte, con il Verona che nel recupero troverebbe la rete del vantaggio: punizione dalla trequarti di Lovric e colpo di testa di Edmundsson che termina in rete, salvo poi essere annullato dopo il check al Var di Massa per fallo dello stesso Edmundsson su Falcone. Si chiude così la gara, con la matematica che non condanna ancora il Verona alla retrocessione, mentre il Lecce conquista un punto che lo tiene appena fuori dalla zona rossa della classifica.
– Foto Ipa Agency –
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Cronaca

Arbitri nel caos, il designatore Rocchi sotto inchiesta

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MILANO (ITALPRESS) – Un’altra bufera si è abbattuta sul mondo arbitrale. Il designatore della Can A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, accusa formulata dal pm Maurizio Ascione. L’ex arbitro, già al centro delle polemiche per la gestione arbitrale nell’attuale stagione di Serie A tra errori e un protocollo Var poco chiaro, è sotto accusa, ma si difende respingendo le accuse. Sereno e deciso ad andare avanti in un primo momento, poi in serata la decisione di autosospendersi dall’incarico per difendersi al meglio e per non togliere tranquillità agli arbitri in questo finale di stagione. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori ci sono diverse sfide avvenute nelle scorse stagioni, tra cui Udinese-Parma. Una gara già menzionata dall’assistente Domenico Rocca, dismesso dalla Can: l’ex collaboratore, in una lettera di dominio pubblico, aveva segnalato quanto secondo lui avveniva a Lissone, sede centrale dove operano gli assistenti Var di tutte le partite di campionato.
Dopo la denuncia, Antonio Zappi – l’allora presidente dell’Aia -, inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc (la vicenda fu poi arhiviata dalla giustizia sportiuva) e predispose un cambio di regolamento, nel quale si obbligava chiunque andasse a Lissone, Rocchi compreso, a redigere una relazione su tutte le attività svolte all’interno della sede.
Zappi, nel frattempo, è stato squalificato dalla giustizia sportiva per 13 mesi per aver indotto alle dimissioni due designatori, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.
Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi – si legge sui profili social – gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri”. Abodi ha poi aggiunto: “Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza”. “Mi aspetto, quindi – conclude il ministro Abodi -, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. L’interrogatorio di garanzia di Gianluca Rocchi è stato fissato per giovedì 30 aprile, alle ore 10.
– Foto Ipa Agency –
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Cronaca

25 aprile, Meloni “Aggressioni da chi dice di difendere libertà, c’è un problema”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su Facebook.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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