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Cronaca

Nasce l’Health Journalism Forum, nel 2026 il debutto in Italia

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ROMA (ITALPRESS) – Non basta più comunicare: occorre comprendere, connettere e restituire fiducia. E’ questa la premessa da cui riparte il Brand Journalism Festival 2025, in programma l’11 novembre al Talent Garden di Roma, presentato alla Camera dei Deputati nel corso di un incontro che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’impresa e dei media. L’evento, ideato da Ilario Vallifuoco e promosso da Social Reporters, si conferma il principale punto di riferimento in Italia per chi crede in una comunicazione capace di unire giornalismo e impresa in un linguaggio comune, fondato su trasparenza, etica e cultura della responsabilità.
Dall’esperienza del Brand Journalism Festival nasce anche l’Health Journalism Forum (HJF), che debutterà nel 2026 come naturale estensione del Festival. L’HJF sarà il primo spazio in Italia dedicato al giornalismo sanitario e alla comunicazione health, pensato per creare un dialogo strutturato tra media, istituzioni e aziende del settore. Sostenuto da Eli Lilly come main partner, il Forum intende promuovere una cultura della salute basata su accuratezza, trasparenza e responsabilità sociale, rispondendo alle crescenti esigenze di informazione affidabile in un contesto segnato da disinformazione e sfiducia.
Il Brand Journalism Festival 2025 si conferma così non un evento ma un progetto culturale, capace di generare idee, alleanze e nuovi modelli narrativi.
“In un contesto complesso come quello della salute, la qualità della comunicazione non può prescindere dalla qualità delle relazioni tra tutti gli attori coinvolti. Solo attraverso un dialogo strutturato, trasparente e responsabile è possibile contrastare la disinformazione e costruire un sistema informativo capace di generare fiducia, comprensione e valore sociale. L’Health Journalism Forum vuole essere il punto d’incontro in cui ciascuno di questi attori ha un ruolo attivo: favorire una narrazione condivisa, responsabilizzata, che restituisca fiducia e renda la salute un patrimonio comune”, afferma Benedetta Bitozzi, Associate Director – Communication, Advocacy & Policy di Lilly Italia.
Il BJF 2025, di cui Unipol è main partner, è una piattaforma di confronto in cui giornalisti, comunicatori e aziende si incontrano per costruire un linguaggio comune, superando logiche di contrapposizione e promuovendo un’idea di informazione condivisa, fondata su trasparenza, qualità e responsabilità. Durante la giornata dell’11 novembre, si alterneranno talk, tavole rotonde e case study dedicati alle nuove forme del racconto d’impresa, al ruolo dell’etica nella costruzione della reputazione, all’impatto dell’intelligenza artificiale sui processi editoriali e comunicativi, e al valore dei contenuti come leva di fiducia tra brand e cittadini. Tra i temi al centro del dibattito: etica e algoritmo, come garantire responsabilità e trasparenza nella comunicazione digitale; reputazione e autenticità, le nuove metriche della fiducia; storytelling e sostenibilità, la sfida del racconto d’impresa nell’era dell’impatto sociale. La seconda edizione del Festival vedrà la partecipazione di direttori di testate nazionali, communication manager di grandi aziende italiane e internazionali, docenti universitari, e rappresentanti delle istituzioni europee, tra cui Alessandra Marino (Commissione Europea) e Fabrizio Spada (Parlamento Europeo).
“Con la seconda edizione del Brand Journalism Festival non ci limitiamo a consolidare un format di successo, ma ne certifichiamo la natura generativa – sottolinea Ilario Vallifuoco -. Il Festival è un laboratorio di idee, un ecosistema di menti che interagiscono con l’obiettivo di superare la polarizzazione tra informazione e comunicazione d’impresa e restituire valore a un racconto autentico con impatti reali. Il Brand Journalism, in questo senso, non può essere assimilabile a marketing o pubblicità, ma diventa un modo di fare cultura: è l’impresa che si fa narratrice del proprio tempo, con l’ambizione di leggere e raccontare i cambiamenti che attraversano la società, l’economia e i valori collettivi”.

– Foto ufficio stampa Lilly Italia –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Al Galatasaray il primo round con il Liverpool, decide un gol di Lemina

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ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Il Galatasaray batte ancora il Liverpool a Istanbul. La gara di andata degli ottavi di finale di Champions League finisce nello stesso modo del match di settembre nella fase campionato: 1-0 e Victor Osimhen di nuovo protagonista. Non con un gol come nell’ultimo precedente, ma con l’assist per l’ex juventino Lemina che decide il match al 7′ con un colpo di testa in tuffo sulla sponda del nigeriano dopo un calcio d’angolo battuto da Sara. L’ex Napoli sfiora anche il 2-0 al 12′ con un colpo di testa su cross di Jakobs e si vede annullare una rete al 64′ per un fuorigioco precedente di Yilmaz. Il Liverpool fatica ad accendersi con i singoli. Dura sessanta minuti la partita di Mohamed Salah nel giorno del record di presenze con la maglia dei Reds in Champions League (81, superato Jamie Carragher). Pochi palloni giocabili invece per Hugo Ekitikè che al 66′ non sfrutta uno dei rari regali della retroguardia turca: Yilmaz sbaglia il retropassaggio, il centravanti dei Reds si presenta a tu per tu con Cakir ma viene murato dal portiere turco. L’estremo difensore la combina grossa al 70′ sbagliando i tempi dell’uscita su un calcio piazzato che si trasforma in mischia: il pallone entra in porta, ma il pareggio viene annullato dal Var per un tocco col braccio di Konate nell’immediatezza della rete. Nel complesso però è più che positiva la prestazione di Cakir che all’81’ chiude la porta evitando l’autogol di Sanchez su un cross insidioso di Robertson. L’unica notizia stonata della serata dei giallorossi è il cartellino giallo rimediato nel finale dal diffidato Davinson Sanchez, che salterà la sfida di ritorno in programma mercoledì 18 marzo ad Anfield Road. Tra una settimana il Liverpool, lontano dalla vetta in Premier League, si giocherà la stagione.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Fey (Norwegian Business School), priorità della Cina è crescita di alta qualità

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OSLO (NORVEGIA) (XINHUA/ITALPRESS) – Le “due sessioni” in corso e la bozza dello schema del 15esimo Piano quinquennale della Cina segnalano un chiaro spostamento verso una crescita di maggiore qualità e guidata dall’innovazione, ha affermato Carl Fey, professore di strategia presso la BI Norwegian Business School ed ex preside della Nottingham University Business School China.

In una recente intervista scritta a Xinhua, Fey ha affermato che il nuovo piano suggerisce come la Cina non stia più valutando lo sviluppo principalmente in base ai tassi di crescita del PIL, bensì in base alla qualità e al contenuto tecnologico della crescita, con l’innovazione e le “nuove forze produttive di qualità” che assumono un ruolo centrale nella prossima fase di sviluppo del Paese.

La bozza dello schema del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030) è stata sottoposta all’organo legislativo nazionale per la valutazione durante la sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo. Il rapporto sul lavoro del governo ha sottolineato lo sviluppo di alta qualità, una domanda interna più forte e progressi più rapidi nella scienza e nella tecnologia.

Una caratteristica rilevante del nuovo piano, ha dichiarato Fey, è la forte enfasi sulle industrie emergenti e del futuro. I documenti ufficiali diffusi durante le “due sessioni” mostrano che la Cina svilupperà settori come la tecnologia quantistica, l’intelligenza artificiale incarnata, le interfacce cervello-computer, l’energia a idrogeno, la fusione nucleare e le comunicazioni mobili 6G.

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Fey ha inoltre osservato che il piano pone maggiore enfasi sui consumi interni, sullo sviluppo verde e su un’apertura di alto livello. Il rapporto sul lavoro del governo e i relativi documenti politici indicano che il Paese adotterà misure per stimolare i consumi e il reddito delle persone, continuando al tempo stesso a migliorare l’ambiente per gli investimenti esteri e ad ampliare l’accesso al mercato.

Secondo Fey, queste priorità potrebbero creare opportunità più ampie per le imprese internazionali, comprese quelle europee, offrendo al contempo insegnamenti preziosi per altri Paesi che cercano di bilanciare crescita economica, innovazione e sostenibilità.

Nonostante le sfide, ha affermato il professore, la Cina ha dimostrato una forte capacità di pianificazione sul lungo termine e di attuazione efficace delle politiche, e il suo nuovo piano di sviluppo indica un solido slancio negli anni a venire.

“E’ chiaro che la Cina ha un futuro molto luminoso nei prossimi cinque anni”, ha dichiarato Fey.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

Ricerca Confimprese, il 73% dei retailer punta su parità di genere e inclusione

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MILANO (ITALPRESS) – La sostenibilità celebrata a tutto tondo, da quella ambientale all’inclusione. Al quinto convegno Retail & Sostenibilità, a Milano, Confimprese ha sottolineato quanto sia importante oggi portare avanti attività che guardino con attenzione ai fattori ESG. Come emerso anche dalla ricerca Trend di sostenibilità nel retail condotta proprio da Confimprese con partner Global Strategy – che ha utilizzato un campione composto per il 30% da aziende appartenenti al settore abbigliamento-accessori, 30% da ristorazione e per il rimanente 40% da altro retail – la diffusione trasversale dei temi ESG si concentra con valutazioni elevate su sostenibilità sociale e di governance. In particolare, il 73% delle aziende punta sulla parità di genere e attua politiche di assunzione a questo scopo. Il settore dell’abbigliamento-accessori (78%) e altre fattispecie di retail (82%) registrano i livelli medi più alti, mentre la ristorazione mostra un approccio più selettivo (60%).
Anche diversità e inclusione (etnia, religione, disabilità, nazionalità, età) sono sostenute da oltre la metà delle aziende (57%). Dati che dimostrano quanto i temi siano sentiti dalle imprese e da chi le gestisce.
“Negli ultimi anni il dibattito sulla sostenibilità si è concentrato soprattutto sugli aspetti ambientali ed energetici – ha affermato Mario Resca, presidente Confimprese -. Oggi, però, per il retail emerge un’altra dimensione della sostenibilità: quella sociale. Inclusione, parità di genere, valorizzazione delle diversità e tutela dei diritti umani non sono più temi accessori, ma elementi centrali per la competitività e la credibilità delle imprese. Le aziende del retail, che ogni giorno sono a contatto diretto con milioni di persone tra clienti e lavoratori, hanno una responsabilità particolare nel promuovere una cultura del rispetto, delle pari opportunità e dell’inclusione”.
La promozione in questo senso passa anche per un’iniziativa che Confimprese ha presentato durante la mattinata di lavori: We People-Il Manifesto DEI&A nel Retail, redatto in collaborazione con il partner tecnico Bureau Veritas Italia. A illustrarne i contenuti è stata Monica Salvestrin Brogi, consigliere delegato Confimprese e co-founder Nau!, che ha spiegato come la sostenibilità sociale vada intesa in termini di parità di genere, diversità, disabilità, modelli di economia circolare e governance d’impresa.
“Oggi, nel contesto degli scenari geopolitici ed economici che ci circondano, parlare di sostenibilità può apparire complesso. In realtà, rappresenta sempre più una leva strategica di crescita e sviluppo per le nostre imprese. E’ comprensibile interrogarsi sul perchè sia importante continuare a percorrere questa strada. Il valore etico, da solo, può non sembrare sufficiente. Ecco perchè nel manifesto abbiamo sintetizzato i principi DEI&A – diversità, equità, inclusione e accessibilità – che guidano le aziende di Confimprese nella gestione del nostro capitale più prezioso: quello umano. In fondo, la domanda mia resta sempre la stessa: perchè non farlo?”, ha concluso Salvestrin Brogi.
Il Manifesto nasce dall’ascolto degli associati Confimprese con l’obiettivo di ispirare la gestione delle persone nei settori del retail e della ristorazione. Riconoscere il valore dei singoli significa costruire contesti di lavoro in cui ciascuno possa sentirsi accolto, rispettato e parte di un progetto comune.
Nel corso del convegno, inoltre, sono stati assegnati i Confimprese Awards alle aziende che si sono distinte proprio nelle due principali categorie sottese all’impegno sociale, Impresa Multiculturale in cui ha vinto Action, seguita da Ovs ed Eataly, e Impresa Donna con Camomilla Italia al primo posto, seguita da Yamamay e DentalPro.
“Il retail dimostra che inclusione e sviluppo economico possono crescere insieme – ha concluso Resca -. Il nostro settore rappresenta uno dei principali motori di occupazione femminile e uno spazio di integrazione per lavoratrici e lavoratori provenienti da culture diverse. E’ nei negozi, nei centri commerciali e nelle imprese del commercio che si costruisce una parte importante della coesione sociale del Paese. Per questo oggi vogliamo valorizzare le imprese che hanno fatto della diversità e delle pari opportunità una leva strategica di crescita. Con i premi Impresa Multiculturale e Impresa Donna celebriamo aziende che dimostrano come la sostenibilità sociale non sia uno slogan, ma una scelta imprenditoriale capace di generare valore per le persone, per le imprese e per le comunità”.
– foto f12/Italpress –
(ITALPRESS).

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