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Cronaca

Humanitas, al via il mese di prevenzione senologica con Sorrisi in Rosa

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MILANO (ITALPRESS) – Con l’evento “Let’s Talk with Sorrisi in Rosa” e con l’inaugurazione della mostra fotografica di “Sorrisi in Rosa” all’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), ha preso il via il mese della prevenzione del tumore al seno. Con incontri di divulgazione, consulti gratuiti, sessioni di make up in tutte le sedi degli ospedali Humanitas d’Italia si punta a sensibilizzare sulla necessità della prevenzione. Il progetto “Sorrisi in Rosa”, nato 9 anni fa da un’idea della fotografa Luisa Morniroli e della scrittrice Cristina Barberis Negra, accende i riflettori sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno.
Se alla prima edizione di “Sorrisi in Rosa” erano state 12 le donne colpite dalla malattia e guarite che avevano deciso di partecipare, oggi il movimento tocca tutte le sedi degli ospedali Humanitas, da Milano a Bergamo, da Torino a Castellanza a Catania ed è arrivato a coinvolgere 150 donne. Le stesse sedi ospedaliere Humanitas, per un mese, saranno animate da un fitto calendario di iniziative perchè il tumore al seno vanta il triste primato di neoplasia più diffusa in Italia, con 60.000 nuove diagnosi ogni anno.
“E’ fondamentale anticipare la diagnosi di tumore al seno, perchè i tumori tanto più piccoli, tanto più hanno la probabilità di guarire. Con un tumore di un centimetro – ha detto il professor Corrado Tinterri, Direttore della Breast Unit dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas – al 90% si guarisce sempre. Le Breast Unit hanno rivoluzionato il modo di curare, aumentando la probabilità di guarire. Farsi curare in un centro di senologia vuol dire mettere la donna al centro, ha attorno tutti i professionisti dedicati al tumore della mammella”.
La diagnosi precoce e la ricerca sono armi fondamentali, hanno sottolineano i clinici della Breast Unit dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas durante l’evento “Let’s Talk With Sorrisi in Rosa”: dalle nuove terapie oncologiche personalizzate ai progressi della radioterapia, fino ai percorsi post-oncologici di ricostruzione mammaria, l’obiettivo è migliorare non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità di vita delle pazienti. Fra le novità sulle quali si può contare in Humanitas e nei Centri Humanitas Medical Care di Milano c’è il supporto dell’intelligenza artificiale.
“Da un lato – ha detto la professoressa Daniela Bernardi, responsabile di Radiologia Senologica e Screening di Humanitas – stiamo utilizzando l’IA per migliorare la qualità di esecuzione della mammografia, dall’altra, guardando ai medici, li affianca nell’interpretazione delle indagini mammografiche, aumentandone l’accuratezza diagnostica. Con l’intelligenza artificiale si aumenta la riconoscibilità delle lesioni”.
Sorrisi in Rosa è parte di Pink Union di Fondazione Humanitas per la Ricerca, il progetto a sostegno della salute femminile che rappresenta l’impegno di medici e ricercatori che ogni giorno lavorano per aprire nuove strade alla cura. Un esempio di ricerca con potenziale d’impatto sul percorso delle donne con tumore al seno è ‘NEONOD 2’, coordinato proprio dal professor Corrado Tinterri e dalla professoressa Marta Scorsetti, Responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia. Avviato nel 2020, è il primo progetto multicentrico in Europa che valuta l’impatto della conservazione dei linfonodi con minimo residuo tumorale dopo chemio- immunoterapia neoadiuvante. I risultati preliminari saranno presentati a dicembre, durante un convegno internazionale San Antonio Breast Cancer Symposium.
Il progetto è stato supportato da diverse aziende fra cui DHL Express Italy: “Siamo molto felici che il progetto stia dando buoni frutti – ha detto durante l’evento Antonella Sada, Head of Public Affairs, Brand and Communications and Sustainability di DHL Italia – abbiamo trovato coesione di valori e vogliamo quindi ancora supportare la ricerca e Sorrisi in Rosa”.
Il calendario delle iniziative 2025 relative al mese di prevenzione è disponibile online al link https://fondazionehumanitasricerca.it/eventi-sorrisi-in-rosa

– Foto f06/Italpress –

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Nessun gol al Bentegodi, il Lecce conquista un punto a Verona

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VERONA (ITALPRESS) – Pareggio senza gol tra Verona e Lecce, sfida di bassa classifica tra due squadre che giocano sull’equilibrio precario di situazioni diverse, ma entrambe complicate. Per i veneti retrocessione di fatto solo rimandata, per i salentini un punto che muove la classifica e che permette alla squadra di mister Di Francesco di guadagnare un punto sulla Cremonese e di lasciare, a 4 giornate dalla fine del campionato, il terzultimo posto che vale la B.
La prima occasione della gara ce l’ha il Verona, con il lancio lungo di Bernede per Belghali che dentro l’area serve a rimorchio Akpa Akpro, rapido nella conclusione che Falcone è reattivo a respingere. Buon approccio del Verona che gestisce la sua presenza nella metà campo del Lecce con un giro palla avvolgente, ma privo di sbocchi. L’equilibrio permane per tutto il primo tempo, senza particolari lampi da una parte e dall’altra. Nella ripresa è ancora il Verona a crearsi maggiore spazio in avanti, con Suslov che sulla trequarti salentina libera il sinistro rasoterra parato in tuffo da Falcone. Il Lecce manca di incisività e Di Francesco prova così a scuotere i suoi, inserendo Ngom e Cheddira.
E’ proprio l’attaccante marocchino ad avere la palla del vantaggio, al 73′, sull’iniziativa di Banda che scappa sulla corsia di sinistra e mette il cross per Cheddira, che di piatto non inquadra la porta. Alza il ritmo il Lecce, con Banda che un minuto più tardi spaventa ancora Montipò con un tiro cross che il portiere scaligero alza in corner. Finale in cui entrambe le strade provano a ribaltare il fronte, con il Verona che nel recupero troverebbe la rete del vantaggio: punizione dalla trequarti di Lovric e colpo di testa di Edmundsson che termina in rete, salvo poi essere annullato dopo il check al Var di Massa per fallo dello stesso Edmundsson su Falcone. Si chiude così la gara, con la matematica che non condanna ancora il Verona alla retrocessione, mentre il Lecce conquista un punto che lo tiene appena fuori dalla zona rossa della classifica.
– Foto Ipa Agency –
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Arbitri nel caos, il designatore Rocchi sotto inchiesta

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MILANO (ITALPRESS) – Un’altra bufera si è abbattuta sul mondo arbitrale. Il designatore della Can A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, accusa formulata dal pm Maurizio Ascione. L’ex arbitro, già al centro delle polemiche per la gestione arbitrale nell’attuale stagione di Serie A tra errori e un protocollo Var poco chiaro, è sotto accusa, ma si difende respingendo le accuse. Sereno e deciso ad andare avanti in un primo momento, poi in serata la decisione di autosospendersi dall’incarico per difendersi al meglio e per non togliere tranquillità agli arbitri in questo finale di stagione. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori ci sono diverse sfide avvenute nelle scorse stagioni, tra cui Udinese-Parma. Una gara già menzionata dall’assistente Domenico Rocca, dismesso dalla Can: l’ex collaboratore, in una lettera di dominio pubblico, aveva segnalato quanto secondo lui avveniva a Lissone, sede centrale dove operano gli assistenti Var di tutte le partite di campionato.
Dopo la denuncia, Antonio Zappi – l’allora presidente dell’Aia -, inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc (la vicenda fu poi arhiviata dalla giustizia sportiuva) e predispose un cambio di regolamento, nel quale si obbligava chiunque andasse a Lissone, Rocchi compreso, a redigere una relazione su tutte le attività svolte all’interno della sede.
Zappi, nel frattempo, è stato squalificato dalla giustizia sportiva per 13 mesi per aver indotto alle dimissioni due designatori, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.
Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi – si legge sui profili social – gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri”. Abodi ha poi aggiunto: “Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza”. “Mi aspetto, quindi – conclude il ministro Abodi -, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. L’interrogatorio di garanzia di Gianluca Rocchi è stato fissato per giovedì 30 aprile, alle ore 10.
– Foto Ipa Agency –
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25 aprile, Meloni “Aggressioni da chi dice di difendere libertà, c’è un problema”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su Facebook.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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