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La Toscana resta al centrosinistra, bis di Giani con il 53,92% “Soddisfazione enorme”

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FIRENZE (ITALPRESS) – La Toscana resta al centrosinistra. Eugenio Giani, governatore uscente, è stato riconfermato per il secondo mandato. Al termine dello scrutinio delle 3.922 sezioni per l’elezione del nuovo Presidente e del Consiglio Regionale della Toscana, secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, Eugenio Giani, candidato del centrosinistra, si riconferma presidente della Regione, con il 53,92% delle preferenze. Giani ha ottenuto 752.484 voti. Alessandro Tomasi, candidato per il centrodestra, si ferma al 40,90%. Antonella Bundu, sostenuta da Toscana Rossa, la lista che mette insieme Rifondazione comunista, Potere al Popolo e Possibile, è al 5,18%. Crollo, invece, dell’affluenza. Alla chiusura definitiva delle urne ha votato il 47,73% contro il precedente 62,60%.

“Questo risultato per me è una soddisfazione enorme. Grazie alle toscane, ai toscani e a questa mia amata Regione. Neri prossimi cinque anni lavorerò per ripagare questa dimostrazione di affetto rispondendo ai bisogni di tutti i 273 comuni della Toscana, affinché la Regione continui ed essere un ente che, nell’ambito delle sue possibilità, faccia leggi giuste e crei prosperità e benessere, senza mai lasciare indietro nessuno”. Queste le prime dichiarazioni di Eugenio Giani al suo arrivo a Palazzo Strozzi Sacrati, mentre le operazioni di scrutinio delle elezioni regionali tenute nelle giornate di ieri e di oggi volgono al termine. Nei prossimi giorni giungerà la proclamazione ufficiale della Corte d’Appello, ma intanto Giani, rispondendo ai giornalisti che lo attendevano nella sede istituzionale della Presidenza della Regione, ha indicato le quattro priorità su cui vorrà impegnarsi, un “quadrifoglio”- come lo ha definito – che “porterà fortuna alla Toscana”: politiche di welfare e solidarietà, politiche di sostegno all’impresa, politiche per la cultura, grande attenzione all’ambiente”. Secondo il presidente la prossima sarà la legislatura della ‘sanità territoriale’:

“Sul tema della sanità – ha detto – abbiamo operato bene e su questo tema continuerò a lavorare. Se nei cinque anni appena trascorsi mi sono concentrato sull’eccellenza, rappresentata dai 46 ospedali toscani, di cui cinque sono nell’elenco dei primi 20 migliori ospedali a livello nazionale, questa sarà la legislatura nella quale voglio realizzare le Case della salute, strutture ancora più diffuse e radicate nel territorio, che possano alleggerire la pressione sugli ospedali”. Dopo aver ricordato di aver ricevuto le telefonate della premier Meloni e del principale sfidante, Alessandro Tomasi, Giani ha ringraziato la propria famiglia, alla quale ha dedicato la vittoria, e la macchina amministrativa che lo ha supportato nei precedenti cinque anni di lavoro

LE PAROLE DI GIANI E SCHLEIN IN CONFERENZA STAMPA

“Sono emozionato. Grazie Toscana”, le prime parole di Giani su X, che poi ha parlato in conferenza stampa. “Per me è una straordinaria soddisfazione. Il risultato è evidente e chiaro fin dai primi scrutini. Questo risultato indica che la Toscana decide con il proprio cervello ed esprime i primi valori, liberta’, democrazia, una regione che vive con spirito illuminato e guarda sempre al futuro”.

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“Nonostante fossero elezioni molto difficili, in cui nell’ultima settimana mi sono trovato la premier, i due vicepremier, tutti i ministri, come l’impostazione feudale che aveva portato al voto nelle Marche ed in Calabria, invece ha vinto la Toscana illuminata e riformista attraverso il voto su di me. Si parla ancora di proiezioni ma si va a sei punti sopra rispetto a quello che raccolsi cinque anni fa, quindici punti in piu’ rispetto al dato sul centrodestra. Il numero di votanti è stato al 48%, un dato esattamente uguale a quello di dieci anni fa, quando si votava un referendum ed in altre sei regioni, con un’attenzione dei media nazionali non così alta”, ha aggiunto.

Giani ha espresso anche soddisfazione per il 60% dei votanti nel Comune dove risiede, Sesto Fiorentino (Firenze). “Sono molto felice del risultato del Partito democratico che è al 35%, un dato che ha connotati anche nazionali, bene la mia lista Giani presidente-Casa Riformista all’8%, bene anche Avs ed il Movimento cinque Stelle. Bene anche il risultato di Antonella Bundu. Da oggi mi sento il presidente di tutta la Toscana, proseguirà il dibattito e la dialettica della campagna elettorale con il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi”.

“Mi piace condividere questo risultato con la mia segretaria Elly Schlein. Contrariamente a quello che è stata la cronaca di stampa, ho sentito Elly sempre vicina, così come il mio segretario di partito Emiliano Fossi”, ha affermato. “Da oggi diciamo dalla Toscana quando c’è buon governo progressista, questo può diventare, impostando la campagna elettorale per le politiche fra due anni, una prospettiva di carismatica attrazione di quello che deve essere un voto maggioritario, offrendo un’alternativa credibile verso il futuro”. Giani ha confermato di aver ricevuto la telefonata dal candidato del centrodestra Tomasi. “Mi ha fatto gli auguri di buon lavoro ed io gli ho detto che lavoreremo insieme per il bene della Toscana e dei toscani”.

“Per me questo risultato in Toscana è quello di un dibattito che si è concentrato sui temi della Toscana e del buon governo della Toscana. Abbiamo vinto. L’esempio della Toscana, credo nel ragionamento fatto da Elly Schlein, cementare un’alleanza in queste regionali, per la campagna elettorale che ci sarà fra due anni”, ha spiegato. “Sono contento per me, lavoriamo con posizioni di parte” rispetto alla premier Giorgia Meloni, “ma nel momento in cui si elegge una figura istituzionale, nel momento in cui ci si rapporta ci deve essere un rispetto fra noi e nei confronti dei nostri cittadini”.

“Ritengo che la Lega con il generale Vannacci non ha fino in fondo colto lo spirito della nostra Regione. Veder precipitare il perno del passato Consiglio regionale”, la Lega, passata “dal 20%, al 4%, è un dato inequivocabile. Non ho parole per il generale Vannacci per i momenti che mi hanno destato turbamento – ha concluso – mi riferisco a post relativi ad una nostra assessora e alla sindaca” di Montopoli Valdarno, Linda Vanni.

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Giani ha anche ricevuto le chiamate della premier Giorgia Meloni e del leader del M5s, Giuseppe Conte, per la sua ormai prossima rielezione a presidente della Regione Toscana.

“Voglio ringraziare Eugenio Giani e tutta la sua coalizione. E’ una vittoria che ci dà gioia e speranza, ringraziamo i toscani che hanno voluto confermare il buon governo e che hanno voluto innovare ancora con Eugenio Giani”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Chi si era affrettato nelle scorse settimane a parlare della fine della coalizione progressista è stato smentito e ci apprestiamo a vincere anche le prossime elezioni. L’unità è la condizione necessaria per battere le destre. Dall’altra parte hanno cantato troppo presto vittoria: se le proiezioni sono confermate, la coalizione progressista ha più voti” sommando “le tre regioni in cui si è votato e il Pd è il primo partito”, ha aggiunto Schlein.

“Quando sono stata eletta segretaria avevamo da poco subito una sconfitta alle elezioni politiche. In quelle elezioni il centrosinistra era rotto, non esisteva più praticamente. Quindi il mio mandato era quello di ricucire queste fratture e di ricostruire l’alternativa a queste destre. L’abbiamo fatto pazientemente lavorando con cura, con l’attenzione all’ascolto di tutti e di tutte le sensibilità dentro la nostra coalizione progressista e siamo riusciti dopo 20 anni a costruire la stessa coalizione progressista che si presenta in tutte le regioni che vanno al voto”, ha detto Schlein. “Poi chiaramente a volte si perde e a volte si vince, ma chi si è affrettato in queste settimane a decretare la morte della coalizione progressista oggi si deve ricredere nettamente. Siamo appena all’inizio di questa sfida, continueremo a nutrire questa coalizione di idee e di impegno e sono certa che i risultati continueranno ad arrivare”.

“La bassa affuenza? E’ sempre un dato che guardiamo con attenzione e preoccupazione. Cinque anni fa si votavano insieme sei regioni e un referendum. Il dato di oggi è in linea con quello che portò all’elezione di Rossi dieci anni fa. Certamente noi continuiamo a occuparcene e a fare quello che la destra non fa, allargare”.

“Ho visto anche io i dati del crollo della Lega, mi sembra che il centrodestra non riesca a fare altro che scambiarsi i voti”. “Una volta era più forte Forza Italia, poi è diventata più forte la Lega, adesso più forte Fratelli d’Italia, ma non allarga la coalizione. Quello che noi stiamo facendo, invece, è costruire l’unità della coalizione progressista, perché a partire da quella unità poi si riesce ad allargare, come abbiamo dimostrato e come credo i dati finali di oggi dimostreranno. Tutte le forze della coalizione beneficiano di questa unità. Questo è solo l’inizio di una coalizione a cui noi abbiamo lavorato tanto, in cui crediamo profondamente e che porteremo avanti. L’unità non è una condizione sufficiente, ma è una condizione necessaria per vincere. Il resto – ha aggiunto – ce lo dobbiamo mettere noi con il buon governo, con le candidature credibili, con la forza delle nostre idee e questo naturalmente noi continueremo a fare”, ha concluso.

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TOMASI “HO DATO IL MASSIMO”. MELONI LO RINGRAZIA

“Faccio gli auguri al presidente Eugenio Giani, un grande in bocca al lupo”. Lo ha detto il candidato del centrodestra a presidente della Regione Toscana, Alessandro Tomasi, dal suo comitato elettorale a Firenze. Giani “ci troverà quando parleremo del bene dei toscani, non ci troverà e faremo opposizione quando sarà necessario-ha aggiunto Tomasi-. Rivorremo riportare temi che abbiamo discusso in campagna elettorale, come la fuga dei giovani, come quelle carenze che ha la sanità e il tema dello sviluppo economico. Abbiamo dato il massimo, io sono sempre per costruire, ogni tassello della vita, della nostra avventura politica, è un passaggio, quindi da qui ripartiamo e vogliamo costruire”. “Dispiace per l’astensione, penso l’abbiano detto tutti-ha proseguito Tomasi-. La campagna elettorale è stata cortissima, a partire dal 14 di agosto, le persone credo si siano messe in testa che si votava da metà di settembre, quindi c’è stato un mese per far conoscere i nostri programmi, i nostri partiti, i nostri simboli e le nostre idee, quindi andiamo avanti, costruiamo”. 

In merito a una possibile entrata in Consiglio regionale e alla possibilità di
lasciare l’incarico di sindaco di Pistoia “ne parleremo, sì. Questa è la mia intenzione. Adesso ne parleremo con tutta la coalizione, con tutti gli alleati e con tutti gli eletti”, ha ammesso.

“Congratulazioni a Eugenio Giani per la vittoria delle elezioni regionali in Toscana e auguri di buon lavoro. Un sentito ringraziamento ad Alessandro Tomasi e a tutta la coalizione del centrodestra per la dedizione e la passione dimostrate in una sfida impegnativa”. Così sui social la premier Giorgia Meloni.

BUNDU SI RITIENE SODDISFATTA

“Siamo soddisfatti perché quando siamo partiti ci davano allo 0,5% e adesso siamo attorno al 5%”, ma “al tempo stesso siamo preoccupati perché la gente continua a non andare a votare perché c’è questo bipolarismo forzato”, anche “a livello mediatico. Abbiamo visto che a qualcuno può andare bene, ma a livello di democrazia nessuno può davvero festeggiare”. Lo ha detto la candidata della lista Toscana Rossa, Antonella Bundu, ancora in bilico per superare la soglia del 5% e poter così diventare consigliera regionale. “Abbiamo raddoppiato la percentuale” rispetto a cinque anni fa, “siamo riusciti a far vedere di essere radicati nel territorio, abbiamo lavorato tantissimo, è un risultato buono ma ancora non sufficiente” ha aggiunto Bundu che ha ricordato come “quando siamo partiti non avevamo la certezza di entrare, ma lo abbiamo fatto con spirito di servizio. Siamo sul territorio altrimenti non avremmo raccolto diecimila firme. E se fossero state elezioni nazionali”, visto che lo sbarramento è al 3% a differenza del 5% delle Regionali per chi corre da solo, “saremmo entrati in Parlamento”.

– foto xb8/Italpress –

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(ITALPRESS).

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Meloni “Soddisfatta dei risultati del G7, un vertice significativo. Con Trump abbiamo trattato temi seri”

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EVIAN (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Sono soddisfatta dei risultati del G7, è stato un vertice significativo, ho trovato un ottimo clima: credo che abbia influito positivamente l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Abbiamo lavorato bene insieme”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del vertice dei leader del G7 a Evian. “Ho approfittato del dialogo con le nazioni del Golfo anche per suggerire nuovamente di rafforzare, direi di strutturare, il dialogo tra il G7 e le nazioni del Golfo che, dal punto di vista italiano, sono partner imprescindibili non solo nel settore dell’energia, ma anche in quello dell’innovazione, della tecnologia, dello sviluppo economico e chiaramente anche della stabilità”.

“Con riguardo agli sviluppi in Medio Oriente, è stato accolto da tutti positivamente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, che crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso”, ha aggiunto. Smentisco le ricostruzioni di ‘ridi e scherza’” con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “queste cose ci sono sempre, c’è anche la battuta, c’è anche il momento in cui, in attesa che inizi qualcosa, si si si fa una battuta, però i temi che noi abbiamo trattato anche col Presidente degli Stati Uniti sono i temi del vertice, quindi sono temi seri, dalla questione iraniana all’Ucraina”. Con Donald Trump e gli altri leader “mi pare che ci sia stato un clima molto positivo e molta convergenza nei contenuti ed è questo che a me interessa particolarmente, non è una questione di clima, ma di dove stiamo andando”

“Abbiamo discusso anche della situazione in Libano e a Gaza, che sono scenari fondamentali anch’essi per la stabilità regionale: il nostro obiettivo deve essere quello di favorire soluzioni durature e strutturali che superino la logica delle tregue di breve periodo, sarà fondamentale in questo anche ovviamente il ruolo di Israele. Ci aspettiamo che ora Israele operi come attore positivo nel percorso di pace e che, in questo senso, l’inevitabile dibattito interno dettato anche dalla campagna elettorale non metta al repentaglio il percorso faticoso che gli Stati Uniti hanno avviato”, ha affermato la premier.

Sull’Ucraina: Abbiamo fatto il punto col presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che vende la propaganda russa. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato un’attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete e che è stata inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”

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– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

 

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IA, Mattarella “L’UE deve compiere un salto, passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete”

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VENEZIA (ITALPRESS) – Con il suo impatto e il suo potenziale trasformativo l’Intelligenza Artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, lavoriamo, produciamo, organizziamo la società. L’Intelligenza Artificiale sta incidendo – con una velocità senza precedenti – su processi industriali e servizi, sulla pubblica amministrazione, su ricerca scientifica, sulla scuola, sulla sanità, sull’accesso ai beni della cultura e dell’informazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento in occasione del XIX simposio Cotec in corso a Venezia. “Questo affascinante strumento offre nuove opportunità per istituzioni, imprese e singoli – ha proseguito Mattarella -. Può accrescere la produttività, migliorare i servizi ai cittadini, rendere più efficienti i diversi passaggi, liberando quindi tempo e risorse. Al tempo stesso appare pervasiva e suscettibile di incidere sui comportamenti umani e sugli ordinamenti sociali decisamente più di innovazioni, anche di grande portata, intervenute nel passato”. “A differenza di precedenti rivoluzioni tecnologiche – che hanno riguardato soprattutto attività manuali e ripetitive – si tratta di sviluppi di capacità generative che intervengono direttamente su funzioni ad alto contenuto cognitivo: elaborazione di informazioni, scrittura, analisi, progettazione, consulenza, supporto decisionale”, ha detto ancora il capo dello Stato.

“I calcolatori elettronici che fanno vivere la intelligenza artificiale da quali valori sono guidati? Per quali obiettivi sono stati programmati? In una società libera, il criterio che regola la vita di tutti è quello della responsabilità, del rendere conto. Assistiamo, certamente, a un processo di ridefinizione di compiti, di competenze richieste, di trasformazione del contributo fornito dall’elemento umano e del suo significato nella catena del valore dei prodotti – ha sottolineato Mattarella -. Il processo indotto non comporta solamente trasformazioni nel mercato del lavoro e delle professioni, con la potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti, ma pone il tema del possibile allargarsi delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra i Paesi, a partire dal monopolio e dall’accesso a competenze sempre più qualificate”.

“L’Intelligenza Artificiale rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, dati e competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi. La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola – ha proseguito il capo dello Stato -. Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale. Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica. Si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”.

“Diritti dei cittadini: ottocento anni fa un brillante giurista italiano definì un principio che infrangeva il potere assoluto degli Stati di allora, affermando – nella lingua comune di quel tempo, il latino – “Quilibet in domo sua dicitur rex” – “Chiunque, in casa propria, va considerato sovrano”. In casa propria non in quella altrui o negli ambiti comuni, come rischia di avvenire”, ha aggiunto.

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“La dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia. Ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell’umanità. Questa dicotomia va sciolta. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza – dunque la libertà – dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso – ha aggiunto ancora Mattarella -. Pochi giorni addietro, nella sua prima enciclica “Magnifica humanitas” il Pontefice Leone XIV – che, nei giorni scorsi, ha svolto un importante viaggio in Spagna – ha richiamato questa esigenza: l’Intelligenza Artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati. Perché – ha scritto – “il lavoro resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non soltanto un mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni, di contributo alla comunità””.

“L’alternativa riguarda i giovani, e milioni di persone, di ogni età e condizione, per l’accesso ai servizi più elementari – nuova frontiera della cittadinanza – e milioni di lavoratori che dovranno acquisire nuove capacità per operare in ambienti produttivi integrati con sistemi di IA – ha sottolineato il presidente -. Oggi il 99% della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: la capacità di comprenderne i meccanismi, di intervenire nella loro programmazione, è di pochi. Una tendenza che va invertita. Con urgenza”.

“I nostri Paesi devono rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e si comprende quindi il valore del memorandum firmato poc’anzi dai presidenti dei tre Cotec. L’Unione Europea deve compiere un salto. Passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete. Le strategie sono state ampiamente discusse. Vanno messe in atto, adesso, le politiche necessarie, con il passaggio dalla, necessaria, produzione di regole alla operatività. E’ indispensabile che i governi membri abbandonino timidezze e riserve e che non siano di freno per l’azione comune. La sfida che abbiamo dinanzi è plurale e complessa. È una delle grandi prove del nostro tempo e nessun Paese può immaginare di affrontarla in solitaria – ha proseguito il capo dello Stato -. Che forma prenderà il mondo nei prossimi anni, è uno degli interrogativi che si pone, opportunamente, questa sessione Cotec di Venezia. L’incontro odierno assume, pertanto, un valore particolare. Le Fondazioni Cotec di Portogallo, Spagna e Italia hanno promosso negli anni un dialogo fecondo sull’innovazione”

Oggi sono chiamate a misurarsi con una responsabilità conseguente: contribuire a una risposta europea alla trasformazione del lavoro nel tempo dell’Intelligenza Artificiale – ha detto ancora Mattarella -. Non lasciamoci sfuggire l’opportunità di rinnovare – adeguandole al futuro – le basi del connubio tra innovazione, lavoro e democrazia, che ha caratterizzato il XX secolo. Lo dobbiamo alle giovani generazioni”

– Foto Quirinale –
(ITALPRESS).

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Hormuz, Tajani “La ripresa del traffico sia in sicurezza e rispettando la libertà di navigazione”

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ROMA (ITALPRESS) – Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto oggi alla Farnesina una riunione con i rappresentanti delle principali associazioni del mondo produttivo italiano e con i Presidenti di ICE e SIMEST, all’indomani dell’annuncio dell’intesa tra Stati Uniti e Iran. All’incontro hanno inoltre preso parte rappresentanti di Cassa Depositi e Prestiti, SACE e gli Ambasciatori italiani nei principali Paesi del Medio Oriente. L’incontro è stato convocato per fare il punto sulle prospettive di ripresa del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, valutare gli effetti della crisi in Medio Oriente sull’economia italiana e fare il punto sulle misure di sostegno alle imprese maggiormente esposte.

Tajani ha sottolineato che “la ripresa del traffico attraverso Hormuz dovrà avvenire in condizioni di piena sicurezza e nel rispetto della libertà di navigazione, principio richiamato anche nella recente dichiarazione dei Leader del G7. L’Italia è impegnata insieme ai partner internazionali nelle iniziative volte a garantire la sicurezza della navigazione e il regolare ripristino dei traffici commerciali nell’area”.

Tajani ha inoltre annunciato che il personale dell’Ambasciata d’Italia a Teheran rientrerà progressivamente in sede. I presidenti di ICE e SIMEST hanno inoltre illustrato gli strumenti messi a disposizione dalle rispettive strutture per sostenere le imprese più esposte agli effetti della crisi.

Il ministro ha infine evidenziato come la stabilizzazione dell’area e la piena riapertura dello Stretto di Hormuz siano elementi essenziali per ridurre l’impatto che l’aumento dei costi energetici e dei trasporti sta avendo sul sistema produttivo italiano. Ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare a sviluppare collegamenti e rotte commerciali alternative, a partire dal corridoio IMEC e dalle opportunità offerte dalla rotta artica”. Tajani ha infine rilevato come “le imprese italiane abbiano dimostrato una straordinaria capacità di adattamento anche nelle fasi più complesse dello scenario internazionale, come dimostra la continua crescita dell’export”.

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– Foto IPA Agency –

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