Cronaca
Assolombarda, nel 2026 la crescita economica della regione è rivista al ribasso
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5 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il conflitto in Medio Oriente, giunto ormai all’ottava settimana, sta minando le prospettive di crescita dell’economia globale con inevitabili ricadute anche sull’Italia, sulla Lombardia e sul “quadrilatero” di Assolombarda. Lo si evince dal booklet economia sul tema “La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo”, a cura del Centro Studi dell’Associazione.
In uno scenario in cui il conflitto abbia durata pari a tre mesi, il documento stima che l’economia lombarda crescerà dello 0,6% nel 2026, sopra la media nazionale (+0,3%), ma in netto ribasso rispetto al +1,0% previsto a gennaio. Lo shock colpisce più duramente la Lombardia, e in generale il Nord Italia, rispetto al resto del Paese, a causa della maggiore concentrazione ed esposizione dell’industria.
L’aumento dell’incertezza, inoltre, fa sì che l’impatto si espanda anche ai servizi (lato offerta), ai consumi e agli investimenti (lato domanda): la crescita di quest’ultimi è particolarmente rivista al ribasso per il 2026. Come nelle stime di gennaio, l’incremento annuo per l’economia del ‘Quadrilatero’ di Assolombarda è previsto sopra la media regionale, ma viene anch’esso corretto al ribasso da +1,6% a +1,0%.
Il quadro lombardo rimane, così, all’interno della media dell’area euro, che secondo le previsioni della BCE è attesa espandersi in un intervallo fra +0,9% (scenario più favorevole) e +0,4% (scenario più sfavorevole).
“Il nostro ultimo booklet evidenzia come il conflitto in Medio Oriente stia impattando sulle prospettive di crescita del territorio, alimentando una fase di estrema incertezza che rischia di frenare il nuovo slancio manifestatosi a inizio anno – ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi -. La crisi iraniana, del resto, ha innescato un rapido aumento dei costi energetici e messo a rischio le catene di fornitura globali attraverso lo Stretto di Hormuz. Si tratta di fattori critici che colpiscono duramente l’industria, con ripercussioni in Lombardia e nel ‘quadrilatero’ di Assolombarda superiori rispetto alla media nazionale, in considerazione della forte vocazione manifatturiera orientata all’export. Questo shock è arrivato in un momento di ripresa, sostenuto anche dal volano delle Olimpiadi, che aiuterà le nostre imprese a non fermarsi: il sistema produttivo, infatti, è oggi profondamente impegnato nelle sfide della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale. In questo contesto, il progetto ‘forgIA’, promosso dall’Associazione, sarà determinante per supportare le aziende nel trasformare l’asset dell’innovazione in un vero e proprio vantaggio competitivo. Parallelamente, stiamo lavorando intensamente sul tema dell’accesso ai nuovi mercati, essenziale per diversificare i flussi commerciali e garantire la tenuta del sistema. La determinazione del nostro tessuto imprenditoriale, supportata da investimenti strategici in innovazione e internazionalizzazione, sarà la chiave per superare anche questa complessa fase”.
La crescita attesa in Lombardia per il valore aggiunto industriale è, quindi, dimezzata da +0,8% a +0,4%. Anche la previsione per i servizi lombardi è corretta al ribasso da +1,0% a +0,6%, con il terziario frenato principalmente dai servizi alle imprese e più in generale dal deterioramento della fiducia, che però fa seguito all’accelerazione arrivata dalle Olimpiadi Invernali.
Il booklet stima che il rallentamento dell’attività economica abbia ricadute più lievi sul mercato del lavoro. Le aspettative per l’occupazione regionale nel 2026 si collocano ora al +0,3%, in riduzione dal +0,5% previsto prima del conflitto. Lo scenario era comunque di una crescita moderata dopo il record storico raggiunto nel 2025 ee con il tasso di disoccupazione su livelli frizionali (3,0%).
Lo studio, infine, prevede un impatto limitato sui consumi regionali nel 2026, attesi al +1,0%, a fronte del +1,1% stimato a gennaio. Ci si attende che l’aumento dell’inflazione possa essere relativamente contenuto (al momento) e che, in ogni caso, pesi meno sui consumi delle famiglie lombarde rispetto a quelle del Centro Sud. Focus sul “quadrilatero” di Assolombarda. Milano: Le nuove previsioni riportano per Milano un’espansione annua del Pil dell’1,1%, un ritmo quasi doppio rispetto alla Lombardia, ma con un consistente ridimensionamento rispetto alle attese di gennaio (+1,7%).
Ciò è dovuto in primis all’impatto della crisi sull’industria, che sarebbe particolarmente pronunciato nella Città Metropolitana, e a un concomitante rallentamento delle esportazioni. Rispetto alla media lombarda, per altro, l’export di Milano è più direttamente esposto all’area del conflitto in Medio Oriente, dove arrivano il 6,1% delle vendite estere metropolitane totali. 2
La previsione incorpora già il contributo dei Giochi Olimpici di Milano Cortina e in generale prefigura ancora un contributo positivo dal terziario. Lato occupazione, l’espansione nel 2026 è stimata all’1,4%, meno di quanto formulato in precedenza (+1,9% a gennaio), ma comunque consistente rispetto alla media regionale. Monza e Brianza: L’espansione economica di Monza e Brianza nel 2026 è rivista allo 0,6%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto alla stima di gennaio e ora allineata alla media lombarda.
In questo scenario, la trasmissione dello shock avviene prevalentemente attraverso l’industria, la cui crescita risulta fortemente ridimensionata, e le ripercussioni sul fronte delle esportazioni. Dal punto di vista commerciale, la manifattura monzese ha una esposizione consistente all’area del conflitto, dove è diretto il 4,9% dell’export provinciale, quota che sale per alcuni settori distintivi del territorio come meccanica, chimica e design-arredo. Sul fronte dell’occupazione, nel 2026 il numero di lavoratori sul territorio è stimato aumentare dello 0,2%, meno rispetto alle attese di gennaio (+0,7%), ma in linea con la media lombarda.
Lodi: Una revisione al ribasso rispetto alla stima pre-conflitto interessa le previsioni per la provincia di Lodi nel 2026, che ora si collocano su una crescita dello 0,4% (0,7% a gennaio). L’impatto appare quindi relativamente moderato, in parte grazie alla specializzazione della manifattura provinciale in alcuni settori a-ciclici e potenzialmente più isolati dallo shock, anche se il comparto alimentare è tra i più esposti nel caso di un prolungamento del conflitto.
In termini di commercio estero, l’esposizione di Lodi ai Paesi medio orientali coinvolti dal conflitto è limitata all’1,7% dell’export complessivo. Sul fronte dell’occupazione, le deboli attese di crescita formulate prima del conflitto (+0,3%) si tramutano in previsioni di una contrazione di -0,2%. Pavia: La previsione per l’economia pavese è rivista al ribasso al +0,4% dal +0,9% stimato a gennaio, restando leggermente al di sotto della crescita lombarda.
Questa correzione è il risultato, come nel resto della regione, di una minor spinta da parte della manifattura, ma anche di una revisione al ribasso per il terziario, la cui espansione è ridimensionata specialmente nei servizi alle imprese. Sul fronte commerciale, l’esposizione diretta all’area del conflitto riguarda il 4,4% delle esportazioni territoriali, con potenziali vulnerabilità soprattutto nella meccanica. In termini occupazionali, lo scenario prevede un incremento nel numero di occupati dello 0,2% (da +0,4% a gennaio).
-Foto ufficio stampa Assolombarda-
(ITALPRESS).
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Redazione
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Alexander Zverev si prende anche New York. Dopo il primo titolo Slam vinto al Roland Garros, il tennista tedesco mette in bacheca il primo Us Open della carriera battendo Ben Shelton nell’ultimo atto del torneo americano. Alla terza finale Major consecutiva, il 29enne di Amburgo cancella il brutto ricordo del 2020, quando si arrese a Dominic Thiem in cinque set dopo aver servito per il match (5-3) nel parziale decisivo. E’ di 6-3 7-6(2) 7-5 6-2, in tre ore e 32 minuti di gioco, il punteggio in favore del tennista tedesco, che è il nono giocatore nell’Era Open ad essere in grado di sollevare Roland Garros e Us Open nella stessa stagione dopo nomi del calibro di Rod Laver (1969), Guillermo Vilas (1977), Ivan Lendl (1986, 1987), Mats Wilander (1988), Andre Agassi (1999), Rafael Nadal (2010, 2013, 2017, 2019), Novak Djokovic (2023) e Carlos Alcaraz (2025). Zverev diventa anche il quarto tennista tedesco di sempre a trionfare a Fluishing Meadows: prima di lui ci erano riusciti Boris Becker (1989) e – al femminile – Steffi Graf (1988, 1989, 1993, 1995, 1996) e Angelique Kerber (2016).
Delusione per Ben Shelton, alla prima finale Slam della carriera, che ha ugualmente disputato un torneo incredibile: fatti fuori gli ostici Griekspoor, Hurkacz e Shapovalov, lo statunitense è stato protagonista dell’eliminazione di Alcaraz e del sorprendente Tiafoe. A Shelton è mancato il guizzo decisivo per riportare un titolo Major negli Usa che manca dallo Us Open 2003 con Andy Roddick.
Tra forfait ed eliminazioni a sorpresa, la classifica Atp e la Race verso le Atp Finals subiscono diversi cambiamenti. Jannik Sinner resta numero uno del mondo (11.500 punti), ma con meno di 2000 lunghezze di margine su Zverev (9690), che si prende però il primo posto nella Race: 8.650 contro 7.950 punti in favore del tedesco, che rientra prepotentemente in gioco per la corsa al numero uno del 2026. Alcaraz si conferma terzo in classifica Atp (5.560) con Shelton nuovo numero 4 del mondo (4.680). Perde una posizione Felix Auger-Aliassime, quinto con 3.890, mentre ne guadagna due Daniil Medvedev, sesto con 3.770. Flavio Cobolli si conferma in top ten, settimo con 3.720 punti, davanti a Frances Tiafoe, che entra nel best ranking di numero 8 del mondo (3.380). Otto anni dopo l’ultima volta, Novak Djokovic uscirà dalla top ten e scalerà in 12esima posizione (2.980). Perde terreno Lorenzo Musetti, che scivola ai margini della top 20 in 20esima piazza con 2.255 punti.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Colpo Sassuolo, l’ex Adzic manda al tappeto la Juve al 94′
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13 Settembre 2026di
Redazione
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Sassuolo vince una partita pazza, battendo per 3-2 la Juventus nella quarta giornata di Serie A con cinque gol tutti nella ripresa. I padroni di casa vanno due volte in vantaggio con Esposito e Bowie, venendo raggiunti in entrambi i casi da Zhegrova. All’ultimo minuto, però, l’ex Adzic trova il 3-2 che manda gli emiliani a 7 punti, raggiungendo proprio la formazione di Spaletti.
Primo squillo bianconero dopo appena due minuti, quando Nico Gonzalez si libera al tiro col destro dal limite, scheggiando la parte alta della traversa. La Juventus si rende pericolosa, ma concede più di qualcosa dietro, dove il Sassuolo trova spesso spazio in ripartenza. Al 36′ un ottimo Doig, ispirato da Esposito, entra in area dalla sinistra e calcia trovando l’esterno della rete. Si va all’intervallo sul risultato di 0-0. Subito Juventus pericolosa al rientro in campo. Al 47′ Alajbegovic si accentra per calciare a giro con il destro: Muric devia in angolo. Un minuto dopo è Vicario a volare sulla conclusione di Berardi. Al 65′ passano in vantaggio gli emiliani. Matic si accentra dalla destra dopo una serie di scambi e a 30 metri dalla porta verticalizza perfettamente verso l’area, dove si lancia Esposito che batte Vicario: 1-0. Nel finale la Juventus guadagna campo e all’82’ pareggia con il neo entrato Zhegrova. Muric esce per respingere un cross dalla sinistra di Kelly, ma la palla finisce tra i piedi del kosovaro, che con il portiere fuori dai pali insacca per l’1-1. Il Sassuolo non accusa il colpo e all’89’ torna avanti. Bakola scambia con Doig e sfonda centralmente arrivando al limite, dove serve Bowie, che con il destro batte Vicario. In avvio di recupero arriva la doppietta di Zhegrova, che si accentra dalla destra, scambia con Kolo Muani e batte Muric. La partita non finisce qui, perchè all’ultimo minuto di recupero la squadra di Aquilani la vince con Adzic, che finalizza il contropiede neroverde siglando il secondo gol consecutivo dopo quello al Bologna. Al Mapei il Sassuolo vince 3-2.
– foto Ipa Agency –
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Cronaca
Centrosinistra, Schlein “È tempo di accelerare sul programma comune”
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13 Settembre 2026di
Redazione
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – “Ora è tempo di accelerare sul programma comune”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, chiudendo la Festa nazionale dell’Unità, a Reggio Emilia.
“Non partiamo da zero, ma non basterà una somma di proposte concrete per quanto valide. Servono i valori, una visione del presente e del futuro che emancipi le persone dal bisogno – ha aggiunto Schlein -. Un sogno collettivo, una speranza di un Paese migliore che non ti abbandona nella solitudine e nella fatica ma che ti tende una mano. Non è sufficiente un semplice ritocco del modello neoliberista che ha fallito e chge ha mostrato la sua insostenibilità dal punto di vista economico, sociale e ambientale, ci serve il coraggio di ripensare il modello di sviluppo”.
“Ho chiesto ai nostri alleati di non affinare questo programma chiusi nelle nostre stanze di partito, ma di farlo tra la gente”, ha sottolineato la leader dem.
“Noi non vogliamo costruire l’alleanza contro i nostri avversari ma per le cose che vogliamo e possiamo fare insieme per l’Italia – ha proseguito -. Il Partito Democratico è il primo partito di opposizione ed è il perno imprescindibile di questa alternativa. Un partito che si è dimostrato vitale, saldo, forte, e che vogliamo mettere generosamente a disposizione di un progetto più ampio, unitario, per una nuova agenda per l’Italia. Abbiamo lavorato per un partito empatico, vicino ai bisogni e alle speranze delle persone. Speranza è una parola importante e la dobbiamo riaccendere”.
“E’ stato un Governo inutilmente lungo. Che occasione storica ha sprecato Giorgia Meloni… Avevano i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita degli italiani – ha affermato la segretaria del Pd, per la quale il record di durata del Governo “squarcia la loro propaganda. Basta col vittimismo, siete lì da 4 anni, se avete fallito la colpa è vostra, non può essere sempre di qualcun altro”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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